Michael Connelly – Le ore più buie

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Le ore più buie è un thriller dello scrittore statunitense Michael Connelly, pubblicato in Italia a febbraio 2022, da Piemme, tradotto da Alfredo Colitto. Un killer metodico colpisce alla vigilia di Capodanno e il detective della polizia di Los Angeles Renée Ballard e Harry Bosch devono unire le forze per trovare giustizia per la vittima in una città segnata dalla paura e dai disordini sociali.

“Come un sacchetto di popcorn nel microonde. Qualche schiocco durante il conto alla rovescia finale e poi una rapida serie di scoppi. La frequenza degli spari rendeva impossibile distinguere le diverse raffiche di colpi. Una sinfonia di proiettili. Cinque minuti ininterrotti in cui, per festeggiare il nuovo anno, tutti scaricavano in aria le loro armi, seguendo una tradizione decennale di Los Angeles. Nessuno pensava al fatto che i proiettili, una volta saliti, dovessero per forza scendere. Ogni nuovo anno nella Città degli Angeli iniziava in modo particolarmente rischioso.”

La trama di «Le ore più buie»

È la sera di Capodanno del 2020, e a Hollywood è il caos. Tra la pandemia di Covid-19 e le violenze che hanno portato al movimento Black Lives Matter, la gente non vede l’ora di lasciarsi alle spalle l’anno appena trascorso. Il mondo è cambiato, e anche Renée Ballard ha bisogno di un nuovo inizio. Ma non è il momento di mollare. Non ora che c’è una coppia di stupratori seriali a piede libero: gli “Uomini della Mezzanotte”, che da settimane terrorizza le donne della città. Impegnata nel solito turno di notte, la detective sta osservando la tradizionale pioggia di proiettili che segna l’inizio dei festeggiamenti quando viene chiamata sulla scena del primo crimine dell’anno: un uomo è stato colpito alla testa da uno sparo. Ballard capisce subito che il proiettile fatale non è caduto dal cielo e che quella morte non è un incidente. Decisa a fare giustizia, le indagini la conducono a un caso di omicidio irrisolto su cui aveva lavorato anni prima una sua vecchia conoscenza: l’ex detective Harry Bosch. Ballard e Bosch si ritrovano così a collaborare ancora una volta per scoprire la verità. In che modo i due casi sono collegati? Nel frattempo, nelle ore più buie, gli Uomini della Mezzanotte si muovono indisturbati. Ballard deve anticiparne le mosse, se vuole salvare dall’incubo la loro prossima vittima.

“In quel momento capì che non era stato un incidente. Javier Raffa era stato assassinato. Qualcuno a mezzanotte, quando tutti gli occhi erano puntati verso il cielo, nel bel mezzo di una raffica di spari, gli aveva puntato una pistola alla testa e aveva premuto il grilletto.”

Questo romanzo è il quarto libro della serie con Renée Ballard e il ventitreesimo con il detective della polizia di Los Angeles Hieronymus “Harry” Bosch, ormai invecchiato, che si è ritirato dalla polizia, ma la sua ombra persiste, la sua eredità, con il motto “Ognuno conta o nessuno conta”, viene portata avanti dalla sua protetta Renée Ballard. In questo romanzo Connelly tocca molti argomenti attuali, come il movimento Black Lives Matter, la pandemia, le vaccinazioni, il cambiamento politico e perfino le rivolte del Campidoglio, mette in luce anche la barbara tradizione della notte di capodanno, che con la “pioggia di piombo” ogni anno provoca danni e morte. Un contorno potente per due indagini parallele.

