Premio Andersen 2018 – I vincitori

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Il 26 maggio, al Palazzo Ducale a Genova, sono stati decretati i vincitori della 37esima edizione del Premio Andersen 2018, un prestigioso riconoscimento italiano attribuito ai libri per ragazzi, ai loro autori, illustratori ed editori. Il premio è promosso dalla rivista Andersen dal 1982.

Le sezioni del Premio sono suddivise per fasce d’età: libri 0/6 anni, 6/9 anni, 9/12 anni, oltre i 12 anni, oltre i 15 anni, gli albi illustrati, la narrativa, la divulgazione. Tutti i libri premiati in ciascuna edizione concorrono ad un ulteriore riconoscimento, il Super Premio Andersen, il Libro dell’Anno, intitolato alla memoria di Gualtiero Schiaffino, fondatore del Premio e della rivista, questanno assegnato a Il Buon Viaggio di Beatrice Masini e Gianni De Conno.

Per la categoria Miglior libro 0/6 anni vince Passo avanti di Nadine Brun-Cosme e Olivier Tallec (trad. di Marie-Josè D’Alessandro – Coccole Books).
Un piccolo inno ai valori dell’amicizia e della reciproca fiducia. Perché si tratta, con sorridente candore, di una sorta di metafora sul diventare grandi, sull’affrontare le strade della vita senza tradire sé stessi.
Erano in tre Leon il grande, Max il secondo, Remì il più piccolo. Leon il grande camminava sempre davanti. Gli piaceva tanto. Max e remi stavano dietro di lui. Si sentivano bene. Una mattina però, dietro le sue spalle di grande, Leon sentì: “passo davanti”.

 

Per la categoria Miglior libro 6/9 anni vince Sai fischiare, Johanna? di Ulf Stark (Iperborea)
Per una storia semplice in superficie, ma capace di toccare le corde più delicate, affrontando con delicatezza il tema della perdita e del distacco. Per la possibilità, per il lettore, di immedesimarsi istantaneamente tanto nei giochi dei protagonisti, quanto nella loro dimensione emotiva. Per la cura editoriale, l’eleganza grafica e l’attenta traduzione che rendono manifesto il lavoro di concerto tra le diverse competenze dietro le quinte di questo libro.

 

Per la categoria Miglior libro 9/12 anni vince Victoria sogna di Timothée de Fombelle (Terre di Mezzo).
Per un storia travolgente e intensa capace di giocare con l’avventura e il mistero mentre racconta di crescita e relazioni, dentro e fuori la famiglia, senza scordare le dimensioni storiche e sociali del nostro tempo. Per l’amoroso e partigiano omaggio al potere della lettura e della fantasia come occasioni di cambiamento, personale e collettivo.
Victoria sogna duelli e inseguimenti, missioni pericolose in Siberia e che un alieno si porti via sua sorella – per sempre. Peccato che abiti a Chaise-sur-le-Pont, il paese più tranquillo e noioso del mondo. Da qualche tempo però accadono fatti inaspettati: il suo amico Jo è sulle tracce di tre pellerossa, i libri continuano a sparire dalla sua cameretta, e una sera sorprende un cowboy alla guida dell’auto del padre. Finalmente, qualcosa di straordinario sta per succederle davvero.

