Close Menu
  • Home
  • Chi sono
  • Blog
  • Libro Caffè
    • Biografie Autori
    • Novità in libreria
    • Classifiche Libri
    • Recensioni
    • Eventi e Curiosità sui Libri
    • Narrativa
    • Narrativa rosa e Chick Lit
    • Giallo – Thriller – noir
    • Fantasy – Gotico – Horror
    • Narrativa per Ragazzi
    • Saggistica
    • Poesie
    • Racconti
    • Miti e leggende
  • PausArt
  • Food & Coffee
    • Salato
    • Dolce
    • Drinks
    • Stile alimentare
  • Costume & Società
Facebook X (Twitter) Instagram
Ultimi Articoli
  • Jeffery Deaver – Affari di sangue
  • James Patterson – Mezzanotte di morte
  • I libri della serie Off Campus di Elle Kennedy
  • La serie TV Off Campus: dai libri di Elle Kennedy
  • Classifica libri – 20 Luglio 2026
  • Elena di Troia, Nolan e la polemica perfetta: stiamo discutendo della cosa giusta?
  • Classifica libri – 13 Luglio 2026
  • Premio Strega 2026: il vincitore e tanto altro
Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
Pausa CaffèPausa Caffè
  • Home
  • Chi sono
  • Blog
  • Libro Caffè
    • Biografie Autori
    • Novità in libreria
    • Classifiche Libri
    • Recensioni
    • Eventi e Curiosità sui Libri
    • Narrativa
    • Narrativa rosa e Chick Lit
    • Giallo – Thriller – noir
    • Fantasy – Gotico – Horror
    • Narrativa per Ragazzi
    • Saggistica
    • Poesie
    • Racconti
    • Miti e leggende
  • PausArt
  • Food & Coffee
    • Salato
    • Dolce
    • Drinks
    • Stile alimentare
  • Costume & Società
Pausa CaffèPausa Caffè
SEI QUI: Home » Libro Caffè » Autori Libri » Deaver Jeffery » Jeffery Deaver – Affari di sangue
Deaver Jeffery

Jeffery Deaver – Affari di sangue

25 Luglio 2026Updated:25 Luglio 2026Nessun commento15 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Reddit Telegram Email
Jeffery Deaver – Affari di sangue
Jeffery Deaver – Affari di sangue

Affari di sangue è una raccolta di tredici racconti di Jeffery Deaver, pubblicata in Italia da Rizzoli il 7 luglio 2026 e tradotto da Rosa Prencipe e Manuela Senza Peluso. A differenza dei suoi romanzi più celebri, questa volta l’autore propone una serie di thriller brevi, ciascuno autonomo, ma accomunati dalla stessa costruzione narrativa che lo ha reso uno dei maestri del genere: ritmo serrato, indizi disseminati con precisione e finali capaci di ribaltare completamente le aspettative del lettore.

La raccolta attraversa territori molto diversi, i passa da indagini poliziesche a spy story internazionali, da serial killer a misteri storici, fino a vicende che sfiorano il thriller psicologico e il noir. Tra i protagonisti tornano anche due personaggi amatissimi dai lettori di Deaver, Lincoln Rhyme, il criminologo geniale costretto su una sedia a rotelle, e Colter Shaw, l’investigatore specializzato nella ricerca di persone scomparse.

Trama del libro “Affari di sangue”

Tredici nuovi racconti, tra cui una nuova indagine per Lincoln Rhyme e una sfida per Colter Shaw. Tredici thriller in miniatura in cui ogni dettaglio può rivelarsi decisivo e ogni soluzione nascondere un inganno. In Affari di sangue, Jeffery Deaver raccoglie storie diverse per ambientazione e ritmo, ma tutte legate da un crescendo di tensione che evolve a ogni pagina e prende forma in variazioni sempre differenti.

Una babysitter finisce al centro di un gioco troppo pericoloso, un analista della CIA viene mandato sotto copertura nell’Europa dell’Est, un inafferrabile serial killer colpisce a Milano. E poi: un complotto contro un candidato alla presidenza degli Stati Uniti, un delitto a una conferenza di giallisti, una letale scoperta archeologica e una nuova pista su Jack lo Squartatore.

Fino ad arrivare a un’operazione per stanare un narcotrafficante bibliofilo, all’indagine non autorizzata di un geniale e ossessivo fan di Sherlock Holmes, a una fatale sparatoria in un minimarket e al caso di una brillante detective che segue una scia di sangue all’apparenza indecifrabile.

