John Grisham – Il fuggitivo. Theodore Boone

0

Il fuggitivo. Theodore Boone è la quinta avventura di Theo Boone, il tredicenne protagonista di una serie di legal thriller per ragazzi creata da John Grisham, il libro è stato pubblicato il 06 ottobre 2015.

“Il professor Babcock lo aspettava alla fermata di Woodley Park, e non era per niente contento. Theo si scusò a non finire, raccontando la frottola che era rimasto imprigionato tra la folla e non aveva fatto in tempo a scendere. Ma non era felice di dover mentire. Lui cercava sempre di dire la verità, anche se di tanto in tanto si trovava nell’imbarazzante posizione di doverla ritoccare a fin di bene.”

Theodore Boone da grande vuole fare l’avvocato, ma oggi è un normale tredicenne in gita scolastica a Washington. Eppure il suo istinto non dorme mai e sul vagone del metrò il suo sguardo si posa su un uomo con il viso chino sul giornale. Ha qualcosa di familiare… assomiglia proprio a Pete Duffy! L’uomo più pericoloso di tutta la storia di Strattenburg, nella lista dei dieci uomini più ricercati dall’FBI, processato per l’assassinio della moglie e riuscito a fuggire, sta lì, di fronte ai suoi occhi. Riuscirà Theodore Boone ad assicurare il fuggitivo alla giustizia? A volte per fare la cosa giusta ci vuole molto coraggio, perché può mettere in pericolo se stessi e la propria famiglia…

Il primo libro della saga è stato “La prima indagine di Theodore Boone“, uscito nel 2011 in Italia,  il secondo “La ragazza scomparsa”. Nel 2012 arriva “L’accusato” e nel 2013 “Dalla parte giusta”.

Capitolo 1
I lampioni di Strattenburg erano ancora accesi e a est non albeggiava nemmeno. Eppure, il parcheggio della scuola media cominciò a brulicare di energia man mano che quasi centosettantacinque studenti di terza arrivavano a bordo di auto e furgoncini guidati da genitori assonnati e impazienti di liberarsi dei figli per qualche giorno. I ragazzini avevano a malapena chiuso occhio. Dopo una notte trascorsa a preparare i bagagli e a girarsi e rigirarsi nel letto, si erano alzati molto prima che facesse giorno, si erano lavati, avevano terminato di fare le valigie, avevano svegliato i genitori e insistito per fare colazione in fretta – sovraeccitati come un branco di bambini di cinque anni in attesa di Babbo Natale. Alle 6,00, come da istruzioni, erano arrivati a scuola tutti insieme. Ad accoglierli c’era la spettacolare visione di quattro pullman identici, sfavillanti e perfettamente allineati uno dietro l’altro, con i fari che brillavano nell’oscurità e i motori accesi.
La Gita di Terza Media! Sei ore di pullman per raggiungere Washington, tre giorni e mezzo di visite alla città, quattro notti di bravate in un grande albergo. E proprio in previsione di questo viaggio, gli studenti si erano dati da fare per mesi: avevano venduto ciambelle il sabato mattina, lavato mille automobili, ripulito il ciglio delle strade e riciclato lattine di alluminio, spronato i commercianti a dare come ogni anno il loro contributo, venduto dolci a Natale, messo all’asta attrezzature sportive di seconda mano, organizzato maratone di cucina, di ciclismo, di lettura, e avevano messo entusiasmo in qualunque avventura potenzialmente redditizia approvata dal Comitato delle Gite Scolastiche. Tutti i proventi finivano in una cassa comune. L’obiettivo da raggiungere erano diecimila dollari, che certamente non sarebbero bastati a coprire tutte le spese ma erano senz’altro sufficienti a garantire il viaggio. Quest’anno, il gruppo aveva raccolto quasi dodicimila dollari, ovvero, centoventicinque dollari a testa.
Alcuni studenti non avevano le possibilità economiche per partecipare, ma era tradizione della scuola che nessuno restasse escluso. Sarebbero andati a Washington tutti i ragazzi di terza, accompagnati da dieci insegnanti e otto genitori.
Theodore Boone era felicissimo che sua madre non si fosse offerta di partecipare.


Condividi articolo

Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

Scrivi un commento