L’1 aprile 2026 sono stati svelati i cinque finalisti del Premio Strega Europeo 2026, tredicesima edizione. Giulia Caminito e Tommaso Giartosio hanno annunciato i titoli selezionati da una giuria composta da venticinque autrici e autori italiani, tutti già vincitori o finalisti del celebre Premio Strega.
Non è solo una competizione tra romanzi tradotti, è un’operazione culturale che ha il sapore di un’indagine sul presente. Un modo per dare voce alla narrativa europea contemporanea, scavando tra le storie più originali, le scritture più audaci, le visioni più nitide di un continente in continuo cambiamento.
I cinque romanzi selezionati sono opere recenti di autrici e autori europei che, prima di approdare nelle nostre librerie, hanno già lasciato un segno nei loro Paesi d’origine. Grazie alla traduzione in italiano nell’ultimo anno, ora parlano anche a noi.
Un appuntamento che non premia soltanto l’opera originale, ma che, come vuole la tradizione del Premio Strega Europeo, celebra anche il lavoro silenzioso ma essenziale del traduttore. Perché ogni libro che attraversa le frontiere linguistiche è il risultato di un incontro a due voci: quella dell’autore, certo, ma anche quella di chi lo ha accompagnato fin qui, con cura, sensibilità e rigore. Un omaggio all’arte della traduzione, intesa come atto creativo e responsabile, come ponte culturale che ci permette di ascoltare storie nate altrove.
La premiazione è fissata per domenica 17 maggio alle ore 18.30, presso la Fondazione Circolo dei lettori di Torino, in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro.
I cinque finalisti del Premio Strega Europeo 2026
- Nathacha Appanah con La notte nel cuore, tradotto da Cinzia Poli (Einaudi), vincitrice del Prix Femina 2025 e Prix Goncourt des Lycéens 2025.
- Leila Guerriero con La chiamata. Storia di una donna argentina, tradotto da Maria Nicola (SUR), vincitrice del Premio Zenda 2023-2024.
- Isabella Hammad con Entra il fantasma, tradotto da Maurizia Balmelli (Marsilio), vincitrice dell’Encore Award 2024.
- Tonio Schachinger con In tempo reale, tradotto da Francesca Gabelli (Sellerio), vincitore del Deutscher Buchpreis 2023.
- Yael van der Wouden con Estranea, tradotto da Roberta Scarabelli (Garzanti), vincitrice del Women’s Prize for Fiction 2025.
Il premio, istituito e promosso dalla Fondazione Bellonci, viene conferito ogni anno da una giuria d’eccezione composta da 25 scrittrici e scrittori italiani che hanno lasciato un segno nel panorama letterario nazionale, in quanto vincitori o finalisti del Premio Strega.
Una sorta di “collegio invisibile” della narrativa italiana contemporanea, in cui si ritrovano voci tra le più significative e influenti: Marco Amerighi, Silvia Avallone, Marco Balzano, Giuseppe Catozzella, Benedetta Cibrario, Mario Desiati, Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Claudia Durastanti, Paolo Giordano, Helena Janeczek, Nicola Lagioia, Lia Levi, Melania G. Mazzucco, Daniele Mencarelli, Marco Missiroli, Matteo Nucci, Valeria Parrella, Romana Petri, Sandra Petrignani, Veronica Raimo, Antonio Scurati, Elena Stancanelli, Domenico Starnone e Sandro Veronesi.
È a loro che spetta il compito, non semplice, di esplorare, valutare e infine scegliere le voci europee che meritano di essere ascoltate. Un esercizio di lettura e confronto che si trasforma, anno dopo anno, in una mappa viva e in evoluzione della letteratura europea, vista attraverso gli occhi di chi, con la scrittura, ha imparato a leggere anche il nostro tempo.
I libri finalisti del Premio Strega Europeo 2026 in dettaglio
Nathacha Appanah con La notte nel cuore (Einaudi), tradotto da Cinzia Poli.
Tre donne, Nathacha, Emma e Chahinez, affrontano la violenza che trasforma l’amore in dominio e distruzione. Solo una sopravvive per raccontare. Dopo l’omicidio di Chahinez nel 2021, Nathacha Appanah riapre ferite personali e familiari, ricordando anche la cugina Emma. Intrecciando memoria e testimonianza, l’autrice dà voce alle vittime di femminicidio, analizzando le dinamiche della violenza e opponendosi all’oblio con una scrittura intensa e necessaria.
