John Grisham – Il broker

2

Il Broker è un romanzo di John Grisham, pubblicato nel 2005. Ci trascina al centro di un complesso intrigo nel quale l’inganno e il cinismo appaiono i soli strumenti per rispondere al crescente senso di vulnerabilità causato, paradossalmente, dall’introduzione dei mezzi tecnologici nei sistemi di difesa. Eppure, una diversa e più autentica esistenza si affaccia, proprio nel cuore della Vecchia Europa.

“Sulla copertina, sopra la testa di Backman, si leggeva: Il Broker: è lui l’uomo più potente di Washington dopo il presidente?”

Da sei anni Joel Backman, noto come “il Broker”, un tempo uno degli avvocati più ricchi e potenti di Washington, marcisce in una cella di isolamento nel penitenziario di Rudley, Oklahoma. E’ stato condannato a vent’anni per aver tentato di piazzare sul mercato un software, messo a punto da tre giovani pachistani, in grado di mettere fuori uso il più sofisticato sistema di spionaggio satellitare al mondo.
Ma nelle mani di chi si trova, adesso, il software JAM, intorno al quale si agitano molteplici interessi che già hanno mietuto diverse vittime? E il sistema satellitare Neptune è ancora attivo? E chi lo gestisce? Terry Maynard, il paraplegico direttore della CIA, lo vuole assolutamente sapere. E per riuscirci non c’è che un mezzo: far scarcerare il Broker e usarlo come esca.
Il presidente uscente degli Stati Uniti, dopo la sonora batosta elettorale che gli ha negato il secondo mandato, si presta al gioco e firma la grazia. In cambio, Backman si impegna a lasciare per sempre il paese e a stabilirsi in Italia con una nuova identità.
Non tarderà a scoprire che dietro l’atto di clemenza si nasconde un disegno perverso che lo getta in pasto ai servizi segreti di mezzo mondo. La caccia all’uomo si scatena fra le strade e i portici di Bologna, dove Backman si era illuso di iniziare una nuova vita. Russi, cinesi, israeliani, sauditi fanno a gara per mettersi sulle sue tracce. Gli uomini della CIA restano a guardare. Certi che non ne uscirà vivo, si pongono una sola domanda: chi sarà a ucciderlo? Ma, quando ogni mossa è lecita, nessuna conclusione è scontata e nessun calcolo sicuro.

“Si fermò un momento a guardare il cielo. In quei sei anni gli era stato concesso di passeggiare per un’ora al giorno in un fazzoletto d’erba. E sempre da solo, sempre controllato da un agente di custodia come se Joel Backman, ex avvocato che mai in un momento di rabbia aveva esploso un colpo di pistola, potesse improvvisamente diventare pericoloso e fare del male a qualcuno.”

Non è un thriller sul quale poter dire “sono stato costretto a rimaner incollato perchè non riuscivo a smettere”, per buona parte del libro sembra quasi una guida turistica di Bologna, per non parlare del luogo comune che vuole che in Italia “è assolutamente fuori posto consumare un cappuccino dopo le 10,30” e alre cavolate di questo genere. Il fatto che si svolga in un ambiente italiano è stato il principale motivo che mi ha tenuto incollata, ero curiosa di come un americano vede il nostro paese, le nostre abitudini, la nostra cultura.
Un buon romanzo da leggere se non si hanno grandi aspettative, ma non il libro adatto se cercate un vero thriller!

1
Nelle ore conclusive di una presidenza destinata a suscitare negli storici un’assenza d’interesse senza precedenti, tranne forse quella di William Henry Harrison (durata trentun giorni, dall’entrata in carica del titolare alla sua morte), Arthur Morgan si chiuse nello Studio Ovale con l’ultimo amico rimastogli per riflettere sulle sue decisioni finali. In quel momento ebbe la sensazione di aver sempre fatto scelte sbagliate nei suoi quattro anni di presidenza e non si illudeva di poter raddrizzare la situazione. Non si illudeva nemmeno il suo amico, il quale come al solito non era granché loquace, e le poche cose che diceva erano quelle che il presidente voleva udire.
L’argomento in questione erano le richieste di grazia: i disperati appelli lanciati da ladri, malversatori e bugiardi, alcuni ancora in carcere e altri che, pur non avendo fatto nemmeno un giorno di prigione, volevano riacquistare la reputazione e i diritti che stavano loro così a cuore. Tutti si spacciavano per amici, o per amici di amici, o per sostenitori della prima ora, anche se ben pochi avevano avuto l’occasione di offrire il loro appoggio prima di quel momento critico. Che tristezza pensare come quei quattro turbolenti anni alla guida del mondo libero si stessero compendiando nello squallido pacco di domande di grazia presentate da una manica di imbroglioni. A chi di loro andava concesso il permesso di tornare a delinquere? Era questa la grave decisione che il presidente si trovava ad affrontare in quelle conclusive ore alla Casa Bianca.


Condividi articolo

Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

2 commenti

Scrivi un commento