
Chiedetevi sempre perché di Piero Angela, curato da Massimo Polidoro, pubblicato il 28 aprile 2026, edito da Mondadori. Un libro che parte dalle domande che sono il motore del metodo scientifico e arriva alle risposte ritrovate e selezionate da Massimo Polidoro, amico e stretto collaboratore di Piero Angela, cercando nell’archivio personale del grande giornalista in cui sono conservati centinaia di testi, interviste, conferenze di settant’anni di carriera.
“Da dove nasceva la straordinaria curiosità di Piero Angela? Quando glielo domandai, mi rispose così: «Nasce da bambino. Forse posso anche individuare il momento preciso in cui sbocciò: fu quando ricevetti in regalo un’enciclopedia per ragazzi, dieci bei volumi dentro un mobiletto con la porticina scorrevole! Il mio volume preferito, quello più consunto, era il libro dei “Perché?”.”
Le origini dell’Universo e dell’uomo; l’avvento e le prospettive della scienza; chi siamo, da dove veniamo e dove andremo: un libro che con chiarezza, precisione e passione risponde ai quesiti universali, ma anche a quelli particolari che l’essere umano si pone ogni giorno.
È stata la curiosità infantile, ha sempre detto Piero Angela, a portarlo a studiare e poi a trasmettere conoscenza agli altri, fino a diventare un Maestro per generazioni di italiani. Perché si nasce, perché si muore, perché il Sole, l’aria, la Luna e i pianeti? Perché gli alberi e perché l’Universo? Perché l’uomo, perché gli animali, perché le stagioni? Sono le domande che lui si faceva da piccolo, e faceva instancabilmente a genitori e insegnanti, come tutti i bambini svegli.
A quelle domande, allora, trovò risposta in un bel libro illustrato. Era intitolato “Il libro dei perché“, e troneggiava nella sua minuscola biblioteca. Oggi la lezione di Piero Angela, quella di coltivare un’inesauribile curiosità verso tutto ciò che ci circonda, di non accontentarci di una vita mediocre ma di crescere attraverso la conoscenza e la razionalità, trova concretezza in un libro ricco di storie, di aneddoti e di scienza, impreziosito da quattro splendide tavole illustrate sull’Universo, l’Evoluzione, l’Uomo e la Scienza.
“Da millenni l’umanità si interroga sull’origine di tutto ciò che vede intorno a sé: il Sole, la Luna, il firmamento, ma anche le montagne, gli oceani, gli alberi e gli animali. La nostra generazione ha vissuto un’esplosione di conoscenze senza precedenti e oggi possiamo cominciare a comprendere gran parte di quelli che in passato erano considerati enigmi insolubili.”
Ad arricchire il volume troviamo quattro tavole illustrate firmate da Marcello Crescenzi, funzionano come mappe concettuali, capaci di condensare in forma visiva i grandi temi affrontati nel libro, offrendo al lettore un colpo d’occhio immediato. L’intento dell’opera è perfettamente in linea con lo stile rigoroso e antiretorico di Angela, quello di non proporre verità definitive, ma allenare lo sguardo critico, più che dare risposte, il libro invita a farsi domande ed a non accontentarsi della prima spiegazione disponibile.
“Chiedetevi sempre perché” si presenta così come uno strumento di orientamento, quasi un manuale per navigare nella complessità del presente, perché capire il mondo non significa accumulare certezze, ma imparare a osservare meglio, a dubitare con metodo e, soprattutto, a continuare a interrogarsi.
“Se uomini come Galileo Galilei e Leonardo da Vinci potessero oggi essere tra noi e vedere tutto ciò che si è scoperto, ne sarebbero entusiasti. E forse porrebbero proprio domande simili a quelle che troveremo nelle prossime pagine. Il desiderio di conoscere e il piacere di scoprire sono da sempre qualità comuni a tutti coloro che sono affascinati dalle straordinarie “orologerie” della natura e dalle risposte che i ricercatori cominciano (e continuano) a fornire.”
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Incipit del libro “Chiedetevi sempre perché”
Introduzione
Le “chiavi” per capire il perché delle cose
Ho sempre immaginato quale gioia proverebbe un genio del passato, un Leonardo da Vinci, per esempio, se potesse tornare improvvisamente nella nostra epoca e trovare qualcuno che gli spiegasse cosa si è scoperto nel frattempo sull’Universo (ma anche sul Sistema solare, sull’origine della vita e dell’uomo, sull’essenza della materia e sui tanti “perché” della natura che per secoli sono rimasti senza risposta).La nostra generazione è la prima ad avere un quadro coerente e approfondito del mondo in cui viviamo, grazie al “tessuto incrociato” di fisica, chimica, astronomia, geologia, biologia, genetica, elettronica, paleontologia, neurologia e tante altre discipline. Il mondo è ormai partito per un viaggio sempre più rapido, sotto la spinta delle conoscenze che ci arrivano da tutte queste discipline.
