Sant’Agata di Militello

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Questa è la mia seconda casa, il mio mondo incantato dove il tempo si è fermato.

Suggestiva e solare è la posizione di Sant’Agata di Militello, cittadina del Parco dei Nebrodi, tra le rocce del Rosmarino e quelle dell’Inganno, tra la spiaggia ed i primi contrafforti dei monti, affacciata sulla costa tirrenica verso quel mare dove profilano i vulcani eoliani, regalando splendidi panorami.

Cielo e terra, il mare e la montagna, la sua gente e le tradizioni, un paradiso naturalistico, pronto ad ispirare gli artisti ed ad accogliere diverse tipologie di turisti.

L’abitato si sviluppa attorno al nucleo originario costituito dal “Castello dei Gallego”, edificato verso l’anno 1630 come torre di presidio della costa, che rappresenta ancora l’elemento saliente del paesaggio urbano.
La storia cittadina si sviluppa attorno alla “Torre della Marina”, una struttura d’avvistamento costiero edificata nel XIII secolo per servire la medievale Militello Valdemone.
Nel 1500 la struttura fu completata con la costruzione di un fortino.
Signori della citta’ furono gli appartenenti alla famiglia d’origine aragonese dei Gallego e, dal 1820, il Principe di Trabia. Nel 1857 il centro urbano ottenne l’autonomia amministrativa dal Comune di Militello.

Il Castello Gallego, edificio che nel corso degli anni ha subito delle modifiche, come l’aggiunta cinquecentesca del corpo edilizio costruito per contenere armi da fuoco.
Attualmente la struttura si presenta con un ampio cortile interno dalla forma quadrata dal quale si puo’ accedere al piano terra, contenente gli ambienti della guardia, i magazzini e le scuderie, ed al piano superiore contenente la nobile residenza.

Una successiva espressione artistica ed architettonica della citta’ e’ l’Arco di S. Agata, la Porta di mare.

La Chiesa Madre cittadina e’ d’origine ottocentesca.
Il suo interno prevede una suddivisione in tre navate.
La sua parte piu’ antica e’ la Cappella del Sacramento arricchita con degli altari barocchi ad intarsio marmoreo.
La Chiesa e’ valorizzata dalla presenza di stucchi ed opere d’arte del XIX secolo.

Successiva tappa culturale di questo percorso turistico cittadino riguarda il Museo Etnoantropologico dei Nebrodi.
Esso prevede una suddivisione in tre sezioni: la donna ed il lavoro femminile; la vita ed il lavoro pastorale e contadino; il folclore e sentimento religioso.
La storia del Museo dei Nebrodi, inizia nel 1977 con una mostra di materiali etnoantropologici realizzata dal gruppo artistico santagatese in occasione della “Rassegna del Teatro Siciliano”.

Facciamo un giro per il paese:

Su piazza Crispi, centro della cittadina, prospetta il Castello Gallego (sec. XVII), palazzo che ingloba nel lato a mare due torri, una di età aragonese, l’altra cinquecentesca.
Dal cortile si accede agli ambienti destinati alla guardia, alle scuderie, ai magazzini.
Per una scala o chiocciola si sale al piano nobile, dove erano gli appartamenti del principe e i terrazzi, un tempo armati di artiglierie .
Il lato orientale è occupato dalla chiesa dell’Addolorata dall’interno neoclassico.
Una gradinata scende a sinistra versa l’elegante palazzo Faraci (prospetto di F. Fontana) e alla Porta di Mare (XVIII sec.) con fornice sormontato da una statuetta di S. Agata in calcare.
La via Roma risale rettilinea fino a p. Garibaldi, da cui si piega a destra per via Medici (palazzi ottocenteschi) fino alla piazza V. Emanuele, in fondo alla quale è il Casino di Compagnia (1860).

Da qui si sale per via S.Giuseppe fino al Duomo.
La chiesa fu costruita nel 1850 su progetto di L. Savoja, e conserva nell’interno neoclassico altari barocchi, una croce dipinta, stucchi dei Beccalli e una statua (S. Giuseppe) del Bagnasco.
Alle spalle è palazzo Gentile, tipica residenza notabile, con interessanti affreschi liberty.
Si raggiunge la via gen. Liotta da cui si scende piegando a destra su via Medici fino all’austero palazzo Ciuppa-Bianco (1876).
La via Campidoglio raggiunge il bel lungomare, sistemato a giardino. All’estremità est è il Museo Etnoantropologico dei Neorodi, con reperti della cultura materiale e sede di mostre.
Seguendo la via Cosenz verso ponente si giunge alla marina, al quartiere dei pescatori, con le pittoresche barche, ed infine il Porto, alla spiaggia, ai lidi, dove si possono ammirare meravigliosi tramonti, e molti altri panorami ed i profumi che qui purtroppo non posso farvi sentire.


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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