
Il mistero delle origini dell’uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando è un libro scritto da Massimo Polidoro, pubblicato l’11 novembre 2025, da Feltrinelli.
Quello di Polidoro è più di un semplice racconto divulgativo, è un invito, attraverso la storia di Homo sapiens, a riflettere sulla fragilità e sulla straordinarietà della nostra esistenza.
L’universo, infatti, non ci stava “aspettando”: siamo soltanto il frutto di coincidenze biologiche e storiche che avrebbero potuto non verificarsi. Ora, per la prima volta, il delicato equilibrio che regge la nostra sopravvivenza dipende essenzialmente da noi.
“Questo libro è un viaggio attraverso il tempo e la conoscenza. Partiremo dalle ere più remote per raccogliere gli indizi che ci permettono oggi di ricostruire le nostre radici. Metteremo insieme i frammenti di un grande puzzle: una volta ricomposto, potrà aiutarci a capire quali lezioni possiamo trarre dal nostro passato per affrontare il futuro con maggiore consapevolezza.”
Sin dall’inizio dei tempi, l’umanità ha tessuto leggende, creato cosmologie e formulato ipotesi scientifiche nel tentativo di capire da dove veniamo e dove siamo diretti. Indagare il mistero delle origini dell’uomo è un viaggio affascinante e multidisciplinare: dalle prime spiegazioni mitiche, passando per le rivoluzioni introdotte dalla teoria dell’evoluzione di Darwin.
Massimo Polidoro ci accompagna fino alle scoperte più recenti nei campi della genetica, della fisica e delle scienze della Terra, dove l’analisi del DNA antico, le datazioni radiometriche e lo studio dei climi passati si intrecciano per raccontare l’età dell’universo e il fragile ruolo che l’umanità occupa nella storia naturale.
Nel tentativo di darci risposte, abbiamo costruito narrazioni e metodi d’indagine sempre più sofisticati, tramite i quali, accanto alla comprensione del nostro passato, affiora anche un monito urgente per il futuro: come ci avvertono alcuni studiosi, dopo circa 900.000 anni la nostra specie potrebbe di nuovo trovarsi sull’orlo dell’estinzione.
“Scopriremo come, nel corso della storia, l’umanità abbia cercato di spiegare la propria origine: prima con i miti e le religioni, popolati da dèi creatori e terre forgiate dal nulla, poi con la scienza, che ci ha insegnato a guardare il nostro passato attraverso occhi nuovi, più attenti e umili.”
Polidoro coniuga rigore scientifico e passione narrativa, il tono è divulgativo, non accademico, il che rende il libro fruibile anche da chi non ha una profonda preparazione in scienze. ’autore riesce a mescolare racconti storici, dati scientifici e riflessioni filosofiche, costruendo un testo che è al tempo stesso educativo e stimolante. Non è solo un resoconto dell’evoluzione umana, ma anche un invito a riflettere sulla fragilità della nostra specie e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del futuro.
Questo libro ha il merito di ricordarci che la nostra presenza sul pianeta non è scontata: non siamo “destinati” a essere qui, ma il frutto di un lungo processo evolutivo pieno di incidenti storici. Allo stesso tempo, Polidoro ci mette davanti a una responsabilità: abbiamo il potere (e l’obbligo) di influire sul futuro.
È un’opera che può essere letta come una “storia della nostra specie”, ma anche come un manifesto etico: comprendere da dove veniamo può darci la forza di scegliere dove andare.
Incipit del libro “Il mistero delle origini dell’uomo”
Prologo
Sul punto di sparireIl vento soffiava con violenza tra le valli aride, sollevando nubi di polvere che oscuravano il sole pallido. Le giornate erano torride, le notti gelide, e ogni alba portava nuove incognite. Ai margini dell’Africa, circa 900.000 anni fa, i nostri antenati lottavano per la sopravvivenza in un mondo che sembrava deciso a cancellarli.
Non erano ancora Homo sapiens, ma il loro volto portava già tracce delle fattezze che, un giorno, sarebbero divenute le nostre. Numericamente si trattava di un centinaio di migliaia di esemplari, sparsi in piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori. E poi, nel giro di poche generazioni, qualcosa accadde: le pianure si svuotarono, i fuochi si spensero, gli accampamenti scomparvero.
La loro popolazione collassò del 98,7 per cento, fino a ridursi a un manipolo di individui, meno di 1280 esemplari di una specie ancestrale di esseri umani in grado di riprodursi. Era come se la nostra intera stirpe fosse stata ridotta alla grandezza di una specie in estinzione.
Questo evento, oggi noto come “collo di bottiglia evolutivo”, segnò un momento critico nella storia dell’umanità. Per oltre 117.000 anni, l’intera esistenza dei nostri antenati rimase appesa a un filo sottile, oscillando tra la sopravvivenza e l’oblio. Non c’era nessuna certezza che quei pochi esseri sarebbero riusciti a farcela. Se fossero scomparsi, la storia dell’uomo, almeno quella che oggi conosciamo, non sarebbe mai cominciata.
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