
Il valzer dell’impiccato è un romanzo thriller scritto da Jeffery Deaver, pubblicato nel 2017, il tredicesimo caso per il criminologo Lincoln Rhyme e l’agente Amelia Sachs, con il quale mostra tutto l’affetto che nutre per i lettori italiani e per il nostro Paese.
“Alla memoria del mio amico Giorgio Faletti. Manchi al mondo”
Trama del libro Il valzer dell’impiccato
Un nuovo serial killer, il Compositore.
Uno scenario inedito, Napoli.
Un uomo viene prelevato con la forza a pochi isolati da Central Park e caricato su un’automobile. Unica testimone una bambina, unico indizio un cappio abbandonato sul marciapiede, realizzato con una corda per strumenti musicali.
Lincoln Rhyme e Amelia Sachs avrebbero altro a cui pensare, visto che stanno per sposarsi e partire per la luna di miele, ma c’è una vita da salvare. La squadra si mette subito al lavoro e in poche ore lo sconosciuto sequestratore ha un profilo: per il Compositore, così lo ha battezzato Rhyme, la tortura delle vittime è lo spartito di una macabra melodia.
La caccia all’uomo ha inizio, una ricerca serrata che da un vecchio capannone di New York conduce il criminologo e la detective fin nei vicoli di Napoli, nei cunicoli che solcano il sottosuolo della città, a stretto contatto con gli investigatori italiani, tra scontri di competenze, collaborazioni clandestine e indagini scientifiche sempre più sofisticate. Il tempo stringe, e lo stesso cappio che Rhyme e Sachs hanno trovato sulla scena del crimine ora deve fermare la mano di un killer spietato e inafferrabile.
“Lo stile era rococò, o così credeva si chiamasse. Carta da parati oro e rossa; velluto screziato; elaborati armadi dalle ante in vetro contenenti ceramiche, creazioni artigianali in oro, argento e avorio, oltre a calamai, ventagli e portachiavi. Alle pareti c’erano dipinti del Vesuvio. Alcuni lo ritraevano in eruzione, altri no. Era possibile che l’artista li avesse realizzati proprio lì: a est e a sud, la visuale spaziava sulla sua cupa piramide marrone scuro.”
Recensioni
A parte qualche eccezione, questo libro sembra aver deluso una parte dei fan, che hanno trovato una scrittura un po’ stanca, colpi di scena prevedibili e qualche luogo comune di troppo sugli italiani. Probabilmente non è uno dei romanzi migliori di Jeffery Deaver, ma per chi, come me, è affezionato a Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, una nuova avventura di questa coppia non si rinuncia facilmente.
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Incipit del libro Il valzer dell’impiccato
CAPITOLO 1
«Mamma.»
«Un minuto.»
Procedevano spedite lungo la strada tranquilla dell’Upper East Side, il sole basso in quella fresca mattina autunnale. Foglie rosse e gialle tracciavano spirali cadendo dai rami sparuti.
Madre e figlia, gravata dalla zavorra che adesso i bambini si portano a scuola.
Ai miei tempi…
Claire mandava messaggi come una forsennata. La domestica – chi l’avrebbe detto? – si era ammalata. No, forse si era ammalata, il giorno della cena! La cena. E Alan doveva lavorare fino a tardi. Forse.
Come se avesse potuto contare su di lui, a ogni modo.
Din.
La risposta dell’amica: SCUSA, CARMELLA IMPEGNATA STSERA.
Gesù. Un’emoji in lacrime accompagnava il messaggio. Perché non digitare la stramaledetta A in «stasera»? Quanto si risparmiava, un prezioso millisecondo? Troppa fatica mettere il verbo essere?
«Ma, mamma…» Il tono cantilenante di una bambina di nove anni.
«Un minuto, Morgynn. Te l’ho già detto.» La voce di Claire era benevolmente neutra. Neanche un po’ arrabbiata, né irritata o stizzita. Pensò alle sessioni settimanali: seduta sulla sedia, non distesa sul divano – il bravo dottore non aveva neanche un divano nel suo ufficio –, Claire attaccava con le sue nemesi, la rabbia e l’impazienza, e aveva lavorato con tenacia per evitare di sbottare o alzare la voce quando la figlia diventava irritante (anche quando si comportava così di proposito, cosa che, calcolava Claire, equivaleva a un quarto delle ore di veglia della bambina).
E sto facendo un lavoro dannatamente buono.
Ragionevole. Matura. «Un minuto» ripeté, intuendo che la bambina stava per parlare.
Claire rallentò fino a fermarsi e prese a scorrere la rubrica del telefono, persa nel vortice dell’imminente disastro. Era presto, ma il giorno si sarebbe dileguato in fretta e la cena le sarebbe piombata addosso come un TIR. Non c’era proprio nessuno, a Manhattan, che potesse aiutarla nel servizio? Una misera cena per dieci persone! Ma insomma, quanto poteva essere difficile? Una persona qualsiasi.
