James Patterson – Processo ad Alex Cross

0

Processo ad Alex Cross è un thriller di James Patterson, pubblicato l’ 11 novembre 2021 da Longanesi, un altro capitolo della saga con protagonista Alex Cross. che dovrà affrontare il processo del secolo… questa volta, da imputato, le prove sono schiaccianti.

“Avevo visto scene simili in passato, orde di giornalisti che assediavano gli imputati nei processi famosi per buttarli in pasto al mostro insaziabile dei notiziari locali e nazionali, ma a me non era mai capitato.
«Ci dica, Cross! Il problema è lei? Lei e i suoi metodi da Far West? La polizia in America è tutta così ormai? Al di sopra della legge?» gridavano.
Non riuscii a non reagire. «Nessuno è al di sopra della legge.»”

La trama di «Processo ad Alex Cross»

Accusato di aver assassinato a sangue freddo i seguaci del suo avversario, Gary Soneji, Alex Cross si trova dalla parte sbagliata della legge. Anche i media gli stanno addosso e sono decisi a trasformare il processo in un simbolo: la giusta punizione per un poliziotto dal grilletto facile. Cross sa di non aver avuto altra alternativa, ma anche la giuria la vedrà così? Nel frattempo, Sampson, il suo ex partner, gli ha chiesto aiuto per portare a termine un’indagine. In tutto il paese, giovani donne dai capelli biondi stanno scomparendo misteriosamente. Le ricerche porteranno Cross a indagare negli angoli più depravati e oscuri di internet, dove l’omicidio è solamente un’altra forma di intrattenimento. Quando il processo ha inizio, sotto gli occhi di tutta la nazione, le prove presentate contro Cross sono così schiaccianti che anche le persone che gli sono più vicine cominciano a dubitare. E lui sa che se non riesce a convincere nemmeno la sua famiglia di non aver premuto il grilletto con l’intenzione di uccidere, sarà impossibile farsi credere dalla giuria. Lottando per dimostrare di aver sparato solo per legittima difesa, lottando per portare alla luce le atroci verità in agguato online, Cross dovrà rischiare davvero tutto per salvare la vittima più indifesa: sé stesso.

“Per quanto mi sforzassi, non potei fare a meno di voltarmi a guardare. C’erano cartelli con una X rossa disegnata sopra la mia faccia e varie scritte. Una diceva NO ALLA VIOLENZA DI POLIZIA, un’altra COLPEVOLE!
Davanti alle porte antiproiettile del tribunale, Anita si fermò e mi fece voltare verso i flash, i microfoni e le telecamere. Raddrizzai le spalle e alzai la testa.
La mia avvocatessa sollevò una mano. «Il dottor Cross è innocente come uomo e come funzionario di polizia e finalmente abbiamo la possibilità di dimostrarlo» disse con voce alta e ferma.”

Recensioni

Le recensioni sono quasi tutte positive per questa avventura di Alex Cross, confermano la scrittura fluida dell’autore, senza perdersi in tecnicismi, con una trama senza punti nascosti, che si svela poco alla volta. Insomma gli amanti di Patterson non sono rimasti delusi, anzi continuano ad apprezzare le sue indagini ricche di colpi si scena.

Incipit di “Processo ad Alex Cross”