Tutti noi, volenti o nolenti, siamo coinvolti in questa grande trasformazione, che nel giro di pochi decenni ci ha portati dalla civiltà contadina del pane a quella industriale del petrolio, fino a quella post-industriale dell’elettronica e del digitale.
Viviamo, per così dire, con i piedi nel passato e la testa nel futuro. Proprio per questo, la nostra mente deve essere in grado di esplorare e capire non solo le nuove tecniche, ma anche le nuove idee che ci stanno venendo incontro. In altre parole, abbiamo bisogno di una cultura che ci permetta di essere donne e uomini del nostro tempo.
La scienza, infatti, è ormai diventata un formidabile strumento di conoscenza che cerca di rispondere in modo nuovo alle antiche domande dei filosofi. Chi siamo? Da dove veniamo? Come è nato l’Universo? Come è nata la vita? Come è apparso l’uomo? Che cos’è l’intelligenza? Che cosa c’è dentro la materia? La tecnologia, dal canto suo, è diventata un inarrestabile strumento di trasformazione, capace di amplificare a dismisura i gesti umani: per costruire o per distruggere.
È quindi dalla nostra capacità di comprendere bene questo Universo in rapido movimento che dipende la nostra possibilità di gestirlo in modo intelligente.
C’è però un problema: la difficoltà di comunicazione. L’obiettivo del mio lavoro è sempre stato, appunto, quello di contribuire a costruire un ponte tra il mondo della ricerca e il moderno essere umano, attraverso un’informazione seria e corretta che possa tracciare un grande affresco delle attuali conoscenze e delle nuove frontiere verso cui ci stiamo dirigendo.
In questo nostro viaggio, dunque, cercheremo proprio di cucire queste conoscenze per tentare di rispondere alle molte domande – ai tanti “perché” – che le persone curiose e intelligenti non possono non porsi sul mondo che le circonda.
La scienza, naturalmente, non ha la pretesa di essere portatrice della “Verità”, con la “V” maiuscola, ma solo di conoscenza. Una conoscenza, però, costruita pazientemente, pezzetto per pezzetto, che consente di illuminare via via porzioni sempre più grandi del buio che ci circonda.
Ed è incredibile come la cultura scientifica continui a rimanere emarginata rispetto a quella cosiddetta “umanistica”. Tanto più in un’epoca dominata dall’impeto della rivoluzione tecnologica, che sta scardinando i precedenti modi di produrre e di vivere, e che richiederebbe una competenza intellettuale ben diversa per essere gestita in modo intelligente e creativo. L’itinerario che seguiremo ci porterà a navigare tra gli argomenti più disparati: dall’origine del Cosmo alla nascita della vita, dalla preistoria alla nascita dell’uomo, dalle regole della scienza alle scoperte della fisica, dai fragili equilibri del nostro pianeta all’esplorazione dello spazio, dallo sviluppo della società ai futuri possibili. Il criterio adottato è quello di cercare di fornire delle “chiavi” di lettura.
Ricordo che molti anni fa, prima ancora che cominciassi a fare divulgazione scientifica, lessi casualmente un libriccino scritto da un genetista che parlava dell’evoluzione della vita. Con un paio di esempi mi illuminò tutto il paesaggio: finalmente avevo capito cose che a scuola nessuno mi aveva mai spiegato! Mi aveva cioè dato delle “chiavi” con cui aprire tanti cassetti: dei passe-partout che valevano sempre e ovunque.
Esistono infatti in natura dei meccanismi di base (o delle regole del gioco, se preferite) che, una volta compresi, offrono una visione più chiara dell’insieme. È un po’ come quando si impara la tavola pitagorica: una volta capito il meccanismo, si è in grado di svolgere da soli qualunque operazione. Non è sempre così, ovviamente, ma nell’insieme queste regole del gioco si rivelano utilissime.
È uno sforzo, insomma, per capire meglio il mondo in un momento in cui uno sviluppo senza precedenti delle idee e delle tecnologie ci obbliga a integrare la nostra antica cultura con una nuova cultura scientifica, capace di darci una visione, per così dire, binoculare. Per consentirci la profondità di campo, e quindi anche il senso della prospettiva.
Dunque, salvo eccezioni, l’idea guida di questo nostro viaggio non è entrare nei dettagli (spesso difficili) della scienza, ma fornire delle chiavi utili ad aprire certe porte d’accesso. Chiavi preziose per orientarsi e per continuare a chiedersi il perché delle cose. Un po’ come aveva fatto, senza saperlo, quel genetista nei miei confronti. E gliene sono ancora grato. Quindi: buon viaggio!
Piero Angela
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