“La notte nel cuore” ci parla con una voce piena di forza, urgenza e poesia. Una voce che è necessario ascoltare. «Nathacha Appanah ha trovato le parole per dire l’impronunciabile, mostrando così la forza della letteratura» («Elle») Nel maggio 2021 Nathacha Appanah apprende dell’omicidio della giovane Chahinez Daoud, avvenuto a Mérignac, nei pressi di Bordeaux. L’ex marito l’ha spiata, inseguita, braccata, le ha sparato alle gambe e l’ha bruciata viva in strada, a pochi metri da casa sua.
La morte di Chahinez risveglia in Appanah un dolore che viene da lontano: la perdita della cugina Emma, brutalmente assassinata dal marito a Mauritius nel 2000. E riapre una ferita personale, profonda. È una storia che l’autrice non ha mai raccontato, a cui ha evitato di pensare a lungo. Una storia che adesso bisogna scrivere. Perché per poter restituire la voce a Emma e Chahinez, condannate per sempre al silenzio, Appanah deve partire da sé stessa, da quella ragazza che dai diciassette ai venticinque anni ha avuto una relazione con un uomo geloso, possessivo, violento, che l’ha abbindolata, isolata da tutti, piegata, asservita. E quasi uccisa.
Appanah si affida a queste pagine ripercorrendo la propria esperienza, mentre ricostruisce le esistenze di Emma, moglie e madre imprigionata in un matrimonio senza via d’uscita, e di Chahinez, che aveva avuto la forza di divorziare, di ricominciare, di lasciare l’Algeria sperando in un futuro migliore per sé e i figli in Francia. A queste donne, oppresse dal controllo di uomini incapaci di rispettare le loro scelte e la loro indipendenza, Appanah dedica la sua lotta contro l’oblio che troppo spesso circonda i femminicidi.
Capitolo dopo capitolo, esamina le narrazioni della stampa, della giustizia, dei colpevoli, riferisce i ricordi di famigliari e amici, analizza le dinamiche della violenza cercando di portare alla luce il meccanismo fatale in cui sono rimaste intrappolate Emma e Chahinez. Con parole limpide, precise, di una bellezza struggente, Nathacha Appanah intreccia la sua verità a quella di Emma e Chahinez, attraversando la notte che nei loro cuori ha preso il posto dell’amore.
Leila Guerriero con La chiamata. Storia di una donna argentina (SUR), tradotto da Maria Nicola.
Nel 1976, durante la dittatura argentina, Silvia Labayru viene rapita e torturata, costretta a partorire in un centro clandestino. Liberata nel 1978, affronta però sospetti e accuse di collaborazione. Tra esilio e stigma, ricostruisce lentamente la sua vita. Nel 2018 torna in Argentina e denuncia gli abusi subiti. La giornalista Leila Guerriero ricostruisce la sua storia attraverso anni di interviste, offrendo il ritratto complesso di una donna segnata da violenza, memoria e ricerca di verità.
Fu rimessa in libertà nel giugno del ’78 e, sull’aereo diretto a Madrid, pensò che l’inferno fosse finito. Ma così non era. Ad aspettarla c’era il sospetto dei compatrioti in esilio: com’era possibile che fosse sopravvissuta e che avesse ancora con sé la bambina? Su di lei giravano voci di ogni genere: giovane, bella, bionda, viva – fra migliaia di desaparecidos –, fu accusata di aver tradito e di aver collaborato con i suoi aguzzini. Nel ripudio generale, riuscì a poco a poco a rifarsi una vita accanto agli amici rimasti.
Nel 2018, complice un messaggio ricevuto da un uomo del passato, Labayru è tornata in Argentina, dove ha poi denunciato gli abusi sessuali subiti in cattività. Così la giornalista Leila Guerriero ha scoperto il suo caso e ha trascorso oltre due anni a intervistare Silvia e tutte le persone coinvolte per raccontare la storia del suo rapimento e della chiamata al padre che, per caso, un giorno di marzo del 1977, le ha salvato la vita.
Questo libro è il vivido ritratto di una donna dalla storia complessa, in cui si mescolano l’amore, il sesso, la violenza, la bellezza, l’ironia, i figli, i genitori, l’infedeltà, la politica, gli amici, e tutto ciò che – nel bene e nel male – ci rende umani.
