Jane Austen – Orgoglio e pregiudizio

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orgoglio_pregiudizio_200_jasitOrgoglio e pregiudizio è uno dei più celebri romanzi di Jane Austen.
La scrittrice lo iniziò a ventun anni, ma ne avrà trentasette quando lo vedrà finalmente stampato, dopo il rifiuto di un editore londinese, rimase in un cassetto fino alla sua pubblicazione anonima nel 1813, da allora è considerato tra i più importanti romanzi della letteratura inglese.
Non si sa nulla della prima versione del romanzo, solo che aveva come titolo “Prime impressioni”.

È una verità universalmente riconosciuta, che uno scapolo in possesso di un’ampia fortuna debba avere bisogno di una mo-glie.
Per quanto poco si possa sapere circa i sentimenti o i punti di vista di un uomo del genere al suo primo apparire nel vicinato, questa verità è così saldamente fissata nelle menti delle famiglie del circondario, da considerarlo di legittima proprietà di una o l’altra delle loro figlie.

Il presbiterio anglicano sembra essere uno dei luoghi eletti della letteratura inglese: vi nascono le opere di Swift, gli scritti delle sorelle Bronte e i deliziosi romanzi di Jane Austen.
Orgoglio e pregiudizio esce nel 1813, un anno cruciale per l’Inghilterra che lotta contro Napoleone: ma gli echi del conflitto non raggiungono le sue pagine.
Il mondo cui l’autrice guarda, con l’intuito di una femminilità perspicace e maliziosa, è quello della vita familiare, su cui gli eventi storici incidono meno delle ragioni private: affetti e denaro.
In un contesto di consuetudini quotidiane, pranzi, ricevimenti, gite, si consumano le gioie e i dissapori dell’intimità domestica, le perfidie della mondanità, le segrete trepidazioni degli amori giovanili, insidiati dai pregiudizi e dalle convenzioni sociali.
Personaggi di straordinaria evidenza psicologica ritratti con l’acume di chi ha ben penetrato i costumi e le figure del suo ambiente.
Come dimenticare l’intrepida e sagace Elizabeth Bennet, l’ottuso pastore Collins, il superbo Darcy, la tronfia e arrogante lady Catherine? Ci sono molto umorismo e molta verità in questo romanzo, scritto con grazia ironica e disincantata; e c’è soprattutto l’estro inventivo di una autentica artista (la più perfetta fra le scrittrici la giudicò Virginia Woolf), capace come poche di attrarre il lettore in quella sottile complicità di consensi e di attese da cui deriva il fascino maggiore della narrativa.

“L’orgoglio”, osservò Mary, che ci teneva alla solidità delle sue riflessioni, “credo sia un difetto molto comune. Da tutto ciò che ho sempre letto, mi sono convinta che sia davvero molto comune, che la natura umana vi sia particolarmente propensa, e che siano molto pochi quelli che non provano sentimenti di au-to-compiacimento per questa o quella delle loro doti, reali o immaginarie. La vanità e l’orgoglio sono cose diverse, anche se le parole sono spesso usate come sinonimi. Una persona può essere orgogliosa senza essere vanitosa. L’orgoglio appartiene più all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a quello che vorremmo che gli altri pensassero di noi.”

Il romanzo ha come temi principali l’orgoglio di classe del signor Darcy e il pregiudizio di Elizabeth Bennet nei confronti di quest’ultimo.
La trama si concentra sulle vicende della famiglia Bennet, composta dai signori Bennet, una donna frivola mentre il signor Bennet è un uomo intelligente, sarcastico e imprevedibile e dalle loro cinque figlie: Jane, Elizabeth (per gli amici Lizzy), Mary, Catherine (detta anche Kitty) e Lydia. L’obiettivo della signora Bennet, vista la mancanza di un figlio maschio che possa ereditare la loro tenuta di Longbourn nell’Hertfordshire, è quello di vedere sposata almeno una delle sue figlie prima possibile.
Quando un ricco scapolo, il signor Bingley, si trasferisce a Netherfield, una bella dimora in affitto nelle vicinanze, la signora Bennet freme affinché le figlie gli vengano presentate quanto prima e prega il marito di presentarsi a porgere i propri omaggi al nuovo vicino. È sua precisa intenzione, quella di combinare un matrimonio tra il signor Bingley e una delle figlie e non vuole correre il rischio di vederselo accaparrato da qualche altra vicina.
l signor Bingley è giunto a Netherfield in compagnia delle sue due sorelle, Caroline e la signora Hurst, del marito di quest’ultima e del suo più caro amico, il signor Darcy. Bingley è cortese e socievole e si attira subito le simpatie della compagnia, è inoltre immediatamente palese la sua grande ammirazione per la maggiore delle signorine Bennet. Al contrario, Darcy rimane in disparte, si rifiuta di ballare con le signorine che non conosce e non mostra alcun interesse nel voler coltivare amicizie con membri della compagnia. A causa di questo suo comportamento, viene subito tacciato come un uomo orgoglioso e altero, e ai presenti non basta il pensiero della sua grande ricchezza per dimenticare la grande antipatia che Darcy ha suscitato in loro. Da quel momento la vita delle signorine Bennet cambierà attraverso colpi di scena, intrighi, incomprensioni, invidie, orgoglio e pregiudizi.

