Benvenuti nel post sulle novità in libreria di gennaio 2026!
Il nuovo anno si apre con un ricco calendario di uscite editoriali: dalle storie più attese dei grandi nomi internazionali ai debutti che faranno parlare di sé, passando per thriller mozzafiato, saghe familiari italiane e narrativa contemporanea di alto livello. Gennaio 2026 promette di essere un mese imperdibile per gli amanti della lettura.
Vista la grande quantità di novità editoriali pubblicati al mese, per agevolare la lettura di questo post, ho deciso di suddividere i libri in uscita per genere nei link sottostanti, mentre la Narrativa varia e la saggistica la trovate di seguito in questo post.
Novità in libreria Genere Romanzo Storico
Novità in libreria Genere Giallo e thriller
Novità in libreria Genere Fantasy – Fantascienza – Horror
Novità in libreria Genere Narrativa Rosa
Novità in libreria – Libri in uscita a gennaio 2026
Indomabile. Agatha Christie. La ragazza che ha inventato il mistero di Susanne Lieder, Giunti, 05/01/26.
1926, Torquay. Nella villa di Ashfield, la dimora di famiglia in cui è nata, Agatha Christie è inginocchiata sul pavimento del salotto, circondata da valigie, scatole, cappelliere e portagioie. Sua madre è morta pochi mesi prima, e lei si trova ora sola nella grande casa. Ha trentasei anni, e la sua vita sembra arrivata a un punto di svolta: deve decidere cosa conservare e cosa eliminare non solo tra gli oggetti della sua infanzia, ma anche tra le memorie della sua esistenza.
Ma chi è, Agatha? Chi è stata? E, soprattutto, chi potrebbe essere? Dall’infanzia agiata e serena, alle prime difficoltà economiche; dal trasferimento in Francia, all’amore per il pianoforte, fino alla scoperta di una passione insopprimibile: quella per la scrittura e, in particolare, per l’ideazione di gialli e storie di mistero. Come dimenticare, poi, l’incontro con uno degli uomini più fondamentali della sua vita, l’affascinante pilota Archibald Christie.
Ma è allo scoppio della Prima Guerra Mondiale che Agatha va incontro al suo destino: unendosi al personale volontario e iniziando a lavorare come infermiera, acquisisce conoscenze approfondite su antidoti e veleni. Così inizia a formarsi nella sua mente una trama: una donna avvelenata, un marito ambiguo e un investigatore, Hercule Poirot, estroso, pignolo e dagli enormi baffi, deciso a tutto pur di risolvere il caso…
La lettrice impaziente. Storia di una libraia di Caterina Pusateri, SEM, 13/01/26.
Così, se per colpa di Jonathan Coe ha rischiato di venire attaccata da un branco di pipistrelli, grazie a Charles Bukowski le si sono spalancate le porte dell’immenso panorama letterario americano. I ricordi si mescolano alle pagine dei romanzi che hanno segnato il cammino della protagonista, nei momenti dolorosi e in quelli felici, intraprendendo con il lettore un viaggio intimo ma universale.
Con una voce narrante semplice e autentica, Caterina Pusateri ci mostra la natura mutevole dei libri, in grado di assumere molteplici forme a seconda di ciò che stiamo cercando: un conforto, un brivido, un’avventura. Ma rappresentano anche potenti strumenti che creano connessioni inaspettate, alimentano amicizie, esortano a girare il mondo.
Io sono perfetto di Paolo Ruffini, La nave di Teseo, 13/01/26.
Simone vive una vita semplice e felice: il lavoro da bidello, l’autobus di ogni mattina, le merendine, i programmi di Maria De Filippi e l’amore incrollabile per Paolo. La sua forza è vedere la bellezza, ovunque, e andare sempre al sodo delle cose. Quando la carriera di Paolo crolla per un caso di corruzione e un ricatto pericoloso, il politico trova una soluzione disperata e geniale: candidare Simone al posto suo, convinto di poterlo manovrare. Ma Simone non è manipolabile e la sua campagna – fatta di abbracci, sincerità e gentilezza – sorprende il paese, e soprattutto Paolo.
