La poesia “Speranza” di Gianni Rodari è un piccolo gioiello di leggerezza e profondità: poche righe, ma capaci di racchiudere un intero modo di guardare il mondo.
Come spesso accade nei suoi versi, Rodari sceglie la forma della filastrocca, quella cadenza musicale che sembra fatta per i bambini, ma che in realtà parla, e con forza, anche agli adulti.
Dietro quel tono lieve, quasi giocoso, si nasconde una visione etica e poetica, la convinzione che la speranza non sia un sentimento ingenuo, ma un atto di fiducia nel futuro, un gesto di resistenza contro il disincanto.
Rodari non predica, non ammonisce. Sussurra, con parole semplici, che un mondo migliore non è un’illusione, ma un diritto da coltivare.
E in questo sta il suo genio di Gianni Rodari, nel riuscire a trasformare la lingua dei bambini in un linguaggio universale, capace di toccare chiunque abbia ancora il coraggio di credere che dietro la realtà possa esserci sempre un “ancora possibile”.
Speranza di Gianni Rodari
Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.
“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.