Ciascun racconto la tappa di un percorso narrativo che attraversa i territori sconfinati del genere, dall’indagine classica alla spy story, passando dal thriller psicologico a un’incursione nel mistero letterario. Ma, sebbene lo scenario cambi, resta sempre riconoscibile la mano di Deaver e ogni storia conduce il lettore verso una verità che, solo alla fine, si rivela altrove.

Recensioni

Essendo uscito da pochissimo non ha ancora raccolto molte recensioni della critica e dei lettori. Se si cercano le recensioni straniere i giudizi sono positivi e viene inoltre apprezzata la varietà dello stile delle  storie, si passa dal thriller classico allo spionaggio, dal serial killer al mistero storico, fino agli omaggi a Sherlock Holmes e a Jack lo Squartatore. Inoltre molti concordano anche sul fatto che Lincoln Rhyme e Colter Shaw siano presenze gradite, ma non necessariamente i racconti migliori della raccolta. Le poche critiche riguardano al fatto che non tutti i racconti sono dello stesso livello, ma credo sia inevitabile.

Se vuoi ACQUISTA il libro

Incipit del libro “Affari di sangue”

LA BABYSITTER

«Tocca a te» disse Kelli.
Era seduta assieme ai due bambini su un sontuoso tappeto orientale nella stanza dei giochi. Alla parete c’erano poster di Las Vegas e Atlantic City. Non lontano, un tavolo esagonale per giocare a carte. E un bar, sotto chiave.
Kelli Lambert, diciassette anni, indossava un paio di jeans e una felpa rosa Hollister. I capelli biondi erano tirati indietro in una coda di cavallo che la faceva sembrare una cheerleader ancora più di quanto non lo fosse già.
«No, tocca a me!» protestò William. Cinque anni, biondo anche lui, William era un bambino irrequieto. Era rimasto seduto nello stesso posto per forse una decina di minuti, quasi un record per lui. Suo padre era sicuro che, crescendo, sarebbe diventato un campione di calcio.
«È il turno di tua sorella» lo rimproverò Kelli, e fece un cenno a Mab, sette anni. La bambina si era data quel nomignolo da sola, nessuno sapeva perché, visto anche che il suo nome di battesimo era Barbara. I genitori non avevano particolari aspettative sul suo futuro lavorativo, nello sport o in qualunque altro campo, a parte che, crescendo, sarebbe diventata bella come sua madre.

DIMENTICATO con Colter Shaw

1

«Ci morirà, lì dentro. Insomma, è solo questione di tempo. Figliolo…» La voce dell’uomo era strozzata. «C’è una gang all’interno. Amici dell’uomo che è stato ammazzato.»
In ascolto al cellulare, a Colter Shaw non sfuggì la forma passiva della frase. Non aveva detto: Amici dell’uomo per la cui morte Jude era stato condannato. Malgrado fosse questo ciò che era successo.
«Sono andati a cercarlo. Lo so. Ha paura di uscire nel cortile della prigione. Ha paura di mangiare in mensa.»
«Non possono metterlo in isolamento?»
«No. O forse non vogliono.»
«Ha chiamato qualcun altro per la ricompensa?»
«Un paio di persone» gli riferì Arnie Sterling. «Non sapevano niente del caso. Volevano solo i soldi della ricompensa. E tutti hanno detto di avere un alibi per Jude al momento dell’omicidio. Ma erano solo stronzate. Non sapevano niente.»

FARE IL DIFFICILE

«Quindi, Lessing… dottor Albert Lessing, giusto?»
«Be’, in effetti, sì. Ho un dottorato in Scienze politiche. Mi presento con il titolo di dottore quando cerco di prenotare un tavolo al Le Grand Toque, anche se a dire la verità non funziona mai.»
L’uomo smilzo e calvo di fronte al quale era seduto Lessing si limitò a fissarlo con uno sguardo privo di espressione. Lessing ricordò a se stesso: no. Niente battute. Non con lui.
«Allora, abbiamo una situazione critica, qui. Lei è assegnato al CEE da due anni, ormai.»
Non era una vera domanda. Le spie, specialmente quelle che guarda caso erano direttori, come l’uomo seduto di fronte a lui, conoscevano già tutte le risposte. E Lessing immaginò che l’osservazione non fosse altro che un modo per introdurre con cautela la «discussione» della situazione critica.
«Sissignore. E prima che allo Sportello Europa Centro-Orientale…»
«Si occupava della Russia.»
«Sì.»
«E prima ancora, era professore.»
Il dottor Lessing.

