Pausa Caffè http://www.pausacaffeblog.it/wp Il Blog per chi ama la cucina, i libri, il cinema, le serie tv, la poesia, e tutto ciò che rappresenta la quotidiana pausa caffè. Thu, 03 Dec 2020 12:27:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.4 Novità in Libreria – Dicembre 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/12/novita-in-libreria-dicembre-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/12/novita-in-libreria-dicembre-2020.html#respond Thu, 03 Dec 2020 12:25:33 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=53171 E’ arrivato Dicembre, un mese magico che porta con se una delle feste più importati come il Natale, quest’anno lo vivremo certamente in modo diverso. Se proprio dobbiamo fare un regalo, regaliamo un libro! Il posto migliore dove rifugiarsi dal freddo di questo mese è una libreria con i suoi scaffali colorati, le decorazioni, l’odore [...]

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E’ arrivato Dicembre, un mese magico che porta con se una delle feste più importati come il Natale, quest’anno lo vivremo certamente in modo diverso. Se proprio dobbiamo fare un regalo, regaliamo un libro!
Il posto migliore dove rifugiarsi dal freddo di questo mese è una libreria con i suoi scaffali colorati, le decorazioni, l’odore dei libri, purtroppo visto il momento difficile che stiamo vivendo dobbiamo rinunciare a questo rituale, gli acquisti saranno più veloci per non creare file e la maggior parte saranno fatti con ordinazioni e consegne a domicilio, però possiamo ancora viverci le nostre serate dicembrine da lettore cronico con una Bevanda calda, un plaid ed un buon libro per coccolare l’anima.

Nel mese di dicembre si pubblica molto poco, quindi per qualche idea regalo vi consiglio anche di guardare le Novità editoriali di Novembre 2020.
Buone feste e buone letture a tutti voi!

Gli eventi di questo mese sono stati tutti annullati o spostati all’anno prossimo.

Ricordo che questo post non è statico, ma dinamico, cioè verrà aggiornato in base alle informazioni acquisite giorno per giorno ed i libri saranno inseriti in ordine cronologico d’uscita, ho aggiunto a fine pagina l’elenco dei libri usciti in ordine alfabetico. Si accettano sempre consigli e suggerimenti per migliorare questa rubrica.

Diamo un’occhiata agli eventi dell’ultimo mese di questo 2020:

Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone, scritto da Maurizio De Giovanni, pubblicato da Einaudi, giallo e mistery, data uscita 01/12/20.
È una splendida mattina di primavera, la città è illuminata da una luce perfetta, nell’aria l’odore del mare si mescola al profumo del glicine, della ginestra, dell’anemone. Della rosa. Come può venire in mente di uccidere qualcuno in un giorno come questo, in un posto come questo? Savio Niola, proprietario di uno storico chiosco di fiori, è stato ammazzato. Un delitto che sconvolge Pizzofalcone, perché l’anziano era amato da tutti nel quartiere. Lo consideravano una specie di «nonno civico», che non avendo una famiglia propria si prodigava per quelle degli altri. Aiutava i giovani spingendoli a studiare, cercando di tenerli lontani da strade senza ritorno; chiunque si rivolgesse a lui poteva contare su una parola gentile, su un po’ di attenzione, se necessario su un sostegno materiale. Eppure è stato letteralmente massacrato. Chi può avere tanto odio, tanta rabbia in corpo da compiere un gesto simile? Poco tempo prima l’uomo si era esposto contro il racket che taglieggia i commercianti della zona, ma la pista della criminalità organizzata non convince i Bastardi, ancora una volta alle prese con un caso difficile da cui, forse, dipendono le sorti del commissariato. Un commissariato che, per loro, è ormai molto più di un luogo di lavoro. Come per Savio era il suo chiosco.

Gli inganni di Locke Lamora. The Gentleman Bastard sequence. 1, scritto da Scott Lynch, pubblicato da Mondadori, genere fantasy, data uscita 01/12/20.
Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.

Il silenzio dell’acqua. Il prezzo da pagare, scritto da Adriano Barone, pubblicato da Mondadori, genere giallo e mistery, data uscita 01/12/20.
“Odio i tribunali.” Così dice Andrea Baldini, vicequestore della piccola Castel Marciano, mentre attende l’inizio del processo per omicidio della giovane Grazia Livon. È soprattutto merito suo se la ragazza è finita dietro le sbarre, ma l’onda d’urto del terribile assassinio scuote ancora la cittadina friulana, che non si aspettava di avere nell’armadio scheletri tanto terribili, tra gelosie, rancori, tradimenti e relazioni illecite. Andrea non ha tutti i torti: è nelle aule di tribunale che viene giudicata la solidità delle prove, e il suo timore si rivela profetico perché Grazia apre l’udienza con una dichiarazione spontanea che minaccia di compromettere la lunga, sofferta indagine. La più furiosa di tutte è Luisa Ferrari, punta di diamante della squadra omicidi della Mobile di Trieste, poliziotto istintivo, tenace e intransigente, che Andrea nel corso dei mesi appena passati ha imparato a conoscere e apprezzare nonostante le loro differenze. Nelle affermazioni di Grazia, Luisa vede solo un tentativo di sottrarsi a una giusta condanna; Andrea, invece, non riesce a convincersi che la ragazza possa essere così diabolica. Scoprono presto che non c’è tempo per riflettere: una serie di incidenti, aggressioni e terribili delitti torna a sconvolgere Castel Marciano. Chi c’è dietro al nuovo incubo? Andrea e Luisa tornano a indagare con le consuete differenze di metodo, di temperamento, di filosofia di vita. Diviso tra il desiderio di restare un punto di riferimento saldo per la comunità e la paura di non essere all’altezza del proprio ruolo, Andrea affronta i vecchi fantasmi, senza ancora sapere che i volti del Male sono più sfuggenti e terribili di quanto lui creda. “Il silenzio dell’acqua. Il prezzo da pagare” è un thriller che riporta in scena i personaggi interpretati da Ambra Angiolini e Giorgio Pasotti nella serie TV Mediaset “Il silenzio dell’acqua”.

Il cielo stellato fa le fusa, scritto da Chiara Francini, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 01/12/20.
È, questa che vi narro, una storia che prende vita sulle colline di Firenze, durante un giorno di maggio, in una dimora dal nome che pare scritto da Petrarca. O da Biancaneve. Villa Peyron al Bosco di Fontelucente. In questa magione profumata di fiori, caffellatte e bucati s’ha da svolgere, durante un fine settimana, un convegno prelibato che parla di Cibo e Cultura. I partecipanti, golosi di bellezza e d’arte, vengono da ogni angolo del creato. Governante e regina della magione è la Lauretta, colei che tutto tiene a bada, sbenedizionando a destra e a manca col mestolo disinvolto, la cucina sopraffina e la ciabatta lesta quanto la lingua. Ma d’improvviso, accade l’impensabile. Il variopinto bouquet d’umani si trova rinchiuso, sprangato per un tempo assai più lungo di quello immaginato. Una clausura involontaria, un perimetro stretto stretto, anche se straordinario. Che ne sarà dei nostri sventurati, alla ventura? Sconosciuti gli uni agli altri. In fondo anche a se stessi. E non potendo più uscire, che si fa? Ci si ispira al Decameron del Ser Boccaccio, si raccontano novelle!

Il processo Mitford. I delitti Mitford, scritto da Jessica Fellowe, spubblicato da Neri Pozza, genere giallo storico, data uscita 03/12/20.
Inghilterra, 1932. Una fede d’oro brilla alla mano sinistra di Louisa Cannon, il segno tangibile che la dama di compagnia di casa Mitford, è finalmente convolata a nozze con Guy Sullivan, sergente del Dipartimento d’investigazione criminale di Londra. Louisa non sta nella pelle, dopo anni al servizio dei Mitford, può finalmente congedarsi dall’illustre famiglia e, visto che Guy le ha pagato un corso di stenografia, trovare magari lavoro negli uffici del Tribunale. Così, quando Nancy, l’audace e socievole primogenital dei Mitford, le propone di accompagnare in una crociera di tre settimane Lady Redesdale, Diana, Unity e Decca, Louisa non esita a declinare con fermezza l’invito. Lo scopo di Nancy è chiaro: allontanare Diana dal suo amante, Sir Oswald Mosley, il fondatore dell’Unione britannica dei fascisti, l’impenitente donnaiolo che la scrittrice di casa Mitford ha battezzato Sir Orco. Tuttavia, quando uno sconosciuto col mento lungo e la carnagione giallastra si presenta al cospetto di Louisa e, a nome del governo britannico, le rivolge lo stesso invito, la ex dama di compagnia di casa Mitford non può fare altro che ascoltare e assentire. Il governo ha bisogno che lei parta per la crociera e sorvegli Diana Guinness e sua sorella minore, la signorina Unity Mitford, entrambe iscritte all’Unione britannica dei fascisti, annotando ogni loro incontro, ogni movimento insolito. Ne va della salvezza della Gran Bretagna. A bordo della Princess Alice, una delle navi più recenti della Empire Line, Louisa cerca di tenere fede al suo impegno per la salvezza del paese. Tra partite di bridge e passeggiate sul ponte osserva con cura ogni minimo gesto delle due sorelle. Il viaggio prende tuttavia una piega amara e inaspettata quando un passeggero, Joseph Fowler, viene trovato brutalmente assassinato nella sua cabina. Tornati a Londra, il caso è affidato all’avvocato Tom Mitford e Louisa, suo malgrado, si ritroverà coinvolta nell’indagine… Quarto capitolo della fortunata serie dei Delitti Mitford, Il processo Mitford vede nuovamente protagoniste le leggendarie sorelle Mitford nell’Inghilterra degli anni Trenta, anni di furori ideologici, tradimenti, passioni proibite e giochi pericolosi.

C’era una volta adesso, scritto da Massimo Gramellini, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 03/12/20.
«Tutto il mondo affrontava la stessa prova. Qualcuno ne approfittò per cambiare». Cosa racconteremo di noi e della nostra vita ai nostri nipoti? Mattia decide di iniziare dalla primavera dei suoi nove anni, nel 2020, quando, mentre il mondo da un giorno all’altro si rinchiude in casa, si ritrova costretto nel microcosmo di un condominio di ringhiera a fronteggiare il suo più grande nemico: quel padre che l’aveva abbandonato quando aveva solo tre anni. Mentre tutto si stravolge, l’ansia e la paura prendono il sopravvento, la scuola viene racchiusa in un computer, i vicini cantano dai balconi e gli amori vivono storie impossibili, il piccolo Mattia, grazie all’aiuto di una nonna che dai libri e dalle stelle ha appreso la tenera saggezza della vita, e di una sorella ribelle e affettuosa, comincerà a capire qualcosa di nuovo e importante: diventare grandi significa anche provare a scommettere sugli altri e imparare a fidarsi. Persino dei più acerrimi nemici. Massimo Gramellini, con la sua empatia, ci racconta in una storia di sentimenti e speranze la sorprendente scoperta di potersi continuamente reinventare.

La distanza tra le stelle, scritto da Lily Brooks-Dalton, pubblicato da Nord, genere narrativa, data uscita 03/12/20.
Augustine ha dedicato la sua esistenza allo studio delle stelle. Non ha mai avuto una famiglia, né un vero amore; ha invece sempre avuto il suo telescopio, lassù, in un osservatorio astronomico nell’Artico. Così, quando scatta un allarme e gli altri scienziati vengono richiamati a casa, lui rifiuta di seguirli: è vecchio, non ha nessuno cui tornare, e ha scorte sufficienti per il tempo che gli resta. Poi le comunicazioni con l’esterno si interrompono e ad Augustine non rimane che guardare il cielo. E attendere. Sully ha sacrificato tutto per diventare astronauta. E la missione dell'”Aether” è stata un successo: lei entrerà nella storia come il primo essere umano ad aver raggiunto l’orbita di Giove. Eppure, quando l’astronave è ormai vicina all’atmosfera terrestre, le comunicazioni con la base s’interrompono. Atterrita, Sully lancia un SOS, sperando che qualcuno lo raccolga. E qualcuno, nell’angolo più remoto della Terra, risponde. Grazie a quel filo invisibile, la distanza siderale tra Sully e Augustine si colma e le loro solitudini s’intrecciano in un rapporto cui entrambi si aggrappano come naufraghi, lontani eppure vicinissimi, entrambi spaventati e stupiti dalla realtà che devono affrontare. E, mentre il mondo sembra scivolare in un silenzio assoluto, i due riscopriranno il vero significato della vita e soprattutto della speranza.

Il caso Fellini, scritto da Enrico Brizzi, pubblicato da Edizioni Theoria, genere giallo e mistery, data uscita 03/12/20.
L’ispettore Eva Bauer, incaricata del caso insieme ai colleghi del commissariato Marina, si trova ben presto alle prese con un rompicapo ad alta tensione, in cui le citazioni cinematografiche s’intrecciano ai sospetti relativi a un possibile regolamento di conti fra potenze estere. Com’è arrivato in Riviera il Novichok, la sostanza letale impiegata al Fulgor? Chi è il misterioso personaggio informato dei fatti che sfida la Polizia a risolvere il caso? E quale legame corre fra la produzione di Fellini e la scia di delitti che l’avvelenamento si lascia dietro? In una livida Rimini invernale, umanissimo porto delle nebbie popolato.

Torno a casa per Natale, scritto da Jenny Hale, pubblicato da Newton Compton Editori, genere narrativa rosa, data uscita 10/12/20.
Il piccolo albergo White Oaks è sempre stato il posto preferito di Scarlett Bailey. Sua nonna è proprietaria di quell’edificio antico e accogliente, profumato di cannella e cioccolato, e a Scarlett sembra di tornare bambina ogni Natale, quando tutta la famiglia si riunisce qui. Ma le cose stanno per cambiare e questo potrebbe essere l’ultimo anno da trascorrere insieme al White Oaks… Nel pieno delle festività natalizie, mentre cucina biscotti e sistema le decorazioni sull’albero, Scarlett si getta a capofitto in una nuova missione: salvare l’albergo. Quando viene a sapere che Charlie Bryant, un affascinante promotore immobiliare, trascorrerà il mese di dicembre lì vicino, comincia a sperare in un colpo di fortuna. Ma quando Scarlett e Charlie si incontrano volano scintille: i due hanno idee molto diverse per il futuro di White Oaks. Scarlett è determinata a dimostrare cosa l’albergo significhi per la sua famiglia e per gli ospiti che vi ritornano ogni anno, mentre Charlie è alle prese con un segreto del passato che gli impedisce di aprire il suo cuore. Ci vorrebbe proprio un miracolo di Natale, per seppellire i dissapori e cominciare finalmente a collaborare…

Elenco novità libri in ordine alfabetico usciti a Dicembre 2020:

C’era una volta adesso, scritto da Massimo Gramellini, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 03/12/20.
Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone, scritto da Maurizio De Giovanni, pubblicato da Einaudi, giallo e mistery, data uscita 01/12/20.
Gli inganni di Locke Lamora. The Gentleman Bastard sequence. 1, scritto da Scott Lynch, pubblicato da Mondadori, genere fantasy, data uscita 01/12/20.
Il caso Fellini, scritto da Enrico Brizzi, pubblicato da Edizioni Theoria, genere giallo e mistery, data uscita 03/12/20.
Il cielo stellato fa le fusa, scritto da Chiara Francini, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 01/12/20.
Il processo Mitford. I delitti Mitford, scritto da Jessica Fellowe, spubblicato da Neri Pozza, genere giallo storico, data uscita 03/12/20.
Il silenzio dell’acqua. Il prezzo da pagare, scritto da Adriano Barone, pubblicato da Mondadori, genere giallo e mistery, data uscita 01/12/20.
La distanza tra le stelle, scritto da Lily Brooks-Dalton, pubblicato da Nord, genere narrativa, data uscita 03/12/20.
Torno a casa per Natale, scritto da Jenny Hale, pubblicato da Newton Compton Editori, genere narrativa rosa, data uscita 10/12/20.

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John Grisham – Il tempo della clemenza http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/12/john-grisham-il-tempo-della-clemenza.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/12/john-grisham-il-tempo-della-clemenza.html#respond Wed, 02 Dec 2020 14:55:52 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=53161 Il tempo della clemenza, un Legal Thriller di John Grisham, pubblicato il 24 novembre 2020 da Mondadori. Ritorna l’avvocato Jake Brigance, già amatissimo protagonista di Il momento di uccidere e L’ombra del sicomoro, che dovrà affrontare un caso difficile che dividerà le coscienze. “Accetta quel maledetto caso, Jake!” gli sembrava di sentirlo strillare. “Tutti hanno diritto [...]

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John Grisham – Il tempo della clemenza

Il tempo della clemenza, un Legal Thriller di John Grisham, pubblicato il 24 novembre 2020 da Mondadori. Ritorna l’avvocato Jake Brigance, già amatissimo protagonista di Il momento di uccidere e L’ombra del sicomoro, che dovrà affrontare un caso difficile che dividerà le coscienze.

“Accetta quel maledetto caso, Jake!” gli sembrava di sentirlo strillare.
“Tutti hanno diritto a un avvocato!”
“Non puoi sempre sceglierti i clienti!”

Clanton, Mississippi. 1990. Quando l’avvocato Jake Brigance viene nominato suo malgrado difensore di Drew Gamble, accusato a soli sedici anni di aver ucciso Stuart Kofer, vicesceriffo della Ford County, capisce di trovarsi di fronte al caso più difficile della sua carriera. Perché Drew è soltanto un ragazzo timido e spaventato che non dimostra la sua età, e questo rende il suo crimine ancora più incredibile e agghiacciante. Ma sua madre e sua sorella, che insieme a lui vivevano a casa di Stuart, sanno cosa lo ha spinto a commettere questo terribile gesto. Conoscono fin troppo bene la doppia vita della vittima. Molti a Clanton invocano la pena di morte, l’assassinio di un poliziotto è considerato un atto inammissibile, e la professione di Stuart Kofer lo rendeva a suo modo intoccabile in un contesto sociale pieno di ombre e contraddizioni. Il ragazzo ha poche chance di sfuggire alla camera a gas e Jake è l’unico che può salvarlo, in un processo controverso che dividerà l’opinione pubblica, mettendo a rischio anche la sua vita e quella della sua famiglia.

“Sei giorni alla settimana, tutti tranne la domenica, Jake Brigance si faceva buttare giù dal letto da una sveglia rumorosa allo scellerato orario delle cinque e mezza. Sei giorni alla settimana andava dritto alla macchinetta del caffè, schiacciava un pulsante e correva nel suo piccolo bagno nel seminterrato, lontano dalla moglie e dalla figlia addormentate, dove si faceva la doccia in cinque minuti e ne trascorreva altri cinque immerso nel resto del suo rituale prima di infilarsi i vestiti che aveva preparato la sera prima. Poi saliva in fretta le scale, si versava una tazza di caffè nero, tornava di soppiatto in camera da letto, dava un bacio alla moglie, prendeva la tazza e alle sei meno un quarto in punto chiudeva la porta della cucina e usciva sul retro della casa. Sei giorni alla settimana guidava per le strade buie di Clanton fino alla pittoresca piazza con l’imponente palazzo della contea, sede del tribunale e simbolo della vita che conosceva, parcheggiava davanti al suo ufficio in Washington Street e sei giorni alla settimana, alle sei in punto, entrava al Coffee Shop per sentire o diffondere le ultime indiscrezioni e fare colazione a base di pane tostato di frumento e farina d’avena.
Il settimo giorno, però, si riposava.”

Le recensioni sono poche visto il breve tempo trascorso dall’uscita del libro, ma sono decisamente molto positive, i fan sono parecchio contenti del ritorno di un protagonista così amato e non sembra esserci delusione, anzi viene riconfermata la bravura di Grisham, che riesce, com’è nel suo stile, anche a trattare temi delicati e che spesso chiamano in causa l’opinione pubblica. Non resta che leggerlo.

