Libri da paura per un Halloween da brivido: “Libretto o scherzetto?”

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Halloween è alle porte e come ogni anno parte la diatriba tra quelli che “non è una festa della nostra tradizione” e quelli che invece lo apprezzano, per noi amanti dei libri può essere un’altra occasione per leggere qualcosa che metta il brividi, quindi a tema gotico, mistero, horror e thriller. Oggi il mercato è pieno di libri di questo genere e farne un elenco è veramente arduo, ci si deve affidare ai gusti personali e al nostro livello di paura.

Ho scelto di consigliare prima i libri più classici che fanno parte della storia di questo genere, poi libri dove Halloween sia protagonista ed infine qualche libro da brivido che ho trovato interessante, insomma un calderone pieno di romanzi e racconti con mostri, ragnatele, scheletri e lune piene da brivido per attendere la notte del 31 ottobre acciambellati sul divano sorseggiando qualcosa di caldo o leggendo e raccontando storie in gruppo, ma ricordate la prima regola, chi si allontana dal gruppo è perduto!

I libri per bambini e ragazzi li trovate nel seguente link: Halloween, libri da paura per bambini e ragazzi

Vi auguro di trascorrere un serata diventente, che la luce delle lanterne possa illuminare la strada di chi non c’è più, allontanare le anime malvage e soprattutto di esorcizzare le nostre paure più profonde.

Voi cosa scegliete Dolcetto o scherzetto? Per noi sarebbe più giusto chiedere Libretto o scherzetto?

Il vampiro di John William Polidori, pubblicato nel 1819.
È stato proprio questo racconto di John Polidori a rendere celebre letterariamente il personaggio del vampiro, strappandolo al mondo del folklore e della leggenda. Aubrey è un giovane gentiluomo inglese che incontra Lord Ruthven, un uomo dalle origini misteriose, appena entrato nella buona società londinese. Aubrey ne rimane affascinato e decide di accompagnarlo a Roma, ma i due si perdono di vista quando Ruthven seduce una giovane italiana e scompare. Si ritrovano in Grecia, dove Aubrey sta corteggiando Ianthe, la figlia di un oste greco, la quale una sera gli racconta la leggenda di un vampiro, una creatura mostruosa che si nutre di sangue umano. Da quel momento iniziano ad accadere fatti inquietanti intorno ad Aubrey, e tutto sembra essere collegato al suo amico Ruthven, il quale porta la sofferenza nella vita delle persone che incontra.

Dracula di Bram Stoker, pubblicato nel 1897.
“Mi stava vicino, lo vedevo da sopra la spalla, ma nello specchio non si rifletteva!”
In Transilvania per concludere la vendita di una casa londinese al Conte Dracula, discendente di un’antichissima casata locale, il giovane agente immobiliare Jonathan Harker scopre che il suo cliente è una creatura di mistero e orrore… Dracula, archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l’eterna lotta tra il Bene e il Male, ma anche tra la ragione e l’istinto, tra le pulsioni più inconfessabili e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall’inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi.

Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley, pubblicato nel 1818.
Nell’estate del 1816 un gruppo di poeti e letterati, guidati dal già celebre Lord Byron, si trovò isolato per il maltempo in una villa sul lago di Ginevra. Spinto dalla noia e suggestionato dalla lettura di una storia di fantasmi, Byron propose a tutti i suoi amici di comporre ciascuno un racconto che fosse il più terrificante possibile. Nacque così “Frankenstein, o il moderno Prometeo”, scritto dalla diciannovenne Mary Wollstonecraft Godwin, che poco più tardi avrebbe sposato Percy Bysshe Shelley. Colpita dall’ipotesi, ventilata dalla scienza di quegli anni, che grazie al galvanismo si potesse ridare la vita ai cadaveri, la giovane creò la storia dello scienziato Victor Frankenstein, che riesce ad animare una mostruosa creatura ma paga il risultato scientifico con la perdita di tutti gli affetti. Una storia angosciante, una favola potente e terribile che fin dal suo primo apparire, nel 1818, si è imposta nella cultura occidentale con la sua forza di mito antico e contemporaneo. Con uno scritto di Muriel Spark. Trovate la recensione qui.

