Barnaby Rudge – Charles Dickens

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Barnaby Rudge: A Tale of the Riots of ‘Eighty è un romanzo storico di Charles Dickens del 1841.

Quando inizia a scrivere questo romanzo l’autore è già affermato e da pochi mesi ha fondato un settimanale, il Master Humphrey’s Clock. Il romanzo esce a puntate sulle pagine di questo settimanale, e proprio con l’ultima puntata il settimanale chiuse i battenti.

Ambientato durante le sommosse antipapali di Gordon nel 1780, il racconto prende le mosse da un delitto accaduto venticinque anni prima, l’assassinio del nobile di campagna Reuben Haredale. Suo fratello Geoffrey, cattolico, è nemico di sir John Chester, il cui figlio Eduard si innamora di sua nipote, Emma. I tumulti di Gordon irrompono sulla scena: Eduard salva Emma dalle mani dei suoi rapitori e ottiene dal padre il consenso di sposarla, ricompare l’assassino di Reuben, l’intendente Rudge, Chester è ucciso in duello da Haredale. Un’opera che risente dell’influsso di Walter Scott e del romanzo gotico, in cui spiccano le scene dei tumulti che sconvolsero Londra per giorni.

La trama del romanzo è basata sui disordini antipapisti del 1780, visti attraverso gli occhi del buon uomo del titolo, il ritardato mentale Barnaby Rudge. Il personaggio del fanatico Lord George Gordon è trattato con simpatia e compassione nel romanzo; Dickens lo descrive così:

“ Questo signore è stato sincero nella sua violenza e nella sua convinzione d’intenti. Una natura incline ai falsi entusiasmi, e la vanità di essere un leader, sono state le sue qualità peggiori più evidenti. Tutto il resto è debolezza – debolezza pura, ed è la sorte infelice di fondo degli uomini deboli, che la loro simpatia, i sentimenti affettuosi, la confidenza, ecc… – tutte qualità che negli altri sono virtù – si tramutano in manie, o in vizi veri e propri. ”

La prima parte del libro tratteggia con dettaglio la vita degli abitanti del piccolo villaggio di Epping Forest, appena fuori Londra, nell’anno 1775. Gli scenari del racconto sono la locanda Maypole Inn, casa Warren (la dimora signorile della famiglia Haredale) e la campagna circostante. Il racconto si apre il diciannove di marzo con il sinistro racconto di una morte violenta che ebbe luogo esattamente ventidue anni prima dell’inizio della storia. Durante questa prima parte, il libro esamina la vita in questo villaggio, compresi i rapporti interpersonali degli abitanti, nello stile tradizionale dickensiano. Alcuni degli elementi più importanti in questa prima sezione sono:

L’animosità tra il sig. Haredale e Sir John Chester
L’amore di Edward Chester per Emma Haredale
L’amore di Joe Willet per Dolly Varden, e anche il desiderio libidinoso di Hugh per lei
Il rapporto di tensione tra Joe e suo padre
La semplicità d’animo di Barnaby e la sua necessità di essere ancora protetto da sua madre

Nel capitolo 35, con l’arrivo a Maypole (il 19 marzo, 5 anni prima che la storia abbia inizio) di Lord George Gordon e dei suoi seguaci, la stabilità della vita del villaggio viene interrotta, riecheggiando la distruzione dei disordini che, in nome di Gordon, saranno causa di futuri disastri a Londra, e dei temi e personaggi che Charles Dickens costruì appositamente per far comprendere al lettore gli effetti avuti dai tumulti sulla società inglese. Un’altra sottile tattica per attirare l’attenzione del lettore sul modo in cui la storia si svolge, è il personaggio di Grip il corvo, con le sue osservazioni apparentemente senza senso, che spesso rivelano verità maggiori sulla storia, rispetto ai personaggi.

Il romanzo si conclude con una descrizione panoramica dei disordini, che durano per diversi giorni.

Se alla voce di Dickens si è tentati di non arrendersi, bisognerebbe invece farlo. E non solo perché ci incanta con la sua inesausta capacità di raccontare e inventare personaggi. Soprattutto perché nella coerenza della sua visione ci sono cose che, ce ne piaccia o no la sostanza e la forma del romanzo in cui scelse di dirle, sono vere.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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