1
L’infelice casetta sorgeva in mezzo alla campagna, a una decina di chilometri da Clanton, lungo una vecchia strada della contea che non portava da nessuna parte. Dalla carreggiata non si vedeva. Vi si accedeva da un vialetto di ghiaia che digradava e si incurvava sinuoso, e di notte faceva sobbalzare i fari che si avvicinavano. La loro luce filtrava attraverso le finestre e le porte della facciata, come per avvertire chi era in attesa all’interno. L’isolamento dell’edificio contribuiva all’orrore incombente.
La mezzanotte della domenica era passata già da molto quando i fari finalmente comparvero. Irruppero nella casa proiettando ombre sinistre e silenziose sulle pareti, poi sparirono mentre l’auto si abbassava prima di percorrere l’ultimo tratto. Chi era dentro avrebbe dovuto essere addormentato da ore, ma in quelle notti terribili riposare era impossibile. Sul divano in soggiorno, Josie fece un respiro profondo, disse una preghiera veloce e si avvicinò piano alla finestra. L’auto sbandava e sobbalzava come sempre o era sotto controllo? Lui era ubriaco come al solito o aveva rallentato il ritmo delle bevute? Lei si era messa una sottoveste provocante per attirare la sua attenzione e magari distoglierlo dalla violenza. In passato c’era riuscita, una volta gli era piaciuto.
L’auto si fermò accanto alla casa e lei lo guardò scendere. Barcollava e inciampava, e Josie si preparò a quello che stava per succedere. Andò ad aspettarlo in cucina, dove la luce era accesa. Accanto alla porta, parzialmente nascosta in un angolo, c’era una mazza da baseball di alluminio che apparteneva a suo figlio. L’aveva messa lì un’ora prima, per difendersi in caso lui avesse deciso di aggredire i ragazzi. Aveva pregato il Signore perché le desse il coraggio di usarla, ma continuava ad avere dei dubbi. Lui urtò contro la porta della cucina e scosse il pomello come se fosse chiusa a chiave; non lo era. Alla fine la spalancò con un calcio mandandola a sbattere contro il frigorifero.
Da ubriaco, Stuart era goffo e violento. La sua pallida carnagione irlandese si arrossava, le guance si infiammavano e gli occhi luccicavano di un fuoco acceso dal whiskey, che lei aveva visto troppe volte. A trentatré anni i suoi capelli avevano cominciato a ingrigirsi e a cadere, e lui cercava di nasconderlo con un orribile riporto che, dopo una sera passata a girare per locali, gli aveva lasciato lunghe ciocche che pendevano sopra le orecchie. Sulla faccia non aveva tagli o lividi, forse era un buon segno, forse no. Gli piaceva fare a botte nelle bettole, e dopo una serata complicata di solito si leccava le ferite andando dritto a letto. Ma se non c’erano state risse, spesso veniva a cercarle a casa.
«Che ci fai in piedi?» grugnì mentre tentava di chiudersi la porta alle spalle.
«Ti stavo aspettando, tesoro. Stai bene?» chiese Josie con tutta la calma possibile.
«Non ho bisogno che mi aspetti. Che ore sono, le due?»
Lei sorrise, come se fosse tutto a posto. Una settimana prima aveva deciso di andare a letto e di aspettarlo lì. Lui era tornato a casa tardi, era salito al piano di sopra e aveva minacciato i ragazzi.
«Quasi le due» disse in tono dolce. «Andiamo a letto.»
«Perché hai addosso quella roba? Sembri proprio una puttana. Stasera c’è stato qui qualcuno?»
Niente di nuovo, le solite accuse. «Ovviamente no» rispose Josie. «Stavo solo per coricarmi.»
«Sei una troia.»
«E dài, Stu. Ho sonno. Andiamo a letto.»
«Con chi eri?» ringhiò lui mentre ricadeva contro la porta.
«Con chi? Con nessuno. Sono stata qui tutta la sera con i ragazzi.»
«Sei una stronza bugiarda, lo sai?»
«È la verità, Stu. Andiamo a letto, è tardi.»
«Mi hanno detto che un paio di giorni fa qualcuno ha visto il pick-up di John Albert qui fuori.»
«E chi è John Albert?»
«E chi è John Albert, chiede la puttanella? Sai benissimo chi è John Albert.» Si staccò dalla porta, fece qualche passo incerto verso di lei e cercò di reggersi al piano della cucina. Le puntò un dito contro. «Sei una troietta e fai venire qui i tuoi ex. Ti avevo avvertita.»
«Io sto solo con te, Stuart, te l’ho detto mille volte. Perché non mi credi?»
«Perché sei una bugiarda e ti ho già beccata a raccontare balle. Te la ricordi la carta di credito? Stronza.»
«Per favore, Stu, è stato un anno fa e l’abbiamo risolta.»
Lui le afferrò il polso di scatto con la sinistra e si preparò a colpirla forte in faccia: la schiaffeggiò a mano aperta, uno schiocco sonoro e sgradevole, carne contro carne. Lei gridò di dolore e spavento. Si era ripromessa di non urlare per nessun motivo, perché i ragazzi erano al piano di sopra dietro la porta chiusa a chiave, ad ascoltare tutto.
«Smettila, Stu!» strillò e si toccò la faccia cercando di riprendere fiato. «Basta botte! Ti ho detto che me ne vado e ti giuro che lo faccio!»
Lui scoppiò a ridere. «Ah, sì? E dove vai, puttanella? Torni nel camper nei boschi? Torni a vivere in macchina?» Le strattonò il polso, la fece girare e le circondò il collo con il suo grosso avambraccio. Le sussurrò rabbioso all’orecchio: «Non hai un posto dove stare, stronza, nemmeno il parcheggio di roulotte in cui sei nata». Le schizzò sull’orecchio un fiotto di saliva calda che puzzava di whiskey e birra stantii.
Josie fece uno scatto e cercò di liberarsi, ma Stu le spinse il braccio verso l’alto, come se volesse spezzarle un osso. Lei non poté impedirsi di gridare di nuovo e, mentre lo faceva, pensò con dolore ai suoi figli. «Mi rompi il braccio, Stu! Basta, ti prego!»
Lui le abbassò il braccio di qualche centimetro, ma strinse la presa. «Dove te ne vai? Hai un tetto sulla testa, hai da mangiare e una camera per i tuoi figli schifosi e parli di andartene? Non penso proprio» le sibilò all’orecchio.
Josie si irrigidì e si dimenò cercando di sfuggirgli, ma lui era un uomo forte e violento. «Stu, mi stai rompendo il braccio… Ti prego, lasciami!»
Per tutta risposta, lui la strattonò ancora di più e lei gridò.

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Donato Carrisi – Io sono l’abisso http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/12/donato-carrisi-io-sono-labisso.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/12/donato-carrisi-io-sono-labisso.html#respond Wed, 02 Dec 2020 13:06:29 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=53151 Io sono l’abisso è un thriller di Donato Carrisi, pubblicato il 23 novembre 2020, da Longanesi. Una storia misteriosa e affascinante, un viaggio nei meandri della psiche e dei sentimenti, alle radici del Male della nostra società. Un viaggio nel buio che è in ognuno di noi. “La spazzatura di una persona racconta la sua vera [...]

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Donato Carrisi – Io sono l’abisso

Io sono l’abisso è un thriller di Donato Carrisi, pubblicato il 23 novembre 2020, da Longanesi. Una storia misteriosa e affascinante, un viaggio nei meandri della psiche e dei sentimenti, alle radici del Male della nostra società. Un viaggio nel buio che è in ognuno di noi.

“La spazzatura di una persona racconta la sua vera storia. Perché, a differenza delle persone, la spazzatura non mente.
Si poteva imparare tanto da ciò che la gente gettava via. E, in fondo, quello era anche il suo modo di relazionarsi con gli altri esseri umani. Non con tutti, però. Gli interessavano unicamente i suoi simili.
Le persone sole.”

Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti.
E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto.
L’uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l’eccezione di rare ma memorabili serate speciali.
Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui che ha scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente.
Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde. Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce non può sapere: là fuori c’è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna.
E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.

“Conosceva un unico modo per trovare la verità ed era scavare nei rifiuti della gente.
Le persone sono deboli, si diceva. Commettono peccati di cui spesso si vergognano. E, proprio per questo, tendono a nascondere chi sono realmente. Ma spesso le persone ignoravano un particolare: le cose che buttavano via con tanta leggerezza mentre costruivano la loro menzogna, gli scarti della loro finzione, potevano rivelare chi fossero davvero.”

Anche se questo libro del maestro del giallo italiano è uscito da poco più di una settimana si trovano già molte recensioni, significa che è andato a ruba ed è stato letto con avida curiosità, e sono tutte positive, se il libro precedente non aveva convinto molti, con questo Carrisi sembra riscattarsi. Non ci resta che leggerlo.

1
Il posto più tranquillo della Terra.
L’uomo che puliva l’aveva letto su un giornale che qualcuno aveva lasciato su un sedile dell’autobus, tanto tempo prima.
Il titolo si riferiva al lago di Como.
In realtà l’articolo parlava di case, non di persone. Case vuote, ottime occasioni di investimento. Almeno così gli era sembrato di capire. Non era tanto bravo a leggere e spesso gli sfuggiva il senso delle frasi. Ma era rimasto lo stesso molto colpito da quelle parole e aveva deciso di interpretarle come un segno.
Ci pensava anche quel mattino di tarda primavera mentre iniziava il giro di raccolta rifiuti in un quartiere di villini circondati dal verde.
Il quadrante dell’orologio al quarzo, a cui aveva affidato il compito di scandire i tempi della sua vita, indicava le cinque meno dieci esatte. Era ancora buio. Il lago s’intravedeva all’orizzonte, una lunga linea di grafite, nera e argento. Sulla tortuosa stradina che si inerpicava sulla collina non c’era un’anima. A parte lui, ovviamente. Alla guida del camioncino azzurro e verde dell’azienda municipalizzata, col finestrino abbassato quel tanto che bastava per far entrare l’aria frizzante e non scompigliare l’ordinata pettinatura con la riga al lato dei suoi capelli color mogano.
L’uomo che puliva osservava le case immaginando il segreto silenzio che vi regnava, il sonno degli abitanti custodito ancora per qualche ora dal tepore delle coperte. Le giovani coppie, quelle con bambini, i coniugi anziani. Tutti nei propri letti. Poi c’erano quelli che, per un motivo o per un altro, non avevano famiglia. Vedovi, divorziati, oppure donne e uomini che nel corso della vita non avevano trovato qualcuno con cui stare. Persone sole. Molti di loro morivano e non avevano parenti, ecco perché c’erano così tante case disabitate.
«Il posto più tranquillo della Terra» cantilenò a bassa voce. Ma era anche il più solitario, sebbene nessuno lo dicesse. Per questo motivo però, dieci anni prima, l’uomo che puliva aveva scelto di trasferirsi proprio lì. E in mezzo a tutte quelle solitudini, adesso c’era anche la sua.
Accostò lungo la via, spense il motore. Stando attento a non spettinarsi, calzò il cappellino con visiera su cui era impresso il logo dell’azienda municipalizzata. Scese e rimase fermo, richiudendo piano la portiera, e fu subito accolto da una calma protettiva, come se qualcuno avesse messo anche a lui una trapunta calda sulle spalle. Si sfilò gli occhiali da vista con la montatura in nichel, pulì le lenti con l’estremità della pettorina arancione che indossava sopra la divisa verde scuro e li inforcò nuovamente per guardarsi intorno. Di lì a poco, qualche finestra avrebbe cominciato a illuminarsi, le prime avvisaglie dell’imminente inondazione: presto la frenesia sarebbe tornata a invadere il mondo.
Ma ancora no. Per il momento, era ancora lui il padrone incontrastato del creato.
Gli restava un discreto patrimonio di due o tre minuti prima di iniziare il turno. Decise di sfruttarlo senza turbare troppo quello stato di dolcissima immobilità. C’erano gesti banali che a quell’ora del giorno acquisivano un significato diverso, appagante. Come scrocchiarsi le dita delle mani e sentire quel debole suono, che nel caos sarebbe sparito, ingigantirsi nella pace. Ma una cosa gli piaceva fare più di ogni altra: respirare. Inspirò ed espirò a pieni polmoni. Era uno dei piccoli piaceri della vita, molti se ne dimenticavano oppure non ci prestavano attenzione. L’uomo che puliva, invece, aveva imparato ad apprezzarlo a soli cinque anni, mentre una putrida piscina cercava d’ingoiarlo.
L’aria del mattino era la migliore in assoluto.

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La classifica dei libri più venduti – 30 Novembre 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-30-novembre-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-30-novembre-2020.html#respond Sun, 29 Nov 2020 23:46:04 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=53082 Buona settimana a tutti! “Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?” (Harper Lee)     La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da due nuove entrate, entrambe del genere saggistica, e rilevanti cambi di posizione. Scopriamola: [...]

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Buona settimana a tutti!

“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”
(Harper Lee)

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da due nuove entrate, entrambe del genere saggistica, e rilevanti cambi di posizione. Scopriamola:

1.
Entra in classifica in prima posizione Una terra promessa di Barack Obama.
Un personalissimo racconto in presa diretta del presidente che ci ha dato la forza di credere nel potere della democrazia. In questo libro, Barack Obama racconta in prima persona la propria incredibile odissea, da giovane alla ricerca di un’identità a leader del mondo libero, e descrive con sorprendente ricchezza di particolari la propria educazione politica e i momenti più significativi del primo mandato della sua storica presidenza, un periodo di profonde trasformazioni e sconvolgimenti. Obama accompagna i lettori in un viaggio appassionante, dalle iniziali aspirazioni politiche fino alla decisiva vittoria nel caucus dell’Iowa – che ha dimostrato la forza dell’attivismo civile – e alla memorabile notte del 4 novembre 2008, quando è stato eletto 44° presidente degli Stati Uniti, diventando il primo afroamericano a ricoprire la più alta carica della nazione. Riflettendo sulla presidenza, Obama propone una acuta e inedita esplorazione delle grandi possibilità ma anche dei limiti del potere, e apre nuovi scorci sulle dinamiche del conflitto politico americano e della diplomazia internazionale. Ci conduce fin dentro lo Studio ovale e la Sala operativa della Casa Bianca, e poi a Mosca, Il Cairo, Pechino, e oltre. I lettori scopriranno ciò che Obama pensava mentre nominava i suoi ministri, fronteggiava la crisi finanziaria globale, si confrontava con Vladimir Putin, superava difficoltà all’apparenza insormontabili per ottenere l’approvazione della riforma sanitaria, si scontrava con i generali sulla strategia militare in Afghanistan, intraprendeva la riforma di Wall Street, rispondeva al disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, e autorizzava l’operazione Neptune’s Spear, che ha portato alla morte di Osama bin Laden.

2.
Sale un gradino in seconda posizione, A babbo morto. Una storia di Natale di Zerocalcare.
Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nelle calze i bambini preferiscono trovare gli orsetti gommosi), per ottenere migliori condizioni di lavoro!

3.
Sale in terza posizione, Donne dell’anima mia di Isabel Allende.
Con leggerezza e ironia, Isabel Allende rievoca momenti del passato e indugia sul presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. L’autrice parte dalle origini, dalla sua infanzia e adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione è una sorta di reazione naturale al maschilismo imperante che genera in lei l’attitudine che negli anni l’ha portata a schierarsi sempre con i deboli, gli emarginati e tutte le donne che ancora lottano per l’emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, a partire dal raggiungimento dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che significa per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.

4.
Stabile in quarta posizione L’appello di Alessandro D’Avenia.
E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. A dieci anni da “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Alessandro D’Avenia torna a raccontare la scuola come solo chi ci vive dentro può fare. E nella vicenda di Omero e dei suoi ragazzi distilla l’essenza del rapporto tra maestro e discepolo, una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi. È l’inizio di una rivoluzione? “L’Appello” è un romanzo che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione -, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.

5.
Risale in posizione Dante di Alessandro Barbero, che disegna un ritratto a tutto tondo del genio creatore della Divina Commedia, visto per la prima volta come uomo del suo tempo di cui condivide valori e mentalità, avvicinando il lettore alle consuetudini, ai costumi e alla politica di una delle più affascinanti epoche della storia: il Medioevo.
Alessandro Barbero ricostruisce in quest’opera la vita di Dante, il poeta creatore di un capolavoro immortale, ma anche un uomo del suo tempo, il Medioevo, di cui queste pagine racconteranno il mondo e i valori. L’autore segue Dante nella sua adolescenza di figlio di un usuario che sogna di appartenere al mondo dei nobili e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell’esiliato che scopre l’incredibile varietà dell’Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche. Di Dante, proprio per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che di qualunque altro uomo dell’epoca: ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un teen-ager innamorato, o su cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. Ma il libro affronta anche le lacrime i silenzi che rendono incerta la ricostruzione di interi periodi della sia vita, presentando gli argomenti pro e contro le diverse ipotesi, e permettendo a chi legge di farsi una propria idea, come quando il lettore di un giallo è invitato a seguire il filo degli eventi e ad arrivare per proprio conto a una conclusione. Un ritratto scritto da un grande storico, meticoloso nella ricerca e nell’interpretazione delle fonti, attento a dare piena giustificazione di ogni affermazione e di ogni ipotesi; ma anche un’opera di straordinaria ricchezza stilistica, che si legge come un romanzo.

6.
Va giù in sesta posizione L’Ickabog di J. K. Rowling.
C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria… Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.

7.
Riconferma la presenza in classifica e questa settimana si trova in settima posizione, Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

8.
Entra in classifica in ottava posizione Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) di Bruno Vespa.
Questo libro racconta la storia di due dittature, quella di Benito Mussolini e quella del signor Covid (come lo chiama l’autore). Si apre con una passeggiata a piazza Venezia: stracolma per i grandi proclami del Duce negli anni del consenso (1925-1936), deserta durante il drammatico lockdown della primavera 2020. Entrambe le dittature hanno soppresso o limitato la libertà degli italiani (il Covid-19, a 2 miliardi di persone), ma se allora Mussolini ebbe un’enorme popolarità interna e internazionale, l’Italia ha resistito al virus con un odio sordo, sconfiggendolo con la disciplina in primavera e rivitalizzandolo con la confusione in autunno.

9.
Va giù in nona posizione Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» di Benedetta Rossi.
“Gli anni sono passati, ma io ho ancora la passione di quand’ero bambina e il piacere della condivisione di quand’ero ragazza. Da adulta capisco la necessità di chi deve conciliare la quotidianità con la velocità e la qualità di un pasto che accontenti tutta la famiglia. Quindi questa volta ho pensato di proporvi le mie ricette partendo dagli ingredienti che abbiamo in casa tutti, quelli che in frigorifero e in dispensa si trovano sempre”. (Benedetta Rossi). Benedetta Rossi ci sorprende ancora una volta e anche in questo libro ha voluto trasmettere la sua cucina e il suo stile di vita con semplicità e divertimento. Benedetta è instancabile nella ricerca di nuovi sapori e abbinamenti, e sa bene che per una cena, un buffet o un anniversario, per un peccato di gola o per la tavola di tutti i giorni chi cucina deve combinare il gusto alla praticità. Lei è impareggiabile nel rendere una ricetta alla portata di tutti e nel dare i suggerimenti giusti per ogni occasione: piatti gustosi, facili e che riescono sempre. In questo libro Benedetta propone le sue ricette partendo dagli ingredienti che tutti abbiamo in casa, quelli che, se apriamo il frigorifero, l’armadietto di cucina o la dispensa, senz’altro non mancano. Ci suggerisce anche presentazioni alternative delle pietanze, e ricette comode e di rapida realizzazione. E stavolta non è sola: il simpatico marito Marco ha deciso di partecipare con alcune delle sue “ricette inutili”.

10.
Precipita in decima posizione, Gridalo di Roberto Saviano.
Un uomo si ferma di fronte alla scuola che ha frequentato a sedici anni e vede uscire il ragazzo che è stato, quello che ancora ha un futuro tutto da immaginare. L’uomo sa che quel ragazzo è solo, e il suo cammino non sarà facile. Vorrebbe poterlo aiutare, ma non gli è concesso. Può però radunare intorno a lui dei compagni di viaggio che lo guidino, che lo facciano sentire meno solo, perché i nostri destini individuali compongono, insieme, l’unica grande avventura della storia umana. Ipazia, Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King, Francesca Cabrini sono solo alcuni di questi compagni, ma ci sono anche personaggi sorprendenti come Hulk Hogan, Joseph Goebbels, George Floyd, due giovani italiani costretti a emigrare… Donne e uomini le cui storie – a saperle leggere con l’accanimento del reporter d’inchiesta, con la visione potente dello scrittore – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile? E perché quando qualcuno alza la voce per ottenere giustizia c’è sempre chi insinua che lo faccia per tornaconto personale, chi lo mette in ridicolo mostrandone le contraddizioni? No: non occorre essere santi per lottare. Le contraddizioni, le debolezze non ci fermano come non hanno fermato le donne e gli uomini che popolano queste pagine. Questo libro è una mappa fatta di storie, che non vogliono insegnarci niente, tanto meno a non sbagliare. Ma una cosa la pretendono: aprirci gli occhi. Al ragazzo fuori da scuola, a tutti i ragazzi vogliono raccontare come le loro madri, i loro padri, i loro fratelli maggiori sono caduti e si sono rialzati. Agli adulti vogliono ancora scaldare il sangue, restituire la voglia d’indignarsi, di ritrovare la rabbia giovane.

Podio della narrativa italiana:
1. L’appello di Alessandro D’Avenia
2. Borgo Sud di Donatella Di Pietrantonio
3. Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini
Podio della Narrativa straniera:
1. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
2. Fu sera e fu mattina di Ken Follett
3. Il fratello di Jo Nesbø

 

Podio della saggistica:
1. Una terra promessa di Barack Obama
2. Donne dell’anima mia di Isabel Allende
3. Dante di Alessandro Barbero
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. L’Ickabog di J. K. Rowling
2. Le fantafiabe di Luì e Sofì. Vol. 2 di Me contro Te
3. Diario di una schiappa. Disastro totale di Jeff Kinney

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Mark Twain, pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens (30 novembre 1835 – 21 aprile 1910), scrittore, umorista, aforista e docente statunitense.
Jonathan Swift (30 novembre 1667 – 19 ottobre 1745), scrittore e poeta irlandese, autore di “I viaggi di Gulliver”.
Ippolito Nievo (30 novembre 1831 – 4 marzo 1861), scrittore e patriota italiano. La sua opera più famosa è il romanzo Confessioni di un italiano.
Lucy Maud Montgomery (30 novembre 1874 – 24 aprile 1942), scrittrice canadese, autrice di numerosi libri per l’infanzia, il più famoso “Anna dai capelli rossi”.
Israel Joshua Singer (30 novembre 1893 – 10 febbraio 1944), scrittore polacco. Autore del “La famiglia Karnowski”.
Sergio Bambarén (1 dicembre 1960), scrittore australiano, nato in Perù, esperto surfista, sensibile alle battaglie ecologiste per la salvaguardia dei mari.
Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni (1 dicembre 1944), scrittore francese. Noto soprattutto per la serie di romanzi che hanno per protagonisti Benjamin Malaussène, la sua squinternata famiglia.
Joseph Conrad (3 dicembre 1857 – 3 agosto 1924), scrittore polacco naturalizzato britannico.

