Benvenuti a tutti gli appassionati del genere storico!
Gennaio 2026 si prospetta un mese ricco di novità editoriali per gli appassionati di romanzo storico, romanzi che spaziano tra epoche e luoghi, la nuova stagione letteraria parte con titoli capaci di catturare lettori di ogni tipo.
Novità in Libreria – Gennaio 2026
Romanzo Storico
La sonnambula di Bianca Pitzorno, Bompiani, 05/01/26.
Di rado il destino si rivela fin dall’infanzia: ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze.
Comincia così, in una città della Sardegna, l’avventura di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula”, donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell’animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano.
La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d’oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta… Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d’avventura e d’amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme.
Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile.
Attraverso la sua straordinaria avventura Bianca Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda che grazie alla nostra forza d’animo, razionalità e fantasia siamo noi a scrivere le nostre vite.
L’alba dei leoni. La saga dei Florio di Stefania Auci, 13/01/26.
Una vita fondata sull’orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un’eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un’isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l’intera storia dei Florio, dall’inizio alla fine.
E questo è l’inizio.
Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.
Il tiranno di Simon Scarrow, Newton Compton Editori, 13/01/26.
Catone si era tenuto in disparte dopo una campagna eroica per reprimere la rivolta di Budicca, ma ora è richiamato in servizio. Come nuovo prefetto delle coorti urbane di Roma, ha bisogno di un ufficiale leale e fidato al suo fianco. Il centurione Macrone è pronto a rispondere alla chiamata. Guerra e ribellione non spaventano questi veterani. Ma la politica e gli intrighi rendono Roma pericolosa quanto un campo di battaglia. E il destino di entrambi gli uomini – e di tutto l’impero – è nelle mani dell’imperatore più instabile dell’epoca.
La morte attende chiunque osi sfidare Nerone. Catone e Macrone dovranno fare appello a tutto il loro bagaglio di esperienza, astuzia e coraggio per sopravvivere a questa nuova, epica avventura di eroismo militare romano.
Ti lascio il mio cuore. Una storia d’amore e sopravvivenza ad Auschwitz di Lee Darcy, Giunti, 14/01/26.
È il 1938 e la quattordicenne Genie vive una quotidianità piena e serena, coltivando le passioni e i desideri propri di una ragazza della sua età: ballare con i due fratelli alle feste, sognare un futuro come pianista, cantare nel coro, passeggiare per le vie di Cracovia. Il giorno in cui incontra un giovane, Feliks, la sua vita sembra finalmente completa. Ma ben presto gli orrori della Seconda guerra mondiale irrompono nella sua città, separandola, oltre che dalla sua famiglia, anche da Feliks: il destino terribile e irrevocabile che attende Genie è Auschwitz-Birkenau.
Lì l’aspetta una sofferenza inimmaginabile, alleviata solo dall’aiuto di un membro delle SS che episodicamente le trasmette notizie del giovane, internato invece nel campo di concentramento di Dachau. Sperando giunga fino a lei, Feliks riesce a intagliare nel cuoio della propria scarpa un piccolo cuore: dentro, vi inserisce la fotografia del loro fidanzamento e un foglietto su cui scrive, con la matita prestatagli dai compagni di baracca, un appassionato giuramento d’amore.
Lo stesso cuore che, molti anni dopo, miracolosamente sopravvissuto all’orrore, ai campi, e all’usura del tempo, sarà ritrovato all’interno di un vecchio armadio, proprio dalla loro nipote: Darcy Lee, l’autrice di questo testo.
Una testimonianza indelebile della tenerezza che sconfigge il dolore e della speranza che continua a brillare anche nei luoghi più oscuri.
Quattro donne di Emilio Jona, Neri Pozza, 16/01/26.
Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. T
eresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa.
Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia.
L’ultima, ma non per importanza, è Delfina, l’impiegata dello studio dell’avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza. In questo inno polifonico all’eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.
L’Iris. Saga di una famiglia in balia del Novecento di Francesco Felicetti, Mursia, 19/01/26.