Per la categoria Miglior libro oltre i 12 anni vince Lost & Found di Brigit Young (Feltrinelli).
Per una storia originale, capace di esplorare le dinamiche della crescita, ma di proporre anche una riflessione sullo spazio personale, la riservatezza, la condivisione, il superamento del senso di colpa. Per la capacità di raccontare con autenticità il rapporto tra adulti e ragazzi quando il confronto è fatto di silenzi e incomunicabilità. Per un romanzo coinvolgente, che non insegue il lieto fine a tutti i costi, ma mantiene una narrazione onesta e rispettosa del lettore.
In seguito a un incidente d’auto avvenuto quand’era bambina, Tilly zoppica e ha forti dolori se si affatica troppo, mentre il padre, alla guida al momento dell’incidente, non ha mai superato il senso di colpa e vive nell’angoscia. Tilly è timidissima, a scuola non ha amici, ed è appassionata di fotografia: ha tre apparecchi fotografici con i quali immortala tutto, senza posa, in una sorta di fissazione maniacale per l’analisi dell’ambiente scolastico. In questo trova la sua rivincita sociale, diventando l’investigatore della scuola: analizzando migliaia di immagini alla settimana, riesce a ritrovare tutto quello che si è perso, guadagnandosi il soprannome di Lost and found. Quando un suo compagno piuttosto carino le chiede di ritrovare nientemeno che il padre scomparso, comincia per Tilly un’avventura che la farà avvicinare per la prima volta a un coetaneo, ma la metterà anche di fronte a un dilemma etico: fino a che punto ci si può intromettere nella vita degli altri in nome della ricerca della verità? Se gli occhi sono sempre dietro l’obiettivo fotografico non si rischia di non vedere il confine tra privacy e libertà di espressione?

Per la categoria Miglior libro oltre i 15 anni vince L’isola del Muto di Guido Sgardoli (San Paolo).
Per una commossa e serrata narrazione corale nella quale, passo dopo passo, si ricostruisce un secolo e mezzo di storia. Per la nitida e precisa ambientazione, frutto di un ampio lavoro di ricerca. Per l’ampio respiro di una vicenda che regala personaggi indimenticabili e un’alta capacità di scrittura.
Arne Bjørneboe è un ex marinaio dal volto deturpato a causa di una ferita di guerra. In lotta con il mondo, decide di smettere di parlare e da allora, per tutti, diventa il Muto. Solitario e disperato, trascina i suoi giorni sopravvivendo fino al momento in cui gli viene offerta la possibilità di un riscatto: diventare il primo custode del nuovo faro costruito sull’isola di fronte al porto. Su questo scoglio inospitale, Arne si sente da subito a casa e mette radici, dando vita alla stirpe dei Bjørneboe, i custodi del faro, una discendenza che rivelerà, di volta in volta, ribelli, eroi, filosofi, donne coraggiose, patrioti, contrabbandieri. La vita dei successori di Arne sarà indissolubilmente legata a quella dell’isola, sia che essi decidano di abbandonarla che di restarvi per sempre. Una grande saga familiare che dai primi dell’Ottocento giunge agli anni Sessanta del secolo scorso.

Per la categoria Miglior libro di divulgazione vince Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi di Joel Meyerowitz (Contrasto).
Per l’opportuna e precisa riflessione sull’immagine fotografica in tempi in cui la sovraesposizione, attiva e passiva, alla stessa non va di pari passo con la consapevolezza intorno agli elementi comunicativi, espressivi e narrativi del linguaggio della fotografia. Per la pertinente scelta compositiva capace di farci cambiare sguardo e prospettiva ad ogni apertura di pagina.
“Ho scelto le fotografie che vedrai in questo libro con la speranza che le cose che vi troverai ti spingeranno ad aprire gli occhi e la mente, a guardare il mondo intorno a te sotto una nuova luce. Queste fotografie di persone e di animali, di paesaggi e di vita di strada sono piene di ironia, mistero, sorpresa e mostrano che qualsiasi istante, in qualsiasi giorno, è in grado di illuminare la tua mente con il lampo dell’intuizione. Quel momento, quello sguardo e come un risveglio. Che fortuna vivere in un’epoca che ha reso la fotografia accessibile a tutti, con uno smartphone o una fotocamera digitale! Le immagini che seguono ti mostreranno quali strumenti usano i fotografi, come l’intuito, il tempismo, il punto di vista, la pazienza nell’attesa e il coraggio di avvicinarsi… E come riescono a rendere visibile ciò che altrimenti è nascosto: la bellezza e il significato delle cose. Questi strumenti fanno già parte della maniera in cui guardi il mondo, ma devi esserne consapevole, se vuoi vedere davvero. Quel che noterai rifletterà ciò che il mondo racconta a te e solo a te. Magari non sei in grado di cambiare il mondo, o forse sì. Ma il mondo, di certo, ti cambia.” (Joel Meyerowitz)

