
Nessuna via d’uscita è un thriller legalescritto da Michael Connelly, pubblicato in Italia il 5 febbraio 2026, da Piemme e tradotto da Alfredo Colitto. È l’ottava storia con Mickey Haller, avvocato atipico che trasforma il sedile posteriore della sua Lincoln in un ufficio viaggiante. Imperfetto e segnato dal passato, Haller si muove sul confine della giustizia, fratellastro del celebre detective Harry Bosch.
Questa volta Mickey Haller torna, insieme al giornalista investigativo Jack McEvoy, con un caso contro un’azienda di intelligenza artificiale che potrebbe essere responsabile dell’omicidio di una ragazza adolescente.
“«Non ho intenzione di farmi coinvolgere in una delle tue mosse da Avvocato sulla Lincoln.» «Non è una mossa» replicai. «E comunque, due anni fa mi sono sbarazzato di tutte le Lincoln tranne una. L’unica che ho tenuto è sotto chiave in un box.”
Trama del libro “Nessuna via d’uscita”
L’avvocato Haller torna con un caso più attuale che mai: una causa contro un colosso dell’Intelligenza Artificiale, che potrebbe essere responsabile dell’omicidio di una ragazzina. Dopo il suo percorso di “rinascita”, Mickey Haller prende una nuova direzione e si dedica a un caso d’interesse pubblico, intentando una causa civile contro una società di Intelligenza Artificiale il cui chatbot avrebbe suggerito a un sedicenne di uccidere la sua ex ragazza perché lo aveva tradito.
Rappresentando la famiglia della vittima, Mickey esplora il mondo dell’IA, in rapida espansione e in gran parte non regolamentato. Durante il processo, lo affianca il giornalista Jack McEvoy che vorrebbe assistere in silenzio per scrivere un libro sul caso. Ma Mickey lo mette subito al lavoro, affidandogli l’analisi della montagna di documenti emersi durante la fase di ricerca delle prove.
“Non vuole che nessun altro affronti una simile tragedia. È per questo che vogliamo andare a processo. Vogliamo cambiare il mondo in meglio e renderlo più sicuro per i nostri ragazzi.”
Le indagini di McEvoy portano alla scoperta del testimone chiave: un informatore che fino ad allora aveva avuto troppa paura per parlare. Il caso è estremamente pericoloso, perché in gioco ci sono miliardi di dollari. Si dice che le macchine abbiano superato l’intelligenza umana nel 1997, quando il Deep Blue dell’IBM ebbe la meglio sul maestro di scacchi Garry Kasparov con una mossa chiamata “il sacrificio del cavallo”. Haller adotterà una strategia simile in tribunale per cercare di sconfiggere le immense forze dell’industria dell’IA schierate contro di lui e i suoi clienti.
«Tutti i miei libri parlano di progressi tecnologici» spiegò McEvoy. «Progressi di cui hanno approfittato criminali e altre persone senza scrupoli.» «E quest’ultimo si basava sulle inchieste di una rivista, o qualcosa del genere, giusto?» «All’incirca; si trattava di un sito di notizie, FairWarning, incentrato sulla tutela dei consumatori, ma il fondatore è andato in pensione e il sito ha chiuso. Però ho acquisito i diritti sul nome e ho deciso di proseguire. Ora è tutto su Substack, mi occupo io dei contenuti.» «Ovvio, ormai chi è che non scrive su Substack? E quindi si chiama ancora FairWarning?» «Esatto. Parla delle follie della tecnologia.» Annuii e lo scrutai in viso. Ero più che interessato, ma non volevo ancora darlo a vedere. «Comincio a capire perché vuole occuparsi di questo caso» dissi. «Lo immaginavo.» «Cosa rappresenta, per lei? Qualcosa di cui scrivere online o magari in un libro?» «Forse entrambe le cose» rispose, senza esitare. «E magari potrebbe venirne fuori anche un podcast. E un film. È un caso che racchiude tutto ciò che ho studiato e scritto sull’intelligenza artificiale generativa. Ogni settimana vengono intentate nuove cause contro i sistemi di IA, ma sembra che questo sarà il primo che arriverà in tribunale. Penso che metta insieme tutti gli aspetti, positivi e negativi, di questa tecnologia che sta cambiando il mondo. Se vuole il mio parere, è un’occasione d’oro.»
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Chi è Mickey Haller
Mickey Haller è un personaggio immaginario creato dallo scrittore Michael Connelly, è un avvocato penalista di Los Angeles famoso per la particolarità di lavorare spesso direttamente dalla sua auto, una Lincoln Town Car, da cui il soprannome “The Lincoln Lawyer” (Avvocato della Lincoln), una scelta che è una dichiarazione d’identità. L’auto diventa metafora perfetta della sua esistenza, sempre in movimento, sempre precaria, sempre immersa nella realtà cruda della strada. Lui la città la respira vive il sistema giudiziario come un ecosistema fatto di compromessi, strategie e contraddizioni.
Sicuramente Haller rappresenta una figura che rompe gli schemi classici dell’avvocato eroico, impeccabile e moralmente incorruttibile. Al contrario, è un professionista che si muove costantemente lungo il confine sottile tra etica e sopravvivenza, idealismo e pragmatismo.