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, pubblicato nel 1886.
Uno dei pilastri della letteratura fantastica, il romanzo che ha terrorizzato generazioni di lettori. Un viaggio attraverso le più oscure e deformi profondità dell’inconscio.
Da sempre tormentato dalla duplice natura umana, benigna e maligna insieme, il dottor Jekyll mette a punto una pozione in grado di scindere i due elementi e la assume. La sua parte malvagia, che chiama signor Hyde, ha così modo di esprimersi e di agire, dando libero sfogo agli istinti più bassi. Hyde è la corporeità, il desiderio, la trasgressione che Jekyll occulta sotto una vita dedicata al lavoro, alla ragione e alla virtù. Ma l’illusione di poter provocare a piacimento la dissolvenza del suo doppio si scontra con la volontà di Hyde di affermare il proprio diritto all’esistenza, in una lotta tra le componenti di una stessa persona dagli esiti tragici.
Ambientata in una Londra allucinata e circospetta (nel 1886, quando il romanzo fu pubblicato, in città era attivo Jack lo Squartatore), questa fantasia nera di Stevenson ha dato corpo all’idea della doppia personalità. E nel condurre il lettore in una trama che ha il ritmo del romanzo giallo e la tensione dell’horror, porta a galla verità che non appartengono solo allo sventurato, ambizioso Jekyll, ma che parlano ai lati oscuri di ognuno di noi.

Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe, l’iniziatore del racconto poliziesco, maestro della letteratura dell’orrore e del giallo psicologico.
Tutte le opere di Poe presenti in questa raccolta possiedono una simile caratteristica. Il lettore che, anche solo per caso, si lasci attirare dalla prima parola, non può più tirarsi indietro ed è costretto a proseguire. In questo volume è raccolta la migliore produzione di Poe, da “Ligeia” a “La mascherata della morte rossa”, da “I delitti della via morgue” a “Lo scarabeo d’oro”. Nei suoi racconti l’analisi e il ragionamento si fondono con l’immaginazione visionaria, creando capolavori indimenticabili nei quali il macabro s’allea col delitto, l’incubo con la follia, l’amore con la morte.

Il fantasma dell’Opera di Gaston Leroux, pubblicato nel 1910.
Un edificio alto venticinque piani, impreziosito da marmi e stucchi che nasconde un labirinto sotterraneo fatto di passaggi segreti, botole, grotte, stanze di tortura e un lago dai riflessi spettrali. E’ l’Opéra di Parigi, in superficie luminoso tempio dell’arte e del successo, nel sottosuolo “mondo oscuro e primitivo, spaventevole come una voragine”. Il romanzo di Leroux è tutto in questo contrasto, e nel disperato tentativo di Erik, deforme sovrano del regno di tenebra, di attraversare il baratro che lo separa dalla ‘normalità’ conquistando, con la seduzione della sua voce e l’orrore del suo potere, la giovane cantante Christine, emblema di una inarrivabile bellezza e di una impossibile felicità. Ma per un fantasma è difficile sfuggire all’oscurità.

Il dottor Faust di Christopher Marlowe, pubblicato nel 1594.
Una spirale vorticosa di eventi tragici capace di schiudersi in pause di uno straordinario lirismo che segna uno degli esiti più elevati del teatro rinascimentale. Costituisce la prima incarnazione del mito faustiano, che avrebbe affascinato nei secoli molti artisti. Nel suo potente affresco Marlowe ci consegna il ritratto di un personaggio pervaso da passioni estreme, assetato di scienza e di bellezza. Erede ribelle della Riforma e dell’Umanesimo, Faust riassume in sé i laceranti scontri ideologici e morali dell’epoca elisabettiana: è un ateo che sogna di farsi Dio e si vende al diavolo. Orgoglio e disperazione costituiscono dunque i motivi fondamentali di questa vicenda che si consuma tra dramma e farsa.
Racconta la drammatica vicenda di un giovane uomo con brame di onnipotenza, che desidera a tutti i costi, al punto di stipulare un patto di sangue con il demonio, al quale vende la sua anima in cambio di 24 anni di potere illimitato. In questo famosissimo dramma di Christopher Marlowe si alternano autentici momenti di terrore, ad altri goliardici, fino a punto di essere comici.