Isabella Hammad con Entra il fantasma (Marsilio), tradotto da Maurizia Balmelli.
Dopo un divorzio e una relazione tossica, Sonia Nasir lascia Londra e raggiunge la sorella a Haifa. Qui entra in una compagnia teatrale che porta l’Amleto in Cisgiordania, confrontandosi con le tensioni dell’occupazione israeliana. Tra memoria, identità e arte, riscopre le proprie radici e sé stessa. Un romanzo intenso che intreccia vita quotidiana, politica e legami familiari nella realtà palestinese.
Appena arrivata, Sonia conosce Mariam, una carismatica regista locale, e – sia pur malvolentieri – si unisce alla sua compagnia, che interpreterà l’Amleto in Cisgiordania. Ben presto, la donna si ritrova a provare le battute di Gertrude e Ofelia con un collettivo pressoché amatoriale, tutto al maschile, ma anche a riflettere sulla difficoltà e l’importanza di portare Shakespeare “al di là del muro”, sperimentando sulla propria pelle le conseguenze dell’occupazione israeliana.
Le estati della sua infanzia a Haifa, passate in spiaggia a leggere e a mangiare frutta troppo matura, sono un ricordo sbiadito. Ma tra le macerie, attraverso l’impegno condiviso per combattere la barbarie, Sonia scopre l’opportunità di trovare una nuova sé nella casa ancestrale dei propri avi. Un romanzo toccante, lucido e tragicamente attuale, che indaga sulla forza dei legami, dell’identità e dell’arte, restituendo un ritratto inedito della vita quotidiana in Palestina.
Tonio Schachinger con In tempo reale (Sellerio), tradotto da Francesca Gabelli.
In un collegio d’élite austriaco, tra disciplina rigida e gerarchie oppressive, Till si sente fuori posto e trova rifugio solo nel mondo digitale di Age of Empires II. Diviso tra realtà e virtuale, affronta solitudine, autorità e crescita. Il romanzo racconta con ironia e lucidità l’adolescenza contemporanea, tra identità, ribellione e ricerca di libertà.
Le regole sono dure, la gerarchia è repressiva. E Till, che a quell’ambiente è del tutto estraneo, appena torna a casa si chiude subito in camera senza salutare nessuno, accende il pc e trascorre ore e ore online: quello del videogioco è l’unico mondo in cui sembra potersi esprimere, l’unico luogo in cui si sente davvero libero di essere se stesso. Diventa difficile capire se la vita reale del collegio e dei genitori è davvero più reale dell’altra, digitale e apparentemente evanescente. Forse, in fondo, non è così importante.
A dominare le sue giornate c’è un professore che potrebbe essere Lord Voldemort. Esige totale attenzione, letture impegnative, nessun errore o distrazione. Per questo docente rispettato, temuto e odiato, il presente e il mondo moderno sono solo una versione degradata del passato, e i giovani vanno corretti, limitati nelle loro azioni, controllati e puniti. Till non vuole mai mettersi in mostra, il suo spazio è nell’ombra, senza dare nell’occhio.
E intanto, in un videogioco di strategia ambientato nel medioevo, Age of Empires 2, incontra gente da tutto il mondo. Al suo interno, senza che nessuno lo sappia, trova gratificazioni che non esistono altrove. Ma questa felicità è reale o illusoria? Tra il fascino dei videogiochi e l’incomprensione delle generazioni più anziane, l’esperienza enigmatica dell’adolescenza, la scoperta dell’amicizia e dell’amore, e l’affannoso inseguimento degli adulti, “In tempo reale” rappresenta un ponte tra i classici del Novecento e la letteratura del futuro.
È un romanzo di formazione narrato con finezza stilistica e ricco di trovate brillanti; racconta in modo sfaccettato e ironico l’influenza delle strutture autoritarie e come sia possibile ingannarle, per stabilire le proprie regole e diventare finalmente grandi. Divertente, graffiante, sentimentale e coinvolgente, con un’ironia sottile e una maestria sorprendente, Tonio Schachinger ha scritto un potente romanzo sociale su un ragazzo e le sue illusioni, tra sogni e contraddizioni.
Yael van der Wouden con Estranea (Garzanti), tradotto da Roberta Scarabelli.