“Mr. Bennet era un insieme talmente bizzarro di acume, ani-mo sarcastico, riserbo e fantasia, che l’esperienza di ventitré anni non era bastata alla moglie per capirne il carattere. La mente di lei era meno difficile da cogliere. Era una donna di scarsa intelligenza, di poca cultura e di temperamento mutevole. Quando non era contenta si immaginava nervosa. Lo scopo della sua vita era di far sposare le sue figlie; la sua consolazione erano le visite e i pettegolezzi.”

Orgoglio-e-pregiudizio2È una verità universalmente riconosciuta, che uno scapolo in possesso di un’ampia fortuna debba avere bisogno di una moglie.
Per quanto poco si possa sapere circa i sentimenti o i punti di vista di un uomo del genere al suo primo apparire nel vicinato, questa verità è così saldamente fissata nelle menti delle famiglie del circondario, da considerarlo di legittima proprietà di una o l’altra delle loro figlie.
“Mio caro Mr. Bennet”, gli disse un giorno la sua signora, “hai saputo che finalmente Netherfield Park è stato affittato?”
Mr. Bennet rispose di no.
“Ma è così”, replicò lei, “poiché Mrs. Long è appena stata qui, e mi ha raccontato tutto sull’argomento.”
Mr. Bennet non rispose.
“Non vuoi sapere chi l’ha affittato?”, esclamò la moglie con impazienza.
“Tu vuoi dirmelo, e io non ho nulla in contrario ad ascoltare.”
Era quanto bastava.
“Allora, mio caro, devi sapere che Mrs. Long dice che Netherfield è stato affittato da un giovanotto con un’ampia fortuna del nord dell’Inghilterra; che è arrivato lunedì in un tiro a quattro per vedere il posto, e che ne è rimasto così deliziato che si è immediatamente accordato con Mr. Morris; che ne prenderà possesso prima di San Michele, e che qualcuno della servitù ci andrà verso la fine della settimana.”
“Come si chiama?”
“Bingley.”
“È sposato o scapolo?”
“Oh! Scapolo, mio caro, puoi starne certo! Uno scapolo con un’ampia fortuna; quattro o cinquemila l’anno. Che bella cosa per le nostre ragazze!”
“E perché mai? che c’entrano loro?”
“Mio caro Mr. Bennet”, replicò la moglie, “come puoi essere così irritante! Lo sai bene che sto pensando di farlo sposare con una di loro.”
“Era questo il suo progetto quando ha deciso di stabilirsi qui?”
“Progetto! sciocchezze, come puoi parlare in questo modo! Ma è molto probabile che possa innamorarsi di una di loro, e quindi devi fargli visita non appena arriva.”
“Non vedo nessun motivo per farlo. Potete andare tu e le ragazze, oppure puoi mandarle da sole, il che forse sarà ancora meglio; visto che tu sei bella quanto loro, Mr. Bingley potrebbe considerarti la migliore del gruppo.”
“Mio caro, tu mi lusinghi. Certo, ho avuto la mia parte di bellezza, ma ora non pretendo di essere nulla di straordinario. Quando una donna ha cinque figlie cresciute, non deve più pensare alla propria bellezza.”
“In casi del genere una donna spesso non ha più molta bellezza a cui pensare.”
“Ma, mio caro, devi davvero andare a trovare Mr. Bingley, una volta arrivato.”
“È più di quanto possa impegnarmi a fare, te l’assicuro.”
“Ma pensa alle tue figlie. Pensa solo a che sistemazione sarebbe per una di loro. Sir William e Lady Lucas sono decisi ad andare solo per questo motivo, perché lo sai che generalmente non fanno visita ai nuovi arrivati. Devi andarci per forza, perché se non lo fai per noi sarebbe impossibile fargli visita.”
“Sicuramente ti fai troppi scrupoli. Credo proprio che Mr. Bingley sarà felicissimo di conoscervi, e io manderò qualche rigo tramite te per assicurargli il mio cordiale consenso al suo matrimonio con qualunque delle ragazze preferisca, anche se dovrò mettere una parola buona per la mia piccola Lizzy.”
“Fammi il piacere di non fare una cosa del genere. Lizzy non ha nulla di meglio delle altre, e sono certa che non sia bella nemmeno la metà di Jane, né che abbia nemmeno la metà del carattere gioviale di Lydia. Ma tu dai sempre la preferenza a lei.”
“Nessuna di loro ha niente di cui andare fiera”, rispose lui; “sono tutte sciocche e ignoranti come la altre ragazze; ma Lizzy ha un po’ più di acume rispetto alle sorelle.”
“Mr. Bennet, come puoi offendere così le tue stesse figlie? Ti diverti a tormentarmi. Non hai nessuna compassione per i miei poveri nervi.”
“Ti sbagli, mia cara. Ho un grande rispetto per i tuoi nervi. Sono miei vecchi amici. Li ho sentiti, con grande rispetto, menzionare da te almeno negli ultimi vent’anni.”
“Ah, non sai quanto soffro.”
“Ma spero che riuscirai a guarire, e a vivere per vedere tanti giovanotti con quattromila l’anno arrivare nel vicinato.”
“Non servirebbe a nulla anche se ne arrivassero venti, visto che tu non andrai a far loro visita.”
“Contaci, mia cara, che quando saranno venti, andrò a far visita a tutti.”
Mr. Bennet era un insieme talmente bizzarro di acume, animo sarcastico, riserbo e fantasia, che l’esperienza di ventitré anni non era bastata alla moglie per capirne il carattere. La mente di lei era meno difficile da cogliere. Era una donna di scarsa intelligenza, di poca cultura e di temperamento mutevole. Quando non era contenta si immaginava nervosa. Lo scopo della sua vita era di far sposare le sue figlie; la sua consolazione erano le visite e i pettegolezzi.