L’albergo stregato di Wilkie Collins, pubblicato nel 1878.
Inafferrabili misteri e inganni criminali, nobiltà di natali e viltà d’animo, simulazioni e dissimulazioni, suspense e colpi di scena: pubblicato a puntate dal giugno al novembre del 1878, questo breve romanzo di fantasmi, che allo stesso tempo prefigura molti caratteri del giallo moderno, è l’ennesima prova dell’abilità compositiva di Wilkie Collins. Anche qui, come nel capolavoro “La donna in bianco”, è una dama in difficoltà a dare l’avvio alla vicenda. “Vorrei sapere, se non vi dispiace, se corro il pericolo di impazzire”. Con queste parole perturbanti una misteriosa Contessa si presenta alla porta dello stimato dottor Wybrow, londinese. Quale evento mette a rischio la sua salute? “Il primo fatto, signore, è che sono vedova”, dice la sconosciuta. “Il secondo fatto è che presto mi sposerò di nuovo”. L’intricata storia di questa signora dal fascino ambiguo si svolge per la maggior parte a Venezia, dove sorge l’albergo del titolo: un antico palazzo ristrutturato, le cui stanze (e in particolare la n. 14) sono state testimoni di azioni nefande. Ancora una volta, la minaccia del presente giungerà da un oscuro passato, perché il sangue chiama il sangue…

La casa stregata di Howard P. Lovecraft, pubblicato nel 1924.
Il racconto “La casa stregata” venne ispirato a Lovecraft da una casa realmente esistente a Providence, da lui definita “maledetta o nutrita di cadaveri”. Il tema di antichi orrori che si risvegliano, di misteriose auree demoniache, la suspense e il senso di oppressione soprannaturale trasmessi da queste pagine si incontrano anche nel celebre “L’orrore a Red Hook”, molto citato dagli appassionati di Lovecraft che sostengono l’ipotesi che lo scrittore fosse un affiliato di una setta occulta, vista la precisione con cui riporta alcune formule usate durante rituali esoterici. Con “L’orrore di Dunwich” entriamo in un altro mondo, in quell’universo alieno inaugurato dalla figura di Cthulhu che lo scrittore svilupperà in una serie di famose raccolte. Ne “I sogni nella casa stregata” Lovecraft introduce un’intuizione che influenzerà molti scrittori di fantasy suoi contemporanei: l’orrore non proviene solo dallo spazio infinito, ma anche dall’infinità di universi paralleli al nostro. Creatore e caposcuola incontestato del filone dell’orrore soprannaturale, Lovecraft fa risalire le radici della sua narrativa alle angosce e agli incubi più oscuri dell’animo umano.

Nero Dickens. Racconti del mistero di Charles Dickens.
Seppur non manchino spettri e stregate visioni, non è il soprannaturale di per sé il segno forte di questi racconti di Dickens, ma piuttosto il mistero: mistero di passioni devastanti e maniacali ossessioni, oscuri ed enigmatici presagi di un destino incombente o torturanti memorie di un passato lontano. E ancora, mistero di parole che tornano implacabili a scandire i tempi della vita e i percorsi del racconto, mistero di sguardi e gesti indecifrabili – coprirsi gli occhi con un braccio, seguire compulsivamente con la mano le fibre di una stuoia -, di strani anomali personaggi e di ambigue storie in cui si sfuma il confine tra realtà e allucinazione, ragione e follia, vita e morte. Storie tanto più inquietanti quanto più calate in quel contesto, e linguaggio, “realistico”, di cui Dickens è maestro insuperabile, che puntualmente viene smantellato nelle sue labili, illusorie certezze. Alla forza immaginativa di questo contrasto contribuisce il particolare genere di molti dei testi qui presentati, che sono brevi narrazioni in sé compiute inserite nei romanzi (Il Circolo Pickivick, La piccola Dorrit, Un racconto dì due città), con la funzione di spezzare il flusso del reale e, quasi inavvertitamente, passare il testimone da personaggi realistici, comici o convenzionali, a cupe, spettrali figure della trasgressione: pazzi, assassini, padri maledetti e crudeli, spose dementi e disperate. Unico racconto autonomo a tutti gli effetti è lo splendido “Linea secondaria nr. I”, “Il casellante”, da molti considerato il più bello di Dickens: il tetro buco nero della galleria ferroviaria sul quale balugina a tratti una tetra luce rossa a segnalare un pericolo sconosciuto e palpabile, fantasmatico e reale, può ben essere assunto a immagine-simbolo dello spazio in cui si muovono questi racconti, e in cui vertiginosamente si confondono le nostre luci e le nostre ombre.

