LIBRI: Giordano Bruno

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Giordano Bruno davanti ai giudici dell’Inquisizione, prima di essere condotto sul patibolo in piazza Campo de’ Fiori a Roma il 17 febbraio 1600, pronuncia queste parole: “Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla”. Il suo fu tra i più celebri casi di censura della storia, dove non sono state condannate solo le sue opere, ma anche l’uomo, che fu arso vivo per aver difeso le sue idee.

Con la sua tragica fine non sono riusciti a uccidere il suo pensiero, anzi è diventato simbolo di libertà e le sue opere sono giunte fino a noi.

Il candelaio
Commedia in cinque atti scritta probabilmente a Parigi nel 1582. La commedia, nella sua storia iniziale e nell’apparato di cui si circonda, pare un episodio della guerra condotta dal Bruno contro l’accademismo, il conformismo e la pedanteria. La trama si annoda su tre motivi: “sono tre materie principali, spiega l’autore, intessute insieme… l’amor di Bonifacio, l’alchimia di Bartolomeo et la pedanteria di Manfurio; però per la cognizion distinta de’ soggetti, ragion dell’ordine et evidenza dell’artificiosa stesura, rapportiamo prima da per lui l’insipido amante, secondo il sordido avaro, terzo il goffo pedante”.

Cabala del cavallo pegaseo
Opera breve ma straordinariamente densa, il quinto dei sei dialoghi composti da Bruno tra il 1584 e il 1585, durante il suo soggiorno inglese. In essa si intrecciano temi di grande rilievo teorico: la satira, aspra e sostenuta da puntuali riferimenti al testo biblico, nei confronti della “santa asinità” cristiana; la critica di alcuni aspetti della filosofia antica, in particolare nei confronti di Aristotele e di Sesto Empirico; l’insistenza su una concezione dell’uomo e della natura che capovolge la visione umanistica; l’idea della trasmigrazione delle anime. Ma la vera protagonista del dialogo è l’ignoranza, che nelle sue molteplici forme rappresenta il più pericoloso nemico del pensare e dell’agire umani.

Gli eroici furori
L’entusiasmo e il furore come mezzi per raggiungere la conoscenza della verità. Il sonetto come espediente narrativo per trasmettere suggestioni filosofiche del tutto nuove e rivoluzionarie per l’epoca. Sono solo due aspetti di quest’opera che può essere considerata una testimonianza straordinaria del coraggio intellettuale e dell’originalità teorica di Giordano Bruno. “Gli eroici furori” rappresentano una tappa fondamentale della “nolana filosofia”. Stampati a Londra nel 1585 in un periodo per molti versi decisivo, in cui Bruno sviluppa in modo organico i motivi centrali della propria ricerca raccolgono gli esiti di un confronto serrato con la tradizione neoplatonica e aristotelica, e sviluppano una teoria della conoscenza intesa come autentica riforma interiore, per trasformare il destino dell’uomo, strutturalmente limitato e finito, aprendolo all’esperienza della verità infinita.

Lo spaccio de la bestia trionfante
Pubblicato a Londra nel 1584, lo “Spaccio de la bestia trionfante” sostiene l’urgenza di una riforma morale: bisogna “spacciare” i simboli e i culti negativi che infestano l’animo umano. I tre dialoghi che compongono il volume si svolgono tra gli dei, convocati da Giove per liberare i cieli dalle bestie che hanno dato il nome alle costellazioni e che simboleggiano le false virtù. Giove spiega che i culti sono stati istituiti dagli dei solo per far vivere gli uomini nella pace: non esistono, quindi, religioni vere e religioni false, esistono religioni utili e religioni dannose. E l’efficacia di una religione si può misurare solo sugli effetti positivi o negativi che produce nella società. Attraverso una critica dell’etica cristiana, Bruno si fa così sostenitore di un audace progetto politico, che intende porre il culto religioso al servizio dello Stato e della pace.