… continua a legge l’approfondimento del personaggi in questo post: Chi è Mickey Haller
Incipit “Nessuna via d’uscita”
PARTE PRIMA
La gabbia1
Per alcuni è un palcoscenico. Un luogo dove allestire un dramma accuratamente coreografato. Per altri, una partita a scacchi con mosse studiate e provate con settimane, a volte mesi, di anticipo. Dove nulla è lasciato al caso. Dove le scelte sbagliate hanno conseguenze gravi e definitive. Dove un pubblico reclutato apposta siede e giudica in silenzio, nascondendo i propri pregiudizi e il proprio disprezzo.
Io non la vedo così. Per me è l’ottagono dove si svolgono brutali combattimenti di arti marziali. Si entra in due: solo uno esce vincitore. Nessuno rimane illeso. Nessuno rimane senza cicatrici. Questo è ciò che rappresenta per me l’aula di un tribunale.
L’udienza quel giorno si teneva in un tribunale civile, un nome inappropriato come pochi. Non c’era nulla di nemmeno lontanamente civile in quella lotta. Randolph contro Tidalwaiv Technologies Llc era uno di quei rari casi in cui la posta in gioco superava di molto le mura dell’aula e anche la giurisdizione del tribunale federale del distretto centrale della California. Era una lotta per il futuro di tutti noi o, almeno, era così che intendevo presentarla.
Si trattava di un’udienza preprocessuale davanti alla giudice distrettuale Margaret Ruhlin. La conoscevo da quando apparteneva all’ordine degli avvocati difensori. All’epoca era nota come Peggy Ruhlin e dopo le giornate in tribunale frequentava il bar del Redbird. Adesso era una giurista esperta e molto rispettata, nominata giudice durante gli anni della presidenza Obama. Aveva già accorpato le controquerele delle parti in causa e stava cercando di evitare un rinvio del processo arbitrando le controversie. Io ero favorevole, ma gli avvocati della parte avversa, i fratelli Mason, miravano invece a posticipare il processo ancora di qualche mese o più. Tidalwaiv era in vendita e i suoi investitori speravano che una delle grandi aziende tecnologiche la acquistasse. Le tre M erano in agguato: Microsoft, Meta e Musk. Quel processo e il suo esito potevano fare la differenza tra milioni e miliardi.
Ero determinato a non accettare un rinvio. Tidalwaiv aveva consegnato dodici terabyte di documenti durante la procedura di condivisione del materiale, una quantità tale che, se stampata, avrebbe letteralmente ricoperto le pareti di un magazzino con scatole piene di fogli. Ma ciò che era importante in quelle migliaia e migliaia di pagine era stato pesantemente censurato, rendendo i documenti praticamente inutili per me. Dovevo trovare ciò che loro avevano volutamente nascosto o avrei perso il caso più importante della mia vita.
La giudice stava aspettando pazientemente la mia risposta a uno dei Mason, che si era alzato in piedi sostenendo che le omissioni nei materiali consegnati erano necessarie per la protezione dei brevetti nel mondo altamente competitivo dell’intelligenza artificiale generativa. Aveva detto che le informazioni che mi erano state nascoste erano le chiavi del regno. E che non avevano intenzione di consegnarle a nessuno.
«Signor Haller» mi esortò la giudice. «La sua risposta, per favore.»
«Sì, vostro onore» dissi.
Seguendo il protocollo del tribunale, mi alzai e mi avvicinai al leggio situato tra i tavoli dell’accusa e della difesa. «Vostro onore, la difesa sta cercando di fuorviare la corte» esordii. «Qui non stiamo parlando delle chiavi del regno, ma di prove fondamentali che vengono nascoste perché, come il signor Mason ben sa, sono incriminanti e sostengono la tesi del querelante. Un prodotto di Tidalwaiv ha suggerito a un giovane impressionabile di portare a scuola la pistola di suo padre e…»
«Signor Haller» m’interruppe la giudice. «Non è necessario che lei ripeta i motivi della sua causa a ogni obiezione. Sono certa che i giornalisti che ha invitato oggi lo gradiscono, ma la corte no.»
Indicò la prima fila della galleria, dove i rappresentanti dei media sedevano spalla a spalla. Le telecamere e i dispositivi di registrazione non erano ammessi nel tribunale federale. I giornalisti, anche quelli televisivi, erano costretti a prendere appunti a mano. In fondo alla fila c’era un disegnatore che mi stava ritraendo per la Cnn. Penna e carta sembravano molto antiquati in un mondo in cui regnavano i media elettronici, insieme ai loro complici, l’intelligenza artificiale e internet.
«Grazie, giudice» dissi.
Romanzi con Mickey Haller
2005 – Avvocato di difesa (The Lincoln Lawyer)
2008 – La lista (The Brass Verdict) – con Harry Bosch e Jack McEvoy
2010 – La svolta (The Reversal) – con Harry Bosch
2011 – Il quinto testimone (The Fifth Witness) – con Harry Bosch
2013 – Il Dio della colpa (The Gods of Guilt)
2020 – La legge dell’innocenza (The Law of Innocence) – con Harry Bosch
2023 – Il giorno dell’innocenza (Resurrection Walk) – con Harry Bosch
2026 – Nessuna via d’uscita (The Proving Ground) – con Jack McEvoy
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