IL CONVEGNO DEGLI SCRITTORI

«Ti ho portato uno zuccherino, Jim. Uno zuccherino tutto per te.»
«Davvero, Stan? Il caso Bennett? Dimmi che è così.»
Mezzogiorno di venerdì, nello Sheriff’s Department di Santa Rosa County, nella bellissima e, a detta di qualcuno, storica Ocean Shore, in California.
Appollaiato su una collina sormontata da querce nane, succulente e pini e ricoperta di sabbia fine, il ranch in stile spagnolo risaliva agli anni Sessanta e, in effetti, la vista di cui era dotato manteneva la promessa del nome, mostrando infatti l’oceano e la costa. O meglio, era quella la vista dall’ufficio del detective capo Stan Mellers, dove si trovavano adesso i due uomini. La scrivania del vice Jim Handle era dall’altro lato dell’edificio e a fare da panorama erano parcheggio e boscaglia.
«Accidenti, Jim. Di nuovo? Non lo vuoi quel caso. Continuo a dirtelo.»
Lo smilzo Handle si accomodò sulla sedia davanti alla scrivania di Mellers. Era un ambiente beige, a tutto tondo. La poltroncina di rattan, la divisa di Mellers e i suoi capelli. Ne avrebbe fatto parte anche la carnagione, se faccia e braccia del detective non fossero state così arrossate dal sole.
«Sai che c’è, Stan? Lo voglio eccome quel caso. Lo voglio un sacco.»

AFFARE DI SANGUE
1

Giovedì, 8 novembre 1888

L’uomo in panciotto di pelle lasciò le sue stanze e iniziò la sua breve camminata verso un’edicola di Aldgate High Street.
L’aria pungente del mattino lo fece rabbrividire, ma trovava un po’ di conforto quando attraversava qualche striscia di sole che passava tra gli edifici bassi dell’East End. Il quartiere era, in ogni caso, pieno come un uovo e quei momenti di tepore erano rari.
All’edicola comprò diversi giornali. Avventurandosi, poi, in un negozio piuttosto squallido, acquistò del pane, dei sottaceti e del formaggio. Quindi proseguì verso sud e poi verso est, uno sguardo diffidente alla folla mentre faceva uno strano giro che alla fine lo riportò alle sue stanze, un luogo non sgradevole nella corta e buia e, fortunatamente, piuttosto riservata Somerset Street. Dopo essere entrato e aver dato una mandata al chiavistello, appese la giacca e si sbottonò il panciotto. Poi si preparò una tazza di tè e si sedette a un tavolo traballante per leggere le notizie del giorno.
Appurato che non c’erano sviluppi allarmanti, prese le forbici e ritagliò alcuni articoli per tenerli come souvenir.

UN SACRIFICIO ACCETTABILE

Ho sempre immaginato che il paradiso fosse una specie di biblioteca.
Jorge Luis Borges

Mercoledì
Si erano incontrati la sera precedente per la prima volta e adesso, metà mattina, stavano finalmente iniziando a lasciarsi andare un pochino, a rilassarsi, a fidarsi l’uno dell’altro. Quasi a fidarsi l’uno dell’altro.
È così che funziona quando sei in coppia con uno sconosciuto in missione per uccidere.
«Fa sempre così caldo?» chiese P.Z. Evans, accecato dal sole impietoso. Le spesse lenti dei suoi Ray-Ban erano inutili.
«No.»
«Grazie a Dio.»
«Di solito fa più caldo» precisò Alejo Díaz, il cui inglese era arricchito da un potente accento.
«Mi prendi per il culo?»
Era maggio e la temperatura si aggirava sui trentasei gradi. Si trovavano a Plaza Zaragoza, la caratteristica piazza dominata dalle statue di due uomini severi che Evans aveva appreso essere generali. E anche da una cattedrale.
E poi c’era il sole… come benzina ardente.

