La poesia Fuoco di Ketty Vasi nasce dall’alternanza tra forza e fragilità, tra il desiderio di ardere e la paura di spegnersi. Il “fuoco” diventa una voce interiore, a volte brucia e dà forma ai sogni, altre volte si ritira e lascia spazio al dubbio, alla stanchezza, alla resa.
Eppure, proprio in questo andare e venire, c’è la testimonianza più viva della nostra natura, continuiamo ad alzarci, a cadere, a rinascere. Il fuoco è identità, memoria, promessa, è la parte più vera di noi che, nonostante tutto, torna sempre a chiedere luce.
Fuoco
Sento il mio fuoco
che fa silenzio dentro,
come un angelo stanco
che posa le ali
sul mio cuore inquieto.Quando il fuoco divampa
mi consegna al miracolo,
sono promessa mantenuta,
sono il desiderio che prende forma.Ma poi il fuoco s’addormenta,
mi lascia nelle mani vuote
di una speranza bambina,
so ancora credere,
ma non so muovermi,
e mi fa male la pazienza.Poi il fuoco ritorna,
ostinato come l’amore,
mi tiene dritta
quando sto per cadere,
mi chiama alla vita
con una voce che non tradisce.Questo fuoco è la mia parte migliore,
che custodisco e temo,
a volte mi guardo
e mi faccio invidia,
perché io sono quel fuoco
che non vuole morire
e chiede di bruciare ancora.Ketty Vasi





4 commenti
Prometeo che rubò il fuoco dall'Olimpo per salvare gli uomini…ancora arde in molti cuori.
io spero che quel fuoco ti possa soffocare di vita!
Si potrebbe dire che abbiamo bisogno del fuoco della passione e del freddo di una analisi attenta. Dobbiamo però evitare di diventare tiepidini…
ciao
Mark … Eh si dobbiamo proprio ringraziare Prometeo 😀
Moniella … Il termine soffocare mi mette ansia, ma il concetto è chiaro, lo spero anch'io 😀