E se il prossimo Presidente del Consiglio fosse Down? Paolo Ruffini affronta questa domanda con ironia e tenerezza, firmando un romanzo che fa sorridere e commuovere, e che ricorda una verità semplice: nessuno è normale, nessuno è diverso, siamo tutti unici e perfetti.
Andarsene di Roxana Robinson, Fazi, 13/01/26.
Ora Sarah è divorziata e vive fuori New York, mentre Warren è ancora sposato e vive a Boston. L’incontro provoca in Sarah un improvviso risveglio, facendola sentire viva per la prima volta dopo molto tempo. Tuttavia, la donna esita a reclamare una possibilità d’amore dopo il doloroso divorzio e i lunghi anni in cui ha organizzato la sua vita intorno ai figli e al lavoro. Warren non ha le stesse riserve: è pronto a mettere fine al suo matrimonio, ma teme la reazione della moglie e della figlia.
Quando la loro relazione si trova davanti a un bivio decisivo, Sarah e Warren devono confrontarsi con le responsabilità morali del loro amore verso le proprie famiglie e verso l’altro. Quali rischi saranno disposti a correre per stare ancora insieme?
Andarsene, l’ultimo romanzo di Roxana Robinson, con un passo classico e avvolgente ci racconta una storia di sentimenti, progetti matrimoniali, affetti e disaffetti; quello racchiuso in queste pagine è un dramma familiare godibilissimo, che chiama in causa temi complessi come il diritto alla felicità, il peso delle abitudini consolidate, le responsabilità verso le giovani generazioni.
Contrattacco di Won-Pyung Sohn, HarperCollins Italia, 13/01/26.
Jihye è una donna comune, che non è mai stata straordinaria. Nel suo lavoro amministrativo alla Diamant Academy, sopporta silenziosamente la politica dell’ufficio e le assurdità della burocrazia coreana. Sempre a un solo passo da un’email inviata alla persona sbagliata che potrebbe distruggere la sua carriera, diventa maestra nel lanciare occhiate sarcastiche e nell’arte strategica di procurare caffè.
Ma tutti i suoi sforzi per sopportare i superiori e l’ambiente lavorativo semi-ostile vengono sconvolti dall’arrivo di un nuovo stagista, Gyuok. Come una versione pacifista di V in V per Vendetta, Gyuok recluta un trio di alleati in ufficio per mettere in atto piccoli piani di rivalsa. Insieme, questi quattro “ribelli” realizzano minuscole proteste contro chi detiene il potere, spruzzando vernice per graffiti, lanciando uova e scrivendo articoli anonimi di denuncia.
Tuttavia, a mano a mano che i loro attacchi aumentano, la gioia iniziale che provano nello sfogarsi si trasforma in qualcosa di più profondo, e Jihye e gli altri scopriranno la bellezza dell’amicizia e il potere straordinario dell’unità contro le avversità.
Skippy muore di Paul Murray, Einaudi, 13/01/26.
Non ci fanno caso i compagni del Seabrook College che bullizzano Skippy da tempo. E non ci fa caso Ruprecht, suo compagno di stanza, genio della scuola eternamente sovrappeso e negato per qualunque cosa che non abbia a che fare con la matematica. Eppure, il mistero della morte di Skippy e delle settimane che l’hanno preceduta finirà per scombinare l’esistenza dei ragazzi e dell’intera comunità della scuola.
Dal preside, soprannominato l’«Automa», ai genitori e ai professori, evidentemente troppo distratti da tresche e disillusioni personali per accorgersi che qualcosa, nella vita di Skippy, proprio non quadrava. Dopo il successo de “Il giorno dell’ape”, Stile Libero riporta in libreria lo sfolgorante esordio di Paul Murray.
The other girl di Emily Barr, Giunti, 14/01/26.
La strada per i cuori teneri di Annie Hartnett, Bompiani, 14/01/26.
PJ Halliday ha poco più di sessant’anni, assomiglia un po’ al grande Lebowski, ha smesso di bere l’altroieri, forse, e dopo essere diventato milionario grazie a una lotteria ha quasi finito i soldi per eccesso di generosità. Fragile di cuore, non può provare emozioni troppo forti. Ma in pochi giorni la sua vita tranquilla, divisa tra il bar e la casa dell’ex moglie che gli ritaglia le brutte notizie dai giornali per non turbarlo, viene ribaltata: PJ accetta di occuparsi di Luna e Ollie, due bambini appena rimasti orfani; e quando Michelle, di cui era innamorato ai tempi del liceo, resta vedova, prende in prestito la Volvo rossa del suo migliore amico per filare da lei a Tender Hearts, una residenza per anziani dall’altra parte degli Stati Uniti.
