Buona settimana a tutti con la classifica dei libri più venduti che vede debuttare direttamente al primo posto I convitati di pietra di Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026, seguito da Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto, un romanzo di crescita personale ambientato tra Singapore e Torino e da Murdoku di Manuel Garand, che continua a conquistare gli appassionati di enigmistica e gialli.
Stabile nelle loro posizioni Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone, romanzo dedicato all’emancipazione femminile nell’Italia degli anni Sessanta, Il sole nelle pozzanghere di Matteo Bussola, storia delicata sul valore dei ricordi e delle seconde possibilità, e I tramezzini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini, raccolta di racconti dedicata al celebre vicequestore.
Ritorna in classifica La sonnambula di Bianca Pitzorno, un romanzo intenso e visionario.
Ritroviamo Tutti i colori del buio di Chris Whitaker, un thriller che intreccia rapimenti, misteri e amicizia nell’arco di trent’anni, Ed è un poco la notte e un poco l’alba di Ilaria Tuti, ambientato nella Carnia durante la Seconda guerra mondiale, e Soltanto il giorno di Santina Cosetta, intenso romanzo storico ispirato a una vicenda familiare.
“Non può esserci eleganza di parole, senza aver prima concepito e sviluppato un pensiero, e non ci può essere chiarezza di pensiero senza chiarezza di parole.”
(Cicerone)
Classifica libri – 20 Luglio 2026
- I convitati di pietra – Michele Mari
- Ci basterà mangiare il vento – Gianluca Gotto
- Murdoku – Manuel Garand
- Gli anni in bianco e nero – Francesca Giannone
- Tutti i colori del buio – Chris Whitaker
- Il sole nelle pozzanghere – Matteo Bussola
- I tramezzini di Rocco Schiavone – Antonio Manzini
- Ed è un poco la notte e un poco l’alba – Ilaria Tuti
- La sonnambula – Bianca Pitzorno
- Soltanto il giorno – Santina Cosetta
In basso trovate i libri in dettaglio e altre curiosità letterarie della settimana.
Podio della classifica libri di narrativa italiana
- I convitati di pietra – Michele Mari
- Ci basterà mangiare il vento – Gianluca Gotto
- Gli anni in bianco e nero – Francesca Giannone
Podio della classifica libri di narrativa straniera
- Tutti i colori del buio – Chris Whitaker
- Il tempo degli innocenti– Angela Marsons
- Kolchoz – Emmanuel Carrère
Podio della classifica libri di saggistica
- Magnifica humanitas – Leone XIV
- La cura – Concita De Gregorio
- Paura non abbiamo – Serena Dandini
Podio della classifica libri di narrativa per ragazzi
- Kpop Demon Hunters. Activity book ufficiale
- Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
- La scatola delle lacrime – Han Kang
I NatiOggi letterari della settimana
Michael Connelly (21 luglio 1956), scrittore statunitense di thriller.
Ernest Hemingway (21 luglio 1899 – 2 luglio 1961), scrittore e giornalista statunitense, simbolo del novecento letterario.
Banana Yoshimoto (24 luglio 1964), scrittrice giapponese.
Alexandre Dumas padre (24 luglio 1802 – 5 dicembre 1870), scrittore e drammaturgo francese.
Madeline Miller (24 luglio 1978), scrittrice statunitense, vincitrice dell’Orange Prize per il suo libro La canzone di Achille.
George Bernard Shaw (26 luglio 1856 – 2 novembre 1950), scrittore, linguista e critico musicale irlandese.
Eventi letterari della settimana
Dal 21 al 24 Luglio. a Rio nell’Elba (LI), si svolge il Elba Book Festival, nato nel 2015, si rivolge a un turismo consapevole e sostenibile, cercando di dar voce all’Editoria Indipendente, alla piccola realtà locale, cercando di essere una piattaforma di incontri e confronti.
Il 26 Luglio, a Pontremoli (MS), Assegnazione Premio Bancarella 2026
Dal 26 luglio al 2 agosto, a Perdasdefogu (Nuoro), SetteSere SettePiazze SetteLibri, festival giunto quest’anno alla 14esima edizione, dedicata allo scrittore Italo Calvino.
Classifica dei libri più venduti della settimana in dettaglio
1.
Nuova entrata direttamente in prima posizione, I convitati di pietra di Michele Mari, Premio Strega 2026.
Il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe, e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi… Ma i rancori sopiti, gli amori taciuti, le promesse e le invidie nate sui banchi di scuola s’infiammano un anno dopo l’altro. E quando ogni 22 luglio si rivedranno a cena, si informeranno dei malanni altrui per prevedere il prossimo di loro che passerà a miglior vita. Fino a trasformare i protagonisti di questa storia in giocatori seduti al tavolo di un’immaginaria roulette, «per i quali indovinare un numero significa desiderarlo, se non altro per poter continuare a giocare».
