James Patterson – Qualcosa di personale

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Qualcosa di personale è un thriller di James Patterson, pubblicato il 24 settembre 2019 da Longanesi, un altro capitolo della saga di Alex Cross, i cui casi più difficili sono sempre quelli che coinvolgono le persone a lui care. Dopo più di trent’anni, Cross torna a Starks­ville, la sua città natale nel North Carolina. Ma quella che dovrebbe essere una vacanza si trasforma in un incubo.

“Quando vidi il cartello che indicava che mancavano quindici chilometri a Starksville, North Carolina, mi calò addosso un’oppressione che mi accorciò il respiro e mi fece venire la tachicardia.”

Il cugino di Alex Cross, Stefan, è coinvolto in un crimine terribile: insegnante di educazione fisica, è accusato di aver seviziato e ucciso uno studente, Rashawn Turnbull. Lui si proclama innocente, ma le prove sono schiaccianti. A peggiorare le cose si aggiunge la dichiarazione di un’altra studentessa di Stefan, che lo accusa di stupro.
Mentre cerca di dimostrare l’innocenza di suo cugino in una città ancora molto ostile ai neri, dove tutte le autorità sembrano essere corrotte, Cross scopre un segreto di famiglia che lo costringe a mettere in discussione ogni sua convinzione.
Inseguendo il fantasma di una persona che credeva morta ormai da tempo, il detective rimane coinvolto in un caso per il quale la polizia sembra non trovare soluzione: un’orribile serie di omicidi nell’alta società locale.
Dovrà quindi seguire le tracce di un brutale assassino, cercando allo stesso tempo la verità sul proprio passato, ma le risposte potrebbero essere drammatiche…

“Passammo fra un campo di granoturco alla nostra destra e un vivaio di pini sulla sinistra.
Riconobbi quel luogo dai recessi della memoria e mi venne l’angoscia. Sapevo che in fondo al campo di granoturco avrei trovato un cartello che mi dava il benvenuto in un paese in cui avevo sofferto molto e che avevo fatto di tutto per dimenticare.”

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Coco lasciò il cadavere nella vasca ed entrò nell’enorme cabina armadio in mutandine nere di seta, guanti neri lunghi fino al gomito e stop. Con occhio esperto passò velocemente in rassegna la sezione dedicata al casual senza trovare niente di suo gusto.
Il suo interesse gravitava sulle creazioni di alta moda, gli eleganti vestiti da sera, lo stile e la seduzione. Con occhio allenato e mano sensibile nonostante i guanti, esaminò un abito senza spalline grigio topo di Christian Dior e un vestito di Gucci dalla vertiginosa scollatura sulla schiena.
Li trovò di buon taglio, ma riscontrò alcune imprecisioni nelle cuciture, eseguite con troppa sciatteria per essere capi da diecimila dollari e più. Anche al top di gamma le sarte non erano più quelle di una volta. La maestria di un tempo era perduta. Era un peccato, una vergogna. Uno scandalo, l’avrebbe definito la buonanima di sua madre.
Ciononostante, i due vestiti finirono nella borsa portabiti in vista di un futuro utilizzo.
Coco spostò altri indumenti in cerca di qualcosa in grado di colpire lo sguardo, di suscitare un’emozione profonda, di indurre a esclamare: «Sì, era questo il mio sogno, la mia fantasia! Questa è la donna che sarò stasera!»
La ricerca di Coco si concluse con un abitino Elie Saab taglia quarantadue: perfetto. Color indaco, in seta pura, smanicato, profonda scollatura davanti e dietro, stupendamente rétro. Doveva essere anni Cinquanta, o Sessanta, e sembrava uscito da Mad Men.
Date carta bianca al vostro personal shopper!
Coco rise fra sé, benché non ci fosse nulla da ridere nell’abitino che aveva in mano. Era un capo da leggenda, di quelli capaci di lasciare a bocca aperta un intero ristorante con tre stelle Michelin o una sala da ballo affollata di vip, quel raro tipo di creazione sartoriale in grado di attirare lo sguardo di ogni uomo e l’invidia di ogni donna nel raggio di almeno cento metri.
Coco lo tolse dalla gruccia e andò ad ammirarsi davanti allo specchio in fondo alla cabina armadio. Si compiacque della propria snellezza, dell’alta statura, della postura regale da ballerina e del viso da top model, grandi occhi nocciola e pelle perfetta. Seno piccolo, fianchi stretti… Perché la vita era stata così crudele con Coco? Avrebbe potuto sfilare sulle più prestigiose passerelle a Parigi e Milano…
Con un moto di stizza, Coco guardò quella parte di sé che le impediva di realizzare il suo sogno e diventare una top model. Nonostante le fasce sotto le mutandine nere, infatti, non c’erano dubbi sul fatto che Coco era un uomo.


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

1 commento

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    Ho intravisto il libro. Per il mio onomastco me lo faccio regalare. Ho visto la trama mi piace. Ho ancora molti libri da leggere. Un motivo in più per finire gli altri e cominciare quello di James Patterson. Lo compro anche ad occhi chiusi.

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