A Fiume Marco Banzon, giovane erede di una dinastia di armatori, lotta per salvare il patrimonio di famiglia, tra deportazioni e confische. Grazie a legami internazionali e all’appoggio dello zio, riavvia l’attività mercantile, riacquistando l’Iris, la nave che porta il nome della madre e l’unica, fra le imbarcazioni del padre, a essere sopravvissuta alla guerra.
Dall’esperienza dannunziana al sogno aeronautico con Italo Balbo, la vita di Marco incrocia politica, avventura e imprenditoria. Il cuore del racconto, però, pulsa nelle relazioni affettive: amori proibiti, perduti e finalmente ritrovati. La storia d’amore con Elena regala al protagonista la serenità tanto attesa. Una narrazione intensa che mescola sentimento e storia, tra identità, conflitti e rinascite.
L’imperdibile di Eleonora Marangoni, Feltrinelli, 20/01/26.
La penna stilografica, il clacson, la spilla da balia: sono solo alcuni dei brevetti che Walter Hunt firma uno dopo l’altro, muovendosi in una società che sta fiorendo e fonda il proprio mito sull’ambizione. Ma lui quasi non si accorge del valore delle sue invenzioni, occupato com’è dalle incombenze della vita, nuovi progetti, una famiglia numerosa da mantenere.
Nel 1833, con quindici anni di anticipo sul resto del mondo, mette a punto la prima macchina da cucire: la sua vita potrebbe finalmente cambiare, ma il destino ancora una volta prende una traiettoria imprevista, a riprova che “la vita è la curiosa tara fra quello che ci è successo davvero e quello che abbiamo soltanto immaginato”.
Con la sua scrittura versatile e piena di luce, Eleonora Marangoni ci regala la storia di un genio dimenticato dell’Ottocento, e in parallelo ci racconta il suo viaggio lungo le strade d’America sulle tracce di Walter Hunt. “L’imperdibile” è un romanzo che si interroga sul concetto di successo e di riuscita personale, e ci consegna il memorabile ritratto di un antieroe americano, irresistibile anche per via dei suoi fallimenti.
Sempre che possano considerarsi tali, visto che in fondo, come pensa Walter Hunt, “il successo di un fiore non si misura con quanta gente lo guarda, il successo di un fiore è diventare se stesso, e nient’altro”.
Nel nome del figlio. Hamnet di Maggie O’Farrell, Guanda, 20/01/26.
Agnes non c’è perché si trova in un campo a coltivare le erbe mediche, di cui conosce tutti i segreti. Non se lo perdonerà mai. Donna forte e fuori dagli schemi, rimasta orfana e cresciuta da una matrigna malevola, adesso più che mai Agnes avrebbe bisogno di William, l’uomo che ha sposato nonostante l’opposizione della famiglia, l’umile e tenace guantaio che a un certo punto, in fuga da un padre oppressivo, ha deciso di trascorrere la maggior parte del tempo in città, assorbito da una passione divorante, quella per il teatro.
Ma anche il matrimonio con Agnes avrebbe richiesto le stesse attenzioni, specialmente ora che si trova di fronte alla prova più dura. Questo romanzo, ispirato alla storia del figlio di William Shakespeare, parla di amore e di abbandono, di perdita e di riconciliazione; ma è anche la rocambolesca storia di una pulce che si imbarca su una nave ad Alessandria d’Egitto per diffondere la peste da Venezia in tutta l’Europa; e ancora, è il racconto della tenera vicenda di un bambino la cui vita è stata pressoché dimenticata, ma il cui nome è divenuto immortale grazie a una delle opere teatrali più celebrate di tutti i tempi.
L’opera delle streghe di Francesca Thellung Di Courtelary, Giunti, 21/01/26.
Francia, 1536. Michel Dieudonnè è cresciuto senza genitori. L’unica sua amica all’orfanotrofio di Saint Suplice è la coetanea Jeanne: ma le violenze e gli abusi nell’istituto sono all’ordine del giorno. Entrambi trovano una via d’uscita dalle loro misere vite quando incontrano il geniale Andrea Vesalio, anatomista che li prende sotto la sua protezione e decide di aiutarli: Michel vuole diventare medico, Jeanne è un’abile disegnatrice.