De Umbris Idearum. Le ombre delle idee.
Frettolosamente rubricata tra i manuali di mnemotecnica, quest’opera promette già nel titolo altri saperi del tutto nuovi: l’arte di Cercare, Trovare, Giudicare, Ordinare e Applicare, per non parlare delle “operazioni inusuali tramite la memoria”, anch’esse debordanti dal tema apparente. Il libro annuncia la “Clavis Magna”, cui rinvia con numerose citazioni, e ne costituisce l’introduzione perché nella prima parte, che meglio risponde al titolo “Le ombre delle idee”, enuncia le trenta definizioni (intenzioni, nell’espressione dell’Autore) e i trenta concetti entro cui inquadrare le rappresentazioni mentali. Nella seconda parte, che porta il titolo di “Arte della memoria”, sviluppa i fondamentali della lingua immaginale, la lingua per pensare che deve sostituire la lingua naturale, relegata alla sola funzione di comunicare. La sostituzione, infatti, delle parole con le immagini è una tecnica di memoria, ma con le procedure bruniane si rende possibile poi cercare e trovare nuove combinazioni di concetti, e quindi nuove verità, giudicare le nuove tesi, mettere ordine nelle proprie conoscenze e applicarle a nuove situazioni. Obiettivo dunque della razionalizzazione dei processi cognitivi è il potenziamento dell’intelligenza e non della sola memoria, che pure ne costituisce la radice.

De la causa, principio e uno
In quest’opera, pubblicata nel 1584 e che appartiene con la Cena delle ceneri e De l’infinito universo et mondi alla trilogia dei grandi dialoghi metafisici scritti in italiano, il filosofo espone nel modo più esauriente la sua concezione realistica della realtà. Eliminata ogni trascendenza, Dio è concepito come la natura stessa, intesa come infinita potenzialità e infinita attualità, come natura naturans e natura naturata, «vera essenza de l’essere tutto». Una è la sostanza che genera ogni aspetto della realtà, uno è lo Spirito artefice, principio di ogni cosa, infinita forza vitale. Ma l’Essere non è soltanto in sé, è anche in quanto conosciuto e moralmente valutato e diviene quindi il Vero nella conoscenza e Bene nella valutazione morale, generando nell’uomo che lo contempla «eccellenza della propria umanitate».

De l’Infinito, Universo e Mondi
Il terzo dialogo filosofico che Giordano Bruno pubblica a Londra nel 1584, chiudendo il ciclo dei dialoghi cosmologici londinesi intrapreso con “La cena de le ceneri” e proseguito con “De la causa, principio et uno”. Sviluppando ulteriormente tematiche già iniziate in quelli, il rapporto fra un Dio immanente e un universo infinito da un lato, e la distinzione dei ruoli di teologia e filosofia dall’altro, il De l’infinito sancisce il punto definitivo di frattura del pensiero del filosofo sia con la dottrina aristotelica sia col cristianesimo. Dedicato anche questo all’ambasciatore di Francia in Inghilterra, il De l’infinito è composto di cinque dialoghi preceduti dalla dedica (la “proemiale epistola”), nella quale Bruno non manca di inserire tre poesie. Protagonisti sono Filoteo, che dà voce all’autore, come già nei precedenti dialoghi; Fracastorio, medico, personaggio reale; Burchio, peripatetico, personaggio immaginario; Elpino, giovane allievo che fa da interlocutore a Filoteo; Albertino, che compare soltanto nell’ultimo dialogo, personaggio forse reale.

La cena delle Ceneri
Pubblicata in Inghilterra nel 1584, l’opera riflette lo scontro avuto da Bruno con degli aristotelici di Oxford a proposito della teoria copernicana, da questi considerata “magica” e da Bruno difesa con forza.
Il testo fa riferimento ad una cena, forse realmente avvenuta a Londra la sera delle Ceneri del 1584, a casa di Fulke Greville, scrittore e uomo politico, che aveva invitato Bruno a esporre la sue considerazioni sull’eliocentrismo. In uno dei cinque dialoghi che compongono il testo, si racconta il viaggio notturno attraverso le vie di Londra compiuto da Bruno e da due suoi amici per raggiungere la casa di Greville.
Negli altri dialoghi viene confutata la teoria tolemaica con argomentazioni di carattere astronomico e filosofico; viene inoltre proposta la visione (che semplificando si potrebbe definire “panteista”) di un universo illimitato in cui infiniti sono i mondi abitati, una visione che sarà considerata eretica dall’Inquisizione durante il lungo processo subito da Bruno, e contribuirà a farlo condannare.

