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SEI QUI: Home » Libro Caffè » Genere Libri » Giallo - Thriller - noir » John Grisham – La Vedova
Giallo - Thriller - noir

John Grisham – La Vedova

21 Ottobre 2025Updated:30 Novembre 2025Nessun commento9 Mins Read
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John Grisham – La Vedova
John Grisham – La Vedova

La Vedova è un romanzo di John Grisham, pubblicato 21 ottobre 2025 da Mondadori. Nella Virginia rurale, l’avvocato Simon Latch si ritrova accusato dell’omicidio di una misteriosa vedova. Tra debiti, inganni e verità nascoste, un legal thriller avvincente dove nulla è come sembra.

È, a tutti gli effetti, il suo primo vero esperimento nel genere “whodunit”, il giallo classico, costruito con pazienza, dove ogni indizio è un tassello e la verità si svela un passo alla volta, tra piste ingannevoli e rivelazioni calibrate al millimetro. Un ritorno alle origini del mistero, dove non contano le sparatorie o gli inseguimenti, ma la mente di chi osserva, deduce e, infine, ricompone il puzzle.

Trama del libro “La Vedova”

Simon Latch è un piccolo avvocato di provincia, nella Virginia rurale, che guadagna appena il necessario per pagare le bollette, mentre il suo matrimonio lentamente va in pezzi con un imminente divorzio e un’attrazione fatale per il gioco d’azzardo. Non se la passa bene neanche economicamente e ha accumulato debiti che fatica a saldare, fallimenti, multe e pignoramenti.

Le sue giornate scorrono tutte noiosamente uguali finché alla porta bussa Eleanor Barnett, un’anziana vedova di ottantacinque anni che vuole fare un nuovo testamento. A quanto pare, il marito della signora le ha lasciato una fortuna considerevole di cui nessuno è al corrente.

A Simon non sembra vero di trovarsi finalmente di fronte alla cliente più ricca della sua ventennale carriera: già pregusta lauti guadagni e decide di occuparsi del testamento in segreto, senza parlarne neanche alla sua fidata collaboratrice. Riempie la propria assistita di attenzioni e consigli, ma presto inizia a sospettare che la sua storia non corrisponda al vero.

Ma presto la sua storia inizia a incrinarsi. Quando Eleanor viene ricoverata in ospedale per un incidente d’auto, all’improvviso la situazione precipita. Simon si rende conto che niente è come sembra e si ritrova sotto processo per un crimine che giura di non aver commesso: omicidio.

Simon sa di essere innocente. Ma sa anche che le prove circostanziali sono contro di lui e che potrebbe passare il resto della sua vita dietro le sbarre. Per salvarsi, deve trovare il vero assassino…

John Grisham racconta

John Grisham racconta che tutto è cominciato quasi per caso, durante una chiacchierata con un amico giudice. Stavano parlando, come spesso accade tra chi vive di tribunali, di quei casi che non tornano mai del tutto, dove la logica vacilla e resta solo il mistero. È lì, in quella pausa tra un racconto e l’altro, che sarebbe nato Simon Latch, un uomo qualunque, risucchiato all’improvviso nel vortice dell’accusa più devastante di tutte.

Grisham ha confessato che non è stato per niente facile scrivere questa storia e di aver riscritto più volte le ultime cinquanta pagine, seguendo i consigli e le critiche della moglie e dell’editore.  Curiosamente, il romanzo avrebbe dovuto chiamarsi The Trial (Il Processo). Un titolo diretto, forse troppo. Poi la scelta è caduta su The Widow, “La Vedova”, perché racchiude quella doppia anima che attraversa tutta la storia, quella del mistero di un processo e la fragilità di chi resta, il lato umano dietro la macchina della giustizia.

Da anni Grisham è impegnato con realtà come l’Innocence Project, che si battono per liberare gli innocenti condannati per errore. È un tema che conosce bene, e questa è anche un’indagine morale sull’errore umano, sul peso della colpa e sulla difficoltà, spesso dolorosa, di distinguere la verità dalle sue ombre.

Recensioni

Le recensioni di The Widow hanno acceso un vivace dibattito tra lettori e critica. Molti hanno accolto con entusiasmo il cambio di registro di John Grisham, vedendolo come una svolta coraggiosa nella sua carriera. In particolare, viene sottolineato come il romanzo rappresenti un ritorno alle radici del giallo classico, al gusto per il mistero costruito con pazienza, dove la tensione non esplode ma cresce lentamente, insinuandosi tra le righe e tra i silenzi dei personaggi.

In molti hanno apprezzato le atmosfere più intime e raccolte, lontane dai tribunali affollati e dalle aule di giustizia spettacolari dei suoi successi passati. Qui Grisham sembra voler raccontare la giustizia non come spettacolo, ma come esperienza umana, fatta di errori, colpe, rimorsi e fragilità. A colpire sono anche i personaggi credibili, i dialoghi asciutti e realistici, e quella sottile vena di critica sociale che scorre sotto la superficie del thriller, trasformando la storia in qualcosa di più complesso e riflessivo.

Ma non tutti i lettori sono rimasti conquistati. Alcuni parlano apertamente di un romanzo noioso e prevedibile, accusando l’autore di essersi allontanato troppo dal ritmo e dall’efficacia narrativa dei suoi primi capolavori, come Il socio o Il cliente. C’è chi definisce questo libro diviso in due metà: una prima parte logorroica e lenta, e una seconda inverosimile e dal finale forzato. Secondo i detrattori, Grisham avrebbe perso quella lucidità che un tempo rendeva ogni pagina una lama affilata di tensione e realismo.

