Walt Whitman – O Capitano! Mio Capitano!

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Walter Whitman, noto come Walt Whitman, nato il 31 maggio 1819 e scomparso il 26 marzo 1892, è stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense. Considerato il padre della poesia americana, fu il primo poeta moderno ad utilizzare il verso libero. E’ stato cantore della democrazia e della libertà, ponendo l’uomo al centro del mondo, capace di percepire e capire tutte le cose sentendole all’interno del proprio essere; cantò l’essenza di quello che poi diventerà “il sogno americano”.

La sua opera più famosa è una raccolta poetica Foglie d’erba“, pubblicata nel 1855, che dal 1867,contiene anche la celeberrima la poesia “O capitano! Mio capitano!”, che noi ricordiamo anche grazie all’indimenticabile film “L’attimo fuggente“, di Peter Weir, con Robbie Williams, del 1989; dove in una scena gli studenti omaggiano il professore in piedi sui banchi recitando questi versi e prendendo posizione contro il “conformismo repressivo”.

La poesia fu scritta dopo la morte del presidente statunitense Abraham Lincoln, avvenuta il 15 aprile 1865.
Descrive gli Stati Uniti come una nave e paragona il capo di stato al capitano di una nave.
Anche se la poesia piange Lincoln, c’è un senso di trionfo che la nave dello stato ha completato il suo viaggio.

O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è terminato;
la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambito premio è conquistato;
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
mentre gli occhi seguono l’invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! cuore! cuore!
o gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

O Capitano! mio Capitano! risorgi, odi le campane;
risorgi — per te è issata la bandiera — per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri — per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! amato padre!
questo braccio sotto il tuo capo!
è solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili;
non sente il padre mio il mio braccio, non ha più energia né volontà;
la nave è all’ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito;
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate, coste, e suonate, campane!
mentre io con funebre passo
percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

Walt Whitman
(31 maggio 1819 – 26 marzo 1892)


Autore

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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