“Sentì la musica provenire dalla casa non appena aprì la portiera della macchina. Suoni rapidi, ma con sfumature più blues rispetto a quello che ascoltava di solito Harry Bosch. E c’erano delle voci. Forse con lui c’era qualcun altro.
Bussò forte alla porta per farsi sentire sopra la musica. Qualcuno spense lo stereo e la porta si aprì. Era Bosch.
«Ma guarda» disse. «La detective prodiga.»
«Eh?» disse Ballard. «Cosa dovrebbe significare?»
«Nulla, è solo che non ti sento da molto tempo. Pensavo ti fossi dimenticata di me.»
«Ehi, sei tu che sei passato al lato oscuro, lavorando per quell’avvocato difensore. Credevo non avessi più tempo da dedicarmi.»
«Sul serio?»
«Sul serio. Allora, hai già fatto il vaccino? Ti va bene se entro? Ho gli anticorpi e posso tenere la mascherina.»
Bosch fece un passo indietro per lasciarla entrare.
«Puoi entrare e togliere la mascherina. Non sono ancora vaccinato ma correrò il rischio. E, per la cronaca, non lavoro per Mickey Haller. Lavoro per me stesso.»”

Le recensioni

Le recensioni sono molto positive, le uniche lamentele vengono dai fan che avrebbero voluto che Bosch fosse stato più presente, ma bisogna ricordare che questo libro è incentrato sulla serie con protagonista Ballard. Si parla di un romanzo ben costruito e la lettura scivola velocemente verso un buon finale.

Incipit di “Le ore più buie”

