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SEI QUI: Home » Blog » Musicaffè » Stella stellina di Ermal Meta: la filastrocca del dolore
Musicaffè

Stella stellina di Ermal Meta: la filastrocca del dolore

25 Febbraio 2026Updated:23 Giugno 2026Nessun commento5 Mins Read
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Stella stellina di Ermal Meta

Quando ho ascoltato Stella stellina di Ermal Meta, ho avuto la sensazione di entrare in punta di piedi in una stanza silenziosa. È una musica che non cerca di stupire, che si muove con delicatezza, ma sotto quella superficie morbida ho avvertito qualcosa di più profondo, più inquieto, più umano.

“Non basta una preghiera per non pensarci più”

Il titolo richiama immediatamente la filastrocca infantile che tutti conosciamo, quella che si canta per far addormentare i bambini, qui, però, il meccanismo si rovescia, non è una canzone che fa dormire, è una canzone che sveglia.

Per me, il brano assume un significato ancora più forte sapendo che è dedicato alle bambine e ai bambini vittime innocenti della guerra (genocidio) a Gaza. Meta ha voluto dare voce a queste vite spezzate e alla sofferenza di chi non ha voce, prendendo spunto da immagini e storie che lo hanno profondamente colpito, che hanno colpito tutti noi. Non c’è retorica, non c’è proclama. Ha raccontato che l’ispirazione è nata da ciò che sta accadendo a Gaza, da quel paradosso di un popolo di cui tutti parlano ma che sembra, allo stesso tempo, dimenticato.

“Dalla collina si attende primavera ma non c’è quel che c’era”

Il nome “Amal”, che in arabo significa “speranza”, non è un’identità reale, ma un nome scelto per rappresentare, un nome ricamato sulla camicia durante la sua esibizione a Sanremo proprio per rappresentare idealmente una bambina di Gaza vittima della guerra. Lo ha scritto lui stesso sui social: “La protagonista di Stella Stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti”.

L’uso di un immaginario infantile non è casuale, “Stella stellina” evoca protezione, semplicità, sicurezza emotiva, ma dentro la canzone quell’innocenza si incrina, le parole non raccontano più un sogno sereno, ma ci mettono davanti a una realtà che conosce la perdita, la paura, la fragilità.

“Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente”

Non c’è enfasi, non c’è dramma gridato, c’è piuttosto una rabbia trattenuta, che emerge tra le righe. Anche la musica, così semplice, sembra voler lasciare emergere il testo, accentua l’atmosfera, è come se il brano volesse mantenere una distanza dal clamore, scegliendo la sottrazione invece dell’eccesso.

È una canzone che non cerca di spiegare, resta lì, come una domanda che non trova risposta ma che non possiamo smettere di fare.

Il testo di Stella stellina di Ermal Meta

di E. Meta – G. Pollex – D. Faini – E. Meta

Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
È passata già un’eternità
O solamente un’ora
Da quando nel cielo una nuvola
Risale dalla tua casa
Dalla mia casa
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente
Ho pensato anche di scappare
Da una terra che non ci vuole
Ma non so dove andare
Tra muri e mare non posso restare
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Fiori in un cortile con le pietre intorno
Come le farfalle hai vissuto un giorno
Figlia di nessuno, melodia di un canto
Quello della gente che ti ha amato tanto
Oh, mia bambina, la notte è nera nera
La rabbia e la preghiera non basteranno più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno

Stella stellina di Ermal Meta e Michele Bernardi, illustratore. Un racconto nato da una canzone.

Un padre torna a casa con un dono inatteso per sua figlia, una bambola che è testimone di un presente drammatico e insieme complice di un nuovo futuro. Una favola poetica e intensa sull’amore più grande, quello che si manifesta anche nei momenti più bui, ed è capace di trasformare la notte in un cielo stellato di primavera.

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… rinascita, clima dolce, mandorli in fiore, luce forte, canti di uccelli, colori, prati fioriti, bambini che giocano in cortile, profumi, aria aperta, carezze di sole, di amori ed innamoramenti…

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli. (Khalil Gibran)

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