
La libreria dei libri proibiti è un romanzo scritto da Marc Levy, pubblicato in Italia il 5 maggio 2026, da Rizzoli. Una commedia sul potere delle parole, dei libri e della libertà d’espressione. In una società dove i libri possono diventare un crimine, Mitch sfida la censura continuando a diffondere letture proibite. Dopo il carcere, tra il desiderio di vendetta e la possibilità di un nuovo amore, dovrà fare i conti con il passato per riconquistare la libertà.
“Seduto al tavolo della cucina, riprendeva la lettura che poi continuava in salotto e, dopo essersi lavato, anche a letto. Anche il sabato, al ristorante, cenava in compagnia di un libro. Mitch non era un solitario, aveva come amici personaggi di fantasia, che amava con tutto il cuore.”
Trama del libro “La libreria dei libri proibiti”
Mitch è un librario impegnato e appassionato, ma una mattina viene arrestato per aver commesso un crimine apparentemente impensabile: ha violato la legge HB 1467, vendendo libri proibiti. Un rischio che sapeva di correre, in quanto promotore di una silenziosa ma fondamentale lotta per la giustizia.
Grazie all’aiuto di Mathilde, della signora Ateltow e di Verner, Mitch fa circolare queste letture organizzando nel suo seminterrato riunioni segrete e clandestine con centinaia di partecipanti. Condannato a cinque anni di carcere, al suo rilascio desidera solo riaprire la libreria e riconquistare la propria libertà. Ma il destino ha altri piani.
“Fu solo un anno dopo la morte del padre che Mitch comprese la portata della sua eredità, ogni volta che lo ritrovava nelle pagine di un libro, il più delle volte in ruoli secondari. Scopriva dalla penna di Hemingway, Yates, Bowles e di altri scrittori frasi o espressioni che il padre aveva fatto sue, parole semplici, come piacevano a lui.”
Il giorno in cui incrocia il procuratore Salinas, l’uomo che lo ha mandato in prigione, incontra anche Anna, una giovane chef che potrebbe diventare la donna della sua vita. Da quel momento in poi, si trova diviso tra un irresistibile desiderio di vendetta e la folle voglia di amare. Potrà Mitch sognare un futuro felice se non ha ancora fatto pace con il passato?
“Poche settimane dopo la ratifica della legge da parte del governatore, un elenco di millequattrocento titoli vietati alla vendita e alla consultazione fu inviato a tutti i librai e bibliotecari del Paese. L’Iliade e l’Odissea di Omero, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Papà Goriot di Honoré de Balzac, Sodoma e Gomorra di Marcel Proust, La stanza di Giovanni di james Baldwin, Il colore viola di Alice Walker dovevano essere ritirati dagli scaffali. E presto arrivò una nuova lista. In poco tempo si aggiunse tutta la letteratura che rischiava di spaccare la società, rendendola vergognosa e colpevole di un passato che non era il suo. I libri che parlavano di schiavitù, razzismo, fallocrazia, di abusi di potere, di dittature e dei loro crimini, tutta l’opera di Toni Morrison, il Diario di Anna Frank, come molti altri, sarebbero a loro volta scomparsi. Mitch perse ogni voglia di sorridere.”
Incipit del libro “La libreria dei libri proibiti”
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MitchSe ne stava in piedi davanti al tavolo di legno, un po’ ingobbito per riempire il bicchiere senza rovesciare una goccia. La radio trasmetteva una melodi a che veniva da lontano, un mix di rap e bossa nova, bastarda quanto il gatto randagio che aveva trovato casa nel cortiletto dietro la libreria. Mitch l’aveva scoperto quando era uscito di prigione, un mese prima. L’animale doveva essersi sistemato lì mentre lui scontava la pena. In cinque anni di assenza una spessa coltre di polvere si era depositata all’interno, e un gatto dall’aspetto sinistro si era insediate all’esterno. Dal momento che non gli era stato rubato nulla, Mitch, la cui mente sognatrice non mancava di immaginazione, ne aveva dedotto che il felino avesse fatto la guardia e scoraggiato i malintenzionati. Tanto gli era basta to per affezionarsi a lui e dargli da mangiare la sera, prima di chiudere il negozio. Il gatto, all’inizio diffidente, aveva finito per lasciarsi avvicinare, ma nonostante i tentativi del libraio, non aveva mai voluto entrare nel magazzino, nemmeno nelle notti in cui pioveva a dirotto.
Il vero nome di Mitch, che i suoi genitori avevano scelto molto prima della sua nascita, era Michel, ma sua madre, una rilegatrice appassionata di vecchi film noir, lo aveva sempre chiamato Mitch. Suo padre, operaio, colto e gran lavoratore, aveva iniziato a sgobbare in una tipografia all’età di quindici anni, e vi era rimasto fino alla morte accidentale a cinquantun anni. Durante un’operazione di lubrificazione, il fermo di sicurezza di una rotativa si era rotto e il macchinario aveva risucchiato il meccanico producendo uno scricchiolio sinistro mentre passava tra due rulli. Una fine crudele per un uomo il cui unico lusso erano stati i libri. Padre e figlio si erano frequentati, avevano trascorso lunghi momenti insieme a fare lavori manuali, giocare a scacchi la domenica se pioveva e a pallone quando il tempo lo permetteva, ma per pudore avevano evitato di conoscersi davvero. Le loro vite si erano nascoste dietro i personaggi dei romanzi, e i valori erano stati trasmessi attingendo alle conversazioni che t rattavano di passioni, vagabondaggi, speranze, solitudini ed entusiasmi.
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