Ci sono battaglie che non lasciano lividi visibili, ma che si combattono ogni giorno dentro l’anima. Demoni silenziosi di Monia Cannistraci è una poesia che dà voce a uno di questi conflitti invisibili: quello dei disturbi del comportamento alimentare, nemici subdoli che si insinuano nei pensieri, nei gesti, nel modo di percepirsi.
Con parole intense e immagini potenti, l’autrice porta alla luce il dolore nascosto dietro l’ossessione per la perfezione e la paura del giudizio, raccontando con sensibilità e coraggio la fragilità di chi lotta contro sé stesso.
Demoni silenziosi di Monia Cannistraci
Anche se guardi bene non si vedono
Ma dall’interno ti consumano.
Non c’è una cicatrice visibile,
Anche se il dolore è palpabile.Si annidano nel profondo,
Con fare violento, furibondo
Viaggiano nei pensieri come carovane
nei gesti, nelle abitudini quotidiane.
Sono i disturbi dell’alimentazione
Prodotti di un’ alterata percezione,
continui contrasti con sé stessi,
feroci e sempre più complessi.Corri alla ricerca della perfezione,
di un corpo che rispecchi l’ideale
Ma perdi il contatto con la realtà.
Racconti bugie, rifiuti la verità.
Ogni caloria viene con zelo contata
ogni boccone diventa una sfida
una battaglia tra il desiderio di nutrirsi
e la paura paralizzante di scoprirsi.Il cibo, che dovrebbe essere un piacere,
diventa il nemico, un avido daziere.
Il corpo grida, ma la mente con arroganza
Urla crudele che non sei abbastanza.
Allora la fame viene messa a tacere,
e intanto il corpo lentamente muore.Un ventre che comincia a svuotarsi
Gli occhi stanchi ad infossarsi
Le ossa spigolose sbucano dalla pelle
Come quelle delle invidiate modelle.E quando il dolore diventa insostenibile
ci si rende conto del danno irreparabile.
Spesso è troppo tardi per capire
Che devi fermarti e ricominciare.Bisogna trovare la forza di parlare,
Di chiedere soccorso, di farsi aiutare.
Perché il nemico è quel demone che ti induce
a credere che conta solo ciò che la gente dice.
I “Demoni silenziosi” sono disturbi che consumano lentamente, la loro presenza si nasconde nei pensieri, nelle paure e nella lotta quotidiana con il proprio corpo, spesso alimentata da un’ideale di perfezione irraggiungibile.
Questo testo esplora la dolorosa realtà dei disturbi alimentari, il conflitto interiore tra il desiderio di nutrirsi e la paura di perdere il controllo, invitando chi ne soffre a cercare aiuto prima che il danno diventi irreparabile. Il 15 marzo, in occasione della Giornata Mondiale dei Disturbi Alimentari, è importante sensibilizzare e ricordare che è possibile trovare forza nel parlare e chiedere aiuto.
Monia Cannistraci è una poetessa e autrice italiana che affronta temi di forte impatto sociale e psicologico attraverso la sua scrittura. Le sue opere spaziano dalla riflessione sulla violenza di genere alla denuncia dei disturbi alimentari, passando per l’esplorazione di emozioni complesse come solitudine e sofferenza interiore. La sua poesia si distingue per la capacità di trattare argomenti delicati con intensità emotiva e consapevolezza sociale.
Tra le sue composizioni più note figurano “Rosso“, un grido contro la violenza sulle donne. Cannistraci utilizza la poesia come strumento di sensibilizzazione e riflessione, invitando i lettori a confrontarsi con realtà spesso taciute.
La sua scrittura non si limita a un’espressione artistica personale, ma si configura come un atto di impegno civile e umano, volto a stimolare una maggiore consapevolezza e azione collettiva, si ricorda anche la poesia I calzini spaiati, dedicata alla Giornata dei Calzini Spaiati per sensibilizzare alla diversità.
Con uno stile che mescola delicatezza e intensità, Cannistraci dipinge il tango come metafora di questo legame sospeso, un ballo di passione e malinconia, dove l’avvicinarsi e il distanziarsi diventano il ritmo stesso della vita e dell’amore.