Il giro di vite di Henry James, pubblicato nel 1898.
Un classico della letteratura gotica che ha ispirato decine di film e miniserie tv, opere liriche e teatrali, persino fumetti.
Il libro venne pubblicato nel 1898, dapprima a puntate e solo in seguito in volume. Una giovane istitutrice viene chiamata per seguire due bimbi rimasti orfani e affidati alle cure di uno zio che, per diverse ragioni, non può occuparsi di loro. Questi assume la giovane donna a una sola condizione: di non contattarlo mai, qualsiasi cosa succeda ai ragazzi. Pertanto dovrà risolvere da sé ogni tipo di problema. Sempre! L’istitutrice fa quindi la conoscenza dei due ragazzi di ritorno dal college. Sono veramente intelligenti e adorabili. Lei si appassiona al lavoro e tutto sembra procedere per il meglio… sennonché cominciano ad apparire per la casa, sempre più sinistramente, due figure: un uomo con i baffi e una donna vestita a lutto…

L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, pubblicato nel 1959.
Un’opera di horror elegante e raffinato, costruita con uno stile allusivo e mai esplicito.
In questo autentico classico del genere gotico, Eleanor Vance, giovane e tormentata donna che non ricorda di essere mai stata felice in tutta la sua vita, viene assoldata dal sinistro professor Montague, aspirante cacciatore di fantasmi, per un soggiorno sperimentale a Hill House … Giunta a destinazione, Eleanor si trova davanti una casa “che sembrava aver preso forma da sola, assemblandosi in quel suo possente schema indipendentemente dai muratori”; un edificio che “drizzava la testa imponente contro il cielo senza concessioni all’umanità”; una costruzione immune da ogni esorcismo: “un luogo non adatto agli uomini, né all’amore, né alla speranza”; una casa che si rifiuta di essere una dimora accogliente così come Eleanor vorrebbe sfuggire a un sistema di vita che le ha portato soltanto infelicità.

Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson, pubblicato nel 1962.
«A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce»: con questa dedica si apre “L’incendiaria” di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l’Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i «brividi silenziosi e cumulativi» che – per usare le parole di un’ammiratrice, Dorothy Parker – abbiamo provato leggendo “La lotteria”. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male – un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai ‘cattivi’, ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.

Carmilla e altri racconti di fantasmi e vampiri di Joseph Sheridan Le Fanu.
Avvolti in atmosfere sinistre e inquietanti, popolati da creature sospese tra la vita e la morte, assetate di sangue e portatrici di sciagure, questi 15 racconti di Joseph Sheridan Le Fanu hanno profondamente influenzato la narrativa fantastica e dell’orrore. Da Il testamento del gentiluomo Toby ai Racconti di fantasmi della Tiled House, da La cugina assassinata a Una notte alla “Locanda della Campana, fino al celebre racconto, del 1872, Carmilla, la prima vampira della storia della letteratura e il dottor Hesselius, medico e metafisico tedesco, il primo detective dell’occulto. La fantasia di Le Fanu risveglia invincibili paure ancestrali, creando un uniiverso oscuro e sconvolgente.

 

Poirot e la strage degli innocenti (Halloween party) di Agatha Christie, pubblicato nel 1969.
A Woodleigh Common i ragazzi stanno festeggiando Halloween quando viene fatta una scoperta agghiacciante: la tredicenne Joyce è stata assassinata. La giallista Ariadne Oliver, presente al party, si precipita dall’amico Poirot e lo convince a interessarsi del caso: Joyce, infatti, poco prima della morte, si era vantata di aver assistito a un omicidio, ma nessuno le aveva creduto. Possibile che invece la ragazza, conosciuta per essere un gran bugiarda, avesse detto la verità? E che il colpevole abbia deciso di chiuderle la bocca per sempre?

L’albero di Halloween di Ray Bradbury, pubblicato nel 1972.
Nella serata che precede Ognissanti qualcosa di stupefacente è accaduto: un enorme albero è apparso, e dai suoi rami pendono centinaia di zucche. Zucche in cui sono intagliati sorrisi inquietanti che fissano otto ragazzini. È la notte di Halloween e ognuno di essi indossa una maschera ma… dov’è finito Pipkin? Scortati da Sudario, una guida davvero particolare, i ragazzini partono alla ricerca dell’amico.