Eventi librosi settimanali:

Dal 30 Novembre al 4 Dicembre 2020 si svolge a Milano la 30a edizione del Noir in Festival, un festival unico nel suo genere, un’esperienza originale nel mondo del cinema e della letteratura del giallo e del mistero.

Fonte iBuk
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 16 al 22 novembre)

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Wilbur Smith – Il richiamo del corvo http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/wilbur-smith-il-richiamo-del-corvo.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/wilbur-smith-il-richiamo-del-corvo.html#respond Fri, 27 Nov 2020 15:39:15 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=53073 Il richiamo del corvo è un romanzo d’avventura e storico, scritto da Wilbur Smith, pubblicato il 19 novembre 2020, da HarperCollins. Una storia sul destino e la brutalità della natura umana. Attraverso il passato del protagonista Mungo St John, ci racconta la barbarie dello schiavismo in America e della potenza dei sentimenti che possono farci [...]

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Wilbur Smith – Il richiamo del corvo

Il richiamo del corvo è un romanzo d’avventura e storico, scritto da Wilbur Smith, pubblicato il 19 novembre 2020, da HarperCollins. Una storia sul destino e la brutalità della natura umana. Attraverso il passato del protagonista Mungo St John, ci racconta la barbarie dello schiavismo in America e della potenza dei sentimenti che possono farci crescere, oppure distruggerci.

“«Entrerete nel Preventative Squadron, vero? Sarete pagato per catturare navi negriere.»
«Sì.»
«Una professione magnifica e nobile» sottolineò Mungo, «ma se mai riuscirete a eliminare il traffico di schiavi resterete senza lavoro, quindi è nel vostro interesse garantire che prosegua.»
Fairchild lo fissò orripilato. «Discutere con voi è come discutere con il diavolo in persona» si lamentò. «Il bianco è nero e il nero è bianco.»”

Figlio di un influente proprietario terriero della Virginia, Mungo St John ha sempre dato per scontati la ricchezza e il lusso in cui è vissuto grazie ai privilegi di cui godeva la sua famiglia. Finché non riceve la notizia che il padre è morto e, una volta tornato a casa dall’università, scopre che il subdolo Chester Marion, l’avvocato che da sempre si occupa delle proprietà dei St John, li ha mandati in rovina e si è appropriato con l’inganno della sua eredità e di tutto ciò che gli spetta di diritto. E come se non bastasse ha costretto Camilla, la giovane schiava di cui lui è innamorato da sempre, a diventare sua amante. Spinto dalla rabbia e dall’amore, Mungo giura di vendicarsi e da quel momento in poi dedica la propria esistenza a distruggere Marion… e a salvare Camilla. Mentre lei, che in quanto schiava non ha modo di sottrarsi alle angherie del suo brutale padrone, deve piegarsi al proprio destino e imparare a sopravvivere come può, Mungo lotta contro ogni sorta di avversità, spinto dalla sete di vendetta e dalla volontà di riconquistare il proprio status. Ma fino a che punto sarà disposto a spingersi per sopravvivere e ottenere ciò che desidera?

“«A chiudere per l’opposizione adesso chiamo Mr Mungo St John.»
L’uomo rimasto comodamente seduto al primo banco si alzò. Nessuno applaudì, ma una nuova energia sembrò pervadere la sala. Su nella galleria le crinoline frusciarono e le stecche dei busti scricchiolarono quando alcune giovani signore di buona famiglia, autorizzate a osservare il procedimento purché restassero in silenzio, si allungarono in avanti per vedere meglio.
Era impossibile ignorare quel ventenne che superava di mezza testa tutti gli altri presenti. La folta chioma scura gli copriva il colletto e la pelle abbronzata sfoggiava una lucentezza che nessun fiacco sole inglese avrebbe mai potuto produrre. Il taglio dell’abito ne metteva in risalto la figura caratterizzata da vita stretta e da spalle muscolose più da pugile che da studente di Cambridge.
Se lui si accorse dell’ostilità di cui era oggetto, non le permise comunque di cancellargli il sorriso disinvolto; parve anzi cibarsi dell’energia della folla.”

Segnalo l’uscita di questo libro con protagonista uno dei personaggi più controversi creati dall’autore, Mungo St John, che abbiamo già conosciuto in “Quando vola il falco“, primo capitolo del ciclo dei “Ballantyne”, dove troviamo il giovane e fascinoso avventuriero che prospera con il turpe commercio degli schiavi. Non ho trovato recensioni visto il poco tempo trascorso dalla sua uscita, spero di poterne fare una a breve. Non ci resta che leggerlo.

Caro Lettore,
sono passati quarant’anni dalla pubblicazione di Quando vola il falco, il primo romanzo della fortunata serie dei Ballantyne, in cui compare un personaggio che i miei fan amano e amano odiare: Mungo St John.
Qualcuno potrebbe considerarlo il diavolo incarnato, è uno schiavista che rapisce indigeni africani e li vende ai proprietari di piantagioni degli Stati Uniti, ma Mungo, affascinante, intelligente e irresistibile per chiunque gli stia intorno, uomo o donna che sia, mostra compassione verso i propri schiavi e persino un pizzico di dubbio sul proprio ruolo in quel buio capitolo della storia dell’umanità. La sua complessa personalità spinge la bellissima e risoluta Robyn Ballantyne a interrogarsi su cosa prova per lui e a concedersi di considerarlo qualcosa di diverso da uno schiavista. Come tutti i personaggi riusciti, Mungo è ricco di contraddizioni: è sia malvagio sia eroico, un personaggio complesso che riflette l’epoca storica in cui è vissuto.
Da quando ho aperto la mia pagina Facebook molti lettori mi hanno chiesto: «Continuerai la storia di Mungo St John?». Sono tornato a visitare Quando vola il falco e mi sono scoperto nuovamente attratto da quest’uomo, che era sia Dr Jekyll sia Mr Hyde. Da dove arrivava? Quali erano le sue motivazioni? Cosa lo aveva reso ciò che è in quel romanzo?
Il richiamo del corvo rappresenta la mia risposta a queste domande. È senza dubbio il romanzo storico più interessante su cui abbia lavorato da parecchio tempo, perché mi ha spinto a interrogarmi sulla storia dello schiavismo e sul suo impatto sul razzismo mondiale. In quale modo la malvagità diventa accettabile per la società? Ha senso che qualcuno tenga un altro essere umano come sua proprietà?
Ho avuto la fortuna di collaborare con un co-autore perfetto per il compito di aiutarmi a esplorare la New Orleans e la Virginia del decennio 1840-1850: Corban Addison, un valente romanziere che risiede in Virginia, ha contribuito a dare vita al mondo di Mungo.
Speriamo che giudicherete Il richiamo del corvo un’affascinante esplorazione degli ultimi giorni dello schiavismo. Sembra un importante contributo alla nostra comprensione di un periodo storico che continua a proiettare lunghe ombre sugli aspetti più oscuri dell’animo umano.

Con affetto
Wilbur Smith

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James Patterson – Al centro del mirino http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/james-patterson-al-centro-del-mirino.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/james-patterson-al-centro-del-mirino.html#respond Fri, 27 Nov 2020 14:28:12 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=53067 Al centro del mirino è un thriller di James Patterson, con la collaborazione dello scrittore americano di origini irlandesi Michael Ledwidge, pubblicato in Italia il 19 novembre 2020, da Longanesi. Un altro capitolo della serie con protagonista il detective di New York Michael Bennet, che si trova intrappolato in un fuoco incrociato e deve decidere se [...]

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James Patterson – Al centro del mirino

Al centro del mirino è un thriller di James Patterson, con la collaborazione dello scrittore americano di origini irlandesi Michael Ledwidge, pubblicato in Italia il 19 novembre 2020, da Longanesi. Un altro capitolo della serie con protagonista il detective di New York Michael Bennet, che si trova intrappolato in un fuoco incrociato e deve decidere se uccidere o essere ucciso.

“Presi fiato mentre il jet rallentava e cercai di farmi coraggio.
Poco fa ero a casa che preparavo i pancake e ora mi tocca sventare la terza guerra mondiale? Cartoon Network non è niente, al confronto!”

La neve avvolge i viali dell’esclusivo Upper West Side di Manhattan. La tempesta è la copertura perfetta per una squadra di assassini altamente addestrata che si aggira per le eleganti strade del quartiere a caccia della sua preda, un professore che nasconde un segreto scandaloso. Poco distanti, in un clima di grande tensione, gli uomini più potenti della Terra si riuniscono per un vertice delle Nazioni Unite, convocato nel tentativo di appianare alcune pericolose divergenze. Anche il presidente degli Stati Uniti è presente: deve incontrare la sua controparte russa perché tra i due Paesi i rapporti non erano così compromessi dai tempi della Guerra fredda. La situazione però peggiora ulteriormente quando al dipartimento di polizia della città arriva un dispaccio dai servizi segreti: qualcuno attenterà alla vita del presidente. E quel qualcuno sembrerebbe essere un russo. A far fronte a questa minaccia c’è il miglior detective del NYPD: Michael Bennett. Bennett deve agire e neutralizzare le macchinazioni internazionali che potrebbero lacerare il Paese e innescare una guerra capace di sconvolgere il mondo intero. Tra alleanze costantemente in dubbio, false piste e nessuno al di sopra dei sospetti, solo Bennett può intervenire prima che il micidiale colpo degli assassini vada a segno.

“«Mike» disse Fabretti quando l’uomo chiuse la telefonata. «Ti presento Paul Ernenwein, FBI, nuovo responsabile della sede newyorkese dell’antiterrorismo.»
«Piacere» dissi. La stretta di mano di Ernenwein era così forte che temetti mi spezzasse i metacarpi.
«Il problema è questo» cominciò. Aveva l’accento di Boston. «L’Air Force One era appena decollato quando abbiamo ricevuto un’informazione credibile riguardo a un possibile attentato oggi a New York.»
Trasecolai, sbattendo le palpebre per l’incredulità. Avevo immaginato che si trattasse di una cosa grave, ma… Fu una vera mazzata.
«Un attentato… al presidente?» chiesi.”

Segnalo l’uscita di questo nuovo thriller con protagonista il detective Michael Bennet, credo che qui in Italia sia il nono della serie. Di recensioni in giro non ne ho trovate, ancora è troppo presto, spero di leggerlo e farne una al più presto. Mi piace molto questo protagonista che fa la sua prima apparizione nel romanzo “Il negoziatore“, dove affronta il periodo più duro della sua vita, in cui sua moglie Maeve, malata terminale di cancro, sta per lasciare lui e i loro dieci figli adottivi. Ci troviamo davanti ad un uomo eroe prima di tutto nella sua vita e poi nel suo ruolo di un comune poliziotto ligio al dovere, non è sicuramente il classico borioso, spaccone e tormentato detective che generalmente di trova nel genere thriller.

PROLOGO
BLOCCATI DALLA NEVE

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La neve era ammucchiata lungo il ciglio della strada, seppelliva le panchine nei parchi pubblici, copriva i segnali stradali, gli idranti e le ringhiere agli ingressi della metropolitana. Fino a quel momento ne era caduta una decina di centimetri, ma non accennava a smettere e ne erano previsti altri dieci, se non venti.
In posti come il Maine dieci centimetri di neve erano roba da ridere, ma a Manhattan una nevicata così in una serata di inizio novembre spingeva la gente ad annullare tutti gli impegni e chiudersi in casa.
Le due sagome scure in sella alla BMW R 1200 RT Sport che procedeva lentamente in direzione nord lungo Amsterdam Avenue, all’altezza di 135th Street, lo sapevano bene. Non solo: ci contavano. Era circa un mese che aspettavano un tempaccio così.
A destra apparve il campus del City College of New York: prima i palazzoni di cemento, brutti e moderni, poi gli edifici storici, neogotici.
Il motociclista sterzava con prudenza, attento a non finire con gli pneumatici da neve sul sale che era stato sparso sull’asfalto. Sapeva che sul sale si scivola più che sul ghiaccio, anche con le gomme adatte.
Era vestito esattamente come il suo passeggero: pantaloni e giacca riscaldante elettrica in Gore-Tex Tourmaster, indumenti termici EDZ, scaldacollo e guanti Windstopper. Il casco Scorpion era nero, lucido, da neve, con la visiera antinebbia fumé rigorosamente abbassata.
La missione era stata curata nei minimi dettagli. La pesante BMW era stata scelta per il baricentro basso, che garantiva stabilità e tenuta di strada.
Ormai erano in vista dell’obiettivo.
Erano a due isolati di distanza da West 141st Street.
Il centauro aveva pianificato e controllato ogni cosa talmente tante volte che avrebbe potuto disegnare a occhi chiusi il tratto ovest di 141st Street nel quartiere di Hamilton Heights, costeggiato da vecchi palazzi di cinque o sei piani un tempo eleganti, il ciabattino sulla sinistra e il parrucchiere caraibico sulla destra, con gli ingressi al di sotto del livello del marciapiede, accessibili attraverso una scaletta.
Avevano ripassato ogni fase ripetutamente, fino alla nausea, passo per passo, prendendo in considerazione ogni eventualità. Perché la sorpresa era soltanto uno dei tanti elementi necessari in un colpo come quello. Da sola non bastava. Occorreva preparare tutto, pianificare tutto, per poter agire con la massima efficienza mentre il bersaglio si chiedeva: «Ehilà, che succede?»
Il passeggero disse al microfono incorporato nel casco: «Aspetta. La macchina non c’è. Merda! Mi sa che è successo qualcosa. Forse conviene lasciar perdere».
Avevano installato una videocamera in un’auto di fronte all’obiettivo di 141st Street, che il passeggero stava controllando attraverso lo smartphone.
«Calma, calma. Va tutto bene. Sono semplicemente in ritardo per via della neve» replicò il centauro, accostando e fermandosi sul lato sinistro della strada, a mezzo isolato dall’angolo di 141st Street. «Aspettiamo, invece di lasciar perdere. Riusciremo a portare a termine la missione entro stasera, me lo sento. Continua a controllare la videocamera e avvertimi appena li vedi.»
Mentre aspettavano, il centauro chiuse gli occhi e ripassò il piano per l’ennesima volta. Amsterdam Avenue era il punto più alto della zona e 141st Street, la strada che scendeva verso l’obiettivo, aveva l’andamento di una scalinata: discesa fino a Hamilton, un tratto in piano e poi di nuovo una discesa fino a Broadway. Il luogo in cui si trovava il bersaglio era nella parte finale di 141st, fra Broadway e Riverside Drive, lato sud, sulla sinistra.
Era un ex condominio abbandonato con l’ingresso al centro, molto arretrato rispetto alla strada, e due ali ai lati. Il portone era in fondo a un lungo passaggio stile canyon. Offriva al bersaglio un punto di vista assai vantaggioso, consentendogli di avvistare chiunque si avvicinasse ben prima che raggiungesse il portone. La polizia aveva compiuto due irruzioni negli ultimi due anni ma, il tempo di entrare, era già sparito tutto.
Nel corso di accurate perlustrazioni, i due a bordo della moto avevano tuttavia identificato il punto più debole: verso quell’ora arrivava una delle numerose anziane di famiglia a portare da mangiare. Tre degli uomini di guardia all’ingresso generalmente uscivano a baciare e abbracciare la abuela di turno e ritirare teglie di stufato di maiale e melanzane, mentre il quarto restava accanto al portone aperto.
Al centauro piaceva quella posizione sopraelevata, il fatto di poter piombare addosso al bersaglio come in picchiata. Gli dava un istintivo senso di potere. Gli piaceva anche la potenza della BMW che sfrecciava giù per la discesa. Velocità e sorpresa erano due elementi di cruciale importanza.
Avevano bisogno di tutto il vantaggio possibile perché nel laboratorio clandestino c’erano sette uomini armati fino ai denti. Tutti avevano pistole mitragliatrici Glock 18 calibro 9 e, per ogni evenienza, nella parte adibita alla sintesi della droga c’erano anche due AK-47.
Erano le Glock 18 a preoccuparlo maggiormente, però: ottime armi da distanza ravvicinata, erano maneggevoli e ideali per sparare da dietro un angolo o attraverso ringhiere e balaustre. E il condominio abbandonato aveva vani scala piccolissimi e corridoi stretti come una cassa da morto.
Ma la cosa peggiore era che le Glock 18 erano sinonimo di grande intelligenza tattica. Il suo timore era aver trascurato qualche dettaglio, nonostante i controlli accuratissimi.
Ma neppure questo era completamente negativo: avere qualche timore induceva a non abbassare troppo la guardia.
In alto, i fiocchi di neve turbinavano nei coni di luce dei lampioni.
Guai a peccare di eccessiva sicurezza, in quel tipo di operazioni. Non bisognava mai dimenticare che gli imprevisti hanno la cattiva abitudine di metterti i bastoni fra le ruote quando meno te l’aspetti.
«È arrivata! La vedo» annunciò il passeggero picchiando sulla schiena del centauro. «La Chevy sta accostando davanti al portone. Vai! Vai! Vai!»
La BMW partì sgommando e, con la neve che schizzava da tutte le parti, corse giù per la discesa.

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La classifica dei libri più venduti – 23 Novembre 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-23-novembre-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-23-novembre-2020.html#respond Sun, 22 Nov 2020 23:06:50 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=53021 Buona settimana a tutti! “I libri sono gli amici più tranquilli e costanti, e gli insegnanti più pazienti.” (Charles W. Eliot)     La classifica dei libri più venduti della settimana è stata completamente stravolta da tante nuove entrate. Scopriamola: 1. Entra in classifica direttamente in prima posizione L’Ickabog di J. K. Rowling. C’era una volta [...]

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Buona settimana a tutti!

“I libri sono gli amici più tranquilli e costanti, e gli insegnanti più pazienti.”
(Charles W. Eliot)

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana è stata completamente stravolta da tante nuove entrate. Scopriamola:

1.
Entra in classifica direttamente in prima posizione L’Ickabog di J. K. Rowling.
C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria… Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.

2.
Altra nuova entrata in seconda posizione, Gridalo di Roberto Saviano.
Un uomo si ferma di fronte alla scuola che ha frequentato a sedici anni e vede uscire il ragazzo che è stato, quello che ancora ha un futuro tutto da immaginare. L’uomo sa che quel ragazzo è solo, e il suo cammino non sarà facile. Vorrebbe poterlo aiutare, ma non gli è concesso. Può però radunare intorno a lui dei compagni di viaggio che lo guidino, che lo facciano sentire meno solo, perché i nostri destini individuali compongono, insieme, l’unica grande avventura della storia umana. Ipazia, Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King, Francesca Cabrini sono solo alcuni di questi compagni, ma ci sono anche personaggi sorprendenti come Hulk Hogan, Joseph Goebbels, George Floyd, due giovani italiani costretti a emigrare… Donne e uomini le cui storie – a saperle leggere con l’accanimento del reporter d’inchiesta, con la visione potente dello scrittore – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile? E perché quando qualcuno alza la voce per ottenere giustizia c’è sempre chi insinua che lo faccia per tornaconto personale, chi lo mette in ridicolo mostrandone le contraddizioni? No: non occorre essere santi per lottare. Le contraddizioni, le debolezze non ci fermano come non hanno fermato le donne e gli uomini che popolano queste pagine. Questo libro è una mappa fatta di storie, che non vogliono insegnarci niente, tanto meno a non sbagliare. Ma una cosa la pretendono: aprirci gli occhi. Al ragazzo fuori da scuola, a tutti i ragazzi vogliono raccontare come le loro madri, i loro padri, i loro fratelli maggiori sono caduti e si sono rialzati. Agli adulti vogliono ancora scaldare il sangue, restituire la voglia d’indignarsi, di ritrovare la rabbia giovane.

3.
Ancora novità in terza posizione, A babbo morto. Una storia di Natale di Zerocalcare.
Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nelle calze i bambini preferiscono trovare gli orsetti gommosi), per ottenere migliori condizioni di lavoro!

4.
Scende dal podio ma resta alto in quarta posizione L’appello di Alessandro D’Avenia.
E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. A dieci anni da “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Alessandro D’Avenia torna a raccontare la scuola come solo chi ci vive dentro può fare. E nella vicenda di Omero e dei suoi ragazzi distilla l’essenza del rapporto tra maestro e discepolo, una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi. È l’inizio di una rivoluzione? “L’Appello” è un romanzo che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione -, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.