Opere italiane di Giordano Bruno (Utet)
Giordano Bruno (1548 – 1600) è una figura di grandissimo rilievo nella storia del pensiero. Nel suo peregrinare per un’Europa divisa tra intolleranza religiosa e razionalismo, ha lasciato una vasta produzione filosofica, alla cui radice si trova l’intuizione dell’originaria unità e infinità del tutto. Le sue Opere italiane, edite da UTET con ricco commento critico, vengono dopo quelle parigine e londinesi e oggi si trovano disponibili anche in formato ebook, con apparato di note integrate in formato ipertestuale.

 

Opere lulliane
Questo nuovo volume delle Opere latine raduna i testi nei quali Giordano Bruno commenta, analizza, discute gli scritti di Raimondo Lullo, teologo e mistico catalano del Duecento. Testi poco frequentati o fortemente sottovalutati almeno fino agli anni Sessanta del secolo scorso, quando Frances Yates e Paolo Rossi, ricollegandoli agli scritti mnemotecnici, ne diedero una interpretazione in sintonia con la nuova visione del Rinascimento che andava maturando in quel periodo. E la presente edizione, arricchita da un ampio commento che li colloca nel quadro complessivo del Rinascimento ermetico e pansofico, fornisce una ulteriore dimostrazione della rilevanza di queste opere, non a caso apprezzate da Hegel, dove Bruno sviluppa con rigore la sua ricerca di una ‘mathesis universalis’ in grado di comprendere e di trasformare la realtà.

Il sigillo dei sigilli. I diagrammi ermetici. Giordano Bruno filosofo e pittore
Giordano Bruno, oltre che filosofo, volle anche esser pittore. Il presente testo si avvicina a quest’aspetto insolito, offrendo al lettore tre strumenti: “Il Sigillo dei Sigilli”, una delle sue opere teoriche più importanti, dedicata alla costruzione di un modello della mente e dei suoi straordinari poteri, da tempo al centro della critica; La riedizione completa di due cicli di xilografie autografe di Bruno: “I diagrammi geometrici ed “ermetici”, ricostruiti dalle edizioni originali del Cinquecento; Un saggio critico di Ubaldo Nicola che, a partire dagli enigmi posti da questi diagrammi e sulla scorta della teoria emergente del “Sigilius” esamina il tema dell’immaginazione in Bruno.

Dialoghi italiani. Vol. 1-2 Dialoghi metafisici di Giordano Bruno
Giordano Bruno arriva a Londra nella primavera del 1583. Al termine della sua esperienza inglese, in meno di tre anni, scrive e pubblica un numero impressionante di volumi: tra il 1584 e il 1585 vengono infatti dati alle stampe La Cena de le Ceneri, il De la Causa, principio et Uno, il De l’infinito, Universo et Mondi, lo Spaccio de la Bestia trionfante, la Cabala del cavallo Pegaseo e il De gl’heroici furori. Sono i Dialoghi metafisici che, come giustamente è stato detto, rappresentano degli “autentici capolavori del pensiero europeo”. E sono le dottrine cosmologico-metafisiche e religiose li esposte che costeranno a Giordano Bruno l’arresto, la carcerazione e il rogo. È una filosofia dell’infinito portata all’estremo, cui fa eco un utilizzo altrettanto spregiudicato della magia naturalis, sia a livello teoretico sia pratico.

Libri su Giordano Bruno

Il sapiente furore. Vita di Giordano Bruno di Michele Ciliberto
Lungo l’intera storia del pensiero, il legame tra biografia e speculazione filosofica si è spesso rivelato determinante, ma mai come in Giordano Bruno, che guardava alla propria vita come a un dono degli dèi, in vista di un destino eccezionale. Lo testimonia questa documentata biografia, che, scritta dal massimo interprete di Bruno, offre anche la migliore chiave d’accesso al nucleo più profondo della sua esperienza filosofica. Un’esperienza, e una vita, eminentemente rinascimentali, indagate e raccontate con maestria, fino al culmine del celebre processo; e qui, prendendo le distanze dal mito di un Bruno pronto a immolarsi quale martire del libero pensiero, Ciliberto lo mostra impegnato a giocare tutte le proprie carte per salvarsi. Solo dopo ottanta mesi di prigionia e di travaglio interiore, Giordano Bruno sceglierà la morte – e riuscirà nello stesso tempo a capovolgere il rapporto con gli inquisitori, ergendosi a giudice e riducendo la Congregazione al ruolo di imputato davanti al tribunale della verità.

