È entrata nel vivo l’ottava edizione di InCastro Festival, il progetto dedicato alle arti performative ideato e diretto da Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari e promosso dall’associazione Vento di Scirocco. Nella serata del 29 luglio, alle ore 19.30, il pubblico riunito a Castroreale ha preso parte a Fuori Pasto, performance partecipativa a cura di Malomodo Studio in collaborazione con Chiasma.
Più che uno spettacolo da osservare, Fuori Pasto si è rivelato un’esperienza da attraversare. Gli artisti hanno trascorso un periodo di permanenza sul territorio entrando in relazione con la comunità locale, raccogliendone racconti, suggestioni, tradizioni e materie prime. Portulaca, limoni, capperi, pomodori e sommacco sono diventati elementi di una drammaturgia sensoriale capace di intrecciare gusto, memoria e partecipazione.
Fuori Pasto a InCastro Festival 2026: una performance che coinvolge il pubblico
Al centro dell’azione scenica, il coinvolgimento diretto del pubblico. Gli ingredienti, inizialmente affidati alle mani dei partecipanti, sono entrati a far parte di una composizione collettiva animata da un grande telo in movimento: ora mare, ora tavola, ora gigantesca mano intenta a mescolare sapori, storie e relazioni. Tra gioco, scoperta e condivisione, la performance ha trasformato il cibo in linguaggio e occasione d’incontro.
A spiegare il senso profondo del progetto è stata una delle performer, intervistata al termine dell’azione:
«È un’esperienza che vuole riflettere sul concetto di resistenza inteso come restanza e sulla differenza che esiste tra le narrazioni superficiali e romanticizzate del ritorno alla propria terra d’origine e ciò che questo significa realmente. Molto spesso si semplifica l’idea del tornare, mentre noi volevamo mettere l’accento sulla dimensione relazionale che caratterizza l’abitare. Tornare significa fatica, significa costruire nuove relazioni, impegno personale, trovare una propria dimensione di appaesamento in una dialettica continua tra ciò che può farci sentire spaesati e ciò che invece ci fa sentire a casa».
La performance nasce infatti all’interno del tema scelto da InCastro Festival per questa edizione, quello della Resistenza, interpretata non soltanto come opposizione, ma anche come capacità di restare, di prendersi cura di un luogo e delle relazioni che lo attraversano.
«Era soprattutto un’esperienza. Un tentativo di restituire l’idea di una relazione di cura fondata sull’ascolto e sull’attenzione reciproca, sia verso il territorio sia verso le persone che lo abitano o che vi arrivano. Per questo abbiamo immaginato un momento collettivo che culminasse nella preparazione e nella consumazione condivisa del pasto.»
Alla domanda sul risultato ottenuto, l’artista ha espresso soddisfazione per la partecipazione e il clima creatosi durante l’evento:
«Sono molto contenta. Parte dell’intento era creare una dimensione ludica e scherzosa attraverso l’atto del mescolare insieme gli ingredienti e direi che questo è riuscito.»
Il cibo come linguaggio di cura e partecipazione
Il cibo condiviso al termine dell’esperienza non rappresentava soltanto l’esito materiale della performance, ma anche il frutto di una ricerca sul territorio svolta durante il periodo di residenza. Le ricette preparate derivano infatti dalla tradizione locale e dall’incontro con abitanti, produttori e conoscitori del luogo, che hanno permesso agli artisti di riscoprire preparazioni antiche e ingredienti spontanei legati a Castroreale e ai suoi dintorni.
L’esperienza ha restituito una riflessione concreta sul valore delle pratiche comunitarie e sulla capacità dell’arte di generare connessioni attraverso gesti semplici e universali. Un lavoro che ha saputo unire dimensione civile, relazionale ed esperienziale, invitando i partecipanti a riscoprire il territorio attraverso i sensi e attraverso il tempo condiviso.
Tra le collaborazioni che hanno contribuito alla realizzazione del progetto figura anche Contrada Crizzina, realtà del territorio impegnata nella valorizzazione delle produzioni locali e dell’accoglienza rurale, che ha messo a disposizione risorse, competenze e materiali utili allo sviluppo della performance, insieme ad altre realtà coinvolte nel percorso di ricerca e costruzione dell’evento.
Il programma di InCastro Festival continua tra Castroreale e Fiumara d’Arte
Il festival proseguirà il 30 luglio alle ore 19.30, in Piazza delle Aquile a Castroreale, con Just for Now di Danilo Smedile. Gli appuntamenti successivi si sposteranno alla Fiumara d’Arte: il 1° e il 3 agosto, presso la Piramide del 38° Parallelo di Motta d’Affermo. Alle ore 19 andrà in scena Trame con Federica Loisio, Federica Marullo e Pindoc; alle ore 20 sarà invece la volta di Stare al mondo di Emanuela Serra per Balletto Civile.








