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Deaver Jeffery

Jeffery Deaver – Fatal intrusion

24 Gennaio 2025Updated:11 Marzo 2026Nessun commento7 Mins Read
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Jeffery Deaver – Fatal intrusion
Jeffery Deaver – Fatal intrusion
Jeffery Deaver – Fatal intrusion

Fatal intrusion è un thriller scritto da Jeffery Deaver e Isabella Maldonado, pubblicato il 25 febbraio 2025, da Longanesi, tradotto da Federica Garlaschelli. Primo volume di una nuova serie con protagonisti Carmen Sanchez e Jake Heron. Lei è un’agente federale. Lui un informatico geniale. Insieme formano una coppia improbabile, ma forse sono gli unici che possono fermare il serial killer più cruento della California, prima che colpisca ancora.

Trama del libro “Fatal intrusion”

Carmen Sanchez è un’agente della Sicurezza Interna tenace che rispetta le regole, è ligia al distintivo e serve il Paese con coraggio e senso della giustizia. Ma quando sua sorella subisce un’aggressione da cui riesce a sfuggire per pura fortuna, rivelando un legame con una serie di omicidi nella California meridionale, si rende conto che un’indagine convenzionale non sarà sufficiente per fermare lo spietato colpevole.

Il killer, infatti, oltre a essere spietato, è troppo bravo a nascondersi, troppo bravo a colpire al momento giusto, troppo abile a sfuggire alla polizia… E se lei vuole impedire che altro sangue venga versato nelle strade della California meridionale dovrà rinunciare ai protocolli e tentare il tutto per tutto.

Non avendo altri a cui rivolgersi, Sanchez chiede aiuto al professor Jake Heron, un brillante e bizzarro esperto di sicurezza privata che, a differenza di Sanchez, crede che le regole siano solo suggerimenti. I due hanno un passato difficile e i loro rapporti sono ancora tesi, ma lui le deve un favore e lei sta incassando. Uniscono le forze per catturare l’aggressore, che, stranamente, non ha alcun movente apparente e non rientra in alcun profilo criminale classico. Tutto ciò che hanno a disposizione è un tatuaggio distintivo e una singolare ossessione che conferisce a questo stratega agghiacciantemente efficiente il suo soprannome: Spider.

Nelle successive settantadue ore, Sanchez e Heron si ritrovano nel mezzo di una letale partita a scacchi con l’assassino, mentre corrono per fermare la carneficina. Con l’aumentare delle vittime, aumentano anche i rischi. Ma la ragnatela del killer è più intricata di quanto potessero pensare, e rischia di intrappolare anche loro…

Recensioni

Molti recensori sottolineano che il romanzo è un thriller moderno che affronta temi come dark web, hacker e sicurezza dei dati, mostrando il lato oscuro della tecnologia e il modo in cui può diventare un’arma pericolosa. Secondo alcune recensioni, la narrazione è fluida e ricca di inseguimenti, sparatorie e colpi di scena, con dialoghi efficaci che rendono la lettura scorrevole e coinvolgente. Piace soprattutto per la tensione e l’idea narrativa, anche se alcuni lettori lo trovano un po’ lento nella prima parte.

Ciclo di Sanchez e Heron

2024 – Jeffery Deaver e Isabella Maldonado, Fatal intrusion
2025 – Jeffery Deaver e Isabella Maldonado, Tutta la morte davanti

Se vuoi ACQUISTA il libro

Incipit del libro “Fatal intrusion”

 