Al volante (lui, da alcolista, non può guidare) c’è Sophie, la figlia ribelle coi capelli blu, e a bordo ci sono anche i bambini e Pancakes, un gatto rosso che possiede doti da Cassandra: dove appare lui molto presto qualcuno morirà. E via, tutti insieme, dal Massachusetts all’Arizona, tra un diner e un motel, con qualche deviazione e parecchi incidenti di percorso. I Cuori Teneri sono tutti loro, l’equipaggio temerario e ferito della Volvo, che attraversa il Paese alla ricerca di speranza, abbracci, nuove occasioni.
Maledetti uomini di Andrev Walden, Iperborea, 15/01/26.
È il 1983, e in altri sette anni arriveranno altri padri: l’Artista, che di arte non sa niente ma è un bravo donnaiolo; il Ladro, che gli arrestano davanti agli occhi per taccheggio; il Pastore, che non è un pastore ma solo uno che vede il diavolo negli occhi degli altri; l’Assassino, possessivo e irascibile; e il Canoista, che lo manda appena quattordicenne a lavorare d’estate, anche se in fondo sarà lui a imprimere una svolta alla sua vita. Il vero padre è un uomo dai capelli lunghi e neri, gli ha svelato la madre.
Come un indiano. E Andrev, da quando lo sa, sogna che «l’Indiano» mandi uno spirito a portarlo in un mondo di cavalli e cowboy, via da quello marginale della madre, che vive tra i resti dell’anticonformismo degli anni Settanta: lavori saltuari, pochi soldi, niente tv né plastica – e una relazione tossica dopo l’altra. Ma lo spirito non arriva, e intanto Andrev cresce, accompagnato da domande più grandi di lui ma anche dall’affetto materno, dagli amici e poi dai primi amori.
Un romanzo di formazione in cui, con una gioia narrativa che vira nel fiabesco senza cancellare il nucleo doloroso della storia, Andrev Walden rifà suo l’umorismo disarmante e la crudezza innocente del bambino di allora che, maschio tra maschi mediocri quando non violenti, non solo rincorre disperatamente una figura paterna ma si chiede che uomo diventerà.
Non so come è successo di Ilenia Pastorelli, HarperCollins Italia, 16/01/26.
È la scoperta dell’amore, e delle sue conseguenze, ad aprirle gli occhi. Come un sasso in uno specchio d’acqua, il cambiamento genera nella sua vita cerchi che si propagano al di fuori del suo controllo, anno dopo anno.
Sugli adulti non si può contare perché sono alle prese con le loro battaglie invisibili, le amicizie che sembravano indissolubili possono finire in un attimo, perfino la scuola di danza non è un luogo sicuro, e ciò che più ci attrae più ci può ferire.
E allora, tanto vale abbandonarsi alla corrente e lasciare che una catena di singoli eventi casuali ti porti a vivere esperienze che non avevi nemmeno cercato: Anita si ritrova catapultata nel mondo surreale della tv, un universo dove tutto è un gioco, compresi i sentimenti.
Affrontando una fama inaspettata e una crisi personale, una disillusa Anita sente il desiderio di sparire e ritirarsi su un’isola, lontana da tutto e tutti… Ma non è quella la fine del suo viaggio: rimettendo insieme i cocci, emergerà una giovane donna pronta a tornare a Roma, riprendere in mano la sua vita e abbracciare il suo talento.
Perché non si è mai arrivati, non c’è un traguardo, non c’è un attracco finale che ti mette al riparo nella tempesta della vita. Puoi soltanto imparare a navigare.
Non so come è successo è un romanzo di formazione sincero e intenso, in cui si alternano forza e vulnerabilità, leggerezza e profondità, buio e luce.
Una storia d’amore, di perdita e di crescita, che parla a chi non ha paura di guardarsi dentro, a chi è disposto a smarrirsi per potersi ritrovare.
Tanto domani muori di Antiniska Pozzi, HarperCollins Italia, 20/01/26.
