La poesia Il vecchio muratore di Gianni Rodari non è solo un ritratto di lavoro, è la storia di un uomo che, nonostante l’età e la fatica, continua a impugnare la cazzuola e a posare mattoni. Ma più che i gesti, ciò che Rodari mette in luce è la dignità silenziosa, la costanza e la forza morale di chi affronta la vita senza lamentarsi, con la determinazione di chi sa che il valore di un uomo si misura anche nella quotidiana tenacia.
Il vecchio muratore di Gianni Rodari
Ho girato mezzo mondo
con la cazzuola e il filo di piombo,
ho fabbricato con le mie mani
cento palazzi di dieci piani:
tutti in fila li vedo qua
e mi fanno una grande città.
Ma per me e per la mia vecchia
non ho che questa catapecchia.
Sono di legno le pareti,
le finestre non hanno vetri
e dal tetto di paglia e di latta
piove in tutta la baracca.
Dalla città che ho costruito,
non so perchè sono stato bandito.
Ho lavorato per tutti: perché
nessuno ha lavorato per me?
Gianni Rodari, tratta da Prime fiabe e filastrocche.
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