Alessia Gazzola – Un segreto non è per sempre (Recensione)

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Un segreto non è per sempre è un romanzo di Alessia Gazzola, pubblicato nel 2012.
È il secondo libro in ordine di pubblicazione con protagonista Alice Allevi, pasticciona aspirante anatomopatologo all’Istituto di Medicina Legale di Roma. Si tratta di miscela tra un medical thriller, un giallo classico ed una commedia dai toni rosa con un pizzico di chick lit. Lo stesso anno è uscito il prequel dell’intera serie Sindrome da cuore in sospeso.

“Per questo amo i vecchi libri, quelli strausati, perché portano con loro le storie e le emozioni di chi li ha letti prima di me. Forse il vecchio proprietario ha sottolineato quei pezzi perché avevano un significato per lui. Aderivano alla sua vita. È questo il potere supremo dei libri, il più grande tra i tanti, quello di riuscire a fondere le sensazioni di uno scrittore in un balsamo applicabile sull’anima di chi sta vivendo qualcosa di simile o magari qualcosa di totalmente diverso perché, alla fine, ognuno dà ai libri il significato che vuole.”

Mi chiamo Alice Allevi e ho un grande amore: la medicina legale. Il più classico degli amori non corrisposti, purtroppo. Ho imparato a fare le autopsie senza combinare troppi guai, però la morte ha ancora tanti segreti per me. Ma nessun segreto dura per sempre. Tuttavia, il segreto che nascondeva il grande scrittore Konrad Azais, anziano ed eccentrico, è davvero impenetrabile. E quella che doveva essere una semplice perizia su di lui si è trasformata in un’indagine su un suicidio sospetto. Soltanto Clara, la nipote quindicenne di Konrad, sa la verità. Ma la ragazza, straordinariamente sensibile e intelligente, ha deciso di fare del silenzio la sua religione.

“Un segreto non è per sempre. Arriva prima o poi qualcuno che è capace di svelarlo. Konrad Azais, La cupidigia di Desziderius Horvath.”

Non mi resta che studiare le prove, perché so che la soluzione è lì, da qualche parte. Ma studiare è impossibile quando si ha un cuore tormentato. Il mio Arthur è lontano, a Parigi o in giro per il mondo per il suo lavoro di reporter. Claudio, invece, il mio giovane superiore, il medico legale più brillante che conosca, è pericolosamente vicino a me. Mi chiamo Alice Allevi e gli amori non corrisposti, quasi più delle autopsie, sono la mia specialità.

“Non sa che non c’è proprio niente da scegliere ed è probabile che la colpa sia mia.
La mia vita non è mai stata tanto informe e conosco il motivo: stavolta tocca a me cambiare o non cambiare, e non sono capace di decidere. Scivolo nell’abulia e con me trascino Claudio e Arthur. Prima o poi molleranno la presa e resterò da sola e come tale sguazzerò nel nulla che io stessa ho creato.”

Il libro è divertente, ottimo per chi cerca una lettura spensierata, nonostante non brilli di originalità. In questo romanzo Alice è cresciuta, è più sicura di sé, risultando forse più simpatica, anche se io non riesco ad empatizzare con la protagonista. Anche la scrittura dell’autrice risulta più matura, la storia è più articolata, però non mi ha convinta molto. Consiglio questo libro soprattutto a chi ama le storie d’amore, ma anche risolvere piccoli misteri, a chi vuole godersi un giallo classico senza doversi ritrovare in situazioni macabre.

“Mi chiedo cosa sia davvero il talento. Cosa distingue un’opera mediocre da una ben riuscita, se non il gusto personale? E di nessuna delle mie opere può dirsi che sia ben riuscita. Tutto questo mi prostra – non desideravo che pubblicare, da giovane –, eppure niente mi ha reso infelice quanto il sapere i miei libri nelle mani dei lettori. Sono pazzo, un vecchio pazzo, un ingrato…”

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KOBAYASHI ISSA

Il mio Istituto di medicina legale è un amante malfidato che prende senza dare.
Come oggi, ennesima prova di antimeritocrazia. Tutto è cominciato con un breve ma intenso esame, perché solo uno di noi – nemmeno fossimo in un reality – vincerà un posto per un microseminario di Scienze forensi a Parigi. Il piccolo concorso interno ha come candidati tutti noi specializzandi, e se alla SNAI fossero aperte le scommesse io sarei quotata poco o niente. Sarebbe un grave errore perché, com’è vero che mi chiamo Alice Allevi, mi darei all’abusivo esercizio di meretricio pur di vincere.
Oggi non torno a casa senza il biglietto per Parigi già staccato. Il mio atteggiamento così competitivo è motivato dal fatto che il microseminario mi offrirebbe l’opportunità di trascorrere una settimana nella città che, oltre a essere la più bella del mondo, al momento ospita l’unica persona sulla faccia della terra per la quale sarei disposta a farmi esaminare come un germe al microscopio da quella megera della Wally: Arthur Malcomess, figlio del mio capo, reporter in zone di crisi per l’Agence France Presse, nonché, suo malgrado, mio fidanzato.
È per questo che mi trovo nella sala delle torture che è la stanza della Wally, l’assistente del Supremo, che giusto lo scorso anno ha attentato alla mia salute mentale con un aut aut da cui non mi sono ancora ripresa. Ho rischiato una bocciatura epocale, quella tra un anno di specializzazione e l’altro, evento eccezionale e, proprio per questo, fatale.
Accanto a lei c’è il Supremo in persona, stanco e musone ogni giorno un po’ di più.
Non siamo in molti, noi specializzandi, e l’esame procede in ordine alfabetico.
In maniera inaspettata – per colleghi, superiori e persino per la signora delle pulizie – il mio è il migliore esame.
È vero, la fortuna mi ha dato una piccola spinta, ma proprio piccola.


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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