L’uomo che avevo vicino di Ketty Vasi, una poesia dedicata a un nonno, al suo amore incondizionato e alla sofferenza per la sua mancanza.
L’uomo che avevo vicino
Dal balcone che mi ha adottata
cresciuta, voluta,
guardo pochi alberi
piantati senza entusiasmo
nella terra che ha dimenticato
si essere prato.Li guardo da sempre
accanto all’uomo che avevo vicino,
punto fermo in una frase
che non finiva.
Le emozioni arrivavano
disordinate,
senza mai domandare un perché
certa di ciò che vedevo.
Ed era già tutto.Poi un lampo amaro,
mi è caduta addosso la certezza.
Guardavo solo il riflesso
della visione che ispirava
l’uomo che avevo vicino.
Ascoltando con tutti i miei sensi
mille perché avrò chiesto
respirandogli accanto.Continuo a contemplare
quel piccolo mondo
che pare infinito.
Mi siedo su vecchie risposte
dell’uomo che avevo vicino,
le intreccio a nuovi,
muti, perché.
Semi di domande
ancora senza fiore.Adesso, sola.
Osservo l’autentico quadro
dove è dipinto,
su tela che porto nel petto,
l’uomo che avevo vicino.
Ketty Vasi
Mi manca il tuo amore incondizionato, il tuo profumo misto di tabacco e colonia, i tuoi occhi verdi che mi scrutano per capire se stavo bene, il tuo umorismo, il calore del tuo abbraccio… mi manchi.





4 commenti
In ogni quadro vedi cio che il cuore vuol farti vedere………..non è uno specchio fedele dell'essere…..è lo specchio delle nostre emozioni…..
davvero toccante….
malinconica e bella…
..ma è tua?
baci
Si Mister è mia, è dedicata a mio nonno.