Alessia Gazzola – Sindrome da cuore in sospeso (Recensione)

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Sindrome da cuore in sospeso è un romanzo di Alessia Gazzola, pubblicato nel 2012.
È il terzo libro in ordine di pubblicazione con protagonista Alice Allevi, ma rappresenta il “prequel” della serie, dove sono esposti gli antefatti che hanno portato alla scelta professionale dell’eroina di questa serie, la laureanda in medicina pasticciona, aspirante anatomopatologo all’Istituto di Medicina legale di Roma.

“Forse i morti non arrivano su ordinazione, come dice Claudio, ma di fatto eccone uno caldo caldo – o forse dovrei dire gelido – sul tavolo anatomico e lui è pronto a iniziare l’autopsia. Io, Lara e Ambra siamo nelle retrovie, ma lui ci sorprende con un’iniziativa.”

Alice Allevi ha un grosso problema. Si è appena resa conto di non voler più diventare un medico, ma non ha il coraggio di confessarlo a nessuno, e non sa cosa fare del suo futuro. Ma siccome la vita è sorprendente, sarà l’omicidio di una persona vicina alla sua famiglia a far scoprire ad Alice la sua vocazione, la medicina legale.
Poi un brutale omicidio commesso proprio in casa di sua nonna Amalia, vittima la giovane badante russa, scompiglia le carte del suo destino. Perché il medico legale che arriva sul luogo del delitto è un giovane, scostante ed irresistibile Claudio Conforti…
Forse c’entra il suo intuito, che la induce a ficcanasare dove non dovrebbe, mettendo a rischio le indagini. Forse c’entra l’arrivo della sua nuova coinquilina Yukino, una studentessa giapponese che parla come un cartone animato e che stravolge le abitudini, non solo culinarie, di Alice. Forse c’entra nonna Amalia che, con saggezza mista a battute fulminanti, sa come districarsi fra i pettegolezzi di paese.
Una cosa è certa, Alice non lo ammetterebbe mai, ma se sceglierà quella specializzazione, è soprattutto per rivedere Claudio Conforti, il giovane medico legale che ha conosciuto durante il sopralluogo. Vestito in maniera impeccabile, sorriso affilato come un bisturi, occhi travolgenti …

“Dopo una lunga doccia bollente, avvolta in un telo di spugna, vedo il mio cellulare emettere il segnale luminoso di un messaggio ricevuto. Allo scoprire il nome del mittente, la mente inizia a fantasticare che sia l’inizio di qualcosa di nuovo ed emozionante. Qualcosa tipo un invito a cena o al cinema.
Da: dottor Conforti
Domani, ore 9.30 e seguenti, autopsia. Astenersi perditempo.
È pur sempre un segnale di considerazione, nel senso che adesso sono degna di essere avvisata personalmente dell’inizio di un’autopsia. Bisogna imparare a comprendere l’importanza dei piccoli passi senza aspettarsi sin da subito fuochi d’artificio.”

E’ un breve romanzo, ma proprio breve, che si legge velocemente, introduce tutti i personaggi delle storie che troviamo nei libri della serie precedentemente pubblicati: la Professoressa Boschi, detta «la Wally», la leggenda vivente della medicina legale internazionale, il Grande Capo Prof. Paul Malcomess, le altre specializzande tra cui la timida Lara,  vuol fare il medico legale da quando era al liceo e la raccomandata e sexy Ambra, la sua coinquilina Nakahama Yukino, la giapponesina che sembra uscita da un cartone animato, tutta la sua famiglia, padre, madre e fratello “gaio” come dice nonna Amalia, quest’ultima sarà la figura di spicco di tutto il libro. Un libro che ha fatto felice i fan di Alice Allevi, un incrocio tra Bridget Jones e Kay Scarpetta, come il genere di cui fa parte un ibrido tra giallo e rosa, si potrebbe definire un chick lit giallo.

