La serie TV Guerrieri – La regola dell’equilibrio è ispirata ai romanzi dell’avvocato Guido Guerrieri di Gianrico Carofiglio, ma tra libri e adattamento televisivo esistono diverse differenze, alcune sono narrative, altre riguardano il tono e perfino alcuni dettagli dei personaggi.
La serie mescola più romanzi, nei libri ogni storia è autonoma, ogni romanzo racconta un caso principale e un momento preciso della vita di Guerrieri, la serie invece combina trame e personaggi presi da più libri.
La fiction è liberamente tratta dai romanzi: Ragionevoli dubbi, Le perfezioni provvisorie e La regola dell’equilibrio, intreccia elementi di queste storie in un unico racconto televisivo. Nei romanzi la cronologia è molto più lineare, la vita di Guerrieri evolve libro dopo libro.
Il Guerrieri dei libri è più introspettivo, nei romanzi Guerrieri è soprattutto un personaggio psicologico, riflette continuamente sulla giustizia, dubita delle proprie scelte, vive crisi personali profonde e racconta molto attraverso monologhi interiori, mentre la serie prova a mantenere questa dimensione, ma riduce l’introspezione e dà più spazio all’azione e ai casi giudiziari, per adattarsi ai ritmi televisivi.
Alcuni elementi politici o sociali sono attenuati, un esempio citato spesso riguarda Ragionevoli dubbi, nel libro l’uomo che aveva picchiato Guerrieri da giovane è descritto come un picchiatore fascista, nella serie diventa semplicemente un bullo del passato, senza connotazione politica, è una scelta di adattamento che rende la storia più neutra.
Cambia anche l’immagine fisica del protagonista, nei libri Guerrieri è più dimesso, un po’ disordinato, meno “eroico”, nella serie invece è interpretato da Alessandro Gassmann, con un’immagine più carismatica e fisicamente imponente rispetto al personaggio immaginato nei romanzi.
Nei libri il processo è molto più realistico, uno dei punti forti dei romanzi è la descrizione precisa delle procedure penali, interrogatori, strategie difensive, funzionamento delle corti, questo deriva dal fatto che Carofiglio è stato magistrato e conosce bene il sistema giudiziario, nella serie questi aspetti sono semplificati per motivi narrativi e di ritmo.
Guerrieri condivide con il suo autore, Gianrico Carofiglio, alcuni tratti biografici significativi, entrambi, da bambini, hanno conosciuto la sensazione di vulnerabilità di fronte alla violenza di strada, un’esperienza che nel personaggio letterario si traduce nella scelta della boxe, mentre lo scrittore, da giovane, si è avvicinato alle arti marziali. A unirli sono anche l’amore per i libri e il legame con la città d’origine, una Bari che fa da sfondo.
L’avvocato Guido Guerrieri era già stato portato sullo schermo prima di questa serie tv.
Nel 2007 è stato realizzato un film L’avvocato Guerrieri – Testimone inconsapevole, andato in onda su Canale 5. Regia Alberto Sironi e Guerrieri interpretato da Emilio Solfrizzi.
Nel 2008 è seguito un altro film L’avvocato Guerrieri – Ad occhi chiusi, andato in onda sempre su Canale 5. Regia Alberto Sironi e Guerrieri interpretato da Emilio Solfrizzi.
I due film erano produzioni autoconclusive e seguivano abbastanza fedelmente le trame degli omonimi primi romanzi della saga.
Chi è l’avvocato Guido Guerrieri
Guido Guerrieri è un avvocato penalista che vive e lavora a Bari. All’inizio della narrazione ha 38 anni e sta attraversando una profonda crisi esistenziale innescata dalla separazione dalla moglie Sara, che lo ha lasciato dopo avergli rinfacciato di essere diventato un uomo mediocre e vigliacco. Questa rottura lo sprofonda in un periodo di depressione, attacchi di panico e insonnia che mettono a dura prova la sua affidabilità professionale.
Per contrastare il suo malessere psicologico, Guido decide di tornare a praticare la boxe, sport che aveva praticato con successo da ragazzo sotto la guida del nonno (anche lui di nome Guido Guerrieri, un professore di filosofia). L’attività fisica e il confronto sul ring lo aiutano a recuperare lucidità e controllo.
Guerrieri ritrova stimolo nel suo lavoro accettando la difesa di Abdou Thiam, un venditore ambulante senegalese accusato dell’omicidio di un bambino di nove anni. Durante il racconto, Guido vive nel suo studio e appartamento in via Putignani. Per quasi un anno evita l’ascensore a causa di una fobia nata durante la sua crisi, riuscendo a superarla solo verso la fine della vicenda attraverso un atto di volontà simbolico. Nel corso della storia instaura un legame profondo con una nuova vicina di casa, Margherita, un’ex avvocato ora nel campo della pubblicità, con la quale condivide passioni letterarie e personali.
È un uomo riflessivo, colto, amante della musica e della letteratura, ma anche capace di autoironia. Ammette di aver intrapreso la carriera legale quasi per caso, “parcheggiandosi” in uno studio in attesa di chiarirsi le idee, ma il caso Thiam gli restituisce un nuovo “sapore alla vita” e un senso di dignità professionale.
Margherita, in un momento di confidenza, lo descrive come un uomo che “non sorride spesso, ma quando lo fa è bellissimo perché ha un sorriso da bambino”
Serie dell’avvocato Guido Guerrieri
2002 – Testimone inconsapevole
2003 – Ad occhi chiusi
2006 – Ragionevoli dubbi
2010 – Le perfezioni provvisorie
2014 – La regola dell’equilibrio
2019 – La misura del tempo
2024 – L’orizzonte della notte
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