5.
Scende in quinta posizione Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» di Benedetta Rossi.
“Gli anni sono passati, ma io ho ancora la passione di quand’ero bambina e il piacere della condivisione di quand’ero ragazza. Da adulta capisco la necessità di chi deve conciliare la quotidianità con la velocità e la qualità di un pasto che accontenti tutta la famiglia. Quindi questa volta ho pensato di proporvi le mie ricette partendo dagli ingredienti che abbiamo in casa tutti, quelli che in frigorifero e in dispensa si trovano sempre”. (Benedetta Rossi). Benedetta Rossi ci sorprende ancora una volta e anche in questo libro ha voluto trasmettere la sua cucina e il suo stile di vita con semplicità e divertimento. Benedetta è instancabile nella ricerca di nuovi sapori e abbinamenti, e sa bene che per una cena, un buffet o un anniversario, per un peccato di gola o per la tavola di tutti i giorni chi cucina deve combinare il gusto alla praticità. Lei è impareggiabile nel rendere una ricetta alla portata di tutti e nel dare i suggerimenti giusti per ogni occasione: piatti gustosi, facili e che riescono sempre. In questo libro Benedetta propone le sue ricette partendo dagli ingredienti che tutti abbiamo in casa, quelli che, se apriamo il frigorifero, l’armadietto di cucina o la dispensa, senz’altro non mancano. Ci suggerisce anche presentazioni alternative delle pietanze, e ricette comode e di rapida realizzazione. E stavolta non è sola: il simpatico marito Marco ha deciso di partecipare con alcune delle sue “ricette inutili”.

6.
Ancora resiste in classifica e questa settimana si trova in sesta posizione, Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

7.
Va giù in settima posizione, Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini.
n questo romanzo Antonio Manzini mette al centro di una vicenda amara e appassionante una donna, Nora, che sta tornando a casa con un treno interregionale. Seduto su una poltrona, non distante da lei, c’è l’assassino di suo figlio. L’uomo dovrebbe essere in prigione a scontare il delitto, invece è lì, stravaccato sul sedile. Dal giorno della morte di Corrado, Nora non si è mai data pace. Ora deve portare l’orribile notizia a Pasquale, il marito, col quale a malapena si parla da cinque anni. La vita di entrambi è finita da quando il figlio è stato assassinato da un balordo durante una rapina. Comincia così un calvario doloroso e violento, un abisso nel quale Nora precipita bevendo fino all’ultima goccia tutto il veleno che la vita le ha servito. Non può perdonare e accettare il figlio sotto una lapide e l’omicida in giro a ricostruirsi un’esistenza. Di chi è la colpa? Dove inizia la pietas e dove finisce la giustizia? E chi ha davvero il diritto di rifarsi una vita, quelli come Nora e Pasquale, che non riescono a smettere di soffrire, o chi ha sbagliato, ha ucciso un innocente e poi ha pagato la sua pena con la società? Forse non esiste un prezzo equo, un castigo sufficiente, per aver cancellato un’esistenza dal mondo. Dieci o venti anni di galera, sicuramente il prezzo per Nora e suo marito non è calcolabile; la giustizia fa il suo corso, vittime e carnefici si adeguano, ma non sempre. Almeno Nora tutto questo non l’accetta. Per lei quel giorno di viaggio in treno sarà «il primo giorno di quiete».

8.
Nuova entrata anche in ottava posizione, Donne dell’anima mia di Isabel Allende.
Con leggerezza e ironia, Isabel Allende rievoca momenti del passato e indugia sul presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. L’autrice parte dalle origini, dalla sua infanzia e adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione è una sorta di reazione naturale al maschilismo imperante che genera in lei l’attitudine che negli anni l’ha portata a schierarsi sempre con i deboli, gli emarginati e tutte le donne che ancora lottano per l’emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, a partire dal raggiungimento dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che significa per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.

9.
Scende in nona posizione Dante di Alessandro Barbero, che disegna un ritratto a tutto tondo del genio creatore della Divina Commedia, visto per la prima volta come uomo del suo tempo di cui condivide valori e mentalità, avvicinando il lettore alle consuetudini, ai costumi e alla politica di una delle più affascinanti epoche della storia: il Medioevo.
Alessandro Barbero ricostruisce in quest’opera la vita di Dante, il poeta creatore di un capolavoro immortale, ma anche un uomo del suo tempo, il Medioevo, di cui queste pagine racconteranno il mondo e i valori. L’autore segue Dante nella sua adolescenza di figlio di un usuario che sogna di appartenere al mondo dei nobili e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell’esiliato che scopre l’incredibile varietà dell’Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche. Di Dante, proprio per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che di qualunque altro uomo dell’epoca: ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un teen-ager innamorato, o su cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. Ma il libro affronta anche le lacrime i silenzi che rendono incerta la ricostruzione di interi periodi della sia vita, presentando gli argomenti pro e contro le diverse ipotesi, e permettendo a chi legge di farsi una propria idea, come quando il lettore di un giallo è invitato a seguire il filo degli eventi e ad arrivare per proprio conto a una conclusione. Un ritratto scritto da un grande storico, meticoloso nella ricerca e nell’interpretazione delle fonti, attento a dare piena giustificazione di ogni affermazione e di ogni ipotesi; ma anche un’opera di straordinaria ricchezza stilistica, che si legge come un romanzo.

10.
In decima posizione, Borgo Sud di Donatella Di Pietrantonio.
È il momento più buio della notte, quello che precede l’alba, quando Adriana tempesta alla porta con un neonato tra le braccia. Non si vedevano da un po’, e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? È davvero in pericolo? Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella più scomoda, o troppo amara. Così tutt’a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande. Entrando nell’appartamento della sorella e di suo marito, Adriana, arruffata e in fuga, apparente portatrice di disordine, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa. Anni dopo, una telefonata improvvisa costringe la narratrice di questa storia a partire di corsa dalla città francese in cui ha deciso di vivere. Inizia una notte interminabile di viaggio – in cui mettere insieme i ricordi -, che la riporterà a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città. È lì, in quel microcosmo così impenetrabile eppure così accogliente, con le sue leggi indiscutibili e la sua gente ospitale e rude, che potrà scoprire cos’è realmente successo, e forse fare pace col passato.

Podio della narrativa italiana:
1. Gridalo di Roberto Saviano
2. L’appello di Alessandro D’Avenia
3. Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini
Podio della Narrativa straniera:
1. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
2. Fu sera e fu mattina di Ken Follett
3. Il fratello di Jo Nesbø

 

Podio della saggistica:
1. Donne dell’anima mia di Isabel Allende
2. Dante di Alessandro Barbero
3. A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia di Aldo Cazzullo
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. L’Ickabog di J. K. Rowling
2. Diario di una schiappa. Disastro totale di Jeff Kinney
3. Le fantafiabe di Luì e Sofì. Vol. 2 di Me contro Te

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini (24 novembre 1826 – 26 ottobre 1890), scrittore e giornalista italiano. Autore del famoso romanzo Le avventure di Pinocchio.
Giorgio Faletti (25 novembre 1950 – 4 luglio 2014), scrittore, attore, compositore, cantante e comico italiano.
Simonetta Agnello Hornby (27 novembre 1945), avvocatessa e scrittrice italiana naturalizzata britannica.
Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle (28 novembre 1907 – 26 settembre 1990), scrittore, giornalista, saggista, reporter di viaggio e drammaturgo italiano.
Clive Staples Lewis, in breve C.S. Lewis (29 November 1898 – 22 November 1963), scrittore e filologo britannico. Autore del ciclo di letteratura fantastica Le cronache di Narnia.
Carlo Levi (29 novembre 1902 – Roma, 4 gennaio 1975), scrittore e pittore italiano, tra i più significativi narratori del Novecento.
Louisa May Alcott (29 novembre 1832 – 6 marzo 1888), scrittrice statunitense, famosa per i libri per ragazzi “Piccole donne”.

Eventi librosi settimanali:

Dal 27 al 29 potete partecipare al BilBOlbulFestival internazionale di fumetto, un progetto che nasce a Bologna nel 2001 come iniziativa culturale proponendo, lungo tutto il corso dell’anno, una serie di attività sul fumetto. Questa esperienza e la rete che sviluppa costituiscono i presupposti per la realizzazione del festival, la cui prima edizione si è svolta nel 2007.

Fonte iBuk
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 9 al 15 novembre)

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Isabel Allende – Donne dell’anima mia http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/isabel-allende-donne-dellanima-mia.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/isabel-allende-donne-dellanima-mia.html#respond Fri, 20 Nov 2020 13:39:46 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52943 Donne dell’anima mia è un libro di Isabel Allende, pubblicato il 12 novembre 2020, da Feltrinelli. Con ironia rievoca dei momenti nel passato e nel presente per raccontare le ragioni del suo femminismo. Un libro autobiografico, un libro che parla di vita reale che sembra un romanzo. “Non esagero quando dico che sono femminista dai tempi [...]

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Isabel Allende – Donne dell’anima mia

Donne dell’anima mia è un libro di Isabel Allende, pubblicato il 12 novembre 2020, da Feltrinelli. Con ironia rievoca dei momenti nel passato e nel presente per raccontare le ragioni del suo femminismo. Un libro autobiografico, un libro che parla di vita reale che sembra un romanzo.

“Non esagero quando dico che sono femminista dai tempi dell’asilo, da prima che questo concetto entrasse nella mia famiglia. Sono nata nel 1942, quindi in pratica stiamo parlando della Preistoria.”

L’autrice parte dalle origini, dalla sua infanzia e adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione è una sorta di reazione naturale al maschilismo imperante che genera in lei l’attitudine che negli anni l’ha portata a schierarsi sempre con i deboli, gli emarginati e tutte le donne che ancora lottano per l’emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, a partire dal raggiungimento dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che significa per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti. Un libro dedicato “A Panchita, Paula, Lori, Mana, Nicole e a tutte le altre straordinarie donne della mia vita.”

“Credo che all’origine della mia ribellione contro l’autorità maschile ci fosse la condizione di Panchita, mia madre, abbandonata dal marito in Perù insieme a due bambini ancora con il pannolino e un neonato in braccio. La situazione la costrinse a chiedere ospitalità ai suoi genitori in Cile, dove ho trascorso i primi anni della mia infanzia.”

Pur non essendo io femminista, ne ovviamente maschilista, ma come mi piace chiamarmi “personalista”, lotterò sempre per i diritti delle donne, contro ogni forma di discriminazione e elogerò quelle donne che si sono battute contro ogni forma di maschilismo, e sono pronta a leggere questo libro con curiosità ed ammirazione per quest’autrice e per il tema trattato che, sono certa, mi regalerà parecchi spunti di riflessione.

“La mia idiosincrasia nei confronti del machismo cominciò proprio nell’infanzia, vedendo mia madre e le domestiche della casa come vittime, subalterne, senza mezzi né voce, o per aver sfidato le convenzioni, nel primo caso, o per il fatto di essere povere. Ovviamente ai tempi era solo un’intuizione, a questa conclusione sono giunta grazie alla terapia all’età di cinquant’anni, ma anche se non ero in grado di razionalizzare, il senso di frustrazione era così forte da avermi impresso in modo indelebile l’ossessione per la giustizia e il rifiuto viscerale nei confronti del machismo. L’indignazione era un’anomalia all’interno della mia famiglia, che si considerava intellettuale e moderna, ma che, in confronto ai modelli di oggi, apparteneva al Paleolitico.”

Essendo uscito da poco tempo le recensioni sono davvero molto minime, ma tutte a cinque stelle. L’autrice, che è una delle voci più importanti della letteratura contemporanea, non delude i suoi lettori, anzi dimostra sempre più che è una voce di una persona straordinaria con il fantastico dono di saper raccontare, anche in un’opera di saggistica. Non resta che leggerlo.

“Per decenni ho pensato a mia madre come a una vittima, ma ho imparato che il termine “vittima” va riferito a chi non ha controllo e potere sulla propria vita e non credo che questo fosse il suo caso. È vero che sembrava intrappolata, vulnerabile, a volte persino disperata, ma la sua situazione in seguito cambiò quando si mise insieme al mio patrigno e iniziarono a viaggiare. Avrebbe potuto lottare per una maggiore indipendenza, per vivere la vita che desiderava e sviluppare il suo enorme potenziale invece di sottomettersi, ma la mia opinione conta poco perché, certo, appartenendo alla generazione del femminismo ho avuto possibilità che a lei erano mancate.”

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Piparelli Messinesi http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/piparelli-messinesi.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/piparelli-messinesi.html#respond Thu, 19 Nov 2020 14:26:38 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52932 I piparelli, in dialetto pipareddi, sono dei biscotti speziati tipici della città di Messina. Sono ottimi da intingere in vini liquorosi siciliani come il Marsala, la Malvasia e il Passito di Pantelleria, sono buoni anche accompagnati dal caffè o thè, sono da provare col gelato, ma anche da soli sono “uno tira l’altro”. Si racconta [...]

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I piparelli, in dialetto pipareddi, sono dei biscotti speziati tipici della città di Messina. Sono ottimi da intingere in vini liquorosi siciliani come il Marsala, la Malvasia e il Passito di Pantelleria, sono buoni anche accompagnati dal caffè o thè, sono da provare col gelato, ma anche da soli sono “uno tira l’altro”.

Si racconta che il nome derivi dall’antico metodo di preparazione. Un tempo venivano cotti a 50°C nelle stufe a legna per due giorni e durante la cottura sembravano sbuffare il fumo come le pipe. Per la loro preparazione laboriosa venivano venduti solo nelle feste patronali. Oggi è tutto più facile, anche se spesso meno saporito, e si trovano tutto l’anno in panifici e pasticcerie.
Però l’origine del nome forse è più semplice e meno romantica, si riferirebbe al fatto di contenere il pepe nero nell’impasto per aromatizzare i biscotti.

Ricetta per i Piparelli:
per circa 1kg

500 kg di farina
150 g di zucchero
100 g di miele (preferibilmente di fiori d’arancia)
250 – 300 g di mandorle pelate
100 g di strutto
10 g di bicarbonato di sodio
acqua q.b. (circa 90-100 ml dipende dalla farina)
Scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
mezzo cucchiaino di pepe nero
qualche chiodo di garofano
1 cucchiaino si cannella in polvere
1 cucchiaino di chiodi di garofano macinati
1 pizzico di sale
1 pizzico di noce moscata
Se volte potete unire 1 cucchiaino di estratto di vaniglia e 1 cucchiaio marsala
1 uovo per spennellare la superficie

Unire alla farina setacciata, lo zucchero, il pizzico di sale e mescolare.
Poi unire il miele, lo strutto, l’acqua, il bicarbonato e tutti gli aromi ed impastare, dopo incorporare le mandorle.
Impastare fino ad ottenere un panetto compatto, dare la forma di un filone lungo e posizionarlo sulla teglia ricoperta da cartaforno e spennellare con l’uovo.
Cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 30 circa deve essere ben dorato.
Adesso si procede alla biscottatura,
Tolti dal formo tagliare il filone, ancora morbido, a fette di un dito di larghezza e rimetterli in forno per altri 10 minuti con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità.
Poi spegnere e lasciare raffreddare prima di servirli.
Si mantengono per molto tempo conservati in un contenitore ermetico che nei sacchettini per alimenti.

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Andrea Vitali – Nessuno scrive al Federale. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/andrea-vitali-nessuno-scrive-al-federale.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/andrea-vitali-nessuno-scrive-al-federale.html#respond Thu, 19 Nov 2020 11:50:16 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52923 Nessuno scrive al Federale. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò, un romanzo di Andrea Vitali, pubblicato il 29 ottobre 2020 da Garzanti. Torna in scena il maresciallo Ernesto Maccadò che nel paese in cui è stato inviato insieme alla sua Maristella come fossero due marziani, ora si sente sempre più a casa, soprattutto con l’arrivo [...]

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Andrea Vitali – Nessuno scrive al Federale

Nessuno scrive al Federale. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò, un romanzo di Andrea Vitali, pubblicato il 29 ottobre 2020 da Garzanti. Torna in scena il maresciallo Ernesto Maccadò che nel paese in cui è stato inviato insieme alla sua Maristella come fossero due marziani, ora si sente sempre più a casa, soprattutto con l’arrivo del primo figlio. Ma Bellano, visto da così vicino, è tutt’altro che un luogo tranquillo. E non è facile scacciare il pensiero che vi regni una certa follia.

“La mattina di venerdì 11 ottobre 1929 però si trovò per le mani una lettera che gli pose un serio problema. Era una busta intestata, proveniente dalla Federazione provinciale del fascio, indirizzata al segretario Caio Scafandro. Che fare?, si chiese il procaccia. Perdere l’intera mattinata per raggiungere a piedi l’abitato di Dervio, dove sapeva che lo Scafandro, capomastro dell’impresa edile Calcarena, stava seguendo certi lavori, e così obbedire alla direttiva del Bagnarelli, oppure…
Dopo aver ragionato un istante, Erminio Fracacci decise.”

Le rive del lago di Como sono punteggiate di paesi e paesini accomodati ai piedi delle montagne dove non succede granché. Tranne a Bellano. Nell’ultimo anno e mezzo circa, il Federale del fascio ha dovuto sostituire già due segretari della sezione locale del partito. Il primo a saltare è stato Bortolo Piazzacampo, detto Tartina, per una vicenda legata alle bizzarrie di un toro chiamato Benito in cui il Tartina si è distinto per insipienza. Il secondo è stato Aurelio Trovatore, che ha deciso di accasarsi in quel di Castellanza preferendo l’amore al destino fatale della patria fascista. Ora ha nominato tale Caio Scafandro, un pezzo d’uomo che usa le mani larghe come badili per far intendere le proprie ragioni. Avrà la forza d’animo, visto che quella fisica non difetta, per mantenere l’incarico? Perché nel passato dello Scafandro qualche fantasma c’è. E più di uno lo sa. Basterebbe una parolina sussurrata all’orecchio del Federale e anche il terzo segretario del fascio di Bellano farebbe la fine dei precedenti. Per questo, lo Scafandro ha preso le sue contromisure senza preoccuparsi di sconfinare in quel territorio dell’illegalità presidiato dalle forze dell’ordine. E lì appunto si trova il maresciallo Ernesto Maccadò. Fresco padre di Rocco, il suo primogenito, la mattina del 20 novembre 1929 il maresciallo scampa per un pelo a una disgrazia per via di un oggetto metallico scaraventato giù in contrada da un potenziale assassino. E chi sarà mai quell’imbecille?

“Quali notizie erano giunte da Como con quella lettera?
L’intestazione della busta solleticava la curiosità, dava i brividi. Lettere siffatte non capitavano tutti i giorni, spesso contenevano direttive che giungevano dai vertici del Partito. Chissà cosa s’erano inventati laggiù, a Roma capitale del mondo, così che anche dai confini del Regno si potesse percepire di appartenere a un corpo e un’anima sola! Fusagna Carpignati aveva, obtorto collo, accettato la regola numero due dello Scafandro. Ma non poteva dimenticare di essere l’anima femminile del fascio. Ragione per la quale, ricevuta e poi consegnata la busta al segretario, forte del suo diritto gli sottopose la domanda.
Quali novità?”

Anche se è uscito da poco si trovano già un bel po’ di recensioni e sono tutto positive. Apprezzata la scrittura ironica e divertente di Vitali, che cuce sempre una storia stravagante e misteriosa, però piacevole. Non resta che leggerlo e fare noi una nostra recensione.

“Quella lettera gli aveva rinfrescato la memoria, le parole che il Federale gli aveva detto. Il balletto dei segretari, la precaria serietà della sezione… Ci mancava che toccasse a lui la stessa sorte che aveva colpito i suoi predecessori.”