I

LUNEDÌ

1
Walter Kemp non aveva intenzione di lasciarsela sfuggire di nuovo.
«Forza, dai, fatti vedere. Dove ti sei cacciata?» cantilenò sottovoce.
Avanzò nel fitto bosco con prudenza, attento a non fare movimenti bruschi per non spaventarla, benché sapesse che non ci sentiva particolarmente bene. Voleva che restasse calma, ignara di ciò che stava per succedere, fino a quando non fosse stato abbastanza vicino. Ecco perché era essenziale non fare rumore.
Come pure trarla in inganno. Lanciò un sassolino in mezzo al fogliame rigoglioso in modo che faticasse ancora di più a localizzarlo.
Il mondo civilizzato sembrava lontano in quel parco isolato alla periferia di San Diego. E non sembravano esserci nemmeno occhi indiscreti.
«Non puoi nasconderti per sempre», sussurrò. «Non da me.»
Walter era un uomo robusto, sulla sessantina, per nulla affaticato o affannato dalla caccia in corso. La sua forma fisica era più o meno la stessa di trent’anni prima. Sì, i capelli si erano un po’ diradati, e con ciò? Nella vita c’erano cose più importanti.
Come quello che si apprestava a fare.
Poiché la sua preda era riuscita ad allontanarsi, Walter Kemp aveva passato l’ultima mezz’ora a cercare di stanarla. Stavolta, quando l’avesse trovata, sarebbe andato fino in fondo senza staccarle gli occhi di dosso, nemmeno per un attimo.
Un lieve fruscio sulla sinistra catturò la sua attenzione. Che fosse lei? Stringendo le palpebre, guardò nella direzione da cui era giunto il suono.
Sbucò da dietro un cespuglio, e Walter si emozionò così tanto che il suo cuore prese a martellare. Era incantevole, come la prima volta che l’aveva vista.
Appena si accorse dell’uomo, lei si immobilizzò. Ma non aveva comunque nessuna via di fuga. «Adesso sei mia.»
Per lui non era la prima e non sarebbe stata l’ultima, forse però sarebbe stata la più bella.
Walter si infilò una mano nel gilet, e le grosse dita armeggiarono con un oggetto di metallo e plastica finemente lavorato. Uno dei suoi attrezzi del mestiere. Con gesti lenti e cauti, alzò la mano e prese la mira. Avrebbe avuto una sola occasione.
Lei spalancò la bocca come per gridare.
Walter abbassò il dito e premette il pulsante. A una velocità di trenta scatti al secondo, la Nikon catturò novanta immagini – con una sbalorditiva risoluzione di quarantacinque megapixel – di quell’esemplare di Lampropeltis zonata pulchra, conosciuto anche come serpente reale di montagna di San Diego, prima che sgusciasse via nel sottobosco.
Walter era riuscito a immortalare diversi maschi, ma era a caccia di una delle elusive femmine ormai da settimane. Soltanto uno studio attento gli aveva consentito di notare i dettagli che indicavano il sesso del rettile, come la sottile differenza delle squame sottocaudali – quelle collocate sotto la coda – e le proporzioni leggermente più ridotte rispetto alla lunghezza complessiva del corpo.
Se in molte altre specie le femmine non presentavano i colori vivaci dei maschi, i serpenti reali di montagna di San Diego erano tutti a strisce alternate rosse, nere e gialle. I loro toni brillanti, che ricordavano i serpenti corallo velenosi, servivano soltanto a ingannare e spaventare i potenziali predatori, ma in realtà si trattava di una specie innocua per qualsiasi creatura, fatta eccezione per i piccoli mammiferi e le lucertole di cui si nutriva.
Portata a termine la sua missione, Walter coprì il costoso obiettivo e si infilò la macchina fotografica sotto il gilet. Senza più curarsi di non fare rumore, tornò con passo pesante sul sentiero che conduceva al parcheggio all’ingresso del parco.
Avrebbe preferito di gran lunga godersi una passeggiata in mezzo alla natura che presenziare all’ennesima cerimonia di inaugurazione dei lavori in cantiere. All’inizio, parecchi anni prima, lo sviluppo immobiliare lo riempiva di entusiasmo. Era la sua passione. Aveva cominciato con un piccolo prestito, riuscendo a poco a poco a costruire un impero.
Tuttavia, dopo più di trent’anni nel settore, la sua visione delle cose aveva iniziato a cambiare. Riflettendo su quanti ettari di terreno boschivo aveva sventrato per trasformarli in oasi suburbane, Walter Kemp aveva deciso di imboccare una nuova strada. L’anno prima si era preso a cuore la causa degli alloggi a prezzi accessibili e si era dato da fare per riqualificare zone degradate della città che stavano attraversando tempi difficili. Economicamente ci aveva rimesso con ogni singolo progetto, ma se non altro gli sembrava di avere un po’ ritrovato se stesso. In più, riusciva di nuovo a guardare negli occhi il suo unico figlio, ormai adulto. Se fosse stato così fortunato da avere dei nipoti, avrebbe lasciato loro un mondo migliore.
Walter arrivò al parcheggio, ripensando al progetto di scienze su rettili e anfibi di più di dieci anni prima, al quale doveva il legame con il figlio. In seguito entrambi avevano cominciato a fare volontariato presso la società erpetologica locale, anche se soltanto Walter era ancora iscritto.
Era quasi alla macchina quando un lieve ticchettio catturò la sua attenzione. Abbassando lo sguardo, vide una pallina bianca passargli davanti allo scarpone e, rapito, la osservò rotolare sull’asfalto per poi sparire sotto la sua auto.
Un rumore di passi veloci alle sue spalle lo fece sussultare. Quando si voltò, la pala di un massiccio badile si abbatté sulla sua testa.
Lui lanciò un grido per lo spavento e il dolore.


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Giallo - Thriller - Noir Jeffery Deaver Segnalazione
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