Il risultato è un’opera che divide profondamente il pubblico: per alcuni, un ritorno alle origini del giallo d’ingegno; per altri, un passo falso, un esperimento riuscito solo a metà. Ma, come spesso accade con gli scrittori che amano rischiare, La vedova resta un romanzo che non lascia indifferenti e forse è proprio questo il suo vero merito.

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Incipit del libro “La Vedova”

1
I clienti che si rivolgevano al piccolo studio legale dall’aria antiquata all’angolo tra Main e Maple Street portavano con sé problemi che Simon non sopportava più. Fallimenti, multe per guida in stato di ebbrezza, assegni familiari non pagati, pignoramenti, piccoli incidenti d’auto, scivoloni e cadute sospetti, richieste di invalidità discutibili: il tran tran di un avvocatuccio qualunque, i cui sogni di ricchezza nati all’università si erano affievoliti al punto da essere quasi svaniti. Dopo diciotto anni di una simile routine, Simon F. Latch, avvocato e consulente legale, era a pezzi. I problemi degli altri lo stavano sfinendo.

Ogni tanto, un po’ di tregua in quello squallore gliela davano i clienti anziani che gli chiedevano aiuto per stendere testamenti e ultime volontà. Simon le faceva sembrare questioni complesse, ma si trattava quasi sempre di incarichi facili che qualsiasi matricola di legge avrebbe saputo accollarsi. Per soli 250 dollari scriveva, ma lui preferiva dire “redigeva”, un testamento semplice lungo tre pagine; stampava il documento su pregiata carta dorata e lo faceva autenticare dal suo “staff”, dando al cliente l’impressione che stesse “adempiendo” a un compito prestigioso.

A dirla tutta, la metà di quei vecchi non aveva nemmeno bisogno di un testamento, neanche di uno semplice: ma nella storia della giurisprudenza americana non si era mai sentito di un avvocato che lo facesse notare e rinunciasse a una parcella. Un’altra verità era che i 250 dollari erano un furto, considerato che su internet c’era una quantità enorme di modelli, gratuiti e altrettanto vincolanti. E un’ulteriore verità era che Latch, i testamenti, nemmeno li toccava. A riempire i moduli e a stampare quelle carte importanti pensava la sua segretaria, Matilda.

La cliente del giorno era Eleanor Barnett, una vedova di ottantacinque anni che abitava in una modesta casa dei sobborghi comprata dieci anni prima insieme al suo secondo marito. Lei non aveva figli, mentre il suo defunto marito, Harry Korsak, aveva avuto da un primo matrimonio fallito due maschi che per anni aveva cercato di convincere l’adorata Eleanor a adottare. I motivi erano vari, ma nessuno l’aveva persuasa perché, come aveva spiegato a Matilda nel corso della loro lunga seconda telefonata, quei due li detestava. Non portavano che guai.

“E sulla sua abitazione grava qualche ipoteca o mutuo?” aveva chiesto Matilda, interrompendo con educazione quella che si annunciava come una prolissa e tortuosa digressione sulla storia dei due disgraziati.

No. Avevano pagato fino all’ultimo dollaro sia la casa che l’auto di famiglia. Non avevano debiti. Harry Korsak era stato un tipo piuttosto parsimonioso, figlio di gente vissuta durante la Depressione, tanto per capirci, e non aveva mai sopportato neanche l’idea di avere dei debiti. Tra una telefonata e l’altra, Matilda fece le sue solite indagini telematiche e accertò che la casa, del valore catastale di 280.000 dollari, era in effetti libera da vincoli, e così l’automobile, una Lincoln di quindici anni prima. Scavando un po’ più a fondo scoprì che Clyde Korsak, il primogenito di Harry, aveva la fedina penale sporca. In passato l’avevano beccato a spacciare cocaina e condannato a quattro anni di carcere.

Ms Barnett disse che non voleva più parlare di questioni finanziarie al telefono, e che avrebbe preferito aspettare e incontrare di persona l’avvocato Latch. Arrivò puntuale alle due del pomeriggio, vestita come la classica signora benestante che va a messa. Matilda ne aveva viste mille così, e le prese immediatamente le misure mentre le versava il caffè nella preziosa tazza di porcellana che teneva da parte per le vecchiette come lei. Di solito alla clientela normale rifilava i bicchierini di plastica. Ms Barnett camminava sicura senza bastone, senza inciampi, a passo svelto e deciso, e si sedette con garbo sulla poltrona a sorseggiare il caffè con il mignolo sollevato, chiaro segnale che conosceva le buone maniere, o che era un po’ snob. A prima vista sembrava in salute, e probabilmente poteva godersi almeno un’altra decina d’anni prima che le sue ultime volontà fossero eseguite.

Dopo qualche minuto, Matilda annunciò che l’avvocato Latch aveva concluso la sua “teleconferenza giudiziaria” ed era pronto a riceverla. Accompagnò Ms Barnett in fondo a un breve corridoio nella sala riunioni dalle pareti scure, stipate di volumi di giurisprudenza che Latch non toccava da anni.

L’obiettivo di Simon era sbarazzarsi di lei in trenta minuti. A distanza di una settimana, quando si fossero visti per firmare e convalidare il nuovo testamento, ne avrebbe aggiunti altri trenta, che gli sarebbero valsi la sua tariffa di 250 dollari all’ora. Un suo caro amico, ex compagno di università, faceva il tributarista a Washington e chiedeva il quadruplo, ma Simon cercava di non pensarci. Negli anni era quasi riuscito a convincersi che la qualità della sua vita nella cittadina di Braxton, in Virginia, fosse molto più alta, e al diavolo i soldi.

Sfoderò il proprio fascino, com’era solito fare con le donne anziane, e capì subito di aver centrato l’obiettivo. «Bellissima collana» disse, adulante.

«Ma grazie» sorrise lei, mostrando i denti, tutti autentici e ingialliti.

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