Piadina

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La piadina romagnola, detta anche piada, è una delle classiche specialità romagnole, ieri era il cibo dei poveri, oggi è apprezzata in tutto il mondo.
Si mangia calda o fredda, da sola o farcita, salata o dolce.

Le origini della piadina sono antichissime, addirittura ai lontani Etruschi, che la preparavano con i cereali, con la conquista dei romani si diffuse anche nell’antica Roma.
Fu chiamata da Giovanni Pascoli il “pane rude di Roma”. Dopo un breve declino a favore della focaccia, nel ‘900 ci fu un rilancio soprattutto negli anni 40′ e 50’ quando iniziò conquistare il popolo con il cibo di strada, amato da tutti, soprattutto dai turisti.

Ricetta della piadina:

per 4 piadine
250 g di farina 00
40-50 g di strutto (o 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, ma viene più croccante)
100-125 ml di acqua o latte
5 g di sale (1 cucchiaino)
1 pizzico di bicarbonato

Setacciare la farina e metterla sul piano di lavoro a fontana, aggiungere al centro lo strutto e tutti gli altri ingredienti, infine l’acqua e lavorate fino a formare un panetto liscio e sodo.
Preferibilmente fatelo riposare un paio di ore, meglio prepararlo la mattina per la sera, o viceversa.
Dopo il riposo dividetelo in 4 parti o in pezzi da 100 g circa.
Sul piano da lavoro stendere le piadine con un matterello in sfoglie sottili per una piadina più croccante, di qualche millimetro in più per una più morbida, date la forma forma tondeggiante.
Far riscaldare la piastra e una volta rovente, iniziare a cuocere una piadina per volta, da un lato e poi dall’altro (abbiate l’accortezza di eliminare tutta la farina in eccesso che vi sia servita per stendere).
Potete bucherellare la piadina con una forchetta sulle bolle d’aria che inizierà a formare sulla sua superficie durante la cottura.
Si conservano in frigo per un paio di giorni.
Se avanzano piadine potete avvolgerle con la pellicola e congelare, uscirle dal congelatore 30 minuti prima di utilizzarle.

Ricetta della piadina romagnola di Cristina Lunardini:

per 500 g di impasto
300 g di farina 0
50/70 g di strutto
120 g di acqua o latte tiepidi
7 g di sale, bicarbonato

Il procedimento resta quello precedente.


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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