Ma l’ombra dell’Inquisizione costringe i tre a trasferirsi in Italia. Incroceranno le loro esistenze con artisti immortali, potenti sovrani e un inquisitore tormentato da una maledizione lanciatagli anni prima da una strega.
Un pugno di radici di Maria Turtschaninoff, Bompiani, 21/01/26.
Generazione dopo generazione, la famiglia di Matts intreccia il proprio destino a quello del luogo: amori, guerre, sogni e disillusioni si succedono secondo il ritmo della natura e delle stagioni fino ai giorni nostri. Un uomo che paga il prezzo della propria infedeltà, una ragazza che con il matrimonio spera di cambiare vita, un padre che piange per un ritorno impossibile – ognuno di loro lascia un’impronta effimera e insieme eterna, come fanno le gru che danzano sulla torbiera all’arrivo di ogni primavera.
Il romanzo corale Un pugno di radici è la storia di un luogo e delle persone che lo abitano, e ci ricorda con i suoi incanti che nessuna vita è mai del tutto separata dalla terra che la genera, e che ogni istante appartiene a una narrazione più grande.
Grazia di Federica Seneghini, Solferino, 23/01/26.
Tra gli allenamenti severi del maestro Burghardt e l’amicizia complicata con Carlo Fassi, suo compagno nella gara a coppie, Grazia comincia a gareggiare nell’Italia del Ventennio, una piccola campionessa perfetta nella sua divisa, impettita nel saluto romano. Poi, quando la guerra inghiotte l’Italia e le bombe colpiscono il Palazzo, deve affrontare una vita sospesa, da sfollata, e infine un rientro a Milano traumatico: la città è devastata, il suo fisico debilitato, il morale a terra.
E sua madre, impegnata in politica, sembra non avere più tempo per lei: Giovanna Boccalini, pioniera dello sport femminile e partigiana, è diventata una personalità politica nella Milano della rinascita.
Quella donna che ha scelto fin da subito da che parte stare sarà per Grazia modello, protezione e ferita aperta, e infine sostegno nel momento cruciale, quando tornare a vincere appare come un sogno impossibile. St. Moritz 1948 infatti si avvicina: sono le prime Olimpiadi dopo il conflitto e il ghiaccio brilla come una resa dei conti.
Ispirato a una storia vera, questo romanzo intreccia le vicende di un tempo, tra fascismo e prima età repubblicana, in cui lo sport femminile muoveva passi importanti, attraversando difficoltà e aperture, conquiste e barriere patriarcali.
Giovanna e Grazia sono una madre e una figlia che cercano un equilibrio, determinate a restare libere in un mondo in tumulto, dove ci si perde e ci si ritrova su una pista ghiacciata scintillante di futuro.
Le ragazze di Ravensbruck di Lynne Olson, Newton Compton Editori, 23/01/26.
Una storia di lotta e salvezza, di sorellanza e resistenza.
Ravensbrück: ancora oggi il nome del famigerato campo di concentramento femminile voluto da Hitler evoca orrore. Le donne detenute al suo interno, costrette ai lavori forzati e spesso sottoposte ad agghiaccianti esperimenti medici, erano quasi tutte prigioniere politiche. Tra loro, un gruppo di partigiane che avevano militato nella Resistenza contro i nazisti nella Francia occupata, e che unirono le forze per sfidare i carcerieri tedeschi e salvarsi a vicenda. Davanti a brutalità inimmaginabili, le ragazze della “sorellanza” di Ravensbrück riuscirono a sostenersi e affrontarono gli aguzzini delle SS a viso aperto, rifiutandosi di svolgere il lavoro assegnato, denunciando gli orrori del campo e persino diffondendo tra le detenute una rivista satirica. Questa è la loro storia di coraggio, solidarietà e lotta per la libertà e la giustizia: una fonte d’ispirazione ancora oggi, contro ogni fascismo.
