Honoré De Balzac – Fisiologia del matrimonio

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Fisiologia del matrimonio è un opera di Honoré de Balzac, pubblicato nel 1829, con la misteriosa firma di “un giovane single”. Nel 1842 è stata censurata perché ritenuta immorale e scandalosa, fu una delle prime opere che portò Balzac, quando ne fu rivelata la paternità, a farsi apprezzare dal grande pubblico.

“Perché è così raro che un matrimonio sia felice? Perché questo fenomeno del mondo morale ha bisogno, per concretizzarsi, di persone geniali e le persone geniali s’incontrano di rado.”

Considerata dallo stesso autore come una delle pietre fondanti della “Commedia umana”, la “Fisiologia” è una meditazione, ricca di sarcasmo, che, oscillando tra lo studio dei costumi dell’epoca e un trattato analitico, viviseziona una delle più importanti istituzioni culturali e sociali dell’umanità: il matrimonio. Nel testo ritroviamo così temi quali la luna di miele, la teoria del letto, i sintomi dell’adulterio, le nevrosi, le emicranie e le temibili suocere: tutto passa attraverso la penna di uno dei massimi scrittori, che ha fatto della costruzione letteraria intorno all’umanità il suo tratto distintivo.

Lo scrittore, partendo dalla citazione di Napoleone Bonaparte, indaga e divide il matrimonio in tre fasi: considerazioni generali, i mezzi di difesa all’interno e all’esterno e la guerra civile.

“Il matrimonio non deriva affatto dalla natura. La famiglia orientale è totalmente diversa da quella occidentale. L’uomo è il ministro della natura e la società s’innesta su di essa. Le leggi sanciscono i costumi e i costumi mutano. Il matrimonio può dunque subire il perfezionamento graduale al quale sembra che tutti gli eventi umani siano soggetti.” (Napoleone Bonaparte)

Riesce a toccare nervi scoperti di questa antica istituzione, dalla luna di miele alle suocere, dal sesso all’adulterio, dal mal di testa alle nevrosi, dall’influenza delle amiche alla teoria del letto: due letti gemelli, due camere separate o un solo letto. E tanto altro ancora.

“Il matrimonio è una scienza”

Il trattato è scritto in modo chiaro e sarcastico, l’ho trovato davvero molto divertente e acuto. Se pensiamo in che periodo fu scritto è davvero un’opera geniale che compete con testi moderni. Consiglio la lettura a tutti quelli che voglio riflettere in modo ironico sul matrimonio, ancora oggi modello della nostra società.

Destinati a restare per sempre bambini, escono dalla vita a mani vuote, dopo aver vegetato, parlato d’amore e di piaceri, di libertinaggio e di virtù come gli schiavi parlano di libertà. Quasi tutti si sono sposati ignorando nel modo più assoluto che cosa fossero una donna e l’amore. Hanno cominciato con lo sfondare la porta di una casa estranea, pretendendo di essere ricevuti in salotto. Eppure anche l’artista più mediocre sa che esiste fra lui e il suo strumento (strumento che puo essere di legno o d’avorio) una specie d’amicizia indefinibile. Sa per esperienza che gli ci sono voluti anni per riuscire a stabilire questo rapporto misterioso fra la materia inerte e se stesso. Non ha potuto indovinarne al primo approccio le doti e i capricci, idifetti e le virtù. Il suo strumento diventa per lui un’anima e una sorgente di melodia soltanto dopo che l’ha studiato lungamente. Essi giungono a considerarsi amici solo in seguito a profondi sondaggi.
“Forse restando segregato nella vita come un seminarista nella sua cella un uomo potrà arrivare a capire che cosa sia una donna e a decifrare quel meraviglioso solfeggio? O forse esercitando il mestiere di pensare per gli altri, di giudicare gli altri, di dominare gli altri, di rubare il denaro degli altri, di nutrire, di guarire, di ferire gli altri? Non potrebbero, infine, i nostri predestinati impiegare il loro tempo a studiare una donna? Loro vendono il proprio tempo: non lo donerebbero alla felicità? Il denaro è il loro Dio, ma non si possono servire due padroni alla volta. Così il mondo è pieno di giovani mogli che tirano avanti pallide e deboli, malate e sofferenti. Alcune sono tormentate da infiammazioni più o meno gravi, altre cadono vittime di attacchi nervosi più o meno violenti. Tutti i mariti di queste donne sono ignoranti e predestinati. Hanno lavorato alla loro infelicità con la sollecitudine di un marito artista avrebbe usato per far sbocciare i lenti e deliziosi fiori del piacere. Il tempo che un ignorante trascorre a preparare la sua rovina è precisamente quello che un uomo abile adopera a predisporre la sua felicità.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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