E si sa che ogni gioco ha le sue regole e i modi per aggirarle: scommesse clandestine, tresche, sospetti, tentativi di omicidio, improbabili macumbe e soprattutto il Caso, che agisce scompigliando anche il piano meglio architettato. Michele Mari, mai cosí divertito e divertente, segue i suoi personaggi fino al 2050 e oltre, grazie a un ingranaggio affabulatorio che inchioda il lettore alla pagina. Del resto tutti noi abbiamo vissuto la singolare ambiguità delle cene di classe, fatte di momenti prodigiosi in cui il tempo sembra essersi arrestato, anche se appena si scrosta la nostalgia quello che rimane è il disincanto di individui che poco hanno da spartire fra di loro.
Senza rinunciare alle ossessioni che lo hanno fatto amare dal suo pubblico (i fumetti, il cinema, la mania tassonomica), questa volta Mari racconta la giovinezza, l’epoca in cui ci si crede immortali, e prendendo la rincorsa si sofferma a indagare le inquietudini della vecchiaia. Tra Compagni di scuola e Final Destination, un romanzo a orologeria, il cui ticchettare incessante riflette sul tempo a nostra disposizione. «Non si sfugge al passato, perché non è dietro di noi ma dentro».
2. (1)
In classifica da 3 settimane. Scende in seconda posizione, Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto.
“Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere.”
Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che “casa” possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza.
Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all’apparenza perfetto: tai chi all’alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra.
Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano.
Finché una notte, nell’ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L’amore. E anche se quell’incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?
3. (6)
In classifica da 3 settimane. Scende in posizione, Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica. Il primo libro che unisce crime e sudoku di Manuel Garand.
La serie bestseller che sta mettendo alla prova amanti del crime e dell’enigmistica di tutto il mondo
Risolvi questi 80 casi grazie al tuo ingegno. Completa la griglia avvalendoti di tutti gli elementi a tua disposizione: personaggi, stanze, mobili, animali, oggetti… Non trascurare nulla: ogni dettaglio potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini.
Immergiti in ciascuno di questi scenari coinvolgenti, che uniscono i meccanismi familiari dei sudoku alle sfide dei giochi di logica, mentre ispezioni una banca, un casinò, un torneo di scacchi, un teatro dell’Opera… e tantissime altre scene del crimine!
All’interno di questo libro troverai:
• 80 coinvolgenti casi di difficoltà crescente
• Coloratissimi scenari a tema, per calarti nella situazione e farti sentire un vero detective sul campo
• Una lista di sospettati e una serie di indizi per collocarli sulla scena del crimine. Per posizionarli, segui la regola n°1 del sudoku: in ogni riga e colonna della griglia può esserci uno e un solo personaggio. Sta a te scoprire dove ogni potenziale colpevole si trovava al momento del delitto!
Identifica l’assassino scoprendo chi è l’unica persona nella stessa stanza con la vittima.
4. (4)
In classifica da 7 settimane. Stabile in quarta posizione, Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone.
Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze.
Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
5. (3)
In classifica da 2 settimane. Scende in quinta posizione, Tutti i colori del buio di Chris Whitaker.
Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall’oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall’idea di ritrovarla, e di dare la caccia all’uomo che gli ha rovinato l’esistenza. Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell’ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.
6. (6)
In classifica da 3 settimane. Stabile in sesta posizione, Il sole nelle pozzanghere di Matteo Bussola.
Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.
«Il signor Pi, in effetti, non aggiusta quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La gente del quartiere lo chiama “il vecchio delle cose rotte”. Ma sanno che lui, in realtà, ripara persone».
Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante.
Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro».
Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi.
7. (7)
In classifica da 7 settimane. Stabile in settima posizione, I tramezzini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini.
L’amicizia con i compagni di Trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti, eterni ragazzi di strada e di vita, sempre sospesi tra sfrontatezza e crimine. L’incontro inaspettato con la moglie Marina, in una tempesta di emozioni e presagi. Lo sdegno morale di fronte a un organizzatore di matrimoni, un wedding planner che sembra destinato a una brutta fine.
Le pulsioni erotiche di un giorno di noia smisurata. La guerra e la Resistenza, le figurine dei calciatori, i sogni dell’infanzia. I morti ammazzati, i segreti di famiglia, la fatica di mettersi ancora una volta al lavoro su un nuovo caso. L’affetto e lo sprezzo per i colleghi, il rigore di chi cerca sempre la verità e applica una costante disubbidienza alla stupidità e all’ingiustizia.