È figlia di un operaio, Nino, che sognava di fare il calciatore e ora cerca la felicità nelle cose semplici, e di Adriana, che è nata in Toscana, vicino al mare, non lavora ed è segnata da una malinconia che non trova nome né sollievo, dalla costante paura della disgrazia. Una disgrazia annunciata durante l’infanzia dalla Canuta, una sorta di spettro che popola incubi e racconti familiari.
Accanto a loro Anna cresce, la bambina introversa e accondiscendente si trasforma in un’adolescente piena di domande, in cerca di una voce che non sia solo eco del mondo da cui proviene, mentre gli anni Settanta trasformano il Paese. Finché le crepe del mondo si spalancano anche nella sua vita, e la tragedia, che sua madre da sempre attendeva, diventa realtà.
Lunario dei giorni insonni di Elvira Seminara, Einaudi, 20/01/26.
Ma l’insonnia è contagiosa, e in un settembre infuocato che non vuole più finire, il buio si popola di un’umanità bizzarra, dolente e tenera, capace di convincere Iris che la tristezza è un sentimento sovversivo di cui prendersi cura. E che non importa quanto siamo bravi a nasconderci, perché può comunque accadere che la vita ci venga a stanare. Iris non ha dubbi: per lei l’inferno sono gli altri. Il paradiso invece è Alert, l’insediamento umano più a nord del pianeta, dove riposano in ibernazione tutti i sogni che non ha realizzato.
Ma ormai persino ad Alert i ghiacci si sciolgono, e lontano migliaia di chilometri, in un residence sul mare che è un perfetto campo di osservazione delle piccole assurdità umane, Iris affronta la sua solitudine durante un’estate senza fine, in cui anche la natura è in preda a un disastro che ci somiglia. A quasi cinquant’anni, dopo un matrimonio fallito, Iris si è trasferita lì a vivere con Jacopo. Condividono l’affitto e qualche mania, nient’altro.
Lei lavora online insegnando letteratura a manager in cerca di citazioni pronte all’uso, e intanto compone mappe per orientarsi nel caos. Ma soprattutto si scopre parte di una stirpe antica e smisurata: quella degli insonni, creature di confine che abitano il tempo rovesciato della veglia. Una confraternita segreta, sparsa ovunque, fatta di chi teme i sogni perché sa che dicono il vero, e di chi, come lei, cerca nella notte una possibilità.
Nelle sue passeggiate notturne incontra anche Aida, una vecchia vicina che ha dimenticato molte cose, inclusa la ragione di un dolore che però non la abbandona. Ed è questo legame, così strambo da apparirle innocuo, a dilatare improvvisamente il suo orizzonte. Perché per quanto tentiamo di resisterle, la vita si infiltra dappertutto. Elvira Seminara ha scritto un romanzo effervescente, ipnotico, in cui ci regala una protagonista spigolosa e stralunata il cui sguardo sa però sempre posarsi sulla bellezza nascosta del mondo.
Latte di Marina Zucchelli, Rizzoli, 20/01/26.
È stata scelta perché è forte e sana, come si sceglie un animale a una fiera. E lei, nella casa nuova, impara presto a farsi presenza invisibile, mentre il richiamo dei suoi affetti le pulsa dentro con forza. Diverse in tutto, Olimpia e Ada si incontrano sul terreno inatteso di una sorellanza di gesti e corpi: quello esposto e vitale di Ada e quello fragile di Olimpia, che cerca di riconoscersi nella ferita della maternità.
A osservare i loro giorni è Carolina, la domestica che ha cresciuto Olimpia e che registra, defilata, l’energia che scorre tra le due donne. In controcanto, l’enigma di Pietro, un bambino abbandonato al brefotrofio di Roma nel Ventennio, riporta in superficie la memoria di uno strappo antico, forse impossibile da ricucire.
Con una prosa essenziale e di scavo, capace di dare materia ai silenzi, Marina Zucchelli illumina la storia delle balie nel Novecento, fenomeno fondativo e quasi dimenticato della nostra storia. Il risultato è un romanzo d’esordio potente, che ci interroga su cosa significhi, ieri e oggi, essere famiglia.
Partenze di Julian Barnes, Einaudi, 20/01/26.
