Gingerbread Man – L’omino di pan di zenzero

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I Gingerbread Man sono dei biscotti di pan di zenzero a forma di omino, sono divenuti celebri anche grazie a film e cartoni animati. Ormai molte tradizioni di altri stati si mischiano con le nostre, specialmente quelle americane, anche se sembrerebbe che le origini di questo biscotto siano inglesi e risalgano alla  seconda metà del Cinquecento, l’epoca di William Shakespeare.

Si narra che nascano dall’immaginazione della Regina Elisabetta I d’Inghilterra, che famosa per la sua diplomazia, faceva preparare dai suoi pasticceri degli omini di pan di zenzero che rappresentassero i dignitari stranieri per omaggiarli durante i banchetti.
Ritroviamo l’omino di pan di zenzero nel 1875 nella la pubblicazione della storia di San Nicola, dove viene narrata la storiella di una coppia di anziani desiderosi di avere un bambino, per consolarsi, cucinarono un biscotto di pan di zenzero dalle sembianze umane, il biscotto però, una volta cotto, prese vita e scappò dal forno, correndo tra le fattorie del paese al griso: “Correte, correte più forte che potete, non mi prenderete, io sono l’omino di pan di zenzero”.

Col tempo questa tradizione si è diffusa in tanti paesi soprattutto nel nord Europa: Germania,  Polonia, Ungheria; Infatti ricordiamo anche la casa di pan di zenzero, nella fiaba dei Fratelli Grimm, dove la strega attira i bambini Hansel e Gretel. L’omino di pan di zenzero raggiunge anche l’ America, dove diventa uno dei dolci simbolo del Natale per eccellenza degli Stati Uniti.

Fra le tante ricette natalizie provenienti dagli altri paesi quella dei gingerbread man è una delle più simpatiche, soprattutto se avete dei bambini, preparare questi biscotti sarà un divertimento. Oggi anche noi adulti ci siamo molto divertiti a prepararli e non vi dico le risate che mi sono fatta insieme ai miei amici nel fare le foto per il blog.

Ricetta per circa 20 omini di pan di zenzero:

350 gr di farina
150 gr di zucchero di canna (o semolato)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini di zenzero macinato
1 cucchiaino cannella macinata
1/2 cucchiaino noce moscata macinata
1/2 cucchiaino chiodi di garofano macinati
3 cucchiai di melassa (o sciroppo d’acero o miele)
115 gr di burro morbido
1 uovo grande
glassa di vari colori

Mescolare bene la farina con le spezie, il bicarbonato e il sale.
Lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso, aggiungere l’uovo e la melassa continuando a lavorare.
Unire il miscuglio di farina un po’ alla volta fino ad ottenere un impasto molto morbido.
formate una palla e avvolgetela con la pellicola alimentare, mettetela in frigorifero e fatela riposare per almeno 5-6 ore, meglio se preparato il giorno precedente.

Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Stendere una sfoglia e con le formine di omino ritagliare i biscotti.
Se avere intenzione di appenderli ricordate di praticare un foro con lo stecchino, il foro deve essere piuttosto largo la cottura tende a chiuderlo.
Porli su una teglia ricoperta di cartaforno, abbastanza distanziati.
Cuocere in forno per circa 7-8 minuti.

Sfornare subito e lasciarli raffreddare sulla placca per un paio di minuti.
Quando si saranno induriti abbastanza da poterli maneggiare, mettete i Gingerbread Men a raffreddare su una griglia.
Una volta freddi decorarli a piacere con la glassa.

Con lo stesso impasto ho preparato anche altre forme di biscotto ed anche l’alberello di natale.

Conoscete la storia dell’omino di pan di zenzero?

C’erano una volta una vecchina e un vecchino che vivevano in una piccola casetta vicino alla strada. Non avevano figli e a volte si sentivano soli e tristi e un giorno la donnina decise di fare qualcosa di speciale, creare un bimbo di pan di zenzero. “Farò un omino di zenzero” disse. Così lo preparò e lo mise nel forno a cuocere. Dopo un po’ udì una vocina: “Fammi uscire, fammi uscire!” La vecchina andò ad aprire lo sportello del forno e l’omino si alzò dalla teglia e saltò fuori dal forno. Scappò via per la cucina e corse fuori. L’anziana signora gli corse dietro gridando “Vieni qui, vieni qui, per favore! Fermati, omino di zenzero, ti dobbiamo invitare a cena”. Ma l’omino pensò ” oh no no, non sarò la tua cena” e scappò ancora più veloce cantando: “Run, run, run as fast as you can. You’ll never catch me, I’m the gingerbread man.” Corri corri se tu vuoi. Certo prendermi non puoi, io sono l’omino di pan di zenzero.

Il marito della signora vide sua moglie che correva dietro un omino di pandi zenzero ed anche il vecchietto cominciò a rincorrere l’omino gridando di fermarsi, ma l’omino rispose: “NO! Sono riuscito a scappare dalla vecchina e posso scappare via anche da te” e continuò a correre cantando “Corri corri se tu vuoi. Certo prendermi non puoi, io sono l’omino di pan di zenzero”.

