Agatha Christie – Avversario segreto (Recensione)

0

Agatha Christie – Avversario segreto (Recensione)Avversario segreto è un romanzo giallo scritto da Agatha Christie, fu pubblicato nel 1922. L’autrice presenta per la prima volta al pubblico la coppia di investigatori dilettanti Tommy e Tuppence. Lui è un ex ufficiale, lei un’infermiera, senza casa, senza soldi, in cerca di lavoro, entrambi amano l’avventura ed il rischio e pubblicano un annuncio sul giornale: “Due giovani avventurieri offronsi qualsiasi lavoro ovunque, dietro buon compenso”.

“«Tommy, vecchio mio!»
«Tuppence, da quanto tempo!»
I due giovani con le loro vivaci espressioni di affetto, bloccarono per brevi istanti l’uscita della metropolitana a Dover Street. Messi assieme, gli anni di entrambi non sarebbero arrivati a quarantacinque.
«Non ti vedo da un secolo» disse il giovane. «Dove sei diretta? Vieni a prendere qualcosa con me. Qui stiamo ostruendo il passaggio, e ci guardano tutti un po’ male. Usciamo.» La ragazza assentì, e insieme si avviarono verso Piccadilly.”

La trama di «Avversario segreto»

Nel 1922 Agatha Christie aveva trentadue anni, era sposata con Archibald Christie, aveva una figlia, Rosalind e si godeva il successo inaspettato del suo primo giallo, Poirot a Styles Court, scritto per una scommessa con la sorella. La Grande guerra era finita da quattro anni e da un anno si era conclusa anche la Rivoluzione di Ottobre, ma si sentiva nell’aria un pericolo dovuto ai contrasti tra Est e Ovest. Così in questo clima decise di scrivere un giallo sullo spionaggio. la stessa autrice racconta: “Non ne avevo uno in mente. La soluzione mi si prospettò un giorno che ero seduta in una sala da tè. A un tavolo vicino due persone stavano parlando di una certa Jane Fish. Il nome mi colpì; era buffo, uno di quei nomi che si imprimono facilmente nella memoria. Mi parve un ottimo spunto per la mia vicenda; un nome sentito in una sala da tè, abbastanza insolito perché chi l’aveva udito non lo dimenticasse più. Potevo usare lo stesso nome, oppure no, forse Jane Finn andava meglio. Optai per quest’ultimo e mi misi subito al lavoro.”

Il libro riporta la dedica, che purtroppo nelle pubblicazioni Mondadori è scomparsa, dell’autrice ai suoi lettori: A tutti coloro che conducono una vita monotona, nella speranza che possano sperimentare, per via indiretta, i piaceri e i pericoli dell’avventura.

Durante l’evacuazione del transatlantico britannico Lusitania, una giovane passeggera statunitense, poco prima di imbarcarsi su di una scialuppa di salvataggio, viene avvicinata da un uomo che le affida dei documenti, raccomandandole di tenerli segreti.
Anni dopo la fine della Grande Guerra, due giovani reduci, Tommy Beresford e Prudence Cowley, detta “Tuppence”, si ritrovano per caso e rievocano i tempi del loro primo incontro, durante la guerra mondiale. Essendo senza lavoro, decidono di pubblicare un annuncio su un giornale, offrendosi come giovani avventurieri. Contattata immediatamente da uno strano tipo, tale Mr. Whittington, che ha sentito al caffè i loro progetti, Tuppence riceve da questi prima una proposta di lavoro e poi una considerevole somma di denaro ed un appuntamento per il giorno seguente. Tuppence vuole tenere nascosto il suo vero nome e dice di essere Jane Finn, un nome che aveva già sentito al ristorante. Whittington ritira quindi l’incarico. Tuppence trova la reazione strana e vuole sapere chi è Jane Finn. Un altissimo funzionario governativo chiede ai due avventurieri di indagare per conto del governo: il loro incarico sarà quello di ritrovare dei documenti che potrebbero scatenare una rivoluzione comunista in Gran Bretagna. Si tratta dei documenti del Lusitania, spariti con l’agente che li aveva in consegna e che non risulta tra i sopravvissuti del naufragio. Così i due giovani si ritrovano sulle tracce di un’americana, misteriosamente scomparsa dopo aver ricevuto i documenti segreti. Ma dove si nasconde quella donna?

“Il giovane si sedette di fronte. Si tolse il cappello e mise in mostra i capelli rossi, accuratamente pettinati all’indietro: una caratteristica che faceva colpo. La faccia, difficile da descrivere, era simpaticamente brutta: rivelava il gentiluomo e lo sportivo. Il suo abito marrone era di ottima fattura, ma sembrava prossimo alla fine.
I due formavano una coppia senza dubbio moderna. Il viso di Tuppence non aveva pretese di bellezza, ma c’era molta seduzione nei lineamenti fini del suo piccolo viso dai grandi occhi grigi sotto le sopracciglia nere, e il mento risoluto denotava un carattere deciso. Sopra i capelli neri tagliati molto corti, portava una toque verde smeraldo, e la gonna, alquanto malandata, metteva in mostra un paio di gambe dalla linea svelta e armoniosa.”

Recensione

Non si può non provare simpatia per questa strampalata coppia di svitati incoscienti che si ritrovano a fare gli agenti segreti coinvolti in un complotto internazionale, sono intelligenti e pieni di fantasia, e soprattutto protetti dagli angeli custodi delle spie. Mi ha piacevolmente colpito la modernità di questa coppia, il modo in cui collaborano in perfetta parità, Tuppence è un personaggio femminile che domina e si prende il suo spazio senza rinunciare a nulla. Anche se non tiene il confronto con altre sue opere, mi sono divertita parecchio leggendo questo libro e sono molto curiosa di passare altre ore insieme a questa strana coppia, chissà cosa combineranno.