Ma anche l’acronimo di Involuntary Autobiographical Memory, quella memoria autobiografica involontaria che, a partire da uno stimolo sensoriale (per intendersi, il sapore della madeleine intinta nel tè, nel caso di Proust), rievoca un preciso evento del passato. Illuminante corrispondenza o mero gioco linguistico? Se è vero che «la memoria coincide con l’identità e viceversa», sembrerebbe valere la prima ipotesi. D’altra parte, un ricordo non mediato dalla volontà, e dunque dalle molte narrazioni e autonarrazioni che se ne fanno, è davvero tale? E, in definitiva, vale la pena di essere ricordato?
Prendiamo il caso di Stephen e Jean – alto, allampanato, gentile studente di filosofia lui, attraente, caustica, benestante studentessa di letteratura russa lei. Julian li conosce all’Università di Oxford negli anni Sessanta, quell’epoca di libertà sessuale tanto decantata ma raramente sperimentata, e, un po’ terzo incomodo un po’ mezzano, li fa incontrare e innamorare. Poi la vita fa il suo corso e quarant’anni dopo Julian non resiste alla tentazione di rifarsi Cupido, «scrivendo» un nuovo capitolo della loro unione.
Nel raccontare le loro storie d’amore, la prima come la seconda, lo scrittore-demiurgo fa affidamento sulla memoria e gli appunti personali. È lecito domandarsi quale grado di verità tali supporti garantiscano alla narrazione. Anche quando deve fare i conti con la propria caducità, quando una diagnosi infausta stravolge le categorie grammaticali trasformando i suoi tempi verbali da futuro in passato, è il Julian scrittore a prendere il sopravvento.
«È stato tutto molto interessante» è il suo commento, a proposito di bagni di realtà brutali, pratiche mediche invasive, e dell’invidiabile condizione del cane di Jean e Stephen, Jimmy, a differenza di lui ignaro della propria mortalità (nonché del fatto stesso di essere cane).
“Partenze” è un’opera di fantasia, ma questo non significa che non sia vera; è un libro giocoso, arguto e irriverente, ma questo non significa che non stringa il cuore a ogni pagina. «Possiamo e dovremmo fidarci degli scrittori quando ci raccontano meravigliose bugie sui loro romanzi». Julian Barnes lo scrive a proposito di Marcel Proust. O forse no.
La Cucina dei Libri di Soyangri di Jee-Hye Kim, Mondadori, 20/01/26.
Il suo obiettivo? Creare un rifugio per anime stanche come la sua. I clienti di questo luogo speciale, infatti, sembrano attraversare una fase decisiva per la loro vita: c’è Dain, una famosa cantante in cerca di pace e silenzio, lontano dal clamore del successo; Sohee, una giovane avvocatessa sconvolta da una diagnosi medica imprevista; e Suhyeok, che sogna di diventare un regista di musical e si destreggia a fatica tra il fallimento della sua carriera professionale e le incomprensioni con il padre. Ad attenderli ci sono buoni libri, ottimo cibo e, soprattutto, persone a cui è possibile aprire il proprio cuore: ognuno di loro scoprirà che la propria vita è stata trasformata dalla magia dei libri e dalla gentilezza di Yujin e dei suoi colleghi.
Un romanzo ricco di magia e saggezza, che ci ricorda il potere delle storie e l’importanza delle relazioni umane.
Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia, Guanda, 20/01/26.
L’intelligenza artificiale esercita una sorveglianza soffusa e totale sulla popolazione, suddivisa in caste. Al vertice regnano i cittadini A, con neurochip impiantati nel cervello, con vite più lunghe e capacità fisiche che li rendono superiori a tutti gli altri. Quando i disastri climatici e la prolungata siccità cominciano a intaccare le risorse alimentari, i cittadini C, rigidamente confinati in città satellite di baracche improvvisate e abbandonati a sé stessi, si ribellano. Mentre le condizioni di vita si fanno sempre più proibitive, Marta, Sara e Miguel si uniscono alla Resistenza e si preparano all’ultimo sforzo…
In questo incalzante romanzo di speculative fiction Bruno Arpaia immagina uno dei nostri possibili scenari futuri, del quale già si scorgono le tracce nel presente. Tracce che noi non vediamo o preferiamo non vedere.
