Naso Ricurvo di Monia Cannistraci è una filastrocca che trasforma la paura collettiva del coronavirus in gioco, insegnando regole di prudenza con ironia e fantasia.
Come si può catturare l’attenzione degli alunni in un momento così difficile? Tra lezioni a distanza e compiti a casa, la professoressa Monia Cannistraci, insegnante della scuola secondaria di primo grado, ha trovato un’idea originale, scrivere storie che invia ai suoi studenti per la buonanotte.
Tra queste, ne abbiamo scelta una che merita di essere letta da tutti, una filastrocca simpatica e intelligente, capace di trasformare la paura in gioco. In questo racconto, il coronavirus prende le sembianze di un personaggio tutto particolare, l’anagramma del cattivo Naso Ricurvo, un mascalzone che dobbiamo imparare a “arrestare”, seguendo semplici regole di prudenza, senza perdere il sorriso.
Attraverso verbi all’imperativo, ripetizioni facili da ricordare e consigli pratici (restare a casa, distanza, lavarsi le mani, usare fazzoletti), il testo assume la forma di un piccolo manuale morale e sanitario rivolto a tutte le età. Non è solo un elenco di regole, è un invito corale a fare la propria parte, dove la paura convive con la responsabilità e la fiducia che, uniti, si tornerà alla normalità.
Leggi questa poesia ad alta voce ai bambini, in famiglia o a scuola e lascia che il suo ritmo insegni tanto quanto le sue parole: prudenza, solidarietà e un pizzico di speranza perché, alla fine, la vita torni a essere quella di prima.
Naso Ricurvo di Monia Cannistraci
C’era una volta Naso Ricurvo
Era un tipo taciturno
Ma quando decideva di agire
Tutti riusciva ad abbrutire.
Scusate se lo chiamo con un anagramma
ma il suo vero nome ci infiamma.Lui arrivò da un giorno all’altro
Prendendo la nostra vita d’assalto
Ma dico io: “Ti sembra giusto
Creare tutto questo trambusto”?
Fino a ieri lavoravo o andavo a scuola
Ora il tempo di certo non vola.Ho paura di Naso Ricurvo
Ma se le regole osservo
Al più presto se ne andrà,
Forza, scacciamolo di qua!
Combattiamo tutti insieme
Con misure che sembrano estreme
Basta però rifletterci un secondo
E alla fine vi rispondo
“La salute è troppo importante”
Quindi vediamo l’occorrente:Restiamo in casa o evitiamo luoghi affollati
Soprattutto se siamo ammalati!
Avvertiamo il medico se stiamo male
Ma non andiamo di certo in ospedale!
Se vi viene da starnutire
La gente non dovete atterrire
Quindi riparatevi con il braccio
Senza spruzzare goccioline a casaccio.
Buttate il fazzoletto di carta
E dalle persone state alla larga
almeno a un metro di distanza
questa sì che è una buona creanza.Evitate abbracci e baci
Son sicura che ne siete capaci
Lavate bene le vostre mani
per non rendere gli sforzi vani.
Non si toccano bocca, naso o occhi
Mica siete così sciocchi?
Non so per quanto tempo resterà,
se di noi un giorno si stancherà
Ma se facciamo il nostro dovere
Naso Ricurvo avrà il suo giustiziere.Respireremo di nuovo a pieni polmoni
E mangeremo dalla nonna i cannelloni
Quest’estate andremo al mare
E da lui ci faremo coccolare.
Staremo con gli amici in compagnia
E non in questo stato di apatia
Indosseremo una mascherina … di carnevale,
mica quella attuale!
Torneremo ad essere cordiali
In poche parole avremo delle vite normali.Pertanto bambini, giovani e anziani
Iniziate adesso e non domani
Da Naso Ricurvo non fatevi toccare
È un mascalzone, facciamolo “ARRESTARE”.
Prof.ssa Monia Cannistraci, Istituto Comprensivo Cassina De’ Pecchi.
Monia Cannistraci è una poetessa e autrice italiana che affronta temi di forte impatto sociale e psicologico attraverso la sua scrittura. Le sue opere spaziano dalla riflessione sulla violenza di genere alla denuncia dei disturbi alimentari, passando per l’esplorazione di emozioni complesse come solitudine e sofferenza interiore. La sua poesia si distingue per la capacità di trattare argomenti delicati con intensità emotiva e consapevolezza sociale.
Tra le sue composizioni più note figurano “Rosso“, un grido contro la violenza sulle donne, e “Demoni silenziosi“, che esplora i disturbi alimentari e il dolore nascosto. Cannistraci utilizza la poesia come strumento di sensibilizzazione e riflessione, invitando i lettori a confrontarsi con realtà spesso taciute.
La sua scrittura non si limita a un’espressione artistica personale, ma si configura come un atto di impegno civile e umano, volto a stimolare una maggiore consapevolezza e azione collettiva, si ricorda anche la poesia I calzini spaiati, dedicata alla Giornata dei Calzini Spaiati per sensibilizzare alla diversità.
Con uno stile che mescola delicatezza e intensità, Cannistraci dipinge il tango come metafora di questo legame sospeso, un ballo di passione e malinconia, dove l’avvicinarsi e il distanziarsi diventano il ritmo stesso della vita e dell’amore.