Il dentifricio radioattivo e altre scorie di famiglia di Joe Dunthorne, Einaudi, 27/01/26.
Joe Dunthorne dà vita a un memoir di commovente tenacia, che affronta con sagacia ed empatia gli scheletri e i fantasmi in grado di tenere sotto scacco intere esistenze. Quando Joe Dunthorne si sposa, la madre gli regala un anello: un eliotropio nero screziato di rosso che, a detta della donna, era «scampato ai nazisti» nel 1935 – o forse no? A poco a poco, Dunthorne comincia a sospettare che le cose non siano andate esattamente come ha sempre pensato, e che la storia della sua famiglia ebreo-tedesca in realtà sia una narrazione creata ad arte per nascondere qualche segreto particolarmente scomodo.
Mentre rovista in casa della nonna alla ricerca di documenti d’archivio, si imbatte in un corposo faldone intitolato “Le memorie di Siegfried Merzbacher”. Siegfried è il suo bisnonno, che grazie all’invenzione del dentifricio radioattivo aveva ottenuto un posto importante in un laboratorio di armi chimiche a Oranienburg, «il borgo sonnolento in cui Berlino nascondeva i suoi segreti», ed è proprio in quelle carte che sono sepolte tutte le “scorie di famiglia”.
Nelle pagine di quelle memorie, tra una ricostruzione storica e un aneddoto d’infanzia, Dunthorne scopre che Siegfried ha nascosto una lunga confessione, che getta un’ombra scura sulla sua parabola esistenziale: piano piano, prende forma un’indagine in cui coesistono sensi di colpa e tentativi di autoassoluzione, ammissioni e omissioni – un’indagine senza esclusione di colpi, in cui Dunthorne accetta di rinunciare alla narrazione eroica a cui aveva sempre preferito credere pur di «capire qual è il cemento che tiene insieme le mie verità».
Con l’estro di un giallista, la precisione di uno storico e, soprattutto, la verve comica di un romanziere che sa fare dell’ironia un vero e proprio motore narrativo, Dunthorne dà vita a un memoir familiare di straordinaria effervescenza, capace di tenere col fiato sospeso fino all’ultima pagina. Senza mai cedere al pathos, scava tra le carte di Siegfried, le biblioteche pubbliche e le macerie del nazismo, e un po’ alla volta dissotterra la storia che la sua famiglia aveva tentato di seppellire – una storia che abbraccia Germania, Turchia, Scozia e Stati Uniti, e che si staglia sullo sfondo di una domanda esistenziale: su quali menzogne abbiamo costruito la nostra vita e quanta verità siamo disposti a sopportare?
La luna e il bambù di Ann J. K. Choi, Giunti, 28/01/26.
Ma sul loro cammino, oltre alla luna che sorge e tramonta sulle montagne, incontreranno il nemico, l’invasore giapponese, e da quel momento una linea separerà la vita che avevano conosciuto fino ad allora dal mondo assai più grande e più duro nel quale sono state costrette a entrare.
Dalla provincia alle strade affollate della capitale, dove l’educazione e l’alfabetizzazione non sono più un privilegio riservato solo agli uomini e la resistenza passa attraverso le stanze delle case da tè, Ann Y. K. Choi tesse la magistrale avventura di una ragazza che prenderà il comando non solo della propria identità ma anche del proprio futuro.
Un viaggio attraverso la Corea di inizio XX secolo, il ritratto avvincente di una protagonista straordinaria, un tributo ai sacrifici che le donne fanno l’una per l’altra. Perché proprio come in una foresta di bambù, la riuscita del singolo passa attraverso la forza e la resilienza di un’intera comunità.
Seguono i link con gli altri generi dei Libri in uscita a gennaio 2026
Novità in Libreria Gennaio 2026 – Genere Narrativa varia
Novità in Libreria Gennaio 2026 – Genere Giallo e thriller
Novità in Libreria Gennaio 2026 – Genere Fantasy – Fantascienza – Horror
Novità in Libreria Gennaio 2026 – Genere Narrativa Rosa
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