Giornata internazionale del Jazz

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giornata mondiale JazzIl 30 Aprile il mondo si unisce in un unico sound per celebrare la Giornata internazionale del Jazz, istituita dalla Conferenza generale dell’Unesco per promuovere la pace e il dialogo tra le nazioni.
La musica è una forma d’arte globale che dà voce all’interna umanità, senza tempo e confini, che trascende le differenze di razza, religione, etnia o nazionalità ed il jazz è stato riconosciuto come genere musicale che contribuisce alla crescita del dialogo interculturale e alla diffusione della tolleranza.

ArmstrongIl jazz nasce tra la fine del 1800 e inizio del 1900 come fenomeno sociale dagli schiavi afroamericani che trovavano conforto e speranza nelle loro anime improvvisando collettivamente ed individualmente canti.
Si sviluppa negli Stati Uniti dalle piantagioni sud-americane, poi arrivano le jam session, improvvisazioni collettive di suonatori che componevano musica “ad orecchio”, fino alle jazz band a New Orleans, Louisiana. Il jazz arriverà anche a Chicago con Louis Armstrong e poi anche in Europa dove avrà un successo grandissimo.
Con gli anni andrà modificandosi e diventerà anche una musica commerciale con lo swing fino a riprendere le tradizioni della cultura afroamericana delle prime jazz band col bebop.
Nel jazz ci sono due forme primarie: il blues, in 12 battute e la canzone, in 32 battute.
Sin dai primi tempi il jazz ha incorporato generi della musica popolare americana, dal ragtime, al blues, alla musica leggera, per poi mescolarsi con tutti i generi musicali moderni anche non statunitensi, come il samba, la musica caraibica e il rock.
Si è evolvendosi in una gran varietà di stili e sottogeneri: dal dixieland di New Orleans dei primi anni, allo swing delle big bands negli anni trenta e quaranta, dal bebop della seconda metà degli anni quaranta, al cool jazz e al hard bop degli anni cinquanta, dal free jazz e alla fusion degli anni settanta, fino alle contaminazioni con il funk e l’hip hop dei decenni successivi.

jazzIl musicista “padre del jazz” è Buddy Bolden, a New Orleans nel 1904.
Nel 1906 il pianista Jelly Roll Morton compose il brano King Porter Stomp, che fu uno dei primi brani jazz a godere di vasta notorietà, negli anni seguenti sempre a New Orleans furono attive molte formazioni jazz, tra le più importanti, quella capeggiata dal cornettista Joe “King” Oliver.
La parola “jazz” venne stampata da un quotidiano, per la prima volta, nel 1913.
Tra il 1910 e il 1920, il jazz aumentava la sua popolarità e molti musicisti si spostarono a Chicago dove nacque anche una scuola.
Il genere si affermò tra l’altro come musica da ballo e nei locali notturni.
Nelle orchestre aumenta l’importanza del solista come simboleggia l’emergere della figura di Louis Armstrong.
Nacquero in questo periodo molte orchestre (Big band) tra cui si ricordano quelle di Fletcher Henderson, quella del bianco Paul Whiteman e quella del giovane Duke Ellington. La fiorente industria dell’intrattenimento fanno di New York una delle città centrali per il jazz.
Negli anni immediatamente successivi, passati alla storia come “la Grande depressione”, pochi musicisti riuscirono a sopravvivere con la loro musica. I migliori iniziarono fortunate esibizioni in Europa, la rinascita musicale dell’America è legata all’intuizione di un giovane musicista di origine ebrea, Benny Goodman, che mise a punto un’originale formula musicale utilizzando un tempo costante, rendendo perciò “ballabile” il nuovo stile, e un’accelerazione progressiva nei toni, nei timbri, nei contrappunti, la musica che ne derivò prese il nome di “swing”, come il giro di mazza del giocatore di baseball.

jazzLe orchestre jazz diventarono il principale veicolo di diffusione del jazz. In questo periodo assunsero ai primi posti delle classifiche musicali le orchestre di Benny Goodman, Duke Ellington, Cab Calloway, Woody Herman, Count Basie, Chick Webb (che aveva come cantante Ella Fitzgerald), Artie Shaw, Glenn Miller, lanciando nuovi balli quali il jitterbug e lo swing.
La segregazione razziale, che era stata fino ad allora la regola nelle orchestre di jazz così come nei locali, iniziò in quegli anni a perdere un po’ della sua compattezza, grazie anche al coraggioso esempio di direttori d’orchestra come Goodman e Shaw che portarono in tournée gli artisti afroamericani Roy Eldridge e Billie Holiday.

Fonti:
http://jazzday.com/
http://www.unesco.org/new/en/jazz-day
http://www.italiajazz.it/?language=it
https://it.wikipedia.org/wiki/Jazz


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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