PROLOGO

Cielo stellato, aria ferma e fredda, poche ancora le luci.
Non poteva che essere così a novembre. 20 novembre 1929 per l’esattezza, le sei suonate da poco.
Il maresciallo Ernesto Maccadò uscì dalla latteria sociale di Bellano sita in via Plinio, primo cliente, salutato dal consueto augurio, «Buon pro ci faccia», pronunciato dalle labbra screpolate del casaro Lupatoti. L’incongruo «ci» del Lupatoti aveva quale bersaglio il novello e primo nato della famiglia Maccadò, Rocco. Ragione per la quale il Maccadò da un paio di settimane si alzava ben prima dell’alba cercando di fare meno rumore possibile e scarpinava fino alla latteria per acquistare un litro di latte fresco di mungitura con nel pensiero la goduria che gli avrebbe dato di lì a poco più di un’ora il neonato quando, alle sette minuto più minuto meno, si sarebbe svegliato col sorriso sulle labbra.
Sorrideva quasi sempre, anche nel sonno, manco già sapesse quanto lui e Maristella l’avevano desiderato, ed era un piacere vedere le gote che si gonfiavano e gli occhi che indagavano tutto intorno.
Pure tenerlo in braccio tenerello com’era e sentire il profumo di sonno che usciva da quella pelle di uccellino dava al Maccadò una sensazione di umidore agli occhi. Ma l’emozione più intensa il maresciallo la provava quando lo vedeva ciucciare. “Mangia a papà”, pensava guardandolo. E il piccolo, quasi sentisse, mica se lo faceva ripetere. Anzi, era per quello che Ernesto Maccadò, fresco padre prima ancora che maresciallo dell’Arma, aveva inaugurato quelle uscite antelucane. Perché l’appetito del figlio s’era quasi subito rilevato se non proprio inestinguibile, quasi. Nel senso che, per quanto non le mancasse, pochi giorni dopo il parto s’era acclarato che il latte che Maristella poteva fornirgli non bastava a coprire la richiesta. Quindi s’era reso necessario correre ai ripari e il Maccadò non aveva voluto sentire storie: nessuna balia, nessuna servetta ne avrebbe preso il posto. Lui, invece, così da poter costruire già un minuscolo ma solido ricordo che negli anni a venire avrebbe condiviso non solo col piccolo Rocco ma anche con gli altri figli che sarebbero arrivati.
A quella serena convinzione s’erano poi aggiunti altri fugaci piaceri dopo le prime uscite.
Da giorni per esempio un vento che tratteneva la sua forza per forse sfogarla più avanti manteneva limpido il cielo perfezionandone la profondità e i profili delle montagne fin nei minimi particolari, così che la passeggiata offriva al Maccadò più di una ragione per apprezzare il luogo. Ma gli piaceva anche incrociare persone che al pari di lui erano pronte per il lavoro o dal lavoro tornavano, come gli operai del cotonificio che uscivano dal turno di notte. Non gli dispiaceva che vedessero un maresciallo già attivo a quell’ora ancora buia. E pure l’augurio del casaro aveva cominciato a suonargli bene all’orecchio tale e quale a quella mattina quando, appena uscito col solito litro di latte in mano, s’era avviato lungo via Plinio. Ma una volta giunto all’angolo con via Manzoni si fermò.
C’era qualcosa nell’aria, e annusò.
Dal forno dei fratelli Scaccola giungeva il profumo di pane appena sfornato e non era una novità. Novità semmai era quell’altro profumo che a folate copriva quello ben noto delle michette fresche e che infine, col naso in aria a mo’ di cane, il Maccadò individuò essere quello del pane con le uvette. Lo colse il pensiero che poco dopo, al sorriso del figlio, avrebbe potuto aggiungere anche quello di Maristella se le avesse portato per colazione uno di quei pani. Quindi, anziché prendere per via Boldoni e dirigere verso casa, deviò in via Manzoni per raggiungere via Porta dove il forno era quasi sempre in diuturna attività.
Non aveva fatto che pochi passi, poco oltre la drogheria delle sorelle Squisizia, quasi all’altezza della bottega del ciabattino Nottola, quando, uscita dal buio, dopo aver toccato terra con un rumore di ferraglia, tra i piedi gli rotolò qualcosa che andò a fermarsi poco oltre.
Il Maccadò volse gli occhi in alto senza vedere altro che la striscia di cielo tra i tetti delle case che si fronteggiavano nella contrada. Solo dopo si mosse per vedere cosa diavolo fosse l’oggetto piovuto dal buio e lo raccolse.
Una sveglia? Sulle prime non se ne capacitò ma dovette farlo una volta che l’ebbe raccolta, poiché proprio di una sveglia si trattava.
Con quella in mano, anziché il pane con le uvette, e chiedendosi chi fosse l’imbecille che l’aveva lanciata, si diresse verso casa.

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La classifica dei libri più venduti – 16 Novembre 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-16-novembre-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-16-novembre-2020.html#respond Sun, 15 Nov 2020 23:02:57 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52903 Buona settimana a tutti! “Quanti uomini hanno datato l’inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro.” (Henry David Thoreau)       La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da due nuove ed interessanti entrate. Scopriamola: 1. Entra in classifica direttamente in prima posizione L’appello di Alessandro D’Avenia. [...]

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Buona settimana a tutti!

“Quanti uomini hanno datato l’inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro.”
(Henry David Thoreau)

 

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da due nuove ed interessanti entrate. Scopriamola:

1.
Entra in classifica direttamente in prima posizione L’appello di Alessandro D’Avenia.
E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. A dieci anni da “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Alessandro D’Avenia torna a raccontare la scuola come solo chi ci vive dentro può fare. E nella vicenda di Omero e dei suoi ragazzi distilla l’essenza del rapporto tra maestro e discepolo, una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi. È l’inizio di una rivoluzione? “L’Appello” è un romanzo che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione -, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.

2.
Scende in seconda posizione Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» di Benedetta Rossi.
“Gli anni sono passati, ma io ho ancora la passione di quand’ero bambina e il piacere della condivisione di quand’ero ragazza. Da adulta capisco la necessità di chi deve conciliare la quotidianità con la velocità e la qualità di un pasto che accontenti tutta la famiglia. Quindi questa volta ho pensato di proporvi le mie ricette partendo dagli ingredienti che abbiamo in casa tutti, quelli che in frigorifero e in dispensa si trovano sempre”. (Benedetta Rossi). Benedetta Rossi ci sorprende ancora una volta e anche in questo libro ha voluto trasmettere la sua cucina e il suo stile di vita con semplicità e divertimento. Benedetta è instancabile nella ricerca di nuovi sapori e abbinamenti, e sa bene che per una cena, un buffet o un anniversario, per un peccato di gola o per la tavola di tutti i giorni chi cucina deve combinare il gusto alla praticità. Lei è impareggiabile nel rendere una ricetta alla portata di tutti e nel dare i suggerimenti giusti per ogni occasione: piatti gustosi, facili e che riescono sempre. In questo libro Benedetta propone le sue ricette partendo dagli ingredienti che tutti abbiamo in casa, quelli che, se apriamo il frigorifero, l’armadietto di cucina o la dispensa, senz’altro non mancano. Ci suggerisce anche presentazioni alternative delle pietanze, e ricette comode e di rapida realizzazione. E stavolta non è sola: il simpatico marito Marco ha deciso di partecipare con alcune delle sue “ricette inutili”.

3.
Scivola in terza posizione, Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini.
n questo romanzo Antonio Manzini mette al centro di una vicenda amara e appassionante una donna, Nora, che sta tornando a casa con un treno interregionale. Seduto su una poltrona, non distante da lei, c’è l’assassino di suo figlio. L’uomo dovrebbe essere in prigione a scontare il delitto, invece è lì, stravaccato sul sedile. Dal giorno della morte di Corrado, Nora non si è mai data pace. Ora deve portare l’orribile notizia a Pasquale, il marito, col quale a malapena si parla da cinque anni. La vita di entrambi è finita da quando il figlio è stato assassinato da un balordo durante una rapina. Comincia così un calvario doloroso e violento, un abisso nel quale Nora precipita bevendo fino all’ultima goccia tutto il veleno che la vita le ha servito. Non può perdonare e accettare il figlio sotto una lapide e l’omicida in giro a ricostruirsi un’esistenza. Di chi è la colpa? Dove inizia la pietas e dove finisce la giustizia? E chi ha davvero il diritto di rifarsi una vita, quelli come Nora e Pasquale, che non riescono a smettere di soffrire, o chi ha sbagliato, ha ucciso un innocente e poi ha pagato la sua pena con la società? Forse non esiste un prezzo equo, un castigo sufficiente, per aver cancellato un’esistenza dal mondo. Dieci o venti anni di galera, sicuramente il prezzo per Nora e suo marito non è calcolabile; la giustizia fa il suo corso, vittime e carnefici si adeguano, ma non sempre. Almeno Nora tutto questo non l’accetta. Per lei quel giorno di viaggio in treno sarà «il primo giorno di quiete».

4.
In risalita in quarta posizione, Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

5.
Sale di un gradino e va in quinta posizione Dante di Alessandro Barbero, che disegna un ritratto a tutto tondo del genio creatore della Divina Commedia, visto per la prima volta come uomo del suo tempo di cui condivide valori e mentalità, avvicinando il lettore alle consuetudini, ai costumi e alla politica di una delle più affascinanti epoche della storia: il Medioevo.
Alessandro Barbero ricostruisce in quest’opera la vita di Dante, il poeta creatore di un capolavoro immortale, ma anche un uomo del suo tempo, il Medioevo, di cui queste pagine racconteranno il mondo e i valori. L’autore segue Dante nella sua adolescenza di figlio di un usuario che sogna di appartenere al mondo dei nobili e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell’esiliato che scopre l’incredibile varietà dell’Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche. Di Dante, proprio per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che di qualunque altro uomo dell’epoca: ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un teen-ager innamorato, o su cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. Ma il libro affronta anche le lacrime i silenzi che rendono incerta la ricostruzione di interi periodi della sia vita, presentando gli argomenti pro e contro le diverse ipotesi, e permettendo a chi legge di farsi una propria idea, come quando il lettore di un giallo è invitato a seguire il filo degli eventi e ad arrivare per proprio conto a una conclusione. Un ritratto scritto da un grande storico, meticoloso nella ricerca e nell’interpretazione delle fonti, attento a dare piena giustificazione di ogni affermazione e di ogni ipotesi; ma anche un’opera di straordinaria ricchezza stilistica, che si legge come un romanzo.

6.
Va giù in sesta posizione, Il falco di Sveva Casati Modignani.
Giulietta Brenna è una donna brillante, ha una vita piena e ricca di affetti che colmano il vuoto lasciato dal compianto marito. Ma c’è una spina nel suo cuore che la tormenta da quarant’anni. È il suo primo grande amore, l’uomo che l’ha tradita e umiliata in maniera imperdonabile. Giulietta ha fatto il possibile per dimenticarlo, ma il suo volto è su tutti i giornali che raccontano i suoi successi imprenditoriali. Nel tentativo di liberarsi di lui una volta per tutte, brucia le foto e le lettere che testimoniano il loro amore lontano. Perché, a sessant’anni, vuole ricominciare una vita nuova. Rocco Di Falco ha origini molto umili. Nato in Sicilia, è arrivato a Milano con la famiglia negli anni Cinquanta. Un fatto traumatico lo ha privato delle certezze famigliari, ferendolo profondamente, e il lavoro è diventato la sua ragione di vita. L’intuito e l’intraprendenza lo hanno reso uno degli uomini più ricchi e importanti del mondo, capace, con la produzione degli occhiali, di creare un impero economico. Eppure, per quanto rapace e geniale negli affari, sul piano sentimentale la sua vita è stata un disastro. Il fatto è che non ha mai smesso di amare Giulietta, la donna che ha vergognosamente tradito. E adesso è arrivato il momento di riconquistarla.

7.
Nuova entrata in settima posizione, Borgo Sud di Donatella Di Pietrantonio.
È il momento più buio della notte, quello che precede l’alba, quando Adriana tempesta alla porta con un neonato tra le braccia. Non si vedevano da un po’, e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? È davvero in pericolo? Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella più scomoda, o troppo amara. Così tutt’a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande. Entrando nell’appartamento della sorella e di suo marito, Adriana, arruffata e in fuga, apparente portatrice di disordine, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa. Anni dopo, una telefonata improvvisa costringe la narratrice di questa storia a partire di corsa dalla città francese in cui ha deciso di vivere. Inizia una notte interminabile di viaggio – in cui mettere insieme i ricordi -, che la riporterà a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città. È lì, in quel microcosmo così impenetrabile eppure così accogliente, con le sue leggi indiscutibili e la sua gente ospitale e rude, che potrà scoprire cos’è realmente successo, e forse fare pace col passato.

8.
Scende in ottava posizione Fu sera e fu mattina, il nuovo romanzo storico di Ken Follett.
Il prequel de “I pilastri della terra”. 17 giugno 997. Non è ancora l’alba quando a Combe, sulla costa sudoccidentale dell’Inghilterra, il giovane costruttore di barche Edgar si prepara con trepidazione a fuggire di nascosto con la donna che ama. Ma i suoi piani vengono spazzati via in un attimo da una feroce incursione dei vichinghi, che mettono a ferro e fuoco la sua cittadina, distruggendo ogni cosa e uccidendo chiunque capiti loro a tiro. Edgar sarà costretto a partire con la sua famiglia per ricominciare tutto da capo nel piccolo e desolato villaggio di Dreng’s Ferry. Dall’altra parte della Manica, in terra normanna, la giovane contessa Ragna, indipendente e fiera, si innamora perdutamente del nobile inglese Wilwulf e decide impulsivamente di sposarlo e seguirlo nella sua terra, contro il parere di suo padre, il conte Hubert di Cherbourg. Si accorgerà presto che lo stile di vita al quale era abituata in Normandia è ben diverso da quello degli inglesi, la cui società arretrata vive sotto continue minacce di violenza e dove Ragna si ritroverà al centro di una brutale lotta per il potere. In questo contesto, il sogno di Aldred, un monaco colto e idealista, di trasformare la sua umile abbazia in un centro di erudizione e insegnamento entra in aperto conflitto con le mire di Wynstan, un vescovo abile e spietato pronto a tutto pur di aumentare le sue ricchezze e il suo potere. Le vite di questi quattro personaggi si intersecano, in un succedersi di continui colpi di scena, negli anni più bui e turbolenti del Medioevo che termina dove “I pilastri della terra” hanno inizio.

9.
Precipita in nona posizione Scheletri di Zerocalcare.
Un thriller, ambientato a Roma, nel mondo di uno Zerocalcare diciottenne, che viene a contatto con il sottobosco degli spacciatori di periferia. Un romanzo grafico che l’autore definisce “più efferato del solito” una storia di fiction che si ispira alla realtà, tra oggi e vent’anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente.
Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana.

10.
In decima posizione, L’ultimo sorso. Vita di Celio di Mauro Corona.
Rocciatore, taglialegna, scalpellino, minatore, apicoltore: chi è Celio? “Un niente” risponde lui, un semplice signor nessuno di un paesino sulle Alpi che è terra di nascita dell’autore. È lui a far rivivere Celio, a strapparlo all’oblio per renderlo personaggio vero, sfuggente, pulsante di idiosincrasie e contraddizioni. Insofferente alle persone fino alla misantropia, il protagonista si rifugia in se stesso, nell’ermeticità del dialetto ladino e nell’abbraccio ambiguo dell’alcol, che lo stringerà per tutta la vita, fino al delirio e alla morte. In Celio, conosciuto durante la problematica infanzia e quarant’anni più vecchio di lui, l’autore troverà un inaspettato mentore, una protezione dalle violenze perpetrate dal padre, una via d’accesso privilegiata ai misteri e alla saggezza della natura, rivelatasi solamente per lui. Nel racconto, Mauro Corona si riscopre bambino, mettendo nero su bianco le parole – sempre misurate, mai lasciate al caso – dell’anziano amico e compagno di bevute, alla ricerca delle radici di un male di vivere sempre scacciato e mai sopito, nel duro e apparentemente impenetrabile cuore da montanaro. Una scrittura aspra, nervosa e autentica al pari del protagonista di questo romanzo, dietro le cui vicissitudini si legge in controluce l’autobiografia dell’autore, vero alter ego di Celio e solo testimone di un’esistenza che si fa simbolo di una terra sospesa nel tempo, in cui la solitudine, portata su di sé come una croce, sembra l’unico rimedio al contagio della miseria e del dolore. Le uniche leggi e autorità riconosciute sono quelle della natura, al contempo madre e matrigna. Come il vecchio accendino a benzina, ereditato dal maestro, l’allievo tiene viva la fiamma del ricordo e fa luce sul potere dell’amicizia, rara e inafferrabile ma capace di farsi salvifica nell’ostilità e nell’indifferenza del mondo.

Podio della narrativa italiana:
1. L’appello di Alessandro D’Avenia
2. Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini
3. Il falco di Sveva Casati Modignani
Podio della Narrativa straniera:
1. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
2. Fu sera e fu mattina di Ken Follett
3. Il fratello di Jo Nesbø

 

Podio della saggistica:
1. Dante di Alessandro Barbero
2. Benedetto pranzo di Natale. Lettera alle famiglie di Mario Delpini
3. A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia di Aldo Cazzullo
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. Diario di una schiappa. Disastro totale di Jeff Kinney
2. La storia perduta. Fairy Oak di Elisabetta Gnone
3. Harry Potter e la pietra filosofale. Nuova ediz. di J. K. Rowling

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Margaret Atwood (18 novembre 1939), poetessa, scrittrice, ambientalista e attivista canadese.
Don DeLillo (20 novembre 1936), scrittore, saggista e sceneggiatore statunitense.
Voltaire (21 novembre 1694 – 30 maggio 1778), filosofo, storico, scrittore e poeta francese.

Eventi librosi settimanali:

Fonte iBuk
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 2 all’8 novembre)

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Domeniche http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/domeniche.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/domeniche.html#respond Sun, 15 Nov 2020 19:25:48 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52908 Domeniche Quando si avvicina vorrei sospendere il respiro, per non disturbare l’allegra farfalla, il passero che riposa, il geco curioso. Vorrei fermare il momento e vivere in eterno. Dietro un palazzo sporco il sole si eclissa e novembre raffredda all’improvviso. Al tepore domestico rientro. Da una finestra aperta origlio il vociare di domeniche vive. Risate, [...]

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Domeniche

Quando si avvicina
vorrei sospendere il respiro,
per non disturbare
l’allegra farfalla,
il passero che riposa,
il geco curioso.
Vorrei fermare il momento
e vivere in eterno.

Dietro un palazzo sporco
il sole si eclissa
e novembre raffredda
all’improvviso.
Al tepore domestico
rientro.

Da una finestra aperta
origlio il vociare
di domeniche vive.
Risate, gridolini, rimproveri.
Tutto si mescola
tra domeniche solitarie
e ricordi
di domeniche antiche.

Galatea K.V.

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Andrea De Carlo – Il teatro dei sogni http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/andrea-de-carlo-il-teatro-dei-sogni.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/andrea-de-carlo-il-teatro-dei-sogni.html#respond Sat, 14 Nov 2020 10:33:24 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52895 Il teatro dei sogni è un romanzo scritto da Andrea De Carlo, pubblicato il 29 settembre 2020 da La Nave di Teseo. Attraverso l’osservazione sociale e di indagine psicologica si arriva a questo romanzo polemico ed esilarante, che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti. “Se [...]

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Andrea De Carlo – Il teatro dei sogni

Il teatro dei sogni è un romanzo scritto da Andrea De Carlo, pubblicato il 29 settembre 2020 da La Nave di Teseo. Attraverso l’osservazione sociale e di indagine psicologica si arriva a questo romanzo polemico ed esilarante, che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti.

“Se Veronica Del Muciaro dovesse dire qual è la sua paura più grande, direbbe senz’altro quella di perdere il momento. Fino a più o meno venticinque anni è riuscita a perderne milioni, di momenti: saltati fuori dal nulla senza il minimo preavviso e schizzati via senza che lei neanche riuscisse a capire cosa fossero, figuriamoci agguantarli in tempo.”

La mattina del primo gennaio Veronica Del Muciaro, inviata di un programma televisivo di grandi ascolti, sta per morire soffocata da una brioche in un caffè storico di Suverso, prospera cittadina del nord. La salva uno strano e affascinante archeologo, il marchese Guiscardo Guidarini, che le rivela di aver riportato alla luce un sito importante. L’inviata scopre di cosa si tratta e lo rende pubblico in diretta tv, scatenando una furiosa competizione tra comuni, partiti rivali, giornalisti e autorità scientifiche.

Le recensioni ci raccontano di un romanzo ironico e attuale, tratteggiando l’Italia di oggi e le sue assurdità suscita riflessioni, sorrisi amari e anche un pizzico di rabbia, amato molto da chi apprezza lo stile particolare dello scrittore. Non mancano le critiche considerandolo copioso, ridondante e forse un tantino troppo lungo. Non resta che leggerlo e farci una nostra personale idea.

Consiglio di vedere l’intervista fatta dalla Rai: Andrea De Carlo, Il teatro dei sogni. La politica di oggi in un grande romanzo satirico.

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Sophie Kinsella – Amo la mia vita http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/sophie-kinsella-amo-la-mia-vita.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/sophie-kinsella-amo-la-mia-vita.html#respond Thu, 12 Nov 2020 15:57:09 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52882 Amo la mia vita è un romanzo rosa scritto da Sophie Kinsella, pubblicato il 27 ottobre 2020 da Mondadori. Una commedia romantica e divertente che affronta il tema delle false aspettative e dei compromessi necessari in amore. Perché chi hai davvero di fronte non è mai come pensavi fosse e soprattutto come lo volevi tu. “per tutto [...]

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Sophie Kinsella – Amo la mia vita

Amo la mia vita è un romanzo rosa scritto da Sophie Kinsella, pubblicato il 27 ottobre 2020 da Mondadori. Una commedia romantica e divertente che affronta il tema delle false aspettative e dei compromessi necessari in amore. Perché chi hai davvero di fronte non è mai come pensavi fosse e soprattutto come lo volevi tu.

“per tutto il tempo la delusione mi cresceva dentro, pesante, calda, una pietra. Avevo sperato. Avevo proprio sperato. Non so neanche bene cosa sperassi, di preciso. Solo… qualcosa di buono. Sì, qualcosa di buono.
Perché il fatto è questo. Puoi tagliare tutti i fiori ma non puoi impedire l’arrivo della primavera. Non mi importa quello che dicono, non puoi. Salta fuori. Non si lascia reprimere. È sempre lì, presente, nel profondo, dormiente, in attesa.

Ava vive a Londra, ha tre amiche del cuore e un compagno speciale, il suo beagle Harold, un cane molto vivace e disubbidiente che ne combina di tutti i colori. Non ha ancora trovato l’anima gemella e, dopo una lunga serie di incontri a dir poco insoddisfacenti, capisce che la ricerca di un partner online non fa per lei. Ava ha in mente mille progetti per la sua vita, le piace “ampliare i suoi orizzonti” anche se in realtà non sa quale strada prendere. Di fatto si guadagna da vivere scrivendo i bugiardini dei farmaci, è iscritta a un corso di aromaterapia e ha iniziato un suo romanzo, però non è molto ispirata. Decide perciò di partecipare a un corso di scrittura in Puglia dove conosce un uomo bello e misterioso da cui è irresistibilmente attratta. Tra i due scocca la scintilla, ma decidono di non chiedersi nulla delle loro rispettive vite, nome compreso. Alla fine di questa romantica avventura scoprono con gioia di essere entrambi diretti a Londra e cominciano a frequentarsi, ed è così che hanno inizio le sorprese… Ava avrà trovato l’uomo giusto o è solo un abbaglio?

