Between the Sheets

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Between the SheetsIl Between the Sheets è un cocktail alcoolico, il nome significa “In mezzo alle lenzuola”, probalbilmente per il discreto grado alcolico che potrebbe conciliare il sonno, sembrerebbe in fatti essere il cocktail preferito delle prostitute parigine. Secondo alcune fonti questo drink è la metamorfosi del cocktail “Sidecar” , nato in America ai tempi del proibizionismo, dall’invenzione di Harry MacElhone dell’Harry’s New York Bar di Parigi, che nel 1930 eliminò il rum e aumentò la dose di cognac. Altre fonti raccontano che fu creato da Mr. Polly del Berkeley Hotel di Londra nel lontano 1921.

2/3 Rum bianco
1/3 Cointreau o triple sec
1/3 Brandy o cognac
qualche goccia di limone

Mettere in uno shaker pieno fino a metà di ghiaccio cristallino il rum, il contreau, il brandy ed il succo di limone, agitare bene e servire in coppette da cocktail ben ghiacciate.

La storia sulla nascita del “Between the Sheets” scritta da Franco Zingales.

La lunga notte di Mr. Polly “Between the sheets”
Lo crea un direttore d’albergo per gli ospiti.
E’ un classico drink digestivo della “buonanotte” amato dagli inglesi
Per Londra doveva essere una serata fuori dal normale quella del lontano 1921 e Mr. Polly, direttore del Berkeley in Piccadilly (acquistato nel 1901 dal Savoy, chiuso nel 1969 e ricostruito completamente nel1972 in Wilton Place, n.d.r.) da alcune settimane aveva messo tutto se stesso nell’organizzare quello che sarebbe stato il più grande ricevimento dell’anno.
Aveva pensato a tutto o quasi: inviti ai più bei nomi della capitale, chiamato i più famosi floricoltori per ornare con camelie, orchidee e rose Ie sale, ed era sceso nelle cantine per controllare le riserve dei migliori Champagne e vini.
I maligni, riportano le cronache dell’epoca, dicono che cercasse, quale palliativo contro l’esaurimento nervoso,conforto e aiuto spirituale da un buon bicchiere di Bordeaux.
Finalmente giunse iI giorno fatidico Mr. Polly sl aggirava per gli ampi saloni dell’albergo , congratulandosi con i collaboratori. Verso Ie sette di sera i primi invitati incominciarono ad arrivare sulle lussuose berline, Roll Royce, Bentley dalle quali scendevano conti, baronetti e lord che davano il braccio a dame sfoggianti gioielli da mille e una notte. Attraverso i grandi finestrino si potevano vedere, nelle sale illuminate a glomo, Ie laide muoversi e danzare esibendo le loro stupende toilette.
Negli angoli, sedute su comodi divani alcune signorine di ottima famiglia parlottavano con i loro cavalieri e,nascondendo a tratto il viso dietro ventagli di piume, sorridevano maliziosamente facendo progetti per il dopo sera.
Qualche ora più tardi Mr. Polly, conosciuto anche per Ie sue eccezionali doti di barman, per scaldare ulteriormente I’ambiente, improvvisò un cocktail mischiando insieme rum bianco, Cointreau e brandy, al quale dietro consiglio di qualche amico playboy, diede il piccante nome di Between the sheets, ovvero “tra le lenzuola”.
A questo punto, anche se venne tirato il sipario sulla privacy inglese, è facile immaginare che cosa probabilmente accadde non appena il drink incominciò a dare i suoi effetti,
Si spensero le luci, trascorsero gli anni e questo cocktail passato con qualche ammaccatura in mezzo ai due conflitti mondiali, ebbe un periodo di splendore negli anni ’50 dopo i quali cadde un po’ nel dimenticatoio, tanto che pur essendo inserito nel 1961 tra i mondiali lba, è stato esautorato successivamente (1985) dall’ olimpo del bere miscelato. Peccato per Mr. Polly.
Maggiori conoscitori del Between the sheets sono gli inglesi e gli americani; quest ultimi amano offrirlo con una variante: una parte di Cointreau, due parti di succo di lime, tre parti di brandy, tre parti di rum Invecchiato almeno tre anni. Classico cocktail della “buonanotte” raccoglie tra i suol maggiori estimatori nomi illustri come Carlo d’Inghilterra. Si racconta che anche Mario Soldati, John Wayne e Josephine Baker fossero del grandi consumatori di questo mix.
Franco Zlngales


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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