 

Il cimitero dei folli di Ray Bradbury, pubblicato nel 1990.
Notte di Halloween, anno 1954. Un giovane sceneggiatore, da poco entrato a far parte di una delle maggiori case di produzione hollywoodiane, riceve un invito anonimo e si reca negli studios; e qui tra una corsa di bighe, la sabbia del deserto e le cascate del Niagara, scopre nascosto dietro un tramezzo un cimitero, un luogo fitto di segreti che lo trascina in un vortice di intrigo e mistero. Ray Bradbury offre in questo libro una combinazione di poliziesco e letteratura noir.

 

It di Stephen King, pubblicato nel 1986.
A Derry, una piccola cittadina del Maine, l’autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di recuperarlo è l’ultimo gesto di George: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l’estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora.

Shining di Stephen King, pubblicato nel 1977.
L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

Le notti di Salem di Stephen King, pubblicato nel 1975.
Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell’avvento del Male a Jerusalem’s Lot, meglio conosciuta come ‘salem’s Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell’horror. Questo piccolo classico contemporaneo viene ora riproposto in un’edizione illustrata arricchita da una nuova introduzione, due racconti e un sostanzioso apparato che raccoglie le pagine eliminate nella stesura finale.

Intervista col vampiro. Le cronache dei vampiri di Anne Rice, pubblicato nel 1976.
Una stanza buia. Un registratore acceso. Un giornalista. E un vampiro. Da quasi due secoli, ormai, Louis de Pointe du Lac non è più un uomo: è una creatura della notte, e ha tutta la notte a disposizione per convincere Daniel, il giornalista, che la storia che gli sta raccontando è vera. Così come è vero il suo volto, tanto pallido ed esangue da sembrare trasparente, di una bellezza soprannaturale e per sempre cristallizzata. Louis racconta di come abbia ricevuto il dono (o forse la maledizione?) della vita eterna proprio quando non desiderava altro che la morte. È il 1791, è un’altra New Orleans, e Louis, in seguito al suicidio dell’amatissimo fratello, vorrebbe soltanto seguirne il destino. Ma la seduzione del dono oscuro è potente, specialmente se ha i modi, la voce e l’aspetto di Lestat. Sensuale e affascinante, crudele e allo stesso tempo capace di profonda commozione, Lestat ha bisogno di Louis tanto quanto Louis ha bisogno di lui. Quando infine, dopo anni di scorribande notturne, Louis sta per decidersi ad abbandonare Lestat, questi gli fa il regalo più grande: Claudia. Una bambina di appena cinque anni, in fin di vita, che solo il dono oscuro può salvare. L’unico peccato che il sacrilego e irriverente Lestat non si può permettere: creare una vampira di soli cinque anni. Una vampira bambina, che non crescerà mai. E sarà l’inizio della fine. Trovate la recensione qui.

Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti di Dario Argento, pubblicato nel 2018.
Dario Argento torna con questa raccolta di racconti alla scrittura, per aprire nuovi sipari nei quali animare fiabe maledette, creando così immagini che diventano pitture dove demoni, streghe e il sovrannaturale si mescolano col reale. Il suo orrore fantastico giace sempre pronto a sorprendere sotto una verosimiglianza che sappiamo può, a sua volta, venire sconvolta. E verosimili sono infatti le storie che escono dalla sua penna: bambini e giovani donne, studiosi e personaggi storici, guerriglieri, demoni e creature chimeriche, che vivono vicende inquietanti e spaventose. La sua scrittura crea scene definite e nitide, ma anche emotivamente coinvolgenti, capaci di coniugare suspense, dilemmi etici e tormenti umani. Innumerevoli tracce del suo talento cinematografico si possono riconoscere in questi racconti dall’ambientazione più varia: il set delle storie sono infatti luoghi angoscianti e fantastici ma al tempo stesso reali, come la Villa dei Mostri di Palagonia, gli Uffizi di Firenze, un’isola indonesiana, la Biblioteca Angelica di Roma… Al lettore, mentre segue le vicende di personaggi che si muovono tra straordinari musei e diroccati palazzi barocchi, tra castelli del passato e grattacieli del futuro, viene unicamente lasciata la facoltà di tenere sotto controllo l’accelerazione del proprio battito cardiaco. Ci ritroviamo a vivere storie senza censura e situazioni che sono destinate a turbarci e sorprenderci. L’azione e il ritmo si fanno musica e ci trascinano in una dimensione onirica e fantastica e, come avviene nei suoi film, riconosciamo in questi racconti dalle trame inattese quel dialogo con la paura, con l’inquietudine, con le ombre dei paesaggi e dell’animo umano, con i bagliori irreali e con la tensione che formano la cifra più profonda del suo sentire artistico. E infatti del maestro del cinema italiano ritroviamo nello scrittore Argento tutti i dualismi della nostra folle natura, le contraddizioni che nutrono le nostre fantasie, i sotterranei movimenti dell’inconscio, l’eterno balletto tra pericolo e salvezza, tra sogno e realtà.

