Nuovo anno
non ti prometto niente,
io arrivo spettinata di sogni
e con le ginocchia sbucciate
dalle volte in cui ho provato,
facendo finta di volare.
Se riesci,
cammina piano,
come chi passa in punta di piedi
vicino al mare
e non vuole disturbare le onde.
Comincia dalle cose semplici,
tipo respirare senza litigare,
via la versione di me
che fa troppo rumore,
via le corse che non sanno dove andare,
via anche chi colleziona giudizi,
e la gara delle opinioni.
Se posso, chiedo
più ironia che mi salva la pelle
e rimette il sorriso al posto giusto.
Preferirei
abbracci senza spiegazione,
parole che sanno restare sedute sul divano
senza spaccare i mobili del cuore.
Mettici anche qualche miracolo
una bellezza senza istruzioni
che, muta, decide di restare dentro.
La fine delle guerre
quelle che bruciano fuori,
e quelle che combatto dentro,
da sola,
magari insegnami a lasciare andare
le paure che porto in tasca.
Ketty Vasi
Sono arrivata al nuovo anno provata e questa poesia non è un manifesto, non è una lezione, è un promemoria per me stessa, trattarmi con più dolcezza, camminare più piano, non fare del nuovo anno un esame da superare.