Non dormire e sogna di Giuseppe de Alteriis, Bompiani, 21/01/26.
Perché dormiamo? Come nasce il nostro io cosciente? E di che cosa sono fatti i sogni? Affascinati da questi interrogativi, Salvatore e Peppe vivono insieme gli anni del liceo e dell’università, poi però i loro destini si dividono: Peppe rimane a Napoli dai suoi, passa le giornate sui social e non riesce a trovare lavoro. Salvatore, invece, approda negli Stati Uniti, al prestigioso Neuroscience Institute of Consciousness and Sleep.
Il NICS è popolato da giovani venuti da tutto il mondo per studiare la mente umana ed è in corsa per il Nobel grazie alle scoperte riguardo al sonno tra cui quella, ancora segreta, del Neurosleeper: un elettrodo che consente di addormentare a turno i due emisferi del cervello in modo che non sia più necessario dormire. Rosalyn, per esempio, la geniale irlandese dagli occhi verdi, se lo è fatto impiantare, e ora alterna dodici ore al giorno di assoluta efficienza ad altre dodici in cui può esprimere la parte più creativa e pulsionale di sé. E il prossimo potrebbe essere proprio Salvatore…
Non ancora 101 di Irene Salvatori, Marcos y Marcos, 21/01/26.
Il distinto signore che molla i New Yorker nell’immondizia, la malefica che ti denuncia al minimo morso, lo spaesato che recita poesie in polacco, l’invidiabile e bellissima ricchissima famiglia che beati loro. Nel frattempo, un coro di pretendenti – tra cui Maikol Gexon e Jörn Meraviglia – parrebbe farsi avanti per adottare il ruvido e abbandonato Aaron. Perché Aaron sarebbe un compagno di vita fantastico, parla come un cavaliere di ventura. Ma tutti in questo romanzo hanno un linguaggio che allarga la vita.
Anche Berlino, impagabile Wunderkammer, o la casa, sommo rifugio indiavolato di casino, animato da loro, i “Non ancora 101”. Ibi è montata storta e parla mescolando male le parole. Rosa perfida stende con lo sguardo. Gábor muore di fame e non ricorda un tubo, Aviv unica gioia della vita. Infine, Bernardo, colosso introverso e invisibile. Gioioso come “La mia famiglia e altri animali” di Gerald Durrell, ma più dissacrante, autoironico, questo romanzo è illuminato da una incredibile inventiva linguistica, e ti tiene incollato fino all’ultima pagina, un po’ come la vita, almeno quella vissuta densamente.
Deep & shallow. Il coraggio della verità. Coldhart. Vol. 2 di Lena Kiefer, Giunti, 21/01/26.
Anche adesso, quattro mesi dopo, ogni pensiero di lei è come una pugnalata al cuore, anche se sa di aver preso l’unica decisione giusta. A Eli non resta quindi che concentrarsi sulle indagini, che lo porteranno prima in Inghilterra e poi di nuovo a New York. Eppure dimenticare Felicity è impossibile. Non solo perché le loro strade continuano a incrociarsi e per entrambi diventa sempre più difficile ignorare l’attrazione che li unisce, ma anche perché i sospetti di Elijah ricadono nientedimeno che su Grant Harrison. E se l’uomo che ha reso la sua vita un inferno fosse il padre dell’unica donna che gli ha fatto perdere la testa?
All’improvviso Elijah si trova di fronte a una decisione difficilissima: continuare a mentire sui suoi sentimenti o dirle la verità e rischiare tutto? Nel secondo capitolo della trilogia: il pericolo, la passione e la forza di un sentimento che non ha eguali.
Ho servito la regina di Francia di Edoardo Pisani, Marsilio, 23/01/26.
È, ancora, la storia di una rivalsa, perché grazie alla «regina di Francia» – la mitica professoressa, ormai abbandonata in un ospizio terrificante – il nostro giovane eroe scoprirà il significato ultimo della letteratura e forse della vita stessa: la ribellione degli sconfitti e degli esiliati, il blasone di chi non ha più niente da perdere e che perciò si permette non tanto di salvarsi quanto di esistere e, per questo, meravigliarsi.
