Eos e Titone: un amore fittizio

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eos e titoneOmero la chiama la dea delle rosee dita, per il colore rosa del cielo all’alba. E’ Eos o la dea Aurora che con il suo carro porta le prime luci del mattino al mondo. Eos ha avuto molte relazioni senza disdegnare né Dei né comuni mortali.

La leggenda narra che fu Afrodite a punirla facendola continuamente innamorare degli uomini, tra cui ricordiamo Orione, Ganimede, Cefalo, ma colui che amò più di tutti fu Titone, un giovane e aitante troiano.
Eos è una dea bellissima e capricciosa, si innamora follemente di Titone e supplica il padre Zeus di renderlo immortale ma dimentica di chiedere l’eterna giovinezza per il suo amante.

Passano gli anni  e mentre Aurora rimane splendida e giovane, Titone comincia a manifestare i primi solchi sulla sua pelle, diventando sempre più decrepito e malconcio. Eos non vuole più condividere il suo talamo con lui e disgustata lo rinchiude in una grotta senza uscite.

Morire per lui era una meta agognata mai raggiunta, cercò infatti di uccidersi ripetutamente ma la morte non lo portò mai via con sé.  La storia termina con la trasformazione del povero Titone in cicala, (animale simbolo della bellezza per gli antichi Greci) per mano della stessa Aurora.

Morale della storia: Eos si invaghì della bellezza di Titone, non di Titone e quindi innamoratevi della bellezza del cuore, della luce intrinseca che una persona possiede in eterno, non della bellezza puramente estetica perché si sa quella non dura per sempre, è effimera e fuggitiva, “ una moneta che ha corso solo in un dato tempo e in un dato luogo”.  Henrik Ibsen

 

Monia Cannistraci

(Il mito di Eos e Titone)


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Tra una scuola e l'altra, miscelo brio ed ironia per condividere con voi uno squarcio di me ed il mio più grande diletto....

1 commento

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    Splendido mondo questo al quale ci riporta il mito. Al di fuori della banalità, lì tutto è possibile, tutto è magico, ma lesiste anche a punizione come risposta a screzi e malumori degli onnipotenti dei.

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