L’ironia tagliente, la costruzione di personaggi decisamente comici, e nello stesso tempo un atteggiamento d’affetto e di indulgenza nei riguardi di tutti hanno reso possibile che un messaggio di forte denuncia nei confronti del modello sociale della provincia inglese, Jane Austen è riuscita ad alzare la voce sulla condizione della donna e sulle disparità nella società, a denunciare che il matrimonio fosse l’unica spiaggia per conquistare rispetto e una certa autonomia, nella società di quel tempo.

Orgoglio-e-pregiudizio-(1)“Andiamo, Darcy”, disse, “devo farti ballare. Detesto vederti star lì da solo in modo così stupido. Faresti molto meglio a ballare.”
“Non lo farò di sicuro. Sai quanto lo detesto, a meno che non conosca bene la mia dama. In un posto come questo sarebbe insopportabile. Le tue sorelle sono impegnate, e nella sala non c’è nessun’altra donna con la quale per me ballare non sarebbe una punizione.”
“Non vorrei essere schizzinoso come te”, esclamò Mr. Bingley, “per tutto l’oro del mondo! Parola d’onore, in vita mia non ho mai visto tante ragazze piacevoli come stasera, e guarda che ce ne sono diverse particolarmente carine.”
“Tu stai ballando con la sola ragazza attraente in sala”, disse Mr. Darcy, guardando la maggiore delle Bennet.
“Oh! È la creatura più bella che io abbia mai visto! Ma c’è una delle sue sorelle seduta proprio dietro a te, che è molto carina, e direi anche molto simpatica. Fammi chiedere alla mia dama di presentarti.”
“Di chi stai parlando?” e girandosi, guardò per un istante Elizabeth, finché, avendone incrociato lo sguardo, distolse il suo e disse freddamente: “È passabile, ma non bella abbastanza da tentarmi; e al momento non sono dell’umore giusto per occuparmi di signorine trascurate dagli altri uomini. Faresti meglio a tornare dalla tua dama e a goderti i suoi sorrisi, perché con me stai perdendo tempo.”
Mr. Bingley seguì il suo consiglio. Mr. Darcy si allontanò, ed Elizabeth rimase lì con sentimenti non certo cordiali verso di lui. Tuttavia, raccontò la storia alle amiche con grande spirito, poiché era di temperamento vivace e giocoso, e si divertiva a vedere il lato comico in tutto.

Consiglio la traduzione di Giuseppe Ierolli, disponibile in ebook (formato PDF), oppure in formato cartaceo, nell’edizione per il bicentenario realizzata dalla Jane Austen Society of Italy (JASIT) che trovare nel link sotto:
http://www.jausten.it/jarcpap.html

VERSIONI CINEMATOGRAFICHE

1940: Orgoglio e Pregiudizio di Robert Z. Leonard, con Laurence Olivier nel ruolo di Darcy e Greer Garson come Elizabeth.

1980: Orgoglio e Pregiudizio, serie televisive con Elizabeth Garvie nella parte di Elizabeth e David Rintoul come Darcy, adattate da Fay Weldon.

1995: Orgoglio e pregiudizio, miniserie televisiva con Colin Firth nel ruolo di Darcy e Jennifer Ehle nel ruolo di Elizabeth, adattata da Andrew Davies. Questa versione fu determinante a rendere popolare Colin Firth.

Secondo me la migliore, l’unica fedele al libro e l’unica che è riuscita a cogliere la poesia e l’ironia.

 

2005: Orgoglio e Pregiudizio, con Keira Knightley e Matthew Macfadyen.

Orgoglio e pregiudizio, come molte altre opere della Austen, è stato negli anni fonte di ispirazione per molte scrittrici, come ad esempio Helen Fielding nel suo romanzo “Il diario di Bridget Jones” si riferisce spesso all’opera (uno dei due protagonisti maschili si chiama addirittura Darcy) ed alle trasposizioni cinematografiche.

 


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

3 commenti

  1. Il primo libro letto nella mia vita!!!!
    E' stato un regalo per il mio compleanno di 13 anni, l'ho riletto tante di quelle volte che ho perso il conto…effettivamente sto perdendo anche il libro…..è piuttosto consumato!!!
    Consiglio a tutti di leggerlo…

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