
A Panda piace… capirsi è un graphic novel scritto e disegnato da Giacomo Keison Bevilacqua, pubblicato nel 2024 da Gigaciao. Il libro riprende il celebre personaggio del Panda, suo alter ego, e lo porta in una dimensione più adulta, emotiva e introspettiva.
Al centro dell’opera c’è il tema del rapporto con sé stessi, Panda affronta ansia, stress, senso di inadeguatezza, paura di non essere abbastanza e difficoltà nel comprendere le proprie emozioni. Bevilacqua usa l’ironia, il sarcasmo e situazioni quotidiane molto riconoscibili per parlare di salute mentale in modo semplice e umano, senza moralismi.
Il libro è costruito attraverso episodi, riflessioni e dialoghi interiori che alternano momenti comici ad altri più malinconici, proprio questa struttura rende la lettura molto scorrevole e vicina all’esperienza personale di chi legge, quasi come se Panda diventasse una voce interiore capace di esprimere fragilità che spesso si fatica a raccontare. La prima parte racconta le sue esperienze con l’ansia, la depressione, i vizi, le cattive abitudini e tanto altro, la seconda parte spiega in modo scientifico cosa succede nel nostro cervello nel momento in cui alcuni meccanismi si mettono in moto e la terza è dedicata agli esercizi pratici.
Con il supporto scientifico di Stefano Lasaponara, neuroscienziato e gli esercizi suggeriti dall’osteopata Mattia Castrignano, il libro riesce a diventare qualcosa di più di un semplice fumetto, ti fa entrare dentro i meccanismi dell’ansia e lo fa con delicatezza. Parla di mindfulness, di loop mentali tossici, di quei pensieri che si ripetono fino a imprigionarti, ma lo fa con immagini e parole semplici e vicine.
“Io non sono un medico, né uno psicologo, né un pediatra. Sono un essere umano che ha sofferto, nella vita, di diverse manifestazioni ansiose, questo libro è nato da esperienze dirette.”
Recensione
Questa recensione per me non è stata facile, l’ansia la conosco bene, non solo teoricamente, ci conosciamo da vent’anni. La conosco nei giorni in cui il cuore accelera senza motivo, nei pensieri ossessivi, nella paura costante che qualcosa possa andare storto. Attacchi di panico, ipocondria, paura costante di qualsiasi cosa, anche di mangiare o fare una semplice doccia, il fisico che si ribella con mille sintomi, isolamento, tutto quello che il libro racconta, in qualche modo, mi è passato addosso, anzi mi passa ancora addosso.
Ed è anche per questo che ogni vignetta mi è sembrata al posto giusto, nessuna frase messa lì tanto per riempire. Giacomo Bevilacqua riesce a raccontare quei mostri interiori con il garbo dolce e sarcastico, senza renderli meno veri. Li guarda in faccia, li chiama per nome e racconta perfettamente quella voce nella testa che non ti lascia mai.
In questi anni ho letto un’infinità di libri, ho fatto terapia, anzi, faccio ancora psicoterapia, conoscevo già tutti i meccanismi descritti, conosco la mindfulness che pratico e gli altri esercizi che ti consiglia, ma non mi ero mai sentita così capita, così vicina, così raccontata come in questo libro, forse è la forza delle immagini, o il suo mettersi a nudo o la sua bravura, ma ha dato forma visiva a tutto.
Per chi ha già iniziato un percorso personale questo libro può essere una carezza, un piccolo promemoria del fatto che non siamo soli. Per chi invece non ha ancora trovato il coraggio di affrontare certi nodi, può diventare il primo spiraglio possibile, e per chi vive accanto a qualcuno che combatte ogni giorno può essere uno strumento prezioso per imparare ad esserci davvero, infatti è stato letto da mio fratello che da anni mi sopporta e forse per la prima volta è riuscito veramente a capirmi.
È uno di quei libri che senti il bisogno di riaprire in particolare momenti, quando stai bene, quando stai male, quando non riesci nemmeno a capire cosa senti davvero. Alcune pagine le ho lette di corsa, altre le ho sottolineate mentalmente e ci sono tornata sopra giorni dopo. Panda è lì che mi accompagna mentre esco dalla caverna per affrontare il mondo, quando mi arrabbio con le persone che non tollero o con me stessa quando sto ancora male, quando faccio tutto di fretta come se mi inseguisse qualcuno, quando inizio a fare esercizio fisico che pure mia nonna sarebbe riuscita a fare mentre io mi sento rotta prima di arrivare a 10.
Il messaggio più potente del libro è che non esiste un punto finale in cui tutto magicamente si sistema, esiste invece un viaggio continuo dentro noi stessi, fatto di consapevolezza, ricadute, comprensione e piccoli passi avanti.
“Ricorda sempre: questa non è una gara, ma una passeggiata, lungo la via panoramica. Goditi il paesaggio. Perché ne vale un sacco la pena.”
A Panda piace capirsi
Chi è Panda
La storia di A Panda piace comincia nel 2008, quando sul web appare un panda silenzioso, malinconico e incredibilmente umano. Attraverso il suo blog, Giacomo Bevilacqua inizia a raccontare frammenti di quotidianità, piccole gioie, drammi minuscoli, pensieri improvvisi e quelle emozioni difficili da spiegare ma facilissime da riconoscere. Panda diventa così il suo modo di mettersi a nudo senza farlo davvero, un alter ego delicato attraverso cui dare voce a esperienze intime e universali.
Ed è forse proprio questo che ha fatto innamorare così tante persone, Panda non è un personaggio perfetto, ma qualcuno in cui ritrovarsi. Con poche battute e vignette essenziali riesce a raccontare ansie, relazioni, insicurezze e momenti di felicità con una semplicità disarmante.
Dal successo delle strip pubblicate online sono poi nate diverse raccolte cartacee che hanno trasformato Panda in uno dei personaggi più riconoscibili del fumetto contemporaneo italiano, costruendo nel tempo una community di lettori affezionati che, tra una vignetta e l’altra, hanno trovato spesso anche un pezzo di sé.
Ho già parlato di lui in questo post: Giacomo Keison Bevilacqua: la forza del Panda fragile














