Riley Lucinda – Le Sette Sorelle. 2 – Ally nella tempesta (Recensione)

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Le Sette Sorelle. Ally nella tempesta è il secondo capitolo di una serie di sette romanzi scritti da Lucinda Riley, pubblicato nel 2015, in Italia da Giunti e tradotto da Sara Reggiani e Leonardo Taiuti. Sette stelle, sette sorelle, sette libri per sette storie, la seconda storia è quella di Ally, che ci accompagna alla ricerca di segreti di famiglia, tra l’amore per il mare e quello per la musica, aggiungendo un altro tassello per ricostruire l’enigma di questa saga.

“una rosa fiorisce e, nel frattempo, altri boccioli spuntano sulla stessa pianta, e iniziano a fiorire mentre i petali cadono dalla rosa vecchia. Era il miracolo della natura”

Dopo l’affascinante Maia, la maggiore delle figlie adottive del magnate Pa’ Salt, tocca alla seconda sorella svelare i segreti che il padre le ha lasciato in eredità. La giovane Ally, velista esperta, è distesa al sole di uno yacht in mezzo all’Egeo e sta vivendo uno dei momenti più emozionanti della sua vita: l’intesa professionale con il famoso skipper Theo Falys-Kings si è da poco trasformata in un amore appassionato. Ma la loro felicità viene bruscamente interrotta dalla notizia della morte di Pa’ Salt, il magnate svizzero che ha adottato Ally e le sue cinque sorelle e che ha lasciato a ciascuna una serie di indizi per mettersi sulle tracce del loro passato. Ally è troppo sconvolta per esaudire la volontà di suo padre; vuole solo abbandonarsi nelle braccia di Theo e ritrovare un po’ di serenità: non sa però quello che sta per succederle, né sa che presto dovrà gettarsi nella lettura del volume lasciatole da Pa’ Salt, la burrascosa storia di Anna Landvik, una cantante d’opera norvegese che nella seconda metà dell’Ottocento divenne la musa del compositore Edvard Grieg. Ed è proprio nella gelida e romantica Norvegia che Ally dovrà scoprire cosa la lega a questa donna misteriosa.

“Non riuscendo a prendere sonno da quanto ero indignata, mi ricordai che mio padre mi diceva che quando una persona si irrita per un’osservazione personale è perché forse c’è un fondo di verità.”

La dinamica della trama è simile al precedente libro, tra mare e musica la storia però risulta molto più complessa e meno scontata, ha un po’ rievocato le emozioni che ho ritrovato nei libri di Nicholas Sparks, ma secondo me quest’autrice è largamente superiore, uscendo leggermente fuori dal genere vero e proprio della narrativa rosa. Quello che apprezzo e che mi fa continuare a leggere questa saga sono i salti temporali, viaggi nella storia con avvenimenti realmente accaduti molti accurati, vi è un’approfondita ricerca storica e trovo geniale come l’autrice abbia creato questa serie. Una lettura piacevole, ma vi consiglio di leggere i vari libri lasciando trascorrere un po’ di tempo tra un libro e l’altro perché, anche se le storie sono totalmente diverse le une dalle altre, le dinamiche sono pressoché identiche e potrebbero stancare se letti in sequenza.

“suppongo che esista sempre una linea sottile che separa amore e odio. Forse è un po’ come vivere con un alcolista: a un certo punto devi decidere se rinunciare alla persona che ami o alla tua salute mentale. E nessuno può salvarci da noi stessi, nemmeno l’amore, non è vero?”

Curiosità:

Peer Gynt è realmente un poema drammatico in cinque atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1867 e rappresentato per la prima volta a Oslo (a quell’epoca chiamata Christiania) il 24 febbraio 1876, con le musiche di scena di Edvard Grieg, un compositore e pianista, considerato il più grande compositore norvegese.

L’Orchestra Filarmonica di Bergen è un’orchestra norvegese con sede a Bergen. La sua principale sala per i concerti è la Greig Hall.
Felix Mendelssohn Bartholdy è stato compositore e direttore dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, fondò un conservatorio a Lipsia il 2 aprile del 1843.