Presto l’omino di marzapane incontrò una mucca che gli muggì: “Sembri buono da mangiare!”, ma l’omino di marzapane gli cantò: “Sono riuscito a scappare dalla vecchina e dal vecchino e posso scappare via anche da te” e continuò a correre cantando “Corri corri se tu vuoi. Certo prendermi non puoi, io sono l’omino di pan di zenzero”.

Poco più avanti un cavallo che trotterellava si fermò a vedere cosa stava succedendo. E quando vide l’omino esclamò: “Sembra proprio un pasto gustoso. Via tutti, prenderò io quel tipo e lo mangerò a cena al posto del fieno”. L’omino gli rispose “oh oh, così anche tu vuoi mangiarmi. Dai dai puoi provare ma devi cominciare a galoppare e per cena avrai solo il fieno”. Così anche il cavallo si unisce alla vecchina, al vecchino e alla mucca per catturare l’omino di pandi zenzero che continua a correre cantando “Corri corri se tu vuoi. Certo prendermi non puoi, io sono l’omino di pan di zenzero”.

Poco più avanti c’era un grosso maiale che camminava insieme ai suoi maialini, quando vide l’omino sclamò: (Oink Oink) “che buon profumino, sarebbe un buon regalo per i miei porcellini, aspetta aspetta voglio parlare con te”, ma l’omino ancora una volta rispose: “no no, tu vuoi fare un pasto con me” e allora i maialini gridarono: “prendiamolo e mangiamolo” ed anche loro si unirono alla corsa per acciuffare l’omino di pandi zenzero che continua a correre cantando “Corri corri se tu vuoi. Certo prendermi non puoi, io sono l’omino di pan di zenzero”.

Correndo l’omino passo davanti il recinto dove c’era una gallina che appena lo vide disse:” è così delizioso, posso avere un bocconcino?”. L’omino sempre più divertito le rispose “no no, ma puoi sempre provare, unisciti alla corsa. Corri corri se tu vuoi. Certo prendermi non puoi, io sono l’omino di pan di zenzero”.

Scappò finché arrivò ad una fattoria dove c’era un cane che appena lo vide passarli davanti cominciò a rincorrerlo urlando “Sembri buono da mangiare ed io ho fame, ti prenderò”. Ma l’omino senza neppure fermarsi gli canticchiò “Corri corri se tu vuoi. Certo prendermi non puoi, io sono l’omino di pan di zenzero”.

L’omino si era divertito abbastanza ed era un po’ stanco così decise di riposarsi, tanto nessuno di quei corridori lenti lo avrebbe raggiunto. Lì vicino c’era un fiume che scorreva lentamente, l’omino voleva passare dall’altra parte, ma non poteva bagnarsi, si sarebbe inzuppato. Mentre stava pensando come fare sentì un voce, era una volpe che gli chiese se poteva aiutarlo. Allora l’omino rispose: “pensi che sia stupido? Tu vuoi mangiarmi come tutti gli altri. Sono riuscito a scappare dalla vecchina e dal vecchino, dalla mucca, il cavallo, la gallina e il maialino e posso scappare via anche da te”.
Ma la volpe disse: “Io non corro mai. E poi non mangi esseri piccoli come te, non mi basterebbero nemmeno come antipasto”.
L’omino gli chiese come mai fosse così buono con lui, e la volpe rispose: “non sono buono, stavo solo attraversando il fiume ed mi sono chiesto come farà l’omino di pan di zenzero ad attraversare il fiume senza sciogliersi. Ho un’idea perché non salti sulla mia coda, io nuoto molto bene, ti porterà dall’altra parte. Sbrigati però a decidere, non ho tutto il giorno”.
Così l’omino si aggrappò alla coda della volpe. La volpe cominciò ad entrare nell’acqua.
Dopo pochi passi, la volpe disse, “Per favore, puoi spostarti sulla groppa perché sei troppo pesante per la mia coda?” L’omino di pan di zenzero si arrampicò sulla groppa della volpe.
Dopo qualche passo ancora, la volpe disse, “Oh, piccolo omino di pan di zenzero, l’acqua sta diventando più profonda, ho paura che tu ti bagni. Perché non ti arrampichi sul mio collo?”
L’omino di pan di zenzero guardò e disse, “Accidenti l’acqua è davvero profonda”, e si arrampicò sul collo della volpe”.
Dopo qualche passo ancora, la volpe disse, “Oh, piccolo omino di pan di zenzero, l’acqua sta diventando sempre più profonda, ho paura che tu ti bagni. Perché non ti arrampichi sulla mia testa?”.
L’omino di pan di zenzero guardò, e disse, “Accidenti, l’acqua sta diventando davvero molto profonda”, e si arrampicò sulla testa della volpe.
Dopo qualche passo ancora, la volpe disse, “Oh, piccolo omino di pan di zenzero, così non ti vedo ed ho paura che cadi in acqua. perché non ti arrampichi sul mio naso?”
L’omino di pan di zenzero per paura di cadere in acqua si arrampicò sul naso della volpe.
La volpe nuotava trasportando l’omino di marzapane sul naso. Prima di raggiungere la sponda del fiume la volpe fece volare l’omino per aria e aspettò che ricadesse con la bocca spalancata … e gnam gnam!
E questa è la fine della storia dell’omino di pan di zenzero.

 


Autore

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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