L’AVVENTURA DELL’ALLEGRO PESCATORE

A volte, la triste consapevolezza che l’uomo che più ammiri non è reale è dolorosamente schiacciante.
Allora, la depressione che hai combattuto per tutta la vita si insinua dentro di te, insieme all’ansia. Gli orizzonti della tua vita si restringono, ti soffocano, ti opprimono.
Fu con quei cupi pensieri che l’esile Paul Winslow, ventotto anni, stava entrando nell’ordinato e sobrio studio del suo terapeuta a mesi alterni, il dottor Levine, nell’Upper West Side di Manhattan.
«Buongiorno, Paul. Entri. Si accomodi.»
Il dottor Levine era uno di quegli psicoanalisti che offrono ai propri pazienti semplici poltrone anziché il classico lettino. Inoltre, parlava spesso durante le sedute, senza timore di offrire consigli e fare domande, del tipo «Come la fa sentire questo?» quando era importante sapere che cosa provasse il paziente. Il che, per la verità, accadeva abbastanza di rado.
Non usava mai il verbo «analizzare».

UNA SCOPERTA SIGNIFICATIVA

Lunedì, 11 aprile, ore 23
«Una crisi di coscienza. Pura e semplice. Cosa facciamo?» Le versò vino rosso nel bicchiere. Sorseggiarono entrambi.
Sedevano su poltrone spaiate, davanti a un antico caminetto di pietra nel salotto deserto. Era evidente che la locanda, probabilmente vecchia di duecento anni, non fosse una meta turistica. Non in quella stagione, perlomeno: era una frizzante primavera nella campagna nel sud della Francia.
Lui assaporò di nuovo il vino e distolse lo sguardo dall’etichetta della bottiglia per rivolgerlo sugli intensi occhi azzurri della donna, fissi sul pavimento di legno. Il suo viso era bello come quando si erano conosciuti, anche se un po’ più segnato, essendo passati dieci anni, molti dei quali trascorsi all’aperto in condizioni affatto clementi; cappelli e SPF 30 potevano proteggerti solo fino a un certo punto.
«Non lo so. Sono davvero in difficoltà» disse Della Fanning in risposta alla domanda del marito. Si scostò dagli occhi i capelli biondo scuro.
Più grande di lei di quindici anni, Roger era decisamente più invecchiato di lei, malgrado fosse convinto (nei giorni buoni) che le conseguenze della vita all’aria aperta gli dessero carattere, conferendo una certa grinta alla sua faccia. I capelli folti, tagliati corti, avevano in gran parte il castano della sua gioventù, con qualche filo schiarito dal sole e ingrigito dall’età.
Si stiracchiò e sentì schioccare un osso. Era stata una giornata spossante e impegnativa. «Ci sono due opzioni. Sai, una ti dice di fare la cosa giusta. Ma non è così facile.»
«E, a volte, devi scegliere quella che sembra la cosa sbagliata, se è nell’interesse collettivo» disse lei.

DOVE SI TROVANO LE PROVE con Lincoln Rhyme

Martedì
«Mayday, mayday. Qui TrailJet Otto Cinque Otto Quattro a torre di controllo di San Juan. Mi ricevete?»
«Avanti, Otto Cinque Otto Quattro. Vi riceviamo, signore.»
«In discesa da novemila piedi. Circa cento miglia a nord dell’aeroporto. È un’emergenza.»
«Ricevuto, Otto Cinque Otto Quattro. Siete a radar.»
«Aeroporto più vicino, San Juan?»
«Per il vostro velivolo, Otto Cinque Otto Quattro, è Muñoz Marín. Virate su uno otto sette.»
«Uno otto sette, San Juan.»
«Scendete a settemila piedi, Otto Cinque Otto Quattro.»
«Siamo a settemila. Seimilacinquecento. Discesa rapida.»
«Quota libera, Otto Cinque Otto Quattro. Natura dell’emergenza?»
«Perdiamo potenza. Uno scoppio in coda. Forte. Coda o motori. Non lo so. Nessuna spia antincendio. Pressione in caduta critica. Entrambi i motori. Distanza dall’aeroporto?»
«Siete a ottantatré miglia. Mantenete rotta uno otto sette.»
«Gesù… Siamo a 4400 piedi… 3700… non ce la farò mai.»
«Otto Cinque Otto Quattro, stiamo allertando la Guardia Costiera per il soccorso aria-mare. Stanno rilevando la vostra posizione. Siete in grado di eseguire un ammaraggio?»
«Ci provo. Siamo a 1500 piedi… novecento… Io…»
«Otto Cinque Otto Quattro? Mi ricevete?… Mi ricevete?»