Giallo di zucca di Gaia Conventi, pubblicato nel 2011.
In una Ferrara tirata a lustro per il Palio, un losco individuo ha deciso di far drasticamente calare il numero dei residenti. Quando il professor Broccoletti viene ritrovato a penzoloni in una libreria del centro storico, in questura cominciano a tenere d’occhio i Girondi, librai concorrenti. Sono gli zii di Luchino e sembrano avere dei conti in sospeso con tutte le vittime. Possibile sia soltanto un caso? Il fotografo della Scientifica è costretto a tornare in città per tentare di tenere il parentado fuori dai guai. Lo accompagna Poirot, il fido pastore belga per la prima volta in visita agli zii ferraresi e a Niglio, il coniglio di casa Girondi. Saranno giochi di bandiere, indagini al bar, delitti efferati, ragazzine seminude, conigli mannari e training autogeno. Il maggio estense non è sornione come sembra!

The quick. Misteri, vampiri e sale da tè di Lauren Owen, pubblicato nel 2016.
Inghilterra, fine Ottocento. James e Charlotte sono due fratelli orfani che vivono in una dimora signorile sperduta nella campagna inglese. Una volta cresciuti le loro strade si dividono: James, timido aspirante scrittore, terminati gli studi a Oxford divide l’appartamento in affitto a Londra con un affascinante giovane aristocratico. Grazie alle conoscenze del ragazzo, viene introdotto nei salotti dell’alta società e trova l’amore dove non se lo sarebbe mai aspettato. Poi, improvvisamente, scompare senza lasciare traccia. Preoccupata e determinata a trovarlo, la sorella Charlotte parte per Londra e s’immerge nelle tetre atmosfere della città industriale, dove scopre l’esistenza di un mondo segreto, popolato da personaggi incredibili e loschi che vivono ai margini della città. Un mondo in cui i confini della realtà hanno assunto forme tutte nuove. Per lei si apriranno le imponenti porte di una delle istituzioni più autorevoli e impenetrabili del paese: l’AEgolius club, luogo di ritrovo degli uomini più ambiziosi e pericolosi d’Inghilterra, cupo circolo d’élite che cela mille segreti, uno più terrificante dell’altro.

Racconti di Halloween. Letture per non dormire questa notte, una raccolta di autori vari.
Mostri, streghe, fantasmi, vampiri: nella notte di Halloween, quando il Male esce per strada, l’unica salvezza è chiudersi in casa e restare svegli e all’erta, raccontandosi storie di orrori che si spera di non dover mai affrontare. Perché se sono solo storie, come mai ci inquietano a tal punto? Se sono pura invenzione, perché ci suonano profondamente vere? Da Poe a Bradbury, da Lovecraft a Matheson, passando per Benni, Cortázar, Buzzati e Moody, una raccolta dei racconti più spaventosi mai scritti, in cui l’unica costante è quel brivido, magnifico e insopportabile, che colpisce all’ultima riga, all’ultima parola.

Le stanze dei fantasmi, una raccolta di vari autori.
In una vecchia casa di campagna Joe e Patty decidono di invitare un gruppo di amici per vivacizzare le loro giornate. Una coppia affiatata, un giovanotto brillante, una femminista convinta, un ex marinaio col suo compagno di avventure e un avvocato di successo rispondono all’invito, e finiscono per partecipare a un singolare “ritiro” in una classica location alla Poe: una villa isolata e popolata di presenze dall’oltretomba. Vivranno per tre mesi insieme, lontani dal mondo, avendo la possibilità di scoprire quale fantasma abita la loro stanza (e la loro vita), senza mai farne parola. Soltanto alla fine si riuniranno per raccontarsi ciò che hanno visto e udito, come in un inquietante Decameron. Regista dell’esperimento è Joe, alter-ego dello stesso Dickens. “Le stanze dei fantasmi” è un modernissimo romanzo a cornice, che inanella una serie di storie pubblicate su “All the Year Round” nel 1859, a cura di Charles Dickens. Con la sua consueta ironia ai limiti della satira e con il pretesto degli spettri, il più famoso scrittore vittoriano compone un nutrito campionario delle fobie e delle nevrosi dei suoi contemporanei.