PROLOGO
Una calda sera d’estate

1
Da una grande casa bianca in stile coloniale, in una strada alberata che profumava di fiori selvatici, una voce di donna con un gradevole accento del Sud gridò: «T.J., dove ti sei cacciato? La mamma ha bisogno di te! Devi andare a farmi una commissione!»
Silenzio. Dopo un po’ la donna chiamò di nuovo: «Timmy Junior? T.J.?»
Timmy Walker Jr, detto T.J., aveva dodici anni e in quel momento era al limitare del bosco che confinava con il giardino sul retro della casa.
Una commissione? Timmy aveva di meglio da fare che prendere la bicicletta e andare fino al negozio per fare un piacere a sua madre. Aveva cose molto più interessanti cui dedicarsi.
La porta sul giardino si aprì cigolando.
«T.J.!» gridò di nuovo la madre. «Vieni qui, forza! Poi ti darò un gelato.»
La tentazione era forte, ma T.J. non si lasciò distogliere dal suo piano e si allontanò lungo il sentiero che scendeva verso la sterrata dei taglialegna e il torrente che serpeggiava nel bosco. Era tardo pomeriggio e la luce del sole ormai basso aveva riflessi ramati, ma faceva ancora molto caldo e l’aria era afosa.
Armato di un vecchio binocolo che gli aveva regalato il nonno, T.J. pensò: Sono le condizioni ideali. Con il caldo umido a quest’ora, quando sta per venire buio, c’è più movimento.
Poi osservò soddisfatto la T-shirt e i pantaloncini mimetici che aveva indosso. Perfetto. Così vestito, dovrei riuscire ad avvicinarmi parecchio. E ho l’attrezzatura giusta.
C’erano un sacco di zanzare. Con una manata ne ammazzò una che l’aveva punto in un orecchio. Sugli alberi frinivano le cicale e si sentiva l’odore di fumo di un fuoco acceso in lontananza. Si frugò nelle tasche e tirò fuori una sigaretta che aveva sottratto di nascosto dal pacchetto segreto della madre.
La accese, fece un tiro e soffiò fuori il fumo. Le zanzare si allontanarono infastidite.
Continuando a fumare, T.J. attraversò il torrente e proseguì sulla sterrata dei taglialegna, che correva parallela al corso d’acqua per più di un chilometro e poi si biforcava. Al bivio prese a sinistra e affrontò la salita, fermandosi ogni tanto per ascoltare eventuali rumori. Silenzio totale.
Ciononostante era convinto di riuscire a vedere qualcosa di interessante. Era venerdì. L’orario ideale. Fine estate. La stagione ideale. E poi non era detto che si dovesse sentire prima il rumore. Gli era già capitato di vederli prima di sentirli, no?
Quando fu quasi in cima alla salita, T.J. si infilò un cappuccio in rete camo quasi uguale alla maglietta e ai pantaloni. Arrivò piano piano al crinale e scrutò tra i cespugli e le foglie alla luce dorata degli ultimi raggi di sole. Niente.
Fece un passo avanti. Niente. Un altro.
Eccola!
T.J. sorrise e ricominciò ad avanzare con cautela, accovacciato, verso una radura in fondo a uno sterrato in discesa molto sconnesso. C’erano lattine di birra e cartacce sparse qua e là, un mucchio di legna secca e, sull’altro lato della radura, una Toyota Camry blu.
Motore spento. Finestrini abbassati. Niente musica. T.J. era sicuro di sapere perché fosse lì. Prese il binocolo, lo puntò verso il sedile posteriore dell’auto e vide una coppietta che ci dava dentro.
Mise a fuoco la schiena nuda di uno dei due. La ragazza!
Bene.
Ed era bionda! Ancora meglio.
All’improvviso la ragazza si tirò su a sedere. Avrà avuto diciassette o diciotto anni. Perfetto! Un attimo dopo, T.J. vide spuntare un’altra bionda in topless, ancora più giovane e molto carina. Le due ragazze ricominciarono a baciarsi e accarezzarsi.

2
Il ragazzino rimase senza fiato. Con le mani che tremavano abbassò il binocolo e tirò fuori dalla tasca l’iPhone 4 di seconda mano che aveva comprato su Internet. Cercò l’icona della fotocamera e la selezionò.
Strepitoso, pensò. Questa non ce la dimentichiamo.
In punta di piedi fece un passo, poi un altro e si affacciò nella radura. Osservò per un attimo le due amanti sulla Toyota, ma non sollevò il binocolo per guardare meglio.
Aveva altro da fare. Con il pollice selezionò Video e poi Registra.
Rimanendo fra gli alberi, nell’ombra, fece il giro della radura. Superò il mucchio di legna e si avvicinò alla Toyota da destra e da dietro. Immaginando di essere una pantera, si mosse lento e guardingo fino ad arrivare a meno di venti metri dall’auto.
Dal punto in cui si trovava, più in alto di loro, le vedeva tutte e due completamente nude. Era emozionato, affascinato, tentato dal desiderio di avvicinarsi ancora di più, di salire anche lui in auto con loro. Peccato che non fosse possibile…
L’inquadratura era perfetta e anche la luce non era male. Stava per realizzare il video migliore della sua carriera. Era pronto a scommetterci. Due bionde? Stavolta divento famoso!
Per poco non scoppiò a ridere, ma si zittì, basito, nel vedere che una delle due ragazze staccava la mano dal seno dell’altra per spostarla più in giù verso…
T.J. udì il rumore di un motore e si guardò intorno. Sembrava avvicinarsi alla radura a forte velocità. Anche le ragazze l’avevano sentito e stavano cercando di rivestirsi.
Ma porc…
T.J. sentì un grido e guardò la Toyota.
Una delle ragazze lo fissava dal finestrino. «C’è un guardone! Un maniaco che ci sta filmando!» urlava.
T.J. scappò via spaventatissimo. Correndo a perdifiato si buttò nel folto del bosco per tornare da dove era venuto, scavalcando tronchi abbattuti, evitando alberi e sorridendo come un ladro in fuga dal castello con i gioielli della corona in tasca.
Perché quel video era veramente un gioiellino, no? Mentre correva verso il sentiero guardò di sfuggita il telefono che stringeva in mano e pensò che, nonostante l’interruzione sul più bello, era comunque un video che…
T.J. sentì il rombo del veicolo che sbucava nella radura e frenava di colpo. Una delle ragazze strillò.


Autore

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

Scrivi un commento

Pin It on Pinterest