Zeus e il mito della monogamia

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Chi non conosce il capo degli dei, il dio dei fulmini, il sommo e barbuto Zeus sposato con la furente Era? E chi non è al corrente della sua devozione alla famiglia, alla fedeltà? Mmmmm nessuno perché è il campione mondiale di scappatelle!
Considerando che gli dei hanno gli stessi vizi e le stesse virtù degli esseri umani ma amplificati, le marachelle di Zeus sono davvero esagerate: vive di amori clandestini olimpici!
Dalle varie avventure nascono Apollo e Artemide, Hermes, Persefone, Atena, Dioniso, Perseo, Eracle, Elena, Minosse, le Muse, Alessandro Magno, Topo Gigio, i tre porcellini ecc.

Altro che avere una seconda famiglia in Germania, Zeus aveva mille famiglie e altrettanti figli. Le sue amanti sono state molteplici e conquistate in maniera bislacca: si trasforma in pioggia d’oro per sedurre Danae, in toro per Europa, in cigno per Leda ecc. In pratica era un maniaco sessuale! Nella sua testa viaggia indisturbato il germe del tradimento che porta all’ossessione/dipendenza dalle donne, umane o divine che siano.

Mentre il maritino se la spassa in lungo e in largo e ci fa sorridere con i suoi peccatucci, Era che fa? Come viene presentata nei vari miti? È la guasta feste, la cattiva della situazione, quella esagerata, la vendicativa. Viene addirittura appesa a testa in giù dal buon consorte quando tentò di affogare Ercole, l’ennesimo figliastro di Zeus.
Che vita viveva questa poveretta, costretta a sopportare i tradimenti continui del marito, a crescere figli di altre e allo stesso tempo a mantenere la calma poiché difenditrice della famiglia tradizionale (non quella della Meloni). Non dimentichiamoci infatti che Era è la dea del matrimonio, del parto e della fedeltà coniugale. Che paradosso! Come se la moglie di Hannibal Lecter fosse protettrice dei vegani… o il marito della Fedeli protettore della Grammatica italiana.

Il mito non ha tempo! Le storie che ci racconta sono sempre attualissime. Infatti ancora oggi tante donne restano con il proprio marito nonostante i tradimenti. Ma quante volte si può perdonare? Perché si rimane confinati dentro una relazione nonostante il partner sia recidivo? Si perdona perché si ha paura di perdere il compagno? Di restare sole?
L’adulterio esiste dagli albori della civiltà umana e la donna purtroppo sopporta da allora. Ma se fino a qualche anno fa si restava insieme perché divorziare rappresentava una vergogna, adesso la vera vergogna è rimanere con chi non ci rispetta veramente, non vivere quell’unica vita che ci è stata concessa, ma sprecarla, rimanendo ancorate ad un rapporto sterile e generatore di sofferenza.

Quindi donne, prendete il vostro toro/marito per le corna e speditelo con una pedata sul monte Olimpo.

Monia Cannistraci


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Tra una scuola e l'altra, miscelo brio ed ironia per condividere con voi uno squarcio di me ed il mio più grande diletto....

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