Infine consiglio dei libri per conoscere le vere origini di Halloween affinché sia possibile eliminare pregiudizi insensati e luoghi comuni.

Le vere origini di Halloween di M. Casalini, L. Menegatti, C. Rancati e S. Bernini.
Questo libro, nato all’interno del progetto web “Le vere origini di Halloween” è un dono a tutti i lettori affinché sia possibile eliminare pregiudizi insensati e luoghi comuni e cominciare finalmente a comprendere le vere origini di Halloween. Il lettore si ricrederà su cosa sia davvero l’antica commemorazione celtica dei defunti, sulla sua disappartenenza alla cultura americana e su quanto le tradizioni italiane provengano proprio dagli antichi insegnamenti nord-europei. E comprenderà “perché le mascherate di Halloween, lungi dall’essere manifestazioni sacrileghe, sono di fatto cerimonie sacre le cui radici affondano nella notte dei tempi” (J. Markale) e nelle profondità del nostro inconscio collettivo. Chi legge questo libro compie realmente un viaggio iniziatico nel mondo di Halloween da cui non tornerà senza essere cambiato. Un testo multiprospettico, scritto da autori e storici italiani. Insomma: Halloween senza maschere!
www.levereoriginidihalloween.it

Halloween. Storia e Tradizioni di Jean Markale.
Ottimo libro che descrive e approfondisce alla perfezione le origini di questa festa: le motivazioni storiche, le tradizioni popolari e tutto il folclore che ben conosciamo.
Già da diversi anni, in Italia come nel resto d’Europa, zucche, maschere di vampiri e fantasmi occupano le vetrine dei negozi durante l’intero mese di ottobre; e la sera del 31 adulti e bambini, in un’atmosfera carnevalesca, festeggiano Halloween. Ma di quale ricorrenza esattamente si tratta? Halloween – una parola inglese che significa “notte sacra” – riprende gli antichi rituali druidici di Samain, le cui origini risalgono all’antica Irlanda. Durante la notte di Samain il mondo dei morti si ricongiunge con quello dei vivi e viceversa, poiché secondo un detto celtico “la morte non è che il mezzo di una lunga vita”. In seguito, questa festa pagana fu trasformata dalla Chiesa in quella di Ognissanti.

Halloween. Nei giorni che i morti ritornano di E. Baldini e G. Bellosi.
Un testo interessante e ben redatto. La visione storica ed antropologica aiutano il lettore anche meno esperto a capire quali trasformazioni abbia subito la festa di Samhain prima di diventare Halloween.
Bambini mascherati ovunque, feste a tema, film per adolescenti: Halloween è diventato negli ultimi anni un appuntamento irrinunciabile, di crescente successo. E molti parlano di “colonizzazione culturale”. Ma com’era la festa di Halloween prima che diventasse Halloween? Si tratta di moda importata, o di una tradizione millenaria? Gli autori raccontano la più importante delle nuove festività, attraverso un’immersione nello sterminato repertorio della cultura popolare, scoprendo che Halloween va molto al di là dei confini della cultura celtica, cui era di solito attribuita.

La notte delle zucche di P. Gulisano e B. O’Neil
Un bel bel saggio che descrive proprio il simbolismo della festa di Halloween in tutte le sue sfumature più eccentriche. Redatto da un esperto di mitologia celtica e da una studiosa irlandese di miti e folclore, risulta semplice da leggere, chiaro e scorrevole.
Questo libro, scritto da due esperti della materia, un italiano e un’irlandese trapiantata in America, vuole offrire una ricostruzione della storia e dei significati di Halloween, dagli antichi miti celtici alle odierne zucche che spesso inquietano genitori ed educatori e affascinano i ragazzi. Qual è l’etimologia della parola? L’origine è americana o irlandese? Perché il suo simbolo è la zucca? Chi è Jack O’Lantern? Che cos’è Samhain? Cosa significa chiedere «dolcetto o scherzetto». Halloween: un business neopagano dalle radici cristiane.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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