Io dirò la verità. Il processo a Giordano Bruno di Germano Maifreda
Giordano Bruno accettò il rogo per eroica coerenza intellettuale?
Nei quasi otto anni che trascorse in carcere, prima a Venezia e poi a Roma, il filosofo condusse un’aspra battaglia per non soccombere, non abiurare, non morire. Decise di rovesciare il tavolo solo quando si sentì definitivamente in trappola, nell’impossibilità di salvaguardare se stesso e la sua filosofia. La scelta di salire sul rogo venne, dunque, presa solo alla fine del lungo processo. Cosa accadde esattamente in quel momento, come giunse a quella decisione e perché? Per quale ragione Bruno – a differenza di alcuni suoi illustri contemporanei, tra cui Galileo Galilei – dopo avere tanto a lungo lottato per affermare la sua verità, decise infine di chiudersi nell’ostinazione e accettare le conseguenze ultime della condanna inflitta dagli inquisitori? Perché, dopo aver più volte dichiarato la disponibilità a farlo, non pronunciò un’abiura di facciata? Il libro affronta questi interrogativi ripercorrendo l’itinerario intellettuale di Giordano Bruno nelle corti di tutta Europa e seguendo, anche attraverso documenti inediti, tutte le tappe del processo.

Un fuoco sulla terra. Vita di Giordano Bruno di Ingrid D. Rowland
Anticipatore del calcolo, investigatore dell’atmosfera planetaria, aspro critico delle prime forme di colonialismo in America, Giordano Bruno ha tutte le carte in regola per essere considerato un uomo totalmente ‘moderno’; eppure, allo stesso tempo, la sua riflessione è impregnata dell’immaginario neoplatonico rinascimentale, di cabala e arti mnemoniche, di visioni spirituali che esprime a volte in densi componimenti in latino, altre in un vernacolare scatenato o in sublime poesia. Nato sotto l’ombra del Vesuvio, cresciuto nel convento napoletano di San Domenico Maggiore, nella sua breve vita fu destinato ad attraversare gran parte dell’Europa cinquecentesca: la Svizzera, la Francia, l’Inghilterra, la Germania, Praga, spesso nelle corti dei sovrani, fino a giungere poi a Venezia, dove cadde nelle reti del Santo Ufficio nel 1592. Morì “eretico ostinato e pertinace”. In queste pagine, l’autrice traccia una biografia di Giordano Bruno di grande accessibilità, attraverso l’ampio uso di brani delle sue opere. L’intento è quello di restituire il ritratto di un pensatore che ha superato i confini regionali e ha affrontato questioni complesse per l’epoca, che spaziano dalla metafisica all’etica, dalla logica alla fisica e alla matematica. “Difficile trovargli un posto in uno schema che voglia seguire lo sviluppo del pensiero scientifico lungo una linea precisa che vada da Copernico a Galileo fino a Newton, Maxwell e Einstein. Fu forse più poeta che osservatore empirico”

Scintille d’infinito. Il pensiero del grande filosofo in 200 aforismi
Questi brevi pensieri illuminano, come autentiche scintille d’infinito, le mille sfaccettature del carattere e dell’ingegno di Giordano Bruno. Guido del Giudice, attingendo all’intero corpus delle opere in latino e in volgare, offre una piccola summa del pensiero di uno dei filosofi in assoluto più citati, anche se spesso a sproposito o in modo inesatto. Internet, in particolare, se da un lato ha avuto il merito di promuoverne la conoscenza a livello planetario, dall’altro ha agevolato il diffondersi di citazioni completamente inventate, mal tradotte o estratte da opere di fantasia, più o meno documentate, apparse negli ultimi decenni. Come se non bastassero i molteplici campi della speculazione bruniana, altri se ne sono aggiunti di carattere magico, astrologico, profetico, alchimistico, ufologico, e chi più ne ha più ne metta. Non c’è niente da aggiungere o inventare quando a parlare è un genio: bisogna soltanto rimanere in silenzio ad ascoltare la sua vera voce. Sfidando i secoli, essa risuona in queste pagine, eternamente viva e attuale.

Giordano Bruno di Michele Ciliberto
Michele Ciliberto offre in questo volume un’opera unitaria su Giordano Bruno, individuando i nodi teorici fondamentali del suo pensiero secondo un’interpretazione mai unilaterale: Giordano Bruno non è né il “martire del libero pensiero” né il “mago ermetico”, ma una personalità ben più complessa e affascinante.


Autore

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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