La Fastnet race è una gara fra imbarcazioni d’altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna. È considerata una delle classiche offshore. Viene disputata ogni due anni ed è lunga 608 miglia nautiche. Il percorso è inusuale, inizia al largo del porto di Cowes sull’isola di Wight, raggiunge lo scoglio di Fastnet vicino alla costa di sud-ovest dell’Irlanda e girato attorno ad esso si dirige verso Plymouth passando a sud dell’isola di Scilly. Il Trofeo assegnato al vincitore è la Fastnet Challenge Cup.
Nel 1979, durante il terzo giorno di regata, una violenta tempesta affondò cinque barche e uccise quindici marinai e tre soccorritori. Settantacinque imbarcazioni furono rovesciate. Fu la più grande operazione di salvataggio mai effettuata in tempo di pace, e coinvolse oltre 4000 persone. Questo portò a una revisione delle regole e dell’equipaggiamento richiesto. Nel 2007, l’inizio della gara fu rimandato di 25 ore, a causa di un’allerta meteo. Era la prima volta che accadeva in 83 anni di storia della regata. Durante la notte la burrasca e il mare agitato obbligarono tre quarti delle imbarcazioni a ritirarsi e a trovare riparo nei porti della costa sud dell’Inghilterra.

“Salì sul tram con il cuore che le batteva così forte che si stupì che la persona accanto a lei non lo sentisse.”

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Il mare Egeo

Ricorderò sempre con esattezza dov’ero e cosa stavo facendo quando mi dissero che mio padre era morto.
Ero nuda sotto il sole, sdraiata sul ponte scoperto della Neptune, con la mano di Theo posata sulla mia pancia, come se volesse proteggerla. La spiaggia dorata sull’isola davanti a noi luccicava sotto il sole, deserta, nella sua insenatura rocciosa. L’acqua color turchese, limpida come il cristallo, si increspava appena mentre lambiva la sabbia.
Placida, senza vento, avevo pensato. Come me.
La sera prima, al tramonto, avevamo gettato l’àncora nella baia della minuscola isola greca di Macheres, poi eravamo scesi a riva portandoci dietro due borse frigo. La prima conteneva muggini e sardine appena pescati da Theo, l’altra vino e acqua. Avevo appoggiato la mia sulla sabbia, per riprendere fiato, e Theo mi aveva baciata teneramente sul naso.
«Siamo due naufraghi sulla nostra personale isola deserta» aveva annunciato, allargando le braccia per indicare quel paesaggio idilliaco. «Vado a cercare un po’ di legna per il fuoco, così potremo cuocere il pesce.»
L’avevo osservato allontanarsi verso le rocce che formavano una mezzaluna intorno alla baia, fra i radi cespugli che crescevano nelle fessure. Era un velista espertissimo, e dotato di una forza incredibile nonostante l’esile figura. Theo era minuscolo in confronto ad altri uomini con cui avevo preso parte alle gare di vela, tutti muscoli guizzanti e pettorali alla Tarzan. Una delle prime cose che avevo notato in lui era l’andatura leggermente claudicante. Mi aveva detto che una volta, da bambino, si era rotto la caviglia cadendo da un albero e che non era mai guarita perfettamente.
«Sono sempre stato destinato a una vita in mare. Quando sono in barca, nessuno si accorge che cammino male» aveva detto ridacchiando.
Avevamo cucinato il pesce e fatto l’amore sotto le stelle. La mattina successiva sarebbe stata la nostra ultima giornata insieme. E prima di decidere che dovevo assolutamente riallacciare i contatti con il mondo accendendo il cellulare – per poi scoprire che la mia vita era andata in frantumi – ero rimasta sdraiata accanto a lui, immersa in una sensazione di pace assoluta. E, come in un sogno, la mia mente aveva ripercorso la miracolosa storia fra Theo e me, che ci aveva portati fin lì, in quel luogo meraviglioso…

Serie Sette sorelle è composta da:
Le sette sorelle (The Seven Sisters) (2014)
Ally nella tempesta (The Storm Sister) (2015)
La ragazza nell’ombra (The Shadow Sister) (2016)
La ragazza delle perle (The Pearl Sister) (2017)
La ragazza della Luna (The Moon Sister) (2018)


Autore

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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