Per la categoria Miglior libro fatto ad arte vince Colorama. Il mio campionario cromatico di Cruschiform (L’ippocampo).
Per l’originale e meticoloso progetto complessivo, pertinentemente capace di coniugare la passione e la ricerca sul colore con l’arte dell’illustrazione e con le competenze della composizione grafica e della definizione dei caratteri. Per aver saputo creare un indimenticabile nuancier, campionario dei colori e delle sfumature, felicemente sospeso tra accurato rigore e libertà fantasiosa.
Dall’azzurro limpido di un cielo sereno al rosso vivo dei papaveri, dal verde delicato di un lichene al giallo acceso dei mezzi da cantiere, dal piumaggio rosa dei fenicotteri al viola intenso della barbabietola… Colorama, il mio campionario cromatico ci svela i segreti di tante sfumature: da dove viene l’indaco? A cosa serve il bruno di mummia? Cos’hanno in comune una fragola e una foglia autunnale? Un inventario (133 pantoni) per scoprire e capire l’universo poetico dei colori, attraverso la loro storia.

Per la categoria Miglior albo illustrato vince ’45 di Maurizio A. C. Quarello (Orecchio Acerbo)
Per essere una semplice storia familiare che riesce, al tempo stesso, a rappresentare i valori più alti della Resistenza. Per saperci regalare un affresco dove i gesti e le cose della quotidianità diventano progetto, lotta e speranza. Per la pacata e umanissima poesia delle illustrazioni.
Un altro inverno, e gli Alleati ancora non sono arrivati. Sui monti del nord dell’Italia le bande partigiane si vanno ingrossando dei giovani che rifiutano di arruolarsi nelle fila della Repubblica di Salò e fuggono dalle deportazioni in Germania. Le azioni partigiane si fanno sempre più audaci, contro i repubblichini, contro i tedeschi. Più numerosi anche i rastrellamenti, più feroci le rappresaglie. Poi, finalmente, l’ordine dell’insurrezione. Tutti a valle, per unirsi ai nuclei cittadini, agli operai in rivolta. Per riscattarsi dal fascismo, per liberarsi dai tedeschi prima ancora dell’arrivo degli Alleati. E intrecciata alla grande storia, quella minuta di Maria. Delle sue apprensioni per il marito partigiano e per il figlio alpino in Russia; della sua paura per i soldati della Wehrmacht che le piombano in casa; della sua gioia per la Liberazione e per il ritorno del figlio; della pietà per quel soldato tedesco ora vinto e prigioniero.

Per la categoria Miglior libro mai premiato vince Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf di Tatjana Hauptmann (LupoGuido).
Per farci riscoprire, a distanza di molti anni, un piccolo, godibilissimo capolavoro. Per l’intatta originalità di un’opera dove le soluzioni grafiche e cartotecniche diventano brio e spontaneità, scoperta e incanto. Per un’implicita e serena riflessione attorno agli affetti familiari.
Dorotea è una grassa e felice scrofa, è un maiale rosa, perfettamente a suo agio nel ruolo di padrona di casa che, grazie alla finzione letteraria, è tutt’altro che un porcile. Il libro, seppur senza parole, come in un dialogo intimo e familiare, ci invita a riconoscerci nei gesti e nelle situazioni di Dorotea e del suo birbante porcellino: dalla preparazione di una torta all’invito degli amici per il tè, dal bagno fino all’ora di andare a dormire. L’albo presenta pagine in cartoncino illustrate solo sul fronte che, come quinte di teatro, offrono aperture che rendono viva e quasi tridimensionale la scena e, invitandoci ad entrare ed uscire tra una fessura e l’altra, ci introducono nelle stanze che compongono casa Sgrunf. La porta d’ingresso socchiusa e quel pomolo rotondo che pare staccarsi dalla pagina sono un invito a spingere la porta e chiedere: “Possiamo entrare?”