LA DONNA DEL MISTERO

Eccola, davanti a lui.
La signorina Numero Cinque.
La donna che doveva uccidere.
L’uomo se ne stava accanto a un lampione, spiandola dall’esterno del bar in cui sorseggiava un americano.
Era smilzo, anche se forte, e da giovane aveva sofferto di una forma lieve di vaiolo, così il viso, allungato e pallido, era butterato. In quella fredda giornata di aprile, indossava un giubbotto di pelle e dei jeans attillati. E un paio di stivali, con i tacchi alti. La sua statura lo tormentava, e per questo ricorreva a quel piccolo aiutino. Si chiamava Crespi; naturalmente, aveva anche un nome di battesimo, che però non usava mai.
La signorina Numero Cinque…
Vale a dire la quinta vittima, o meglio quella che stava per diventarlo, seduta ignara nei pressi della Galleria Vittorio Emanuele II, il più antico centro commerciale d’Italia, nel centro di Milano. Emily French si godeva il suo caffè, assieme a un pasticcino, mentre scriveva qualche messaggio o leggeva delle e-mail sul telefono. Crespi sapeva dell’esistenza di un fidanzato, che però in quel momento era via; magari, si stavano scambiando qualche tipica frase da innamorati.
A Crespi non interessava. Non era geloso; in realtà, non nutriva proprio alcun sentimento per Emily, per quanto graziosa potesse essere. No, la sua ossessione in relazione alla donna era una soltanto: la morte.

TRA NINTH STREET E IL NOWHERE DISTRICT

Jamal
Ce n’erano due fuori dall’appartamento perché ce n’erano sempre due di loro fuori.
Jamal Davis non riusciva a ricordarne il nome. Uno smilzo, l’altro meno, ma entrambi con lo sguardo cattivo, come se si fossero allenati a farlo. Aveva sentito dire che il padre dello smilzo era stato un gangster famoso, che era riuscito ad arrivare a trentasette anni prima di non riuscirci più.
L’isolato era una serie di brownstone, fronteggiate da scale antincendio, tutte arrugginite tranne il civico 414 West. Vernice fresca sulle parti in metallo, vernice fresca sulla porta, vernice fresca sui telai delle finestre. I bidoni della raccolta differenziata puliti e perfettamente allineati. L’appartamento della banda al secondo piano era libero perché Lester aveva detto al padrone di casa che si sarebbero presi cura dell’edificio, facendo in modo che non gli capitasse niente. Ma la cosa buffa era che, poiché il palazzo era la tana dei DS-12, nessuno andava ad abitare negli altri appartamenti. E così Lester li aveva rilevati tutti.

UNA COPPIA IMPROBABILE
1

13 marzo
«Avete finito?»
«Sì» rispose Bil Sheering al cellulare. Era seduto al volante di una vettura a noleggio, una Ford, con una caratteristica peculiare: il GPS bruciato, in modo da non essere rintracciati.
«E ti convince?»
«Mi convince» rispose Bil. L’uomo all’altro capo della linea era Victor Brown, ma non ci sarebbe stata possibilità al mondo che l’uno o l’altro pronunciassero i propri nomi ad alta voce, nonostante la crittografia. «Abbiamo parlato per quasi mezz’ora. È tutto a posto.»
«Anche per il pagamento?»
«Centomila adesso, centocinquantamila a lavoro finito… Aspetta.»
Un cliente stava uscendo in quel momento dall’Earl’s Emporium for Gentlemen e si dirigeva a un pickup ammaccato e impolverato, per fortuna senza gettare neanche uno sguardo dal lato in cui si trovava Bil. La Chevrolet Silverado si accese e sollevò una discreta quantità di ghiaia mentre sgommava verso l’autostrada.
Bil diede ancora uno sguardo al parcheggio, affollato di furgoni e macchine ma senza un’anima in giro. Il locale, pubblicizzato come «sala per balli esotici», era stato una buona scelta per l’incontro che Bil aveva appena avuto. La clientela tendeva a concentrarsi sul palco, non sui furtivi scambi ben più seri che si svolgevano in un separé in fondo al locale.

