La poesia Emigrante di Monia Cannistraci offre un intenso ritratto della condizione di chi lascia la propria terra in cerca di dignità e futuro. Attraverso immagini vivide e suggestive, l’autrice racconta il viaggio fisico e interiore dell’emigrante, portatore di ricordi, sapori e colori di una patria amata e abbandonata per necessità. La poesia intreccia il dolore della partenza con la speranza del ritorno, evocando l’attaccamento alla propria identità culturale e la nostalgia per una terra che, pur lontana, rimane centrale nel cuore di chi l’ha lasciata.
Emigrante di Monia Cannistraci
Uomo, donna, analfabeta o di cultura
lasciava la sua amata terra natia
affrontando perigliosi viaggi di ventura.
Per riscattar dignità negata, partia.La sua terra è in mano a meschina gente
che appartiene a quella dinastia
E chi l’amava pienamente
lavorando onesto, non aveva difensori.La valigia di cartone, in un cantuccio capiente,
per non sgualcirli, portava sapori,
odori e colori di quella patria abbandonata
per necessità come i suoi precursori.In quell’angolo del nord ritrova sospirata:
“Sicilia”, pregando che si blocchi
nella natura materna ritrovata
il mare impresso negli occhi
e dormir ascoltando lo stesso
che del cuor batte i rintocchi.
Cannistraci riesce a trasmettere con delicatezza e forza emotiva la complessità dell’esperienza migratoria, tra sacrificio, memoria e amore per le radici.
Monia Cannistraci è una poetessa e autrice italiana che affronta temi di forte impatto sociale e psicologico attraverso la sua scrittura. Le sue opere spaziano dalla riflessione sulla violenza di genere alla denuncia dei disturbi alimentari, passando per l’esplorazione di emozioni complesse come solitudine e sofferenza interiore. La sua poesia si distingue per la capacità di trattare argomenti delicati con intensità emotiva e consapevolezza sociale.
Tra le sue composizioni più note figurano “Rosso“, un grido contro la violenza sulle donne, e “Demoni silenziosi“, che esplora i disturbi alimentari e il dolore nascosto. Cannistraci utilizza la poesia come strumento di sensibilizzazione e riflessione, invitando i lettori a confrontarsi con realtà spesso taciute.
La sua scrittura non si limita a un’espressione artistica personale, ma si configura come un atto di impegno civile e umano, volto a stimolare una maggiore consapevolezza e azione collettiva, si ricorda anche la poesia I calzini spaiati, dedicata alla Giornata dei Calzini Spaiati per sensibilizzare alla diversità.
Con uno stile che mescola delicatezza e intensità, Cannistraci dipinge il tango come metafora di questo legame sospeso, un ballo di passione e malinconia, dove l’avvicinarsi e il distanziarsi diventano il ritmo stesso della vita e dell’amore.