Era combattuta. Sua sorella?
Macché. Non era invitata.
Sally, del club?
Niente da fare: fuori città. E per di più una stronza.
Morgynn aveva rallentato e Claire si accorse che si stava voltando. Le era caduto qualcosa? A quanto pareva, sì. La bambina corse indietro a raccoglierlo.
Meglio che non fosse il telefono. Ne aveva già rotto uno. Riparare lo schermo era costato centottantasette dollari.
Ma insomma. Bambini…
Poi Claire riprese a scorrere la rubrica, pregando per la comparsa provvidenziale di una cameriera. Ma guarda quanti nomi. Devo ripulire questo dannato elenco contatti. Non ne conosco la metà, e una bella fetta dell’altra metà non mi va a genio. Partì un altro messaggio implorante.
La bambina tornò al suo fianco e disse con decisione: «Mamma, guarda…».
«Ssh.» Un sibilo. Un po’ di durezza qualche volta non fa male, si disse. È una forma di educazione. I bambini devono imparare. Persino il più carino dei cuccioli di tanto in tanto ha bisogno di uno strattone al collare.
Un altro din dell’iPhone.
Un altro no.
Maledizione.
Be’, e quella che aveva aiutato Terri dell’ufficio? Ispanica… o latina, come si faceva chiamare adesso quella gente. La briosa donna era stata la star della festa di laurea della figlia della collega.
Claire trovò il numero e chiamò.
«Pronto?»
«Terri! Sono Claire. Come stai?»
Un attimo di esitazione. «Ehi, ciao. Come va?»
«Sto…»
A quel punto Morgynn interruppe per l’ennesima volta. «Mamma!»
Basta. Claire si girò di scatto e fulminò con lo sguardo la biondina con le trecce e l’attillato giacchino Armani Junior di pelle rosa. Sbraitò: «Sono al telefono! Sei cieca? Cosa ti ho detto, di quando sono al telefono? Cosa c’è di così fot…». Okay, attenta a come parli, si disse. Si sforzò di sorridere. «Cosa c’è di così… importante, cara?»
«Sto cercando di dirtelo. Hai presente l’uomo di prima?» La bambina indicò la strada. «È andato alle spalle di un altro uomo e l’ha colpito, o qualcosa del genere, e l’ha infilato nel portabagagli.»
«Cosa?»
Morgynn si gettò all’indietro una treccia, chiusa da un fermaglio a forma di coniglietto. «Ha lasciato questo a terra e poi è ripartito.» Sollevò un pezzo di spago o un cordoncino. Che roba era?
Claire emise un verso strozzato. Nella piccola mano della figlia c’era un cappio in miniatura.
Morgynn rispose: «Ecco cosa c’era di così…». Si fermò e le sue labbra si incresparono in un sorriso. «Importante.»
Chi è Lincoln Rhyme
Lincoln Rhyme è il celebre criminologo protagonista dei thriller dello scrittore americano Jeffery Deaver. Ex investigatore della polizia scientifica di New York, rimane tetraplegico dopo un grave incidente, ma continua a collaborare con la polizia grazie alla sua straordinaria intelligenza e alle sue capacità deduttive. Specializzato nell’analisi delle scene del crimine, riesce a ricostruire dinamiche complesse attraverso tracce, impronte e dettagli apparentemente insignificanti.
Il personaggio debutta nel 1997 con Il collezionista di ossa, romanzo che lo vede impegnato nella caccia a un pericoloso serial killer. Al suo fianco c’è Amelia Sachs, giovane agente di polizia che diventa la sua principale collaboratrice sul campo. Il loro rapporto, fondato sulla fiducia e sulla complementarità delle rispettive capacità, è uno degli elementi centrali della serie.
I thriller di Deaver si distinguono per le indagini scientifiche, le trame intricate e i continui colpi di scena. Lincoln Rhyme è diventato noto anche al cinema, grazie al film del 1999 interpretato da Denzel Washington e Angelina Jolie, e in televisione, con la serie del 2020. Un protagonista affascinante, capace di dimostrare che l’intelligenza e la determinazione possono superare anche gli ostacoli più difficili.
Qui trovate il post dedicato al personaggio Chi è Lincoln Rhyme
Serie di Lincoln Rhyme
1997 – Il collezionista di ossa
1998 – Lo scheletro che balla
2000 – La sedia vuota
2002 – La scimmia di pietra
2003 – L’uomo scomparso
2005 – La dodicesima carta
2006 – La luna fredda
2008 – La finestra rotta
2010 – Il filo che brucia
2013 – La stanza della morte
2014 – L’ombra del collezionista
2016 – Il bacio d’acciaio
2017 – Il valzer dell’impiccato
2018 – Il taglio di Dio
2019 – Promesse
2021 – Il visitatore notturno
2023 – La mano dell’orologiaio
2026 – Il cuore è un’arma
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