Ritroviamo i nostri due amati personaggi in altri tre romanzi e in una raccolta di racconti:
Quinta colonna
Sento i pollici che prudono
Le porte di Damasco
Tommy e Tuppence: in due s’indaga meglio (Raccolta)

Nel 1929 è stato realizzato un film muto, regia di Jane Bess.
Il romanzo è stato adattato due volte per la televisione: nel 1983, regia di Tony Wharmby, on Francesca Annis, James Warwick, George Baker, Gavan O’Herlihy, Peter Barkworth; e nel 2014.
Nel 2008 è stato pubblicato da HarperCollins come adattamento di una graphic novel, da François Rivière e illustrato da Frank Leclercq.
Nel 2015 è stato presentato per la prima volta sul palco come una produzione del Watermill Theatre, un’opera teatrale in due atti.

Incipit di “Avversario segreto”

PROLOGO

Erano le due del pomeriggio del 7 maggio 1915. Il Lusitania, colpito da due siluri, stava affondando rapidamente, mentre le scialuppe venivano calate in mare a gran velocità. Le donne e i bambini erano stati allineati lungo il ponte superiore e aspettavano il loro turno. Alcune si avvinghiavano ai mariti e ai padri; altre stringevano i figli al petto, disperate. Una ragazza, sola, se ne stava appartata dagli altri passeggeri. Era molto giovane, certo sotto i diciotto anni. Non sembrava spaventata: il suo sguardo grave e imperturbabile fissava l’orizzonte lontano.
«Vogliate scusarmi…»
Una voce d’uomo accanto a lei la fece sussultare: si voltò e riconobbe un passeggero che già in precedenza aveva attirato la sua curiosità per un certo modo misterioso di comportarsi. Non parlava con nessuno. Evitava qualsiasi genere di rapporto. Ed era solito guardarsi sospettosamente alle spalle.
Ora, lei notò che era fortemente agitato. C’erano gocce di sudore sulla sua fronte. E la sua faccia esprimeva un’incontenibile paura. Eppure, non lo aveva giudicato un tipo che avrebbe temuto l’incontro con la morte.
«Sì?» Il suo sguardo interrogativo si fissò negli occhi dell’uomo.
Lui rimase a osservarla, con disperata incertezza.
“Devo fare così” mormorò fra sé. “Sì… è l’unica alternativa.” Poi, a voce alta, le chiese: «Siete americana?»
«Sì.»
«Amate la vostra patria?»
La ragazza arrossì.
«Penso che non abbiate il diritto di rivolgermi una simile domanda. Certo che amo la mia patria!»
«Non offendetevi. Non lo fareste, sapendo che cosa c’è in gioco.» Ma devo fidarmi di qualcuno… e deve essere una donna!»
«Perché?»
«Perché “prima le donne e i bambini”.» Si guardò in giro e abbassando il tono della voce aggiunse: «Ho con me dei documenti di vitale importanza che, per gli alleati in guerra, possono cambiare completamente lo stato delle cose. Capite? Questi fogli devono essere salvati! Ed è più facile che possiate farlo voi che non io. Volete prenderli in consegna?»
La ragazza stese la mano. «Aspettate… Devo prima mettervi in guardia… Se sono stato seguito, potreste correre dei rischi. Non credo che sia così, ma non si sa mai! In tal caso, la vostra vita sarebbe in pericolo. Vi sentite abbastanza coraggiosa per portare a termine questa missione?»
«La porterò a termine. E sono orgogliosa che la vostra scelta sia caduta su di me! Cosa dovrò fare, di queste carte… dopo?»
«Tenete d’occhio la colonna delle offerte d’impiego nel “Times”: io farò un’inserzione che comincerà con le parole “Compagna di bordo”. Se, passati tre giorni, non leggerete quest’avviso, saprete che non sarò più di questo mondo! Portate allora il pacchetto all’ambasciata americana e consegnatelo personalmente nelle mani dell’ambasciatore. È tutto chiaro?»
«Chiarissimo.»
«Il gamba, allora…» Prese la mano della giovane tra le sue. «Addio e buona fortuna!» disse con voce alterata dall’emozione. Le strinse la mano e le dita della ragazza si chiusero attorno a un pacchetto avvolto in guttaperca.
A dritta del Lusitania, nel frattempo, la fila dei passeggeri si era allungata. A un breve e secco comando la ragazza avanzò per prendere il suo posto nella scialuppa.

Cibo e letteratura: 

“E adesso andiamo a mangiare. Cosa ne diresti del Savoy?»
«Perché non al Ritz?» disse Tommy sogghignando.
«Ma… dopotutto, preferisco il Piccadilly; è più vicino. Così non dovremo prendere un altro tassì. Vieni.»
«È un nuovo genere di umorismo, o ti è scoppiato un pezzetto di meninge?»
«L’ultima supposizione è quella esatta. Ora sono una possidente e lo choc mi ha dato al cervello. Per questa particolare forma mentale, un eminente psichiatra raccomanda illimitate porzioni di antipasti assortiti, aragosta all’americana, pollo alla Newberg e pesche Melba! Andiamo a seguire i consigli dello psichiatra.»”

“«Benissimo. Allora possiamo lavorare insieme. Intanto, cosa ne direste di far colazione? Preferite qui, o scendiamo al ristorante?»
Tuppence preferì la seconda soluzione.
Quando, dopo le ostriche, furono servite le sogliole alla Colbert, un cameriere recapitò a Hersheimmer un biglietto da visita.”


Autore

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

Scrivi un commento

Pin It on Pinterest