Blogtour “Ad ogni costo” di Emiliano Reali – Estratto

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Cari lettori, oggi vi presento il blogtour dedicato al libro Ad ogni costo, scritto da Emiliano Reali, capitolo conclusivo della trilogia dedicata a Bambi. Una trilogia coraggiosa che prima, quasi violentemente, ci catapulta nella storia e poi ci accompagna delicatamente per mano nel mondo transessuale, dove scopriamo un mondo fatto di paure, aspirazioni, amore, ricerca del sè, incomprensioni e ingiustizie, insomma ci racconta il mondo, quello di tutti, dove vive anche Bambi, che sono sicura sarà un personaggio che vi resterà nel cuore.
Il primo volume è Se Bambi fosse trans? ed il secondo è Maschio o Femmina?.

“Un paio di farfalle violacee si posano sui fiori della salvia formando un tutt’uno cromatico che danza al ritmo dei battiti delle loro ali; un ragno è intento a riparare la tela che una grande foglia sospinta dal vento ha danneggiato prima di continuare a volteggiare nell’aria; un geco silenzioso aspetta fiducioso che la cena arrivi a portata di lingua; le rondini si lanciano dal nido animando un agosto caldo e afoso, che per un attimo ha concesso una tregua.”

Bambi è l’incarnazione di tante cose: il coraggio, la volontà di cambiare e di trasformarsi per migliorare. In questo caso il cambiamento coincide con il ritrovamento di sé e della propria essenza, ed è proprio per questo che Bambi diventa il simbolo dell’Amore con la A maiuscola. Ma non quello delle principesse, perché per Bambi non inizia e non finisce nessuna favola, anzi: lei non aspetta altro che immergersi nella realtà a testa alta, portandosi dietro e addosso tutti i segni della battaglia, di una guerra che ha vinto senza giungere a compromessi. Non è forse quella per se stessi la più alta forma d’Amore, quella da cui possono sgorgare tutte le altre sfaccettature possibili del sentimento più nobile e che Emiliano Reali indaga, analizza, illumina fino ad arrivare al midollo della coscienza umana?
dalla prefazione di Giulia Ciarapica

PausaCaffè vi presenta in questa tappa un estratto del libro:

Il gran giorno è arrivato, le trombe suonano all’arrivo della regina, un taxi era l’unica soluzione per non sciupare l’abito e fare un ingresso trionfale. Scivola come una ninfa sulle acque, chi la osserva cerca nei cassetti della memoria di ritrovare il nome di quel personaggio famoso.
Nessuno immagina di trovarsi al cospetto di una ragazza venuta dalla strada, che rincorre il suo riscatto pubblico. La schiena dritta, lo sguardo fisso davanti a sé, il mento lievemente alzato, le manca la corona, ma l’alone che la circonda è così luminoso da non far notare l’assenza.
La redazione la accoglie con gentilezza, come fosse già una della famiglia, hanno il loro piano commerciale di cui Lamù è all’oscuro. Quando vede lo studio, enorme, con un’infinità di posti a sedere, palpita come un’adolescente alla quale il più figo della scuola ha appena chiesto di uscire, ma maschera l’emozione imprigionata nella starlette. Porge alla redazione il cd con la base della canzone, le telecamere si accendono, le luci sparate la trasformano in uno sfavillio prezioso.
L’accento esotico rende il suo italiano incantevole, trasporta tutti in una favola d’amore, dai timbri caldi e avvolgenti.
“Sono come tu mi vuoi, ti amo come non ho amato mai, io sono la sola che possa capire tutto quello che c’è da capire in te”.
Fino a raggiungere le vette più alte in un climax irrinunciabile:
“Forse se tu baciassi me, forse capiresti meglio te, io sono la sola che tu possa amare, non lo vedi che sono a due passi da te. E non sai quanto amore ti ho dato…”

Ho scelto di condivide anche una parte dell’incipit perchè l’ho trovata eccezionale nel catturare come ci si sente dopo che la tempesta è passata, quella sensazione di calma, di forza in più, di speranza, ma anche di consapevolezza che la vita è fatta anche di tempeste.
Questo terzo volume è strettamente legato ai primi due della trilogia, quindi consiglio la lettura partendo dal primo libro.