SELFIE

Fiori.
I fiori gli solleticarono la memoria.
Cos’è che era?
Kyle Wallace era seduto al suo tavolo esterno preferito da Maude’s, la colazione migliore del quartiere, se non di tutta Nashville. Aveva ordinato il solito – il solito del lunedì mattina, il più sostanzioso della settimana – e stava osservando Hopkins Street. Da qui, poteva vedere il lato della piccola casa della sua ragazza, in questa piacevole zona a sud del centro, all’uscita della 440.
Un bouquet viola era appoggiato alla porta laterale. Elle era appena uscita per accompagnare in aeroporto la sua ex compagna di stanza del college. Janie, di Chicago, aveva trascorso il weekend da lei e le due avevano visitato i luoghi d’interesse di Music City, assistito a qualche concerto country e, immaginava Kyle, fatto quello che le vecchie compagne di stanza facevano sempre: spettegolare, chiacchierare, parlare di uomini e godersi drink leziosi e gelati.
Proprio come ai vecchi tempi degli spensierati giorni universitari.


Il blog è affiliato ad Amazon quindi cliccando sui miei link e acquistando percepirò una piccola commissione che utilizzerò per gestire il blog e comprare libri.

Giallo - Thriller - Noir Jeffery Deaver Segnalazione
Ketty
  • Website

Faccio i conti con la mia insaziabile voglia di conoscenza, mi piace condividere con gli altri le cose che imparo e confrontarmi, questo blog tenta di raccogliere i pezzi confusi di me.

Related Posts

James Patterson – Mezzanotte di morte
Giallo - Thriller - noir

James Patterson – Mezzanotte di morte

Classifica libri 20 Luglio 2026
Classifiche Libri

Classifica libri – 20 Luglio 2026

Elena di Troia, Nolan e la polemica perfetta
Cinema e TV

Elena di Troia, Nolan e la polemica perfetta: stiamo discutendo della cosa giusta?

Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

@pausacaffeblog
  • Facebook 5.4K
  • Twitter 594
  • Pinterest 98
  • Instagram 741
Cerca nel sito
Ultimi articoli
25 Luglio 2026

Jeffery Deaver – Affari di sangue

James Patterson – Mezzanotte di morte
24 Luglio 2026

James Patterson – Mezzanotte di morte

I libri della serie Off Campus di Elle Kennedy
21 Luglio 2026

I libri della serie Off Campus di Elle Kennedy

Off Campus: la serie TV che porta il romance universitario di Elle Kennedy sul piccolo schermo
21 Luglio 2026

La serie TV Off Campus: dai libri di Elle Kennedy

Classifica libri 20 Luglio 2026
20 Luglio 2026

Classifica libri – 20 Luglio 2026

Pausa Caffè

La pausa caffè è quello stacco dal lavoro o dalla tua vita che ti rimbalza in una zona neutra di cazzeggio, di non voglio pensare, di spettegoliamo su o di mi sfogo di tutto. La pausa caffè assume una sua forma in quel preciso momento in cui tu sei là. Dipende da te, dal caffè e dal tuo interlocutore. Non è mai uguale a se stessa. Questo è il senso di questo blog.

E’ tempo di …

… rinascita, clima dolce, mandorli in fiore, luce forte, canti di uccelli, colori, prati fioriti, bambini che giocano in cortile, profumi, aria aperta, carezze di sole, di amori ed innamoramenti…

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli. (Khalil Gibran)

Calendario Articoli
Luglio 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
« Giu    
Libro Caffè
  • Autori
  • Narrativa
  • Narrativa rosa e Chick Lit
  • Giallo, Thriller, noir
  • Fantasy, Gotico e Horror
  • Narrativa per Ragazzi
  • Saggistica
  • L’angolo della poesia
  • Racconti, storie e leggende
  • Eventi e Curiosità sui Libri
Cibo & Caffè
  • Salato
  • Dolce
  • Bevande
  • Alimentazione
  • Alimenti
  • Spezie e aromi
  • Pesi e Misure
  • Ricette Speciali
DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Il blog non ha alcun fine di lucro e contiene Immagini, Video, Racconti e Foto prelevate dalla rete, pertanto tutti i diritti rimangono dei rispettivi autori ed editori.

STRUMENTI
  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org
Social
  • eMail
  • Facebook
  • Instagram
  • Pinterest
  • Twitter
Copyright © 2023 PausaCaffeBlog.it - Tutti i diritti sono riservati. [email protected] - Web Developer: Biagio Vasi

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.Accetto