“Un pomeriggio all’Ikea con Yukino è una prova di resistenza fisica. Ha riempito due buste gialle di oggetti teoricamente molto utili, ma in pratica, per le nostre abitudini culinarie e domestiche, assolutamente superflui. Sto per chiederle cosa se ne farà dello spremiaglio, quando prende un setaccio per farina e decido di rinunciare. Nel reparto Lampade e lampadari ho appuntamento con Lara, che – come ho appreso stamattina – per coincidenza programmava un tour. Anche lei si è abbandonata a quella voluttà tutta dell’Ikea, in cui si riescono a spendere banconote da cinquanta euro anche quando l’idea era di comprare solo un tappetino per il bagno da tre euro.
Lara è ancora eccitata perché stamattina, per la prima volta – e secondo lei anche l’ultima – abbiamo avuto udienza dal Boss in persona.
«Esiste davvero, allora?» le ho domandato alla notizia del colloquio.
«Certo! Ed è un personaggio che ha segnato la storia mondiale della medicina legale con i suoi studi. Non capisco come fai a non rendertene conto! Guarda che Conforti non è la persona più importante, qui, anche se gli piace far credere il contrario.»”

I personaggi sono quelli che abbiamo imparato a conosce, la trama del giallo è semplice e ricorda molto lo stile di Jessica Fletcher, tutto in famiglia, ma quello che trovo diverso, in positivo, è la scrittura dell’autrice, mi ha dato l’impressione che si sia divertita a scriverlo, che fosse più rilassata, regalandoci un libro frizzante e ironico, insomma finora è quello che ho gradito maggiormente, mi sono davvero divertita. Certo ricordiamoci sempre di essere consapevoli di ciò che si sta leggendo senza pretendere chissà cosa. Io che amo leggere più generi diversi lo consiglio, vi farà trascorrere qualche ora simpatica.

Da bambino volevo guarire i ciliegi

Oggi, nel giorno del mio ventitreesimo compleanno, davanti a una Victoria Sponge Cake preparata da mia madre, nell’esatto momento in cui i miei mi incitano a esprimere un desiderio, io mi sento tremendamente indecisa e infelice.
Perché il mio non è un desiderio che si rispetti. Anzi, è proprio un desiderio ciofeca.
Vorrei trovare la forza di confessare, ora, subito, che non voglio fare il medico.
Ho paura di aver speso malissimo gli ultimi anni della mia vita in studi che non fanno per me e vorrei poterlo dire ai miei, che invece ne sono sempre stati orgogliosi, ma sono talmente confusa che in realtà non saprei nemmeno individuare una carriera alternativa.
Da bambina volevo fare la parrucchiera o la maestra d’asilo. Bisognerebbe sempre sforzarsi di seguire i sogni d’infanzia e non lasciarsi traviare da quei seminari della malora che organizzano all’ultimo anno di liceo, in cui ti lasciano credere che in teoria potresti fare qualunque cosa.
Qualunque cosa… macché!
Ieri, durante la parte pratica di un esame, ho dimostrato di non essere in grado nemmeno di prendere una vena. Oggi, per distrarmi, mi sono data da fare in cucina e ho preparato delle lasagne che mia nonna Amalia ha scambiato per una torta. D’accordo, lei è un po’ arteriosclerotica, ma stavolta non aveva tutti i torti. A riprova del fatto che non ci si può alzare la mattina e far quello che si vuole: è una menzogna dei manuali di autostima. Una menzogna cui ho creduto erroneamente quando ho deciso di fare il medico: e dire che le avvisaglie c’erano tutte – come per esempio quella volta che sono svenuta dopo che mio fratello si è rotto la rotula – ma ho finto di non vederle.
Nel pieno torrente di questa crisi vocazionale ha fatto irruzione il mio compleanno. Chi dà l’autorizzazione a un giorno di festa di esplodere nella sua gaia e presuntuosa smania anche nei momenti no? Perché ho permesso al mio compleanno di condurmi qui a Sacrofano, nella casa in cui sono cresciuta, con i miei pieni di aspettative, un fratello strambo, una nonna da ricovero, un’amica, Silvia, sempre più cinica, a spegnere le candeline come se di anni ne compissi dieci di meno?
«Il desiderio, Alice!» ripete mia madre.
Okay, posso fare di meglio.
Ecco il mio desiderio. Due in uno, facciamo uno strappo alla regola. No, d’accordo, va bene uno, niente eccezioni; sceglierò quello che più mi tormenta – per l’altro aspetterò il prossimo tappo di spumante che mi colpisca in piena faccia, come lo scorso Natale.
Vorrei un’illuminazione in questa buia e sconfinata incertezza che è una specie di malanno, come se il mio cuore fosse sempre in sospeso. Sì, la dovrebbero riconoscere nosograficamente, la sindrome da cuore in sospeso. Vorrei trovare una strada nella medicina che sia adatta a me, che io possa percorrere senza cadere nel rimpianto di tutto ciò che avrei potuto essere e non sono diventata.


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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