Come infinite sono le fiamme che l’uomo tenta senza successo di spegnere, ma che tutto divorano avidamente, nate dall’umana smania di credersi onnipotenti. Alte, bollenti, monumentali e flessibili, in grado di farsi trasportare da un alito demoniaco verso un nuovo banchetto apparecchiato di vita spezzata che verrà ridotta in cenere, cenere che lo stesso vento traghetterà in un’omelia funebre che non avrà
termine se non nei cuori dilaniati.
Quell’odore di morte, che da bambino abbinavi al romantico camino di fredde notti invernali o ai divertenti falò per bruciare sterpaglie e rami secchi, ora ti allarma, fa rizzare i sensi per trovare il pericolo, per scoprire se in agguato è pronto a saltarti addosso, e ti riempi di tristezza al pensiero che altri non abbiano avuto scampo. Mattoni come carta si sbriciolano conservando solo l’amaro dei sacrifici affrontati per costruire la tanto desiderata casa, tutte le emozioni che l’avevano animata si sciolgono tra grida e singhiozzi che rimarranno indelebili della mente di chi sopravvive.
Le tartarughe sembrano non gradire il repentino abbassamento di temperatura e manifestano il loro disappunto sotterrandosi quasi completamente, ignorando la lattuga e la mela che a portata di un morso ne sazierebbero la fame. Solo alcuni rettangoli di carapace sbucano tra la corteccia di pino sparsa sul terreno per contrastare la crescita di erbacce mentre la gramigna spavalda non si lascia frenare nell’invasione.
I tuoni vengono sostituiti dallo scroscio inatteso, che lava la polvere dalle foglie, che disseta la natura, lucida il verde che sorride agli occhi che riflettono lo stentato tentativo di una rigogliosità che ormai si fa ricordo. Luana apre le braccia e alza lo sguardo al cielo lasciando che la pioggia le ricopra il volto, che scivoli pulendo, rinnovando, dissetando.
Lo stramonio non ce l’ha fatta, non ha spalancato le trombe per inondare di profumo le serate estive, ma a breve spunteranno piccoli boccioli a ricordare che la vita è più forte e colorerà l’aria di salmone e giallo. L’inverno con un paio di gelate inattese l’aveva bruciato, allo stesso modo dell’avocado, ma entrambi sono sopravvissuti e tentano nuovamente di adattarsi alla mutevolezza, come chi dopo una forte delusione sceglie di fidarsi ancora, di darsi una possibilità, di riporre nel baule dei ricordi il senso di sconfitta e di abbandono.
Non senza timori, incertezze, ma non si può vivere senza respirare e l’amore s’insinua in piccole particelle dentro gli organi, sottopelle, aprendo i pori e amplificando le sensazioni, ridestando la memoria di una delizia che una volta saggiata non si può far a meno di bramare ancora, sperando non si dissolva nell’illusione.
Sprofondata nei baratri più oscuri dove la solitudine ti scaraventa anche se hai tentato di evitarla, costretta a far i conti con ciò che non desiderava scorgere, obbligata in un ruolo distruttivo, dove ci si sfama di briciole, dove si ha l’ombra della relazione che si sogna, i cui confini si dissolvono di giorno in giorno, in balia delle decisioni altrui e della mancanza di rispetto per se stessa.

Emiliano Reali nasce a Roma il 3 novembre 1976, scrittore e sceneggiatore. Si laurea in discipline storico religiose nel 2000. Nel 2001 è tra i vincitori del concorso nazionale “Giovani Parole” con il racconto La corda d’argento, grazie al quale ottiene l’accesso alla Scuola Holden di Alessandro Baricco. È del 2004 il suo primo romanzo, Ordinary, che diviene nel 2008 uno spettacolo teatrale.
Successivamente pubblica due favole illustrate, Il cristallo del cuore (2008) e La reggia di luce (2009), utilizzate come testi di lettura in alcune scuole elementari. Nello setesso anno esce Se Bambi fosse trans? che riscuote da subito un ampio consenso e che nel 2011 diverrà uno spettacolo teatrale per la regia di Fabrizio Raggi. Nel 2010 pubblica il racconto Dannato all’interno dell’antologia Controcuore, che diverrà a breve un cortometraggio per la regia di Giuseppe Bucci, e il racconto Laura Pausini nell’antologia Diva Mon Amour. Per il cinema insieme al regista Maurizio Rigatti ha scritto la sceneggiatura del cortometraggio Santallegria, con protagoniste Serena Grandi e Monica Scattini, sempre con lui per la TV è autore inoltre di Un cuore sotto l’albero e Chiedimi come. Nel 2012 pubblica i racconti Sul ciglio del dirupo.

Tappe del Blogtour:
11 novembre Bookitipy: Presentazione del BlogTour
12 novembre Silenzio sto leggendo!: Incipit del romanzo
13 novembre AngelsBookReader: Estratto
13 novembre Sara Giorgione: Intervista
14 novembre Scaffali da riscrivere: Estratto
14 novembre Libri riflessi in uno specchio: Focus “Cos’è L’amore”
15 novembre Living among the books: Intervista all’autore
16 novembre Pausa Caffè: Estratto
16 novembre La corte di Carta: Focus sul personaggio di Bambi
17 novembre The Mad Otter: recensione
18 novembre La libreria di Beb: Estratto
19 novembre La soffitta dei libri dimenticati: Estratto
21 novembre Chez Giulia: Riassunto del Blogtour


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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