Arriva la Befana e tutte le feste si porta via!

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La Befana vien di notte,
con le scarpe tutte rotte,
con le toppe alla sottana.
Viva, Viva la Befana!

E’ arrivata ultima protagonista di queste feste tanto attesa da tutti i bambini curiosi di sapere se durante l’anno precedente si sono comportati bene o male, a seconda della quantità di carbone e dolciumi che troveranno nelle loro calze.
Le origini di questa figura alquanto bruttina e inquietante che vola su una scopa e ha una borsa o un sacco pieno di ogni squisitezza, regali per i bambini meritevoli, ma anche di carbone per i bambini che non sono stati buoni durante l’anno, sono antichissime e si perdono nella notte dei tempi.
L’origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all’anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo.
Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura.
I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri, a guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione.
L’aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell’anno vecchio che una volta davvero concluso lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all’inizio dell’anno.
Secondo una versione “cristianizzata”, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

E’ una festa che mi riporta indietro nel tempo, ricordo che l’attendevo con curiosità quando ero bambina, ricevevo sempre la befana con le caramelle o la calza piena di dolcetti, ma ricordo anche che era il giorno di tornate a casa, ho sempre festeggiato le feste natalizie a casa dei miei nonni paterni e non sarei mai voluta andar via, ma arrivava la befana che mi portava via 😀


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

2 commenti

  1. Simpatica la figura della Befana che hai postato. Anche nel Nord d’Italia, almeno nei paesi, si usava bruciare il fantoccio che simboleggiava l’anno vecchio.
    Del resto tutte le feste cristiane sono un’edizione riveduta e corretta delle feste pagane. Si, forse la Befana ha qualcosa d’inquietante, ma per me ha qualcosa di positivo perché chiude il periodo delle feste, dei regali obbligati, del fine d’anno dove devi divertirti per forza, ecc.

  2. Che sia la “Befana”…che siano i “Magi”…sia un giorno di “Doni” al prossimo…
    anche un sorriso può donare calore ad un cuore triste…
    sereno giorno del “Dono”..
    un caro saluto..
    dandelìon

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