Per la categoria Miglior libro a fumetti vince La guerra di Catherine di Claire Fauvel e Julia Billet (Mondadori).
Per la capacità di raccontare una storia del passato con voce autentica e vicina, riuscendo a catturare sulla pagina e negli occhi del lettore le atmosfere della seconda guerra mondiale. Per la struttura dinamica, capace di restituire il ritmo serrato e la concitazione del vissuto della protagonista. Per la capacità delle autrici di intessere un perfetto dialogo tra il testo e le illustrazioni.
1941. Rachel frequenta una scuola diversa dalle altre, che stimola la creatività. Qui stringe forti amicizie e scopre la passione per la fotografia. Ben presto però le leggi contro gli ebrei si intensificano, e i ragazzi sono costretti a fuggire, aiutati da una rete di resistenti: devono dimenticare il proprio passato e persino cambiare nome. Rachel diventa Catherine e comincia una nuova vita, fatta di spostamenti, incontri, sorrisi e dolori, ma sempre con la sua macchina fotografica al collo, alla ricerca, nonostante tutto, della bellezza.

Il Premio Miglior libro senza parole è stato assegnato a Professione coccodrillo di Mariachiara Di Giorgio e Giovanna Zoboli (Topipittori).
Per essere una perfetta e incalzante rappresentazione dei valori narrativi del silent book. Per l’incantevole e talentuosa freschezza delle immagini. Per l’impagabile sorpresa finale che le autrici mettono in scena con sorniona e affettuosa abilità.
All’alba, in ogni grande città, milioni di persone si svegliano, si alzano, fanno colazione e si preparano per andare al lavoro. Il piccolo eroe di questo libro, un bel coccodrilletto verde, non fa eccezione. Lo seguiamo attentamente nei suoi piccoli gesti domestici, e poi fuori casa. Camminiamo con lui per strada, saliamo insieme a lui sulla metropolitana, guardiamo le vetrine ed entriamo nei negozi fra profumi di dolci e polli arrosto finché…

Il premio speciale della Giuria è stato assegnato a Il buon viaggio di Beatrice Masini (Carthusia).
Per essere l’estrema e commossa testimonianza – una sorta di testamento artistico e spirituale – di uno dei grandi protagonisti dell’illustrazione italiana e internazionale. Per la trepida bellezza del testo. Per il mirabile e coinvolgente, fervido e attonito rapporto che si è creato fra immagine e parola.
“Uno ti dice Buon viaggio/ quando ti vede andar via./ Tu dici grazie e poi parti/ e non ci pensi più/ perché pensi soltanto/ al tuo viaggio/ che sta per cominciare/ ed è la cosa/ più importante di tutte./ O almeno così sembra./ Ma quand’è che/ un viaggio è buono?”

Il premio per il Miglior illustratore è stato assegnato a Arianna Papini.
Il premio miglior Miglior scrittrice è stata assegnato a Susanna Mattiangeli.
Il premio per la Miglior collana di narrativa è stato assegnato alla collana Rivoluzioni.
Il premio per Miglior collana di divulgazione è stato assegnato a Donne nella scienza.
Il premio per Miglior progetto sul digitale è stato assegnato a MAMAMÒ.IT.
Il premio per Protagonisti della cultura per l’infanzia è stato assegnato a Matteo Corradini.
Il Premio alla Biblioteca dell’anno per ragazzi è stato assegnato a NelFrattempo, Biblioteca comunale di Città di Castello.
Il Premio Gianna e Roberto Denti alla Libreria dell’anno per ragazzi è stato assegnato a LIBRERIA MIRANFU’ di Trani (BT).


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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