Giorgio Mavi aveva un padre, folle e buffo, sul punto di impazzire, e viveva una vita che non sopportava, mentre la professoressa Passiotti sarebbe morta in un ospizio senza mai più leggere i libri che amava: adesso, però, è cambiato tutto, e tutti e tre sono in viaggio per la Francia, di notte. Ho servito la regina di Francia è un romanzo che si concede il lusso della bellezza e della meraviglia, e questo strano terzetto di italiani a Parigi saprà non soltanto divertirvi ma anche commuovervi; quanto alla regina di Francia, ha in serbo un’ultima sorpresa per il suo giovane servitore e amico, e per noi che leggiamo.
Un romanzo di corsa, allegro e compito, pieno di decoro, inconvenienti e occasioni. Che fa la rivoluzione, senza mai perdere la tenerezza.
Domanda numero 7 di Richard Flanagan, La nave di Teseo, 23/01/26.
La poesia forse non produce eventi, ma un romanzo ha distrutto Hiroshima e senza Hiroshima io non esisto, queste parole si cancellano e io con esse.” Restando in bilico tra i generi, Richard Flanagan intreccia vicende intime e passaggi cruciali del Novecento in una narrazione che interroga l’amore, il caso, la memoria e il destino. Domanda numero 7 è un inno alla terra che ci vede nascere e alla famiglia che ci fa crescere, è un’ipnotica fusione di sogno, storia e memoria che racconta magistralmente come le nostre vite nascano dalle storie degli altri. E da quelle che inventiamo su noi stessi.
Il coniglio sulla luna di Jennifer Haigh, Bollati Boringhieri, 23/01/26.
E mentre Claire e Aaron cercano di orientarsi nella caotica e affollata Shanghai, si trovano di fronte a enigmi sulla vita che Lindsey conduceva lì, una vita a loro sconosciuta e in cui nulla è davvero quello che sembra.
Con la finezza e profondità psicologica che contraddistingue la sua scrittura, Jennifer Haigh costruisce un romanzo sulle emozioni di cui restano imbevuti i rapporti familiari anche dopo separazioni e allontanamenti,e sul leggendario filo rosso che unisce le anime affini, qui quelle di due sorelle adottive, attraverso il tempo e lo spazio.
Come un miraggio di Banana Yoshimoto, Feltrinelli, 27/01/26.
Nel secondo breve romanzo che compone il libro, Santuario, a incontrarsi di notte su una spiaggia sono altre due vite ferite: quella di Tomoaki, segnato da un lutto che non riesce a superare, e quella di Kaoru, che ha perso tutto ciò che amava. Il loro legame diventerà insieme conforto e rivelazione – la possibilità, fragile ma reale, che la tenerezza salvi. Uscito subito dopo il successo mondiale di Kitchen e pubblicato oggi per la prima volta in Italia,
Come un miraggio riprende la tradizione degli shōjo manga, i fumetti per ragazze con cui Banana Yoshimoto è cresciuta e che per primi hanno ispirato la sua scrittura. Storie dove amore e dolore convivono e in cui a emergere nitido è, nelle parole dell’autrice, “lo scintillio dell’essere giovani e l’inquietudine di una età in cui non si sa niente di ciò che porterà il domani”.
L’odore del lupo di Maria Pacifico, Ponte alle Grazie, 27/01/26.
Dall’ombra affiorano topi-lupi dall’odore aspro e genitori sfrangiati che non sanno vedere, parole che naufragano nel silenzio e urla soffocate sotto al lenzuolo, dottori che non curano e compagne che sfuggono alla presa. Eppure, se la si lascia fare, la vita spariglia, grida tutta la sua rabbia e la converte in luce. Di scuola in scuola, di cortile in cortile, di amicizia in amore, Silvia cresce con la cruda nudità della sua ferita e la voglia, profonda, di risanarla. All’odore del lupo, la bambina che via via diventa ragazza oppone la fiera certezza di avere ragione. Intollerante al ruolo della vittima, smonta piano piano la fortezza perfetta in cui si era rinchiusa e trova il coraggio di affidarsi al mondo e a chi, nel mondo, sa crederle, leggere la sua cicatrice, accogliere la sua rinascita.
Perché, se diventare grandi è difficile per tutti, sopravvivere al male e ritrovarsi interi è un’avventura straordinaria, che merita di essere raccontata.
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