Isabel vive in una casa che la protegge dai traumi dell’infanzia, mantenendo tutto sotto controllo. L’arrivo di Eva, nuova compagna del fratello, incrina quell’equilibrio: porta vitalità, ma anche domande e sospetti. Tra attrazione e inquietudine, emergono segreti legati alla casa stessa. Un romanzo teso e introspettivo su ossessioni, verità e cambiamento.
La prima incrinatura in un mondo perfetto, a cui ne segue presto una seconda, ben più grave. Quel giorno, si presenta sulla soglia di casa Eva, la nuova fidanzata del fratello, che Isabel è costretta a ospitare per qualche tempo. Eva è l’estranea. Ha i capelli ossigenati tagliati troppo alla moda, un rossetto rosso troppo audace. Soprattutto, è troppo piena di vita e di entusiasmo, che riversa nelle stanze in cui echeggiano passi di danza e risate. Nulla è più immobile come prima. Eva ruba il silenzio – o, forse, lo sta dissipando.
Mentre fuori la primavera tarda a mostrarsi, Isabel sente sciogliersi un nodo nel petto. Non solo. Sente anche una pulsione, una gravità ineluttabile, che la spinge, suo malgrado, verso Eva. Eppure, qualcosa le dice di rimanere vigile. Perché Eva fa molte domande. Forse la sua non è solo curiosità. Forse c’è un segreto in quelle mura, un segreto che non appartiene a Isabel. Appartiene alla casa stessa, a pareti che non sono permeate di silenzio bensì di grida disperate e mai sopite.
Ci sono romanzi che ci sfidano a cambiare prospettiva. Storie che parlano di ossessioni, scelte, superamento delle proprie convinzioni. Di segreti svelati e di come non sempre la nostra verità coincida con quella degli altri. L’estranea è uno di questi. L’esordio straniero di cui la stampa italiana ha parlato prima della pubblicazione.
I Premi Strega Europeo degli anni passati
Nel corso delle sue edizioni, il Premio Strega Europeo ha saputo riconoscere e valorizzare autrici e autori che hanno profondamente influenzato la narrativa contemporanea.
2025 Paul Murray con Il giorno dell’ape, tradotto da Tommaso Pincio (Einaudi Stile Libero)
2024 Neige Sinno con Triste Tigre, tradotto da Luciana Cisbani (Neri Pozza).
2023 Emmanuel Carrère con V13, tradotto da Francesco Bergamasco (Adelphi).
2022 Amélie Nothomb con Primo sangue, tradotto da Federica Di Lella (Voland).
2022 Mikhail Shishkin con Punto di fuga, tradotto da Emanuela Bonacorsi (21lettere).
2021 Georgi Gospodinov con Cronorifugio, tradotto da Giuseppe Dell’Agata (Voland).
2020 Judith Schalansky con Inventario di alcune cose perdute, tradotto da Flavia Pantanella
(nottetempo).
2019 David Diop con Fratelli d’anima, tradotto da Giovanni Bogliolo (Neri Pozza).
2018 Fernando Aramburu con Patria, tradotto da Bruno Arpaia (Guanda).
2017 Jenny Erpenbeck con Voci del verbo andare, tradotto da Ada Vigliani (Sellerio).
2016 Annie Ernaux con Gli anni, tradotto da Lorenzo Flabbi (L’orma).
2015 Katja Petrowskaja con Forse Esther, tradotto da Ada Vigliani (Adelphi).
2014 Marcos Giralt Torrente con Il tempo della vita, tradotto da Pierpaolo Marchetti (Elliot).
Premi come questi non sono semplici riconoscimenti: sono segnali forti, capaci di orientare il gusto dei lettori e il dibattito culturale. Hanno contribuito a fare del Premio Strega Europeo un autentico punto di riferimento per la narrativa d’autore tradotta in italiano, ma anche un’occasione preziosa di scoperta e confronto per il pubblico italiano, sempre più attento alle voci che arrivano da oltreconfine.
Premio Strega Europeo
Il Premio Strega Europeo, nato nel 2014 in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea per diffondere la conoscenza delle voci più originali e profonde della narrativa contemporanea, è promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, dall’azienda Strega Alberti Benevento, in collaborazione con BPER Banca, Salone internazionale del Libro e Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, sponsor tecnico IBS.it.