In queste storie Antonio Manzini sembra ripercorrere un cammino iniziato tredici anni fa con Pista nera creando un personaggio e un mondo in cui convivono umorismo e dramma, suspense e sensibilità, fotografia della realtà e rovesciamento tragicomico. I Tramezzini sono un punto di arrivo, e di rinnovata partenza.
8. (5)
In classifica da 4 settimane. Scende in ottava posizione, Ed è un poco la notte e un poco l’alba di Ilaria Tuti.
È con queste parole che l’anziano Geremia, in un pomeriggio caldo di sole, mi mette in allarme. Ma ancora non posso immaginare che questa terra sta per mutare volto e temperamento, forse per sempre. Nella Zona libera della Carnia, finora, la guerra è stata una tempesta distante, che ha strappato gli uomini dai nostri paesi ma non ha ancora lacerato del tutto gli animi. Quello in arrivo è però un vento nuovo e spaventoso, che soffia da Est e porta sconvolgimenti.
E da oltre il grande fiume giungono infine carovane di cavalieri delle steppe, con copricapi di pelliccia e lunghe spade ricurve, che entrano nelle nostre case prendendone possesso. La nostra terra è la loro terra promessa, questa non è un’invasione ma un insediamento.
Io, che da sempre abito un luogo di confine, chiamata a custodire i respiri e a evocarli; io, che da sempre ho in me il cuore delle donne che mi hanno preceduto e il soffio della donna che voglio essere; io vivo con sgomento questi giorni fatti di fuochi da campo accesi sulle assi dei pavimenti lustri, di animali riparati nelle cucine, di saccheggi e violenze.
Ma vedo anche la meraviglia dei cammelli che pascolano nei campi, lo stupore fanciullesco degli invasori nel salire su una bicicletta, le danze russe nelle piazze, alla luce di antichi fuochi, le loro donne guerriere, i canti liturgici ortodossi, lo splendore delle icone.
Io, che sono ombra, non posso più stare al liminare: devo farmi luce, in questa lunga notte, per trovare l’alba.
Con Ed è un poco la notte e un poco l’alba, Ilaria Tuti disvela la compassione nella barbarie, l’incontro nello scontro, l’esodo nell’invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l’incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell’altro.
E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare. È possibile perché non lo ha fatto qualche eroe immaginario, lo hanno fatto i nostri anziani, continuando a cercare la vita dove sembrava essere rimasta solo cenere.
9. (R)
In classifica da 5 settimane. Ritorna in nona posizione, La sonnambula di Bianca Pitzorno.
Di rado il destino si rivela fin dall’infanzia: ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze.
Comincia così, in una città della Sardegna, l’avventura di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula”, donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell’animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano.
La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d’oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta…
Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d’avventura e d’amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile.
Attraverso la sua straordinaria avventura Bianca Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda che grazie alla nostra forza d’animo, razionalità e fantasia siamo noi a scrivere le nostre vite.
10. (8)
In classifica da 6 settimane. Scende in decima posizione, Soltanto il giorno di Santina Cosetta.
Ispirandosi alla vera storia della sua bisnonna, Santina Cosetta firma un romanzo bruciante: una donna nata dal niente che impara a salvarsi salvando gli altri, un amore per la vita che travolge a ogni pagina.
Avola, 1885. Marianna viene al mondo senza che nessuno l’abbia cercata né voluta. Tutti la chiamano Cosuzza, “il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso”, e viene affidata a Lisetta, la stria del paese, che le insegna i segreti delle erbe, della cucina, della cura. Insieme alla verità più preziosa: il cibo non serve solo a nutrire.
L’infanzia dura un istante. Quando Lisetta parte per l’America, Marianna viene mandata a servizio all’Irminio, una grande masseria nelle campagne ragusane. Dietro quella porta si apre un mondo duro, governato da gerarchie antiche e regole che non si discutono, ma nell’enorme cucina rumorosa smette per la prima volta di sentirsi sola. All’arrivo dei villeggianti, i ricchi nipoti della baronessa, tutto cambia di nuovo: un’amicizia profonda come una radice, la scoperta di un corpo che vuole e che può, un amore capace di rompere ogni confine. E, mentre il destino prende pieghe sempre più imprevedibili, Marianna impara la cosa più difficile, volere qualcosa per sé. Anche quando farlo costa tutto.
«C’erano madri che non sapevano amare. E figlie che imparavano a non chiedere nulla.»
Fonte Robinson
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 6 luglio al 12 luglio 2026)
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