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Sembrava che dovesse venire a diluviare, il che avrebbe messo un freno all’annuale pioggia di piombo. Ma le previsioni erano sbagliate. Il cielo era di un nero bluastro e limpido. E Renée Ballard si preparava all’assalto. Era posizionata sul lato nord dello spartitraffico, sotto il cavalcavia di Cahuenga. Avrebbe preferito essere sola, ma era in auto con una partner riluttante: la detective Lisa Moore dell’Unità Crimini Sessuali della Divisione Hollywood, una collega del turno di giorno che avrebbe voluto solo starsene a casa con il suo ragazzo. Ma l’ultimo dell’anno venivano sempre precettati quasi tutti. Allarme tattico: tutti in divisa e turni di dodici ore. Ballard e Moore stavano lavorando dalle sei del pomeriggio e la situazione era ancora tranquilla. Ma ora stava per scoccare la mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno e sarebbero cominciati i guai. Inoltre, da qualche parte là fuori c’erano gli Uomini della Mezzanotte. Ballard e la sua riluttante partner dovevano essere pronte a muoversi in fretta, non appena fosse arrivata la chiamata.
«Dobbiamo rimanere qui?» chiese Moore. «Voglio dire, guarda queste persone. Come possono vivere così?»
Ballard esaminò i ripari di fortuna costituiti da teloni malconci e detriti edilizi che fiancheggiavano entrambi i lati del sottopassaggio. Vide un paio di fornelli da campeggio accesi e persone che si aggiravano nel misero accampamento. Il posto era così affollato che alcune baracche erano addirittura schiacciate contro i bagni mobili che il municipio aveva fatto installare sui marciapiedi, per preservare una parvenza di dignità e igiene nel quartiere. A nord del cavalcavia c’era un’area residenziale di appartamenti, di fronte alla zona collinare conosciuta come il Dell. Dopo aver ricevuto molteplici segnalazioni di persone che defecavano nelle strade e nei cortili del quartiere, il municipio aveva provveduto a installare i bagni mobili. Uno “sforzo umanitario”, era stato definito.
«Lo dici come se pensassi che vogliono vivere sotto un cavalcavia» commentò Ballard. «Come se avessero altra scelta. Dove possono andare? Il governo dà loro dei bagni pubblici. Porta via la loro merda ma non fa molto altro.»
«Sì, sì, d’accordo» replicò Moore. «Ma è un tale disastro… sotto ogni cavalcavia di questa cazzo di città. È una cosa da terzo mondo. La gente comincerà ad andarsene altrove, se continua così.»
«Molti l’hanno già fatto» disse Ballard. «Comunque, restiamo qui. Ho passato gli ultimi quattro capodanni quaggiù ed è il posto più sicuro dove stare quando inizia la sparatoria.»
Rimasero in silenzio per qualche istante. Anche Ballard aveva pensato di andarsene, di tornarsene magari alle Hawaii. Non per il problema irrisolvibile dei senzatetto che attanagliava Los Angeles, ma per tutto il resto. La città, il lavoro, la vita. Era stato un anno difficile, con la pandemia, i disordini e la violenza. Il dipartimento di polizia era stato oggetto di critiche violente e indiscriminate, che naturalmente avevano coinvolto anche lei. Le stesse persone che difendeva e proteggeva le avevano sputato addosso, in senso figurato e letterale. Era stata una dura lezione, e le aveva causato una profonda sensazione di inutilità. Aveva bisogno di una pausa. Forse di andare a rintracciare sua madre tra le montagne di Maui provando a ristabilire un rapporto con lei, dopo tanti anni.
Tolse una mano dal volante e si portò la manica al naso. Era la prima volta che tornava in uniforme dopo le proteste. Sentiva ancora l’odore del gas lacrimogeno. Aveva fatto lavare a secco la divisa due volte, ma quel tanfo era rimasto. Era un potente ricordo dell’anno appena trascorso.
La pandemia e le proteste avevano cambiato tutto. Il dipartimento era passato da proattivo a reattivo. E il cambiamento l’aveva in un certo senso trascinata alla deriva. Si era ritrovata più di una volta a pensare di andarsene. Questo finché non erano arrivati gli Uomini della Mezzanotte. Loro le avevano dato un nuovo scopo.
Moore guardò l’orologio. Ballard se ne accorse e controllò il cruscotto. L’orologio della macchina era indietro, lo sapeva, ma facendo qualche calcolo si accorse che mancavano due minuti a mezzanotte.
«Oh, ci siamo» disse Moore. «Guarda quello.»
Un uomo si stava avvicinando alla macchina. Con una temperatura sotto i quindici gradi, era senza camicia e si teneva su i pantaloni sporchi con una mano. Non indossava la mascherina. Moore aveva il finestrino aperto, ma premette il pulsante e lo chiuse.
Il senzatetto bussò sul vetro.
«Ehi, agenti, ho un problema.»
L’auto era senza insegne, ma Ballard aveva inserito il lampeggiante quando avevano parcheggiato sotto il cavalcavia. Inoltre erano in divisa.
«Non posso parlare con lei senza mascherina» gli spiegò Moore, a voce alta. «Vada a prenderne una.»
«Ma ho subito un furto» disse l’uomo. «Quel figlio di puttana si è preso la mia roba mentre dormivo.»
«Non posso aiutarla se non mette una mascherina» ribadì Moore.
«Non ho nessuna mascherina, cazzo.»
«Allora mi dispiace. Niente mascherina, niente domandina.»
L’uomo diede un pugno sul finestrino, davanti al viso di Moore. Lei scattò indietro, anche se non era un colpo tanto forte da poter rompere il vetro.
«Si allontani dall’auto» ordinò.
«Vaffanculo.»
«Se mi costringe a scendere la sbatto dentro» disse Moore. «Se non ha il Covid ora, lo prenderà in carcere. È questo che vuole?»
L’uomo cominciò ad allontanarsi.
«Vaffanculo» disse ancora. «Fanculo la polizia.»
«Prima volta che lo sento in vita mia, come no…» commentò Moore.
Guardò di nuovo l’orologio e Ballard, di riflesso, riguardò il cruscotto. Era l’ultimo minuto del 2020. Moore e la maggior parte delle persone di Los Angeles e del mondo non vedevano l’ora che quell’anno finisse.
«Gesù Cristo, possiamo cambiare posto?» si lamentò Moore.
«Troppo tardi» rispose Ballard. «Te l’ho detto, qua sotto siamo al sicuro.»
«Non da quelli come lui.»


Autore

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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