“In tutta la vita non mi ero mai immersa così profondamente in qualcosa. Ho passato sette giorni alla settimana a pensare, a scrivere, a passeggiare e a guardare il cielo. Ho scoperto che si può stare non so quanto a guardare il cielo.”

1
Sto per suonare il campanello quando sento arrivare un messaggio e la mia testa è subito invasa da una serie di possibilità.
Qualcuno che conosco è morto.
Qualcuno che conosco ha vinto alla lotteria.
Sono in ritardo a un appuntamento che ho dimenticato. Merda.
Sono stata testimone di un crimine e adesso devo fare una deposizione molto precisa e dettagliata su qualcosa che non ricordo affatto. Merda.
La dottoressa ha dato un’occhiata alla mia cartella. (Perché? Mistero.) E ha trovato qualcosa. “Guarda, non preoccuparti, però…”
Qualcuno mi ha mandato dei fiori e la mia vicina li ha ritirati.
Qualcuno di famoso ha twittato qualcosa che devo assolutamente vedere. Oooh. Cosa?
Ma quando prendo il telefono scopro che è un messaggio di Seth, un tipo con cui sono uscita la settimana scorsa. Quello che in tutta la serata non ha detto niente. Niente.
Di solito gli uomini hanno il problema opposto. Vanno avanti per ore a parlare di se stessi e dei loro brillanti risultati e poi quando state pagando, ognuno per sé, dicono, come per un improvviso ripensamento: “E tu cos’è che fai?”. Ma Seth mi ha fissata in silenzio con quei suoi occhi troppo vicini mentre io blateravo nervosa a proposito della vellutata di zucca.
Cosa vorrà? Un altro appuntamento. Accidenti. Mi viene una fitta allo stomaco solo all’idea, e questo è un segnale preciso. Una delle regole principali della mia vita è: ascolta il tuo corpo. Il tuo corpo è saggio. Il tuo corpo sa.
Benissimo. Lo scaricherò con dolcezza. Sono davvero brava a mollare le persone.

Ciao Ava. Ci ho pensato e ho deciso che non posso portare avanti la nostra relazione.

Oh. Ecco. Sì.
Appunto.
Lancio uno sguardo esasperato al cellulare. Lo so che Seth non può vedermi, ma ho una specie di teoria secondo cui in qualche modo è possibile trasmettere le emozioni attraverso il telefono.
(È una teoria di cui non ho mai parlato a nessuno, perché ho scoperto che un sacco di gente ha una mentalità molto ristretta, perfino le mie amiche.)

Forse quando è arrivato il messaggio hai pensato che volessi uscire di nuovo con te, in questo caso mi spiace di aver infranto le tue speranze.

Le mie speranze? Speranze? Ma chi si crede di essere?

Vorrai sapere perché.

Cosa? No. Non voglio sapere perché, grazie lo stesso.
Cioè, me lo immagino.
No, ritiro. Non ne ho idea.
E comunque perché dovrei immaginarmelo? Chi ha voglia di indovinare perché qualcuno non vuole più uscire con lui? Neanche fosse un quiz alla tivù con domande tipo: “È per il mio alito?”.
(Non è per il mio alito. Qualunque cosa sia, non è per quello.)

Temo di non poter uscire con una che pensa che la vellutata di zucca abbia un’anima.

Cosa?
Fisso il telefono in preda alla furia. Mi ha completamente fraintesa. Non ho affatto detto che la vellutata di zucca ha un’anima. Ho detto semplicemente che dovremmo considerare con una mentalità molto più aperta l’interazione tra fisicità e spiritualità. Infatti ci credo. Dovremmo farlo.
Come se mi leggesse nel pensiero, Harold uggiola con partecipazione e mi sfrega il naso sulla gamba. Visto? Se questo non dimostra che nel mondo tutto è connesso, allora cosa?
Vorrei rispondergli: “Mi spiace di non essere abbastanza limitata per la tua misera visione della vita”. Ma questo gli farebbe pensare che ho letto i suoi messaggi, cosa che non ho fatto.
Cioè, sì, l’ho fatto, ma il punto è che li sto già cancellando dalla mia mente. Andati. Seth chi? Uscire? Come?
Ecco.
Suono il campanello e poi apro con le mie chiavi. È quello che facciamo tutte, in caso Nell abbia un attacco. È passato un bel po’ dall’ultimo ma saltano sempre fuori quando meno te li aspetti, quei vigliacchi.

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Dacia Maraini – Donna in guerra http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/dacia-maraini-donna-in-guerra.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/dacia-maraini-donna-in-guerra.html#respond Thu, 12 Nov 2020 14:34:00 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52875 Donna in guerra è un romanzo di Dacia Maraini, pubblicato nel 1975, che riesce a rappresentare non solo il riscatto di una donna, ma anche le tensioni sociali e le rivolte dei giovani. Un ritorno in una Sicilia disgregata moralmente, l’incontro con un gruppo di giovani extraparlamentari, la lotta politica e di classe come mezzo di [...]

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Dacia Maraini – Donna in guerra

Donna in guerra è un romanzo di Dacia Maraini, pubblicato nel 1975, che riesce a rappresentare non solo il riscatto di una donna, ma anche le tensioni sociali e le rivolte dei giovani. Un ritorno in una Sicilia disgregata moralmente, l’incontro con un gruppo di giovani extraparlamentari, la lotta politica e di classe come mezzo di impegni per gli altri e di autorealizzazione personale.

“Se penso che quest’inverno devo tornare a insegnare mi viene da vomitare. In quella triste scuola di Zagarolo. L’autobus fino alla stazione. Poi il treno. Poi un altro autobus. Per trovarmi davanti la faccia stupida del direttore didattico. La voce incrinata dalla stizza, gli occhi macchiati di giallo, la bocca unta di caffè. –Signora Magro è in ritardo di tre minuti – I ragazzi mi aspettano raccontandosi barzellette oscene. Hanno i banchi pieni di fumetti pornografici.
Non sono una buona maestra, lo so. Invece di combattere contro l’idiozia, l’ignoranza, la volgarità, mi chiudo in una apatia sonnolenta. Non parlo con nessuno. I colleghi li sfuggo. Il direttore lo evito. Ai ragazzi lascio fare quello che vogliono. Insegno meccanicamente quello che devo insegnare, senza partecipazione, senza simpatia.”

Venticinque anni, siciliana d’origine, Vannina fa la maestra in una scuola elementare della periferia romana con rassegnata apatia. Suo marito Giacinto fa il meccanico. È «gentile, assorto, meticoloso», paternalista. La loro convivenza pare trascinarsi senza scosse, quando una vacanza estiva su un’isola mette bruscamente Vannina davanti ad una realtà diversa dal grigio mondo delle consuetudini. Con un linguaggio impastato di superstizioni e ossessioni e pregiudizi, le donne dell’isola la coinvolgono in una trama di storie inquietanti: le licenziosità dei ricchi, i figli dei pescatori che si vendono alle straniere. Ma per lei sarà importante soprattutto l’incontro con un gruppo di giovani extraparlamentari, che la trascinano nella loro attività politica. Dapprima ritagliata come per negativo nel poco spazio che gli altri – impegnati a vivere con furioso egoismo biologico – le lasciano, Vannina diventa, da pura spettatrice di appetiti e velleità, la protagonista della propria liberazione, e matura una presa di coscienza che la porterà a scelte radicali.

“Davanti a noi c’era la valle: le case digradanti verso il mare, le vigne ordinate in filari regolari, i campi di pomodori, i mandorli, i limoni. Lungo il mare, le ville di lusso, bianche, insolenti, a picco sulle onde.
Il porto scintillava: un quadrato di vetro verde chiuso dentro una cinta di pietre argentate. Più avanti il mare si faceva leggero, chiaro, piumato di bianco.
Tutta quell’aria libera, quel vento, quegli orizzonti aperti mi hanno dato un senso di vertigine. Abituata a stare sempre chiusa fra le mura del mio cortile, avevo perso il senso dello spazio. Ho serrato gli occhi feriti dalla luce. Avevo un dolore al petto.”

Svolto in forma di diario, il romanzo non riflette soltanto una esperienza personale, sia pure significativa ed emblematica. Nel dialogo fitto e concitato, nelle sorprese e negli scatti della vicenda, Dacia Maraini è riuscita a rappresentare i nodi e i problemi che agitano la vita civile nell’Italia degli anni ’70: non soltanto la condizione della donna (e soprattutto della donna del Sud), ma le tensioni sociali, i ritardi della scuola, la degradazione di Napoli e delle borgate romane, il lavoro a domicilio, la violenza delle istituzioni, la rivolta dei giovani. Il libro sembra avere talvolta la pregnanza di un documento sociologico, e nasce anche dall’effettiva diretta conoscenza che la Maraini ha della realtà che descrive; ma una scrittura viva e immaginosa e un ritmo sempre teso ne fanno un congegno narrativo di forte suggestione.
(Ed. Einaudi; 1975)

“Delle grosse gocce sono cadute sui tavoli creando lo scompiglio. Il cielo si era oscurato di improvviso. C’è stato un gran fracasso di sedie smosse, tavolini rovesciati, grida e risate.
I ragazzi con le moto sono volati via come uno stormo di uccelli, tutti insieme, lasciandosi dietro una scia di gas violaceo. Le tedesche si sono alzate, ma senza fretta e si sono rifugiate all’interno del bar. L’inglese con la scimmia si è incamminato ingobbito verso la strada per Casamatta. Barcollava. Rideva da solo delle acrobazie della sua bestiola che aveva infilato la testa dentro una manica per paura della pioggia squittendo petulante.
Solo la ragazza paralitica era rimasta dov’era, guardandosi intorno con aria proterva. La sua accompagnatrice dalla treccia grigia si è coperta la testa con un giornale. Il ragazzino vestito di bianco rideva a voce alta della gente che scappava terrorizzata. Le famiglie napoletane correvano via dimenticando le borse sui tavolini, perdendo gli zoccoli, gridando come se fossero state sorprese da un terremoto.
Giacinto si è accorto della pioggia solo quando una goccia gli è andata a cadere proprio dentro la coppa del gelato ormai sciolto.
– Piove Giannina.”

1° agosto 1970
Giacinto è andato a pescare. Si è alzato alle sette. Prima ancora di lavarsi la faccia ha allineato per terra i suoi attrezzi da pesca; li ha puliti uno per uno con lo straccio intinto nel petrolio.
Abbiamo preso il caffè in cortile, all’ombra dei banani. I vicini dormono ancora. E’ domenica. Giacinto si è infilato il costume da bagno nero. Ha inghiottito l’ultimo boccone di pane intinto nel latte. Si è avviato verso il portoncino che dà sulla strada. L’ho guardato camminare: la pelle bianca, farinosa, le lunghe gambe coperte di ricci biondi, la nuca sparuta, le spalle magre. Ha l’aria di un ragazzo indeciso e solitario.
– Che vuoi da mangiare?
Non mi ha risposto. Se n’è andato facendo dondolare il grosso sacco di tela gialla contro il polpaccio.
Mi sono vestita. Ho pulito la casa. Ho messo a posto il baule, tirando fuori la roba per la pesca: tute di gomma, fucili, arpioni, coltelli, maschere, boccagli, pinne, e una griglia per cuocere il pesce.
Quando ho finito erano le dodici. Avevo ancora da preparare i peperoni ripieni. Dovevo pulire l’insalata. Mi facevano male le gambe. E avevo una fitta ai reni. Mi sono buttata su una sedia a sdraio in cortile, la testa all’ombra, le gambe al sole.
Mi sono addormentata. Ho sognato che una talpa scavava un tunnel nel mio ventre. Mi sono svegliata con una fitta, un dolore sordo e fondo. Qualcosa di caldo mi bagnava le cosce. Ho cacciato una mano sotto la gonna. L’ho ritirata macchiata di sangue.
Ho respirato a fondo per vincere quel senso di tensione al ventre. Non avevo voglia di alzarmi. Ho lasciato che il sangue colasse, dolce, tiepido. Dopo dovrò lavare la tela della sedia, mi dicevo. Dovrò strofinarla col sapone. Dovrò metterla ad asciugare. Dopo. Non avevo voglia di mettermi in piedi. Ho chiuso gli occhi. Il sole batteva vischioso e bruciante sulle gambe nude.
Così comincia la mia vacanza: un rivolo di sangue benefico, la gioia di stare all’aperto, l’odore pungente del basilico. La scuola è lontana. Giacinto tornerà più tardi coi pesci. La casa è in ordine. Le camicie da stirare, il sugo da preparare, le pentole da pulire, sono rimandati a stasera. Ora non voglio pensare a niente. Sono contenta.

Ore 24
Abbiamo mangiato il primo pesce pescato da Giacinto: uno scorfano dalla pelle a macchie marroni, arcigno, bellissimo. Poi ci siamo stesi sulle sdraio in cortile, a guardare il cielo fitto di stelle, la televisione dei vicini nelle orecchie.
Sono napoletani questi vicini, passano il tempo a litigare. Non so quanti sono. Gli strilli dei bambini vengono interrotti ogni tanto dalla voce roca di una donna.
Quando non litigano giocano al pallone. Questo pallone oggi è caduto diverse volte nel nostro cortile. La prima volta ho tardato a rimandarglielo e sono arrivati in cinque; hanno messo sottosopra il cortile, pestando con gli zoccoli le piantine di basilico, stroncando i rametti del pomodoro. Ora quando vedo il pallone cadere dalla nostra parte, glielo rilancio subito; lascio quello che ho in mano per correre a prenderlo.
Alle dieci mi sono messa a sparecchiare. Ho lavato i piatti. Ho sgrassato le pentole. Ho sciacquato i bicchieri. Ancora non mi sono abituata alla cucina stretta e lunga col pavimento di mattonelle rotte.
La casa che abbiamo affittato assomiglia a un girino, tutta testa e niente corpo: una stanza da letto con due finestre, una cucina buia, niente bagno. Il gabinetto è un buco sudicio: per lavarsi bisogna adoperare il lavello o il tubo per innaffiare.
In compenso abbiamo un bellissimo cortile, chiuso dentro un muro alto tre metri, segreto come un giardino arabo. Ci cresce il basilico, l’erba medica, la mentuccia, il pomodoro. E poi ci sono anche i gerani, bianchi e violetti, le zinnie, e gli anemoni.
Da una parte si levano due aranci dal tronco grigio, le foglie verdissime. Fanno piccole arance dure, amare. Addosso al muro che dà sulla strada c’è un fico alto e folto. I suoi rami storti arrivano a superare di un braccio la divisione di mattoni.
Al centro, come un cuore verde e lucido, un gruppo di banani. Lustri e pallidi, si muovono con un rumore di gomma strusciata.

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Jeffery Deaver – Verità imperfette http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/jeffery-deaver-verita-imperfette.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/jeffery-deaver-verita-imperfette.html#respond Wed, 11 Nov 2020 15:03:38 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52860 Verità imperfette è un libro del genere giallo scritto da Jeffery Deaver, pubblicato il 20 ottobre 2020 da Rizzoli, che comprende due racconti che fanno parte della serie che ha come protagonista Colter Shaw, un cercatore di persone scomparse, che ritorna con due nuove sfide insospettabilmente complesse per la mente inquieta di Colter, che dovrà [...]

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Jeffery Deaver – Verità imperfette

Verità imperfette è un libro del genere giallo scritto da Jeffery Deaver, pubblicato il 20 ottobre 2020 da Rizzoli, che comprende due racconti che fanno parte della serie che ha come protagonista Colter Shaw, un cercatore di persone scomparse, che ritorna con due nuove sfide insospettabilmente complesse per la mente inquieta di Colter, che dovrà ricorrere a tutte le sue risorse per setacciare il terreno d’indagine alla ricerca di una conclusione. Tra frammenti di verità imperfette, dove nulla è come appare.

“Per lui era stata una passeggiata. L’aveva fatto più che altro per combattere la noia. È il curioso paradosso di chi vive secondo il codice della sopravvivenza. Il punto, ovviamente, è rimanere in vita. Ma quest’ovvietà non coglie un dettaglio fondamentale: non vivi davvero fino a che non ti trovi ad affrontare un pericolo cui sei costretto a scampare.”

La scienza investigativa a volte non basta. Anche al più esperto dei detective è capitato quel caso in cui ogni certezza si sgretola, le ipotesi si dissolvono. Per fortuna, però, ci sono uomini come il cacciatore di ricompense Colter Shaw, che arriva quando gli eventi stanno per precipitare, in missioni che parrebbero disperate, se non impossibili, e risolve. Lui non segue le regole, ma ha un prezioso decalogo ereditato dal padre che comprende la valutazione delle probabilità, i calcoli basati sulle percentuali e un largo uso delle tecniche di sopravvivenza. Questa volta lo vediamo in azione a Chicago, sulle tracce di una pittrice svanita nel nulla dopo un weekend lontano dal marito, e poi in Kansas, al fianco della polizia, a contrattare con un folle per la vita di un ostaggio.

La prima storia, intitolata “Scomparsa“, è il prequel della serie dove ci viene presentato Colter Shaw, che viene ingaggiato dal signor Matthews per la scomparsa di sua moglie Evelyn da più di un mese.

“«È scomparsa da un mese. E due giorni.»
Aveva un’espressione così turbata che Shaw si aspettava quasi che l’uomo avesse tenuto anche il conto delle ore.
«Non ha più avuto alcun contatto con lei?»
«Nessuno.» La voce gli si abbassò di un’ottava, si schiarì la gola. «No, signore.»
Erano seduti in un locale che proponeva cucina ASIAN FUSION – o almeno così proclamava l’insegna, anche se Colter Shaw non avrebbe saputo dire in che cosa si differenziasse da un qualsiasi altro ristorante cinese. Aveva ordinato zuppa di wonton, uno strano miscuglio che in teoria da qualche parte doveva contenere anche del brodo di pollo. Nient’affatto malvagia. L’uomo che gli stava di fronte nel séparé era circondato da una muraglia di ciotole – fettine di tofu condite, salse a profusione, una zuppa, involtini primavera e riso. Aveva preso uno di quei menu fissi del pranzo. Dopo aver mandato giù un po’ di riso posò le bacchette.
«Io so che è in pericolo, me lo sento. È stata rapita. Dobbiamo fare qualcosa!» Si sistemò meglio addosso la giacca grigia, di marca: «Brooks Brothers» fece in tempo a leggere Shaw all’interno del bavero. I polsini, però, erano logori. La camicia del signor Matthews era bianca, il colletto si stava ingiallendo a contatto con la pelle, e gli andava grande, almeno una taglia di troppo. La cravatta era di un verde acceso, coordinata al fazzoletto nel taschino. Portava un grosso anello d’oro al medio della mano destra.
«È andato alla polizia?» gli chiese Shaw con voce incolore, in forte contrasto con il timbro irregolare e nervoso di Ron Matthews.
«Ma sì, certo. Ho chiamato il giorno dopo che non è tornata a casa. Temevo fosse troppo presto, ma il detective mi ha detto che non ci sono periodi di tempo prestabiliti da rispettare in questi casi.»
In molti Stati si può denunciare la scomparsa di una persona anche dieci minuti dopo averne perso le tracce; sono le autorità a non mettersi subito in moto, a meno che non si tratti di un minore o non ci siano prove che è stato commesso un crimine (il termine standard usato in polizia è di ispirazione sherlockiana: «condotta illecita»).
Matthews si affrettò a confermarlo: «Non mi hanno dato l’impressione di volersi spaccare la schiena, sa? Il detective mi ha spiegato che un sacco di persone scompaiono».
Migliaia e migliaia. Shaw lo sapeva bene.”

La seconda storia, intitolata “Il secondo ostaggio“, si colloca tra il primo libro della serie “Il gioco del mai” e il secondo “Gli Eletti“. Mentre Colter Shaw sta indagando su una ragazza scappata di casa si ritrova nell’ufficio dello sceriffo in mezzo ad emergenza, un uomo tiene in ostaggio alcune persone, così Shaw si offre come mediatore nell’attesa dei rinforzi.

“«Okay. Abbiamo un problema.»
Il vicesceriffo, magro e abbronzato, schiena dritta, postura rigida, aveva appena riagganciato, e adesso si rivolgeva a tutti i presenti: «Era Sally, dalla centrale. Ostaggi e colpi d’arma da fuoco a Kiowa Lake».
I sei agenti, in pantaloni neri e camicie verde scuro, lo guardavano con occhi spenti, come se qualcuno li avesse ficcati in un congelatore. Cinque uomini e una donna, di età variabile, dai trenta (anche meno) ai cinquanta. Tutti bianchi, a parte un afroamericano con la pelle di cioccolata. Volti deformati in una collettiva smorfia di sorpresa.
Colter Shaw suppose che espressioni come «ostaggi» e «colpi d’arma da fuoco» non si sentissero molto spesso da quelle parti. Fissò dall’altra parte della scrivania l’uomo che le aveva pronunciate.
Il vicesceriffo Peter Ruskin, a cui Shaw avrebbe dato sui trentacinque anni, continuò: «Una casa vacanze, avete presente? Il tizio che l’ha presa in affitto dice che è arrivato uno in macchina e si è messo a camminare avanti e indietro parlando tra sé e sé; a un certo punto, ha tirato fuori una pistola e ha fatto irruzione in casa».
«Modello?» chiese uno degli agenti, stessa età di Ruskin, ma più corpulento, H. Granger. Indossavano tutti dei tesserini con il nome. Comodo.
«Non si sa. L’affittuario si chiude in bagno, chiama il 911. L’operatore sente dei rumori, qualcuno che forza la porta a calci, e poi una voce: “Va’ in salotto, mettiti a sedere”. Poi è caduta la linea. A quel punto, hanno chiamato i vicini dicendo di aver sentito uno sparo. A quanto pare, però, non contro l’ostaggio. Ha sparato fuori dalla finestra.»
L’ufficio dello sceriffo della contea di Cimarron era sobrio e funzionale. Shaw era stato in decine di presidi come quello, ed erano più o meno tutti uguali. Piccolo anche quello. L’area che ricadeva sotto la loro giurisdizione, lì nella parte centrale del sud del Kansas, era ampia dal punto di vista geografico, ma scarsamente popolata.
«L’affittuario l’ha riconosciuto?»
Ruskin rispose: «È una casa vacanze. È solo uno di passaggio».
«Oh, giusto. Non è del Kansas.»
«Ci sono feriti?» chiese B. Harper, l’unica donna. Bassina, si vedeva che le scorreva sangue indigeno nelle vene.
«No. Sally ha chiamato lo sceriffo. Sta arrivando. Okay, diamoci da fare.» A quanto pareva, Ruskin aveva un qualche ascendente sugli altri, anche se ancora non aveva fatto il giro di boa della mezza età. Ispezionò la stanza affollata. «George, Devon e E.J. sono di pattuglia. Li faccio avvertire di andare sul posto. Sal ha chiamato la polizia di Stato. Voglio tre di voi con me. Qualcuno ha già gestito casi di sequestro di ostaggi?»
I suoi colleghi si guardarono a lungo, ma nessuno aprì bocca.
«Io» disse Colter Shaw.”

Le recensioni sono davvero pochissime visto il poco tempo trascorso dalla sua uscita, quelle che sono riuscita a trovare parlano di un libro di breve e piacevole lettura, ma nello stesso tempo, anche se brevi, le due storie sono bene curate. Ma c’è anche chi si lamenta per il costo eccessivamente alto per 128 pagine e chi ne è rimasto profondamente deluso perché non aggiunge nulla al personaggio protagonista. Non resta che leggerlo e farci una nostra personale opinione.

“Diecimila dollari non erano molti per un marito convinto che la moglie fosse stata rapita. Ma per Shaw i soldi non erano tutto, anzi. Ad attirarlo era la sfida. La ricompensa, per lui, consisteva nel poter sventolare una bandierina per avere risolto, prima degli altri, un problema. Viveva per quello.”

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Stefania Bertola – Via della Magnolie 11 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/stefania-bertola-via-della-magnolie-11.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/stefania-bertola-via-della-magnolie-11.html#respond Wed, 11 Nov 2020 12:05:47 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52834 Via della Magnolie 11 è un romanzo di Stefania Bertola, pubblicato il 13 ottobre 2020 da Einaudi.  Nato come un romanzo a puntate durante il lockdown, potente antidoto ai limiti della clausura, questo è il primo capitolo della saga dei Boscolo con i suoi strani personaggi e le loro sgangherate avventure, in uno scenario che assomiglia [...]

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Stefania Bertola – Via della Magnolie 11

Via della Magnolie 11 è un romanzo di Stefania Bertola, pubblicato il 13 ottobre 2020 da Einaudi.  Nato come un romanzo a puntate durante il lockdown, potente antidoto ai limiti della clausura, questo è il primo capitolo della saga dei Boscolo con i suoi strani personaggi e le loro sgangherate avventure, in uno scenario che assomiglia poco alla vita reale, ma che della vita reale ha tutta la sapiente e incontenibile follia.

«Come l’amato di Bella ciao, anche io una mattina mi son svegliata e ho trovato l’invasor. Il maledetto virus, che per molti motivi ho odiato: quelli piú ovvi, certo, ma anche per la retorica insopportabile che ha scatenato intorno a sé. Come sfuggire alla melensaggine che si diffondeva a macchia d’olio, aggravando la pena di tutti? L’unica cosa che mi è venuta in mente è stata di offrire a chi avesse avuto voglia di servirsene una storia negativa al tampone, ma non solo, che del tampone proprio ignorasse l’esistenza. Cosí ogni mattina, dal 16 marzo al 3 maggio, mi sono alzata e come prima azione della giornata ho scritto cinque o sei pagine e le ho postate. Quando ho iniziato la prima puntata avevo un solo dato di partenza: una palazzina in una piccola città immaginaria, Rivabella Lago, in provincia di Verbania, abitata da una famiglia di origine veneta e di natura truffaldina. Tutto il resto è venuto giorno per giorno, semplicemente perché doveva venire. Stella Marina e sua cugina Claudia, il fratello di Stella Marina, che si chiama Alvise, la nonna assassina, l’inquilino bellissimo, l’avvocato romantico ma permaloso, il cugino americano tutto arancione… e la cognata carognetta che si iscrive a un talent di ballo, in una parola: i Boscolo, a cui mi sono affezionata man mano che a loro si affezionavano i miei amici di Facebook, che commentavano, suggerivano, proponevano modifiche, trovavano nella storia oggetti e sentimenti della loro vita quotidiana. Mi auguro che sia lo stesso anche per voi, che state per leggerla tutta riunita dentro questa bella copertina. E non smettete dopo la parola FINE, perché le storie dei Boscolo continuano…» (Stefania Bertola)

I Boscolo sono una famiglia come tante? Non proprio. Abitano quasi tutti nella palazzina di via delle Magnolie 11 e non disdegnano finti omicidi, gare truccate e amori clandestini. In una parola, hanno una morale tutta loro. Altrimenti perché continuerebbero ad affittare l’appartamento del secondo piano a quel donnaiolo di Lorenzo, senza comunicarlo alla legittima proprietaria? E perché dovrebbero avvalersi di un detective privato travestito da palma per impedire a lei, la legittima proprietaria, di scoprirlo?

“Scende la notte su Rivabella, in questa fredda giornata di marzo. La primavera si fa sentire, ma siamo nel nord dell’Italia, vicino alle montagne, e il cambio di stagione è lento. Le magnolie di via delle Magnolie non sono ancora fiorite, neanche quella enorme davanti al numero 11. Stella Marina è alla finestra del quarto piano, e guarda la luna, sia pure senza ululare. Troppi pensieri.”

Le recensioni sono davvero molto poche, però quelle poche sono positive, parlano di spensieratezza, leggerezza e risate pure avendo a che fare con situazioni surreali. Non resta che leggerlo con la speranza di passare qualche ora di svago.

Prima puntata
Eccola. È la terza della coda.
Stella Marina, alla cassa 4 della Coop di via Gemelli del Gol, si prepara psicologicamente. Non è la prima volta che Ludovica Roberti viene a fare la spesa qui, e non è la prima volta che capita alla cassa di Stella Marina. Ammesso che capiti, e non lo faccia apposta per sventolarle sotto il naso il suo essere la fidanzata di Lorenzo. Rivabella è una piccola città, e di Coop c’è solo quella. Ma di casse ce ne sono sei, e volendo si potrebbe evitare.
Solo un cliente adesso la divide da Ludovica, e Stella Marina deve esercitare tutto il suo autocontrollo per fingere di non vederla finché non ce l’avrà proprio davanti. Fissa come ipnotizzata il vecchietto che depone davanti a lei due confezioni di Tavernello, una di stracchino e una rete di patate. Il vecchietto le sorride incerto. Non è possibile, pensa, che questa deliziosa ragazza, che avrà al massimo trent’anni, mi fissi con ardore. Sono scherzi dell’ipertensione. La bella cassiera lo segue con lo sguardo come fanno i gatti con le lucertole, e solo quando il fragile autista in pensione ha pagato, messo gli acquisti nella busta e si è allontanato, Stella Marina prende in considerazione l’esistenza della cliente successiva, e lo fa con un certo stupore: toh guarda, ce n’è un’altra.
– Ciao! Come va! – trilla Ludovica, da sempre un’abusatrice di esclamativi.
– Bene, grazie. E tu?
Ludovica scarica sul nastro una serie di articoli irritanti: una bottiglia di Ferrari, una confezione di code di gambero, brie, speck, una pasta sfoglia surgelata, un tubetto di Veet parti delicate, deodorante. Seratina in vista?
Nello stesso istante Ludovica risponde alla domanda che non è stata fatta.
– Stasera voglio preparare il rotolo speck e brie, e il risotto con le code di gambero. Non è che sia un’occasione speciale ma sai… le creiamo noi le occasioni speciali.
Stella Marina sorride, senza parlare.
– Allora ciao, casomai ci vediamo piú tardi… Alvise e Giulietta vengono per l’aperitivo, se ti va passa anche tu.
– Grazie, ma esco con degli amici.
Lei alza un sopracciglio, paga e se ne va.
Stella Marina resta un attimo imbambolata, finché la cliente successiva non la richiama con dolcezza.
– Le spiacerebbe battere la mia spesa entro l’orario di chiusura?
In questo preciso istante, nella cittadina di Bridgeton, New Jersey, Antonia Capece nata Ballarin sta scuotendo vigorosamente la testa rivolta a sua figlia Nancy, e mentre scuote la testa aggrotta le sopracciglia, e fa segno di no con le mani, a indicare un diniego completo e totale.
– Ma quale albergo, ma quale bed e breakfast! C’è la casa di Rivabella!
Nancy è colpita da un fulmine. La casa di Rivabella. Esiste ancora?
Antonia annuisce con tutta la forza del suo collo taurino.
– Non l’ho mai venduta e nemmanco affittata, che il figlio di mio cugino dice che bisognava fare troppi lavori. È lí apposta, se Jeremy si accontenta.
Entrambe rivolgono lo sguardo verso Jeremy, che sorride felice: – Mi accontento, certo. Ci sarà un pochino di acqua corrente?
Stella Marina ha finito il turno, e stacca la bicicletta dalla rastrelliera. Pedala veloce attraverso le strade alberate di Rivabella, attraversa la piazza col giardino e lancia appena uno sguardo verso il dehors del Pink Flamingo, dove ferve l’happy hour. Per lei nessuna hour è happy, da quando Lorenzo è venuto ad abitare al secondo piano di via delle Magnolie 11. O meglio, erano stati abbastanza happy i primi giorni, quando il nuovo inquilino la salutava per le scale con un certo sguardo intenso a cui lei rispondeva con un ancora piú intenso batticuore. Ma una sera, un’orribile sera di qualche settimana prima, lui, l’ingegner Lorenzo Bonvicini era arrivato al cancello in compagnia di una brunetta coi capelli corti, proprio mentre Stella Marina appoggiava la bici al faggio, e gliel’aveva presentata, quell’insensibile.
– Ciao, Stella Marina. Come va? Lei è Ludovica, la mia ragazza. Ludo, lei è Stella Marina, la figlia del mio padrone di casa.
– Veramente? Ti chiami veramente Stella Marina?
A lei era caduta la bici di mano, dritta sul piede sinistro, un dolore forte e benedetto, che le aveva risparmiato di rispondere. Lorenzo aveva tirato su la bicicletta, e dopo una serie di confusi ringraziamenti erano entrati in casa e si erano separati. Loro a piedi verso il secondo piano. Lei in ascensore verso il quarto.
Di solito affrontava energicamente le scale, ma quella sera non aveva voluto condividere nemmeno una rampa con quell’infausta coppia.
Questa sera qui, invece, sale veloce le scale contraendo gli addominali, come si conviene, ma mentre sta passando di slancio il terzo piano, la porta si apre, e appare sua cugina, che le fa un cenno imperioso col dito.
– Vieni un attimo, ti devo parlare.
– Claudia, possiamo fare domani? Sono stanca morta e vorrei farmi una doccia prima di cena.
– Ma quale doccia, Stemarí. La famiglia è in pericolo!

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Giosuè Carducci – San Martino http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/giosue-carducci-san-martino.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/giosue-carducci-san-martino.html#comments Wed, 11 Nov 2020 10:22:25 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52842 San Martino è una poesia di Giosuè Carducci e fa parte della raccolta Rime nuove del 1887. La poesia si riferisce all’11 novembre, San Martino, giorno in cui nella tradizione Italiana, soprattutto quella contadina, si festeggia la fine di un anno di lavoro e si spillano le botti per assaggiare il primo bicchiere di vino [...]

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San Martino è una poesia di Giosuè Carducci e fa parte della raccolta Rime nuove del 1887.
La poesia si riferisce all’11 novembre, San Martino, giorno in cui nella tradizione Italiana, soprattutto quella contadina, si festeggia la fine di un anno di lavoro e si spillano le botti per assaggiare il primo bicchiere di vino novello. La poesia ci trasporta nella festività dei contadini, negli ambienti domestici dell’epoca, nell’atmosfera autunnale, tra la nebbia che avvolge gli alberi spogli e le nubi rossastre che creano quella malinconia tipica dell’autunno. Infine con il cacciatore sull’uscio di casa che osserva gli uccelli neri nel cielo che migrano, ci racconta l’inquietudine e i pensieri tristi che volano lontano al tramonto come quegli uccelli.

La nebbia a gl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,

Nel vespero migrar.

Giosuè Carducci, 1883

Foto: Quadro di Charles Ephraim Burchfield, Birds in Flight (Uccelli in volo), 1917

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Simona Sparaco – Dimmi che non può finire http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/simona-sparaco-dimmi-che-non-puo-finire.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/simona-sparaco-dimmi-che-non-puo-finire.html#respond Mon, 09 Nov 2020 11:53:21 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52818 Dimmi che non può finire è un romanzo di Simona Sparaco, pubblicato il 20 ottobre 2020 da Einaudi. La storia di una donna, un uomo e un bambino che si riconoscono a vicenda. E riconoscendosi smettono di avere paura. Che cosa faresti se sapessi la data di scadenza di ogni cosa che ti capita: la vivresti [...]

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Simona Sparaco – Dimmi che non può finire

Dimmi che non può finire è un romanzo di Simona Sparaco, pubblicato il 20 ottobre 2020 da Einaudi. La storia di una donna, un uomo e un bambino che si riconoscono a vicenda. E riconoscendosi smettono di avere paura. Che cosa faresti se sapessi la data di scadenza di ogni cosa che ti capita: la vivresti lo stesso, con la certezza di perderla, oppure la eviteresti per non provare dolore?

“– E quindi tu non vuoi essere felice perché poi finisce? E ti sembra una cosa buona? – domandò.
Fui spiazzata da come era arrivato dritto al punto.
– Se tengo a qualcosa, so quando finirà e anche che questo mi farà soffrire.
Allora lui, con gli occhi che parevano quasi piú grandi, mi disse una frase che non avrei mai dimenticato: – Sí, ma tanto poi ricomincia.”

Fin da quando era piccola, Amanda crede di poter conoscere in anticipo il giorno in cui finirà ogni gioia che la riguardi: tutte le volte che una situazione la rende felice, le cifre arrivano in serie e puntuali a indicarne la data di scadenza. Cosí, per timore, lei gioca in difesa, sottraendosi a ogni possibilità di realizzazione e impedendosi di sognare. Non ha un fidanzato, abita in casa con la madre e non ha molti amici, a parte una soubrette tanto cinica quanto avvenente e una vicina che è anche la sua psicoterapeuta. Il giorno in cui perde l’ennesimo lavoro, Amanda accetta di occuparsi di un bambino di sette anni, sebbene i bambini non le piacciano, anzi, proprio per questo: se svolge un lavoro che non la soddisfa, allora quel lavoro non potrà perderlo mai. Samuele però le somiglia: è un po’ disadattato, orfano di madre e bisognoso d’amore. Grazie al rapporto con lui e con suo padre, Davide, Amanda tenta di affrontare i nodi della propria esistenza, finché i numeri non la sfidano con una nuova data di scadenza. È il momento di scegliere se rinunciare ancora alla vita oppure, per la prima volta, rischiare.

“– Hai fatto lo stesso. Te ne sei andata. Non riesci a interrompere il meccanismo. Funziona cosí, sai? La vita ti ripropone sempre, in un modo diverso, quello che non hai risolto, e la mente non fa che opporre resistenza.

Non era la sola a credere che il mio strampalato potere fosse una forma di resistenza alla vita. Utilizzando un gergo piú semplice, lo aveva sostenuto a suo tempo anche mia nonna. «Da cosa ti vai difendendo, Amanda?» mi chiedeva, con uno sguardo diretto e interlocutorio.”

Le poche recensioni che si trovano al momento sono positive, aspettiamo di leggerlo per una nostra personale opinione.

1.

Il giorno in cui scoprii di avere una specie di superpotere era il 12 giugno del 1990. Il muro di Berlino era caduto da pochi mesi e i mondiali di calcio quell’anno si disputavano nel nostro Paese, ma io non seguivo né il mondo né il calcio, perché avevo dieci anni e mi interessavano soltanto due cose: un cucciolo di cane spelacchiato che dormiva ogni notte nel mio letto, e i numeri.

In matematica ero di gran lunga la piú brava della classe. Con i numeri era stato amore a prima vista. Nelle prove scritte e nei tornei che organizzava la scuola, sembrava quasi che mi aspettassero, impazienti e ostinati, per essere sistemati al loro posto. Si fidavano di me, come io di loro.

Mio padre non avrebbe potuto dire lo stesso riguardo ai numeri del bilancio: la sua impresa edile stava fallendo. Non sapevo che la casa dove vivevamo fosse già in mano alle banche, ma dalla mia stanza, quell’autunno, avevo sentito i miei genitori gridare l’uno contro l’altro e, oltre ad aver appreso nuove e irripetibili parolacce, avevo capito molte cose, troppe.

Poco dopo lui se ne era andato, e non c’era stato un momento solenne, come un saluto o una promessa.

«Tuo padre starà via per un po’», si era limitata a dirmi Emma, mia madre, senza piú chiamarlo «papà» come aveva sempre fatto. Al telefono, con i nonni o con le amiche, la sentivo parlare di processi e di fughe, come nei film che non mi faceva vedere e di cui non coglievo mai i risvolti delle trame. Anche la trama della mia vita si stava facendo oscura.

Mio padre doveva essersene andato una mattina in cui ero a lezione, e doveva averlo fatto in fretta, perché molte delle sue cose erano rimaste nell’armadio, come le scarpe di pelle nera e il maglione azzurro che odorava di pane. Cercavo di ricordare la consistenza delle sue spalle larghe che l’avevano riempito, o l’ultima volta che mi aveva permesso di giocare con la sua barba, ma era come quando Emma mi chiedeva di prenderle delle calze dal suo cassetto, gliele portavo, lei ci infilava la mano dentro e, trovando subito una smagliatura, scuoteva la testa: «Non ti si può mai chiedere niente». La trama della mia vita non era solo oscura, ma anche piena di buchi.

Anche se non ero piú tanto certa della sua esistenza, avevo chiesto a Babbo Natale un cucciolo di dalmata. La sera della vigilia mi ero ritrovata a mangiare una pasta scotta da sola con Emma che fissava il vuoto. Aveva gli occhi gonfi e arrossati e di tanto in tanto mi sistemava i capelli dietro le orecchie ripetendomi che, bella com’ero, da grande li avrei «mandati tutti a stendere».

Guardavo la sedia dove avrebbe dovuto sedere mio padre. Non che fossi abituata alla sua presenza a quella tavola, però era la prima vigilia che non cenava con noi e non si lamentava della cottura dei gamberi o della consistenza della maionese. Vedere quella sedia vuota mi faceva pizzicare gli occhi. Avrei voluto dire qualcosa, ma avevo capito che chiedere di lui sarebbe stato come camminare a piedi nudi su un vetro rotto, e quel vetro rotto era mia madre.

La mattina dopo, sotto l’albero che lei non aveva avuto la forza di decorare, avevo trovato uno scatolone del supermercato con dentro un cucciolo di meticcio con quattro peli spettinati che sembrava piú allibito di me.

Nei giorni di Capodanno non eravamo andate in montagna come l’anno prima. Io ed Emma avevamo trascorso le vacanze chiuse ognuna nella propria stanza. Io giocavo con le mie Barbie, e per incanto mi ero ritrovata in camera il televisore del tinello, che ero improvvisamente libera di accendere in qualunque momento. Il cucciolo, che avevo battezzato Billo, dormiva nel mio letto, faceva la pipí sulla moquette e la riempiva di chiazze che non sarebbero andate piú via.

Qualche volta, durante il giorno, mi sembrava di sentire il rumore della porta che si apriva e la voce roca di papà che rompeva il silenzio, ma quando correvo all’ingresso era tutto spento e non c’era nessuno, come nei film di paura che Emma non si preoccupava piú di non farmi vedere alla tv. Soprattutto quando la sera s’imbottiva di gocce. Non di rado capitava che, per non doversi svegliare presto la mattina, le somministrasse anche a me.

In quel periodo cominciarono ad apparirmi ripetutamente il 12 e il 6: dagli adesivi dei prezzi, mentre ero in fila con Emma al supermercato, o nei risultati delle espressioni. Li vedevo di continuo e non riuscivo a spiegarmi il perché.

Per tutto l’ultimo quadrimestre non ero quasi mai andata a scuola. «Tanto sei brava», diceva Emma, tirando su la serranda della mia camera quando era già quasi ora di pranzo. La maggior parte delle volte mi ritrovavo a fissare il Paperino disegnato sull’orologio della sveglia che, guarda caso, proprio in quel momento segnava le 12.06.

«Amanda, avevi promesso che te ne saresti occupata in tutto e per tutto», si lamentava Emma, strofinando il muso di Billo contro l’ennesima chiazza di pipí.

La mattina del 12 giugno mi portò a scuola. Era anche l’ultimo giorno e non avrebbe potuto fare altrimenti. Nel cortile dell’ingresso la maestra m’incoraggiò, dicendomi che le lezioni che avevo perso per via della mononucleosi – era la scusa che Emma aveva inventato per giustificare le mie assenze, ottenendo l’effetto di crearmi il vuoto intorno – non mi avevano lasciata troppo indietro. Era certa che avrei sostenuto gli esami senza difficoltà.

Il sole era alto nel cielo e i colori del giardino piú accesi che mai. I miei compagni avevano, come me, le maniche della divisa arrotolate, ma il loro piú grande cruccio era che cosa scegliere per merenda al bar, dove avevano il conto aperto e illimitato, quando Emma aveva già cominciato a fare la spesa al discount. L’appartamento in cui ero cresciuta era pieno di scatoloni e avremmo impiegato i mesi successivi a trasferirci a casa dei nonni e svendere i vecchi mobili d’antiquariato che avevano arredato la mia infanzia. Guardavo il parco dove facevamo ricreazione, chiedendomi in quale scuola diroccata sarei finita alle medie.

Contai 12 caramelle nel pacchetto che avevo appena comprato e 6 margherite disposte a cerchio nel tratto d’erba vicino al muretto su cui quel giorno me ne stavo appollaiata come un piccione. In classe, sulla lavagna, la maestra aveva scritto un’equazione che cominciava con 12 x 6. 12 era il numero che appariva in rosso sul calendario e 6 il mese di giugno. Al suono della campanella mi avviai all’uscita insieme alla mia migliore amica di allora e, mentre lei fantasticava sulla gita in barca che avrebbe fatto quel fine settimana, io mi domandavo in quali condizioni avrei trovato Emma oltre il cancello dell’ingresso.

L’ultima volta si era presentata con il pigiama sotto uno spolverino scamosciato. Quel giorno la vidi spuntare fuori dalla vecchia utilitaria grigia – che aveva comprato quando la Mercedes della società era finita tra i beni in liquidazione – con indosso una camicia bianca e un paio di jeans. Portava gli occhiali tigrati di quando era di cattivo umore e i capelli unti e accroccati con un mollettone di plastica fucsia, ma aveva fatto passi avanti.

Il muso di Billo comparve dietro il finestrino alle sue spalle. Era cresciuto molto nelle ultime settimane. Le orecchie rizzate per l’eccitazione di rivedermi. Emma era uscita per venirmi incontro e aveva inavvertitamente lasciato lo sportello aperto. Accadde tutto in modo cosí rapido che non ebbi neanche il tempo di reagire.

Quando mi accorsi della macchina che stava arrivando, serrai gli occhi. Avvertii solo un tonfo, sordo, inequivocabile. Poi, la mia amica del cuore che sibilava: «Ohh-mioo-Dioo».

Riaprii gli occhi e lo cercai. Era come un vecchio pupazzo abbandonato sul ciglio della strada. I quattro ciuffi di pelo ancora piú scomposti, le zampe immobili. Non era piú lui. E non c’eravamo piú noi.

Era il 12 giugno. 12-06. Dodici come le caramelle che tenevo in tasca, sei come le margherite disposte a cerchio nel prato della scuola. E quel giorno finiva la mia vita piena di infinite possibilità.

L’anno successivo fui perseguitata per mesi da un 16 e da un 5, e guarda caso il 16 maggio si ruppe la tv e non potei vedere l’agognato bacio tra Terence e Candy che aspettavo con ansia; poi arrivò anche il mio primo bacio, e altri numeri a comporre la data della fine della mia prima storia d’amore. Decisi di ignorarli, senza mettere in conto quanto avrei potuto soffrire.

Molte altre epifanie si avvicendarono prima che capissi il senso di quel potere assurdo e ridicolo che mi era capitato, ma era stata la morte del mio cane a sancirlo.

Se i numeri mi venivano incontro, lo facevano sempre in serie per formare una data, e per avvertirmi che una felicità appena scoperta sarebbe finita per sempre.

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La classifica dei libri più venduti – 09 Novembre 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-09-novembre-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/11/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-09-novembre-2020.html#respond Sun, 08 Nov 2020 23:02:25 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52789 Buona settimana a tutti! “Ci sono crimini peggior del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli.” (Joseph Brodsky)       La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da 2 nuove entrate e un primo posto goloso . Scopriamola: 1. Entra in classifica e si piazza in prima posizione Insieme in cucina. [...]

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Buona settimana a tutti!

“Ci sono crimini peggior del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli.”
(Joseph Brodsky)

 

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da 2 nuove entrate e un primo posto goloso . Scopriamola:

1.
Entra in classifica e si piazza in prima posizione Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» di Benedetta Rossi.
“Gli anni sono passati, ma io ho ancora la passione di quand’ero bambina e il piacere della condivisione di quand’ero ragazza. Da adulta capisco la necessità di chi deve conciliare la quotidianità con la velocità e la qualità di un pasto che accontenti tutta la famiglia. Quindi questa volta ho pensato di proporvi le mie ricette partendo dagli ingredienti che abbiamo in casa tutti, quelli che in frigorifero e in dispensa si trovano sempre”. (Benedetta Rossi). Benedetta Rossi ci sorprende ancora una volta e anche in questo libro ha voluto trasmettere la sua cucina e il suo stile di vita con semplicità e divertimento. Benedetta è instancabile nella ricerca di nuovi sapori e abbinamenti, e sa bene che per una cena, un buffet o un anniversario, per un peccato di gola o per la tavola di tutti i giorni chi cucina deve combinare il gusto alla praticità. Lei è impareggiabile nel rendere una ricetta alla portata di tutti e nel dare i suggerimenti giusti per ogni occasione: piatti gustosi, facili e che riescono sempre. In questo libro Benedetta propone le sue ricette partendo dagli ingredienti che tutti abbiamo in casa, quelli che, se apriamo il frigorifero, l’armadietto di cucina o la dispensa, senz’altro non mancano. Ci suggerisce anche presentazioni alternative delle pietanze, e ricette comode e di rapida realizzazione. E stavolta non è sola: il simpatico marito Marco ha deciso di partecipare con alcune delle sue “ricette inutili”.

2.
Sale di un gradino e va in seconda posizione, Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini.
n questo romanzo Antonio Manzini mette al centro di una vicenda amara e appassionante una donna, Nora, che sta tornando a casa con un treno interregionale. Seduto su una poltrona, non distante da lei, c’è l’assassino di suo figlio. L’uomo dovrebbe essere in prigione a scontare il delitto, invece è lì, stravaccato sul sedile. Dal giorno della morte di Corrado, Nora non si è mai data pace. Ora deve portare l’orribile notizia a Pasquale, il marito, col quale a malapena si parla da cinque anni. La vita di entrambi è finita da quando il figlio è stato assassinato da un balordo durante una rapina. Comincia così un calvario doloroso e violento, un abisso nel quale Nora precipita bevendo fino all’ultima goccia tutto il veleno che la vita le ha servito. Non può perdonare e accettare il figlio sotto una lapide e l’omicida in giro a ricostruirsi un’esistenza. Di chi è la colpa? Dove inizia la pietas e dove finisce la giustizia? E chi ha davvero il diritto di rifarsi una vita, quelli come Nora e Pasquale, che non riescono a smettere di soffrire, o chi ha sbagliato, ha ucciso un innocente e poi ha pagato la sua pena con la società? Forse non esiste un prezzo equo, un castigo sufficiente, per aver cancellato un’esistenza dal mondo. Dieci o venti anni di galera, sicuramente il prezzo per Nora e suo marito non è calcolabile; la giustizia fa il suo corso, vittime e carnefici si adeguano, ma non sempre. Almeno Nora tutto questo non l’accetta. Per lei quel giorno di viaggio in treno sarà «il primo giorno di quiete».

3.
Scende in terza posizione Scheletri di Zerocalcare.
Un thriller, ambientato a Roma, nel mondo di uno Zerocalcare diciottenne, che viene a contatto con il sottobosco degli spacciatori di periferia. Un romanzo grafico che l’autore definisce “più efferato del solito” una storia di fiction che si ispira alla realtà, tra oggi e vent’anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente.
Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana.

4.
Ancora stabile in quarta posizione, Il falco di Sveva Casati Modignani.
Giulietta Brenna è una donna brillante, ha una vita piena e ricca di affetti che colmano il vuoto lasciato dal compianto marito. Ma c’è una spina nel suo cuore che la tormenta da quarant’anni. È il suo primo grande amore, l’uomo che l’ha tradita e umiliata in maniera imperdonabile. Giulietta ha fatto il possibile per dimenticarlo, ma il suo volto è su tutti i giornali che raccontano i suoi successi imprenditoriali. Nel tentativo di liberarsi di lui una volta per tutte, brucia le foto e le lettere che testimoniano il loro amore lontano. Perché, a sessant’anni, vuole ricominciare una vita nuova. Rocco Di Falco ha origini molto umili. Nato in Sicilia, è arrivato a Milano con la famiglia negli anni Cinquanta. Un fatto traumatico lo ha privato delle certezze famigliari, ferendolo profondamente, e il lavoro è diventato la sua ragione di vita. L’intuito e l’intraprendenza lo hanno reso uno degli uomini più ricchi e importanti del mondo, capace, con la produzione degli occhiali, di creare un impero economico. Eppure, per quanto rapace e geniale negli affari, sul piano sentimentale la sua vita è stata un disastro. Il fatto è che non ha mai smesso di amare Giulietta, la donna che ha vergognosamente tradito. E adesso è arrivato il momento di riconquistarla.

5.
Scende dal podio e va in quinta posizione, Piano nobile di Simonetta Agnello Hornby.
Palermo, estate 1942. Come in un lucido delirio, il barone Enrico Sorci dal suo letto di morte vede passare davanti agli occhi la storia recente della sua famiglia. Vede la devozione della moglie e i torti che le ha inflitto, vede le figlie Maria Teresa, Anna e Lia, i figli Cola, Ludovico, Filippo e Andrea; e vede Laura, la nuora prediletta, con il figlio Carlino, per il cui futuro si inquieta. Poco prima di morire il barone ordina che la notizia del suo trapasso non venga immediatamente annunciata e infatti, ignari, i parenti si radunano intorno alla tavola per un affollatissimo pranzo che si tiene fra silenzi, ammicchi, messaggi in codice, tensioni, battibecchi, antichi veleni, segrete ambizioni. È come se il piano nobile di palazzo Sorci fosse il centro del mondo, del mondo che tramonta – fra i bombardamenti alleati e la fine del fascismo – e del mondo che sta arrivando, segnato da speranze ma anche da una diversa e più aggressiva criminalità. Uno dopo l’altro, i protagonisti prendono la parola per portare testimonianze, visioni, memorie che si avviluppano in una spirale di fatti e di passioni, vendette e tradimenti, componendo un quadro privato e collettivo degli eventi che segnano Palermo fino all’aprile del 1955. Offesa dalla guerra e dall’occupazione, la città si apre con sventato entusiasmo a una nuova ricchezza e a nuove alleanze con la politica e la malavita; nelle pieghe della famiglia Sorci si consumano amori, fughe, ribellioni, rovine. E tutto fluisce, incessante. Con “Piano nobile” prende vita il secondo capitolo della saga familiare cominciata con “Caffè amaro”. Le famiglie sono famiglie, e chissà ancora per quanto impediranno, nasconderanno, confonderanno.

6.
Scende di un gradino e va in sesta posizione Dante di Alessandro Barbero, che disegna un ritratto a tutto tondo del genio creatore della Divina Commedia, visto per la prima volta come uomo del suo tempo di cui condivide valori e mentalità, avvicinando il lettore alle consuetudini, ai costumi e alla politica di una delle più affascinanti epoche della storia: il Medioevo.
Alessandro Barbero ricostruisce in quest’opera la vita di Dante, il poeta creatore di un capolavoro immortale, ma anche un uomo del suo tempo, il Medioevo, di cui queste pagine racconteranno il mondo e i valori. L’autore segue Dante nella sua adolescenza di figlio di un usuario che sogna di appartenere al mondo dei nobili e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell’esiliato che scopre l’incredibile varietà dell’Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche. Di Dante, proprio per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che di qualunque altro uomo dell’epoca: ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un teen-ager innamorato, o su cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. Ma il libro affronta anche le lacrime i silenzi che rendono incerta la ricostruzione di interi periodi della sia vita, presentando gli argomenti pro e contro le diverse ipotesi, e permettendo a chi legge di farsi una propria idea, come quando il lettore di un giallo è invitato a seguire il filo degli eventi e ad arrivare per proprio conto a una conclusione. Un ritratto scritto da un grande storico, meticoloso nella ricerca e nell’interpretazione delle fonti, attento a dare piena giustificazione di ogni affermazione e di ogni ipotesi; ma anche un’opera di straordinaria ricchezza stilistica, che si legge come un romanzo.

7.
Scivola in settima posizione Fu sera e fu mattina, il nuovo romanzo storico di Ken Follett.
Il prequel de “I pilastri della terra”. 17 giugno 997. Non è ancora l’alba quando a Combe, sulla costa sudoccidentale dell’Inghilterra, il giovane costruttore di barche Edgar si prepara con trepidazione a fuggire di nascosto con la donna che ama. Ma i suoi piani vengono spazzati via in un attimo da una feroce incursione dei vichinghi, che mettono a ferro e fuoco la sua cittadina, distruggendo ogni cosa e uccidendo chiunque capiti loro a tiro. Edgar sarà costretto a partire con la sua famiglia per ricominciare tutto da capo nel piccolo e desolato villaggio di Dreng’s Ferry. Dall’altra parte della Manica, in terra normanna, la giovane contessa Ragna, indipendente e fiera, si innamora perdutamente del nobile inglese Wilwulf e decide impulsivamente di sposarlo e seguirlo nella sua terra, contro il parere di suo padre, il conte Hubert di Cherbourg. Si accorgerà presto che lo stile di vita al quale era abituata in Normandia è ben diverso da quello degli inglesi, la cui società arretrata vive sotto continue minacce di violenza e dove Ragna si ritroverà al centro di una brutale lotta per il potere. In questo contesto, il sogno di Aldred, un monaco colto e idealista, di trasformare la sua umile abbazia in un centro di erudizione e insegnamento entra in aperto conflitto con le mire di Wynstan, un vescovo abile e spietato pronto a tutto pur di aumentare le sue ricchezze e il suo potere. Le vite di questi quattro personaggi si intersecano, in un succedersi di continui colpi di scena, negli anni più bui e turbolenti del Medioevo che termina dove “I pilastri della terra” hanno inizio.

8.
Resiste ancora in classifica, in ottava posizione, Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

9.
Nuova entrata in nona posizione, L’ultimo sorso. Vita di Celio di Mauro Corona.
Rocciatore, taglialegna, scalpellino, minatore, apicoltore: chi è Celio? “Un niente” risponde lui, un semplice signor nessuno di un paesino sulle Alpi che è terra di nascita dell’autore. È lui a far rivivere Celio, a strapparlo all’oblio per renderlo personaggio vero, sfuggente, pulsante di idiosincrasie e contraddizioni. Insofferente alle persone fino alla misantropia, il protagonista si rifugia in se stesso, nell’ermeticità del dialetto ladino e nell’abbraccio ambiguo dell’alcol, che lo stringerà per tutta la vita, fino al delirio e alla morte. In Celio, conosciuto durante la problematica infanzia e quarant’anni più vecchio di lui, l’autore troverà un inaspettato mentore, una protezione dalle violenze perpetrate dal padre, una via d’accesso privilegiata ai misteri e alla saggezza della natura, rivelatasi solamente per lui. Nel racconto, Mauro Corona si riscopre bambino, mettendo nero su bianco le parole – sempre misurate, mai lasciate al caso – dell’anziano amico e compagno di bevute, alla ricerca delle radici di un male di vivere sempre scacciato e mai sopito, nel duro e apparentemente impenetrabile cuore da montanaro. Una scrittura aspra, nervosa e autentica al pari del protagonista di questo romanzo, dietro le cui vicissitudini si legge in controluce l’autobiografia dell’autore, vero alter ego di Celio e solo testimone di un’esistenza che si fa simbolo di una terra sospesa nel tempo, in cui la solitudine, portata su di sé come una croce, sembra l’unico rimedio al contagio della miseria e del dolore. Le uniche leggi e autorità riconosciute sono quelle della natura, al contempo madre e matrigna. Come il vecchio accendino a benzina, ereditato dal maestro, l’allievo tiene viva la fiamma del ricordo e fa luce sul potere dell’amicizia, rara e inafferrabile ma capace di farsi salvifica nell’ostilità e nell’indifferenza del mondo.

10.
In decima posizione A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia di Aldo Cazzullo.
Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese: il «bel Paese» dove si dice «sì». Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante. Non solo. Dante è il poeta delle donne. E solo grazie alla donna – scrive – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza. Ma il poeta ha parole straordinarie anche per le donne infelicemente innamorate, e per le vite spente dalla violenza degli uomini: come quella di Francesca da Rimini. Aldo Cazzullo ha scritto il romanzo della Divina Commedia. Ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno. Gli incontri più noti, da Ulisse al conte Ugolino. E i tanti personaggi maledetti ma grandiosi che abbiamo dimenticato: la fierezza di Farinata degli Uberti, la bestialità di Vanni Fucci, la saggezza di Brunetto Latini, la malvagità di Filippo Argenti. Nello stesso tempo, Cazzullo racconta – con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità – l’altro viaggio di Dante: quello in Italia. Nella Divina Commedia sono descritti il lago di Garda, Scilla e Cariddi, le terre perdute dell’Istria e della Dalmazia, l’Arsenale di Venezia, le acque di Mantova, la «fortunata terra di Puglia», la bellezza e gli scandali di Roma, Genova, Firenze e delle altre città toscane. Dante è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle». Un libro sul più grande poeta nella storia dell’umanità, a settecento anni dalla sua morte, e sulla nascita della nostra identità nazionale; per essere consapevoli di chi siamo e di quanto valiamo.

Podio della narrativa italiana:
1. Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini
2. Il falco di Sveva Casati Modignani
3. Piano nobile Simonetta di Agnello Hornby
Podio della Narrativa straniera:
1. Fu sera e fu mattina di Ken Follett
2. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
3. Amo la mia vita di Sophie Kinsellar

 

Podio della saggistica:
1. Fratelli tutti. Lettera Enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale di Francesco (Jorge Mario Bergoglio) – Paoline e San Paolo
2. Dante di Alessandro Barbero
3. A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia di Aldo Cazzullo
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. La storia perduta. Fairy Oak di Elisabetta Gnone
2. Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 donne migranti che hanno cambiato il mondo di Elena Favilli
3. Harry Potter e la pietra filosofale. Nuova ediz. di J. K. Rowling

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Fëdor Dostoevskij (11 novembre 1821 – 9 febbraio 1881), uno dei più grandi letterati e pensatori russi.
Maurice Leblanc (11 novembre 1864 – 6 novembre 1941), scrittore francese, creatore del ladro gentiluomo Arsène Lupin.
Michael Ende (12 novembre 1929 – 28 agosto 1995), scrittore tedesco noto per i romanzi Momo e La storia infinita.
Robert Louis Stevenson (13 novembre 1850 – 3 dicembre 1894), scrittore e poeta scozzese, noto per i suoi straordinari romanzi d’avventura.
Dacia Maraini (13 novembre 1936), scrittrice e poetessa italiana.
Astrid Lindgren (14 novembre 1907 – 28 gennaio 2002), scrittrice svedese, autrice di libri per bambini, creatrice di Pippi Calzelunghe.

Eventi librosi settimanali:

A Pescara dal  all’8 Novembre si svolge il Festival delle letterature dell’Adriatico, oggi chiamato il #FLA Pescara Festival, tre giorni di incontri, spettacoli, presentazioni, reading, concerti nel centro storico di Pescara dedicati ai lettori di tutte le età e di tutti i generi, dall’attualità ai fumetti, dal thriller all’azione, dalla cucina alla letteratura per ragazzi.

Dal 11 al 15 Novembre, si svolgerà in edizione online il Bookcity, una manifestazione dove vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura, a partire da libri antichi, nuovi e nuovissimi, dalle raccolte e biblioteche storiche pubbliche e private, dalle pratiche della lettura come evento individuale, ma anche collettivo. #BCM20

Dal 11 al 16 novembre, torna in edizione online  Scrittorincittà, il tema della 22^ edizione sarà “Prossimo”, Prossimo non significa vicino ma molto vicino, tanto da non poterlo evitare. Una vicinanza nello spazio e nel tempo. È una persona, chi incontriamo sulla nostra strada. È il futuro, la responsabilità, la solidarietà. Avanti il prossimo!

Si svolge in edizione online, dal 13 al 15 Novembre, la Rassegna della Microeditoria Italiana, un weekend di cultura a tutto tondo, all’insegna della cultura e dell’arte, ma anche dello svago e dell’intrattenimento.

Fonte iBuk
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 26 ottobre all’1 novembre)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 09